lunedì 9 dicembre 2013

Recensione: Il giardino dei Finzi-Contini

Titolo: Il giardino dei Finzi-Contini
Autore: Giorgio Bassani
Pagine: 234
Prezzo di copertina: 9 euro
Editore: Feltrinelli

Trama:
Pochi romanzi italiani del Novecento sono entrati così profondamente nel cuore dei lettori come "Il giardino dei Finzi-Contini", un libro che è riuscito a unire emozioni private e storia pubblica, convogliandole verso un assoluto coinvolgimento narrativo. Un narratore senza nome ci guida fra i suoi ricordi d'infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. Ma le leggi razziali, che calano sull'Italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell'età, sempre più frequenti. Teatro di questi incontri, spesso e volentieri, è il vasto, magnifico giardino di casa Finzi-Contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. Il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre più coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per Micòl. Ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia Finzi-Contini.

Recensione:
Comincio dicendovi che non l'ho letto di mia spontanea volontà; non era né nella mia wish list né nei miei più profondi pensieri...era solo un compito per scuola.
Non mi è piaciuto eccezionalmente ma pensavo fosse molto più pesante e noioso per il semplice fatto che la maggior parte dei miei compagni, che l'avevano iniziato molto tempo prima essendo delle lumache a leggere, me l'avevano descritto così.
Comunque non è un libro che mi ha lasciato molto; anzi, all'inizio non mi ha donato assolutamente niente!!! Sarà per il fatto che è palesemente descrittivo (Un esempio? L'io narrante ci dice che a Micol da piccola piacevano più le prugne che i cioccolatini Lindt mentre da più grande ama queste delizie, ma solo le palline amare -.- Un piccolo commento: non mi interessava per niente!) o perché è una storia genuina, che parla della vita di un ragazzo ebreo ma non l'ho trovato adatto a me!
Bassani scrive bene, non lo metto in dubbio -ci sarà un motivo perché questo è considerato un classico, ma lo stile personale adottato in questo libro non mi è piaciuto. E' pieno zeppo di parentesi lunghe molte righe che fanno perdere il filo del discorso (un po' come quella che ho fatto io prima XD) o di parole e espressioni dialettali da me incomprensibili O.o

I personaggi? E' un libro scritto in prima persona da un io narrante non identificato ma che alcuni ritengono lo stesso Bassani dato che la storia si svolge a Ferrara, sua città d'origine.
Micòl è colei che fa perdere la testa al nostro protagonista che la ritiene più di un'amica fin dall'età di tredici anni. Questa ragazza è una Finzi-Contini, perciò appartenente all'alta borghesia, che ama ricordare il passato ma non vuole pensare al futuro, da lei tanto temuto. Il suo personaggio è molto particolare perché questa sua riluttanza per il futuro sembra premonire ciò che la sua famiglia dovrà affrontare a causa delle leggi razziali.
Alberto, il fratello di Micòl, è sullo sfondo di tutta la vicenda e sembra serva solo come tramite tra la giovane e il protagonista, essendo legato con la prima da un legame di sangue e con il secondo da un'amicizia discontinua. Lo stesso vale per il milanese Malnate che assume importanza solo alla fine del libro, quando il protagonista scopre qualcosa sulla sua vita privata che lo porta a non essere più suo amico.
Non penso che mi resteranno nel cuore questi personaggi, nemmeno uno :( L'unico per il quale ho provato un leggero sentimento -pena- nel corso del libro è stato il protagonista che però, come può accadere nei romanzi scritti in prima persona, non è ben caratterizzato dato che ci si sofferma in primo luogo sul suo amore per Micòl....ma neanche l'Io narrante mi rimarrà in mente a lungo :(

Ovviamente questo libro non è terribile, come ho detto all'inizio, ed ha una struttura piuttosto originale. Ciò che ho notato maggiormente è la struttura per così dire "ad anello". Nella parte iniziale il ragazzo ci parla del momento in cui ha deciso di scrivere della sua vita -anni dopo la morte dei protagonisti- durante una gita tra tombe etrusche, che poi collega alla tomba monumentale dei cari Finzi-Contini, ormai morti, e comincia a ricordare... 
Nell'epilogo riprende ciò che è accaduto a Micòl, Alberto e Manate in modo vago ma chiaro. 
E' un pregio del libro :)

Spero che chi ha amato questo libro non mi critichi per la mia recensione e per il voto che assegnerò al libro, che ho trovato "nella media"...mi dispiace non essere riuscita ad apprezzare questo classico da cui è stato tratto anche l'ononimo film.
A voi cosa è piaciuto dell'opera dello scrittore ferrarese?

Consigliato a…
…chi non riesce a fare a meno di leggere dei momenti più duri della storia italiana e a chi non vuole dimenticarsi di aver tra le mani un classico italiano :)

Voto:











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10 commenti:

  1. è un genere che mi piace molto!!! ed è in WL da non so quanto tempo...!!
    capita che un libro, seppur acclamato e apprezzato da molti, non piaccia a tanti altri...!!! ;) son gusti :P

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  2. Ciao cara! Grazie mille per essere passata a trovarmi! Io adoro i libri per cui è ovvio che ami il tuo blog!! :D Non ho mai letto questo libro, ricordo che in genere veniva assegnato da leggere a scuola ma io l'ho sempre evitato eheh! Un abbraccio!!

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  3. I libri, quando sono imposti, è difficile che possano piacere.

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  4. ciao!!!ma che bel blog!!!!!ti seguo volentieri e non vedo l ora di leggere le tue recensioni!!!:)

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  5. ho visto il film, un capolavoro! Il libro purtroppo non ho avuto modo di leggerlo ancora...è da secoli nella mia wish list!

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  6. È uno dei miei romanzi italiani preferiti... L'ho letto anch'io come compito per la scuola ma mi è piaciuto molto: se la parte iniziale risulta un po' noiosa, la descrizione del vert paradis des amours enfantines invece mi ha lasciato il segno.
    Una frase particolarmente significativa credo sia questa: "(...) l'amore – così, almeno, se lo immaginava lei – era roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda: uno sport crudele, feroce, ben più crudele e feroce del tennis!, da praticarsi senza esclusione di colpi e senza mai scomodare, per mitigarlo, bontà d'animo e onestà di propositi."
    Ciao :)

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