martedì 17 dicembre 2013

Segnalazione: Emmanuel

Ciao Cari ^^ Come state? 
Scusate la mia poca presenza sulla blogsfera, ma questo periodo è un po' pieno XP  In questi giorni, poi, sto ricevendo qualche email da blogger (per vari motivi) e da autori emergenti con i quali cerco di essere disponibile :D E oggi voglio proprio presentarvi un libro di un nuovo scrittore: Francesco Bianco. E' stato così gentile da inviarmi anche una copia da recensire, inizialmente ero un pò titubante a causa della mia mancanza di tempo ma poi ho accettato grazie alla gentilezza dell'autore che mi ha detto di prendermi il tempo che mi serviva ma...mi si è liberato un posticino sul comodino proprio ieri: ho finito Harry Potter e la pietra filosofale in inglese (appena riesco faccio la puntata di English Reader ^^)! 
Ora Emmanuel è lì che mi aspetta :D
Perciò ne approfitto per presentarvelo XD
***
Titolo: Emmanuel
Autore: Francesco Bianco
Editore: ilmiolibro.it
Prezzo: € 11.00 (cartaceo) - € 4.99 (ebook)
Pagine: 148 p.
Genere: Fantascienza
Anno di pubblicazione: 2013


Trama:
E se la realtà della vita, crollasse improvvisamente davanti ai nostri occhi? Pensi di essere al sicuro?Pensi di sopravvivere? Nulla è ormai certo... Una ragazza albina, un Dio capace di distruggere un pianeta con i suoi abitanti, un vagabondo che insegue un simbolo misterioso. Questi sono alcuni degli elementi, che rendono Emmanuel un romanzo avvincente e pieno di sorprese. 
E'una calda e afosa mattina di agosto, e un evento straordinario sconvolge la cittadina di Salisbury. "Flottillas," è così che vengono
chiamate le strane sfere di luce che, apparse improvvisamente nel cielo, formano un singolare emblema. Il sorprendente fenomeno cattura l'attenzione di Jeffrey White,quarantenne senzatetto con un passato da scienziato. In lui, scatta un'irrefrenabile voglia di sapere e di scoprire la verità su quel misterioso simbolo. Un amore, un'amicizia, un'avvincente storia che si snoda fra le città che compongono il triangolo della magia e le maestose metropoli di un mondo a noi sconosciuto, al limite della fantasia. Tutto è scritto, tutto è pronto: il viaggio è appena iniziato...

Chi è Francesco Bianco?
Bianco Francesco nasce a Ivrea il 09 ottobre 1985. Già da piccolo dimostra una notevole passione per le attività artistiche, infatti, all'età di 5 anni inizia il suo lungo percorso nel mondo della musica imparando a suonare la tromba. Contemporaneamente all'attività lavorativa come idraulico intrapresa all'età di 14 anni, continua a coltivare la passione per la musica suonando in svariati gruppi della zona canavesana.
All'età di 27 anni decide di intraprendere il cammino da scrittore. Inizia così la stesura del suo primo romanzo "Emmanuel".

Prologo (gentilmente datomi dall'autore)
Un vento impetuoso soffiava con forza fra gli alberi spogli di una via isolata della cittadina, facendo volare qua e là le poche foglie secche rimaste a terra. Le strade erano deserte e il cielo stellato avvolgeva la torre più alta della cattedrale. Una lampadina dell’illuminazione esterna dava di matto lampeggiando insistentemente, accompagnata, a ogni flash di luce, da un ronzio assordante.
Vivi Straits passeggiava silenziosa sul marciapiede di fronte alla cattedrale, stringendosi affannosamente nel suo cappotto di pelle nera, cercando di ripararsi il più possibile dal forte vento.
Era una tipica notte invernale. Il freddo pungente entrava nelle ossa di Vivi come lame affilate e il forte vento le batteva sul viso cereo facendole arrossire leggermente le guance.
Vivi era una ragazza particolare, pallida in volto e dai magnifici capelli bianchi che le volavano disordinati dietro la schiena cullati dal vento. Sembrava una bambolina di ceramica se non fosse stato per il suo abbigliamento tetro e il suo modo bizzarro di comportarsi.
Camminava con passo veloce verso la cattedrale illuminata, attraversando la strada principale che portava ad un enorme piazzale vuoto riempito solamente dal suono secco dei suoi tacchi.
Passeggiava nel piazzale gelato guardandosi intorno incuriosita. Notò un gatto infreddolito che attraversava la strada senza rendersi conto della sua presenza. Si voltò a destra e a sinistra sperando che nessuno la notasse, poi con passo deciso, frettoloso, percorse gli ultimi metri prima di arrivare all’entrata.
Sebbene portasse i guanti di pelle, sentiva le mani intorpidite dal freddo quasi da non poterle muovere. Le tirò fuori dalle tasche e con un gesto lento, quasi meccanico, cercò di chiudersi il colletto della maglia riparandosi ulteriormente dal freddo della serata. Rabbrividì.
Un istante dopo si trovò di fronte all’uscio della cattedrale. Alzò lo sguardo verso la sua immensa facciata illuminata da pallide luci. Dopo un lungo respiro entrò decisa.
La cattedrale era vuota. In un certo senso sembrava come se nessuno ci mettesse piede da molto tempo. Era avvolta da un misterioso velo di silenzio, illuminata debolmente da alcune candele disposte lungo la passerella centrale. L’eco del portone risuonò potente in tutta la chiesa.
La donna avanzò furtiva con gli occhi bene aperti facendo attenzione a dove mettesse i piedi.
Decise di sedere in uno dei primi banchi di fronte all’altare, un posto intimo e appartato. Passò qualche minuto e due individui dall’aspetto elegante si sedettero di fianco a lei inginocchiandosi in segno di rispetto. Avevano un’espressione seria, quasi tesa.
Vivi sapeva bene chi fossero; aspettava solo un loro segnale, un gesto di consenso per alzarsi da quel vecchio bancone.
Pochi minuti, si guardarono negli occhi l’un l’altro capendosi solo con uno sguardo. Il primo uomo sulla sinistra della donna fece un cenno agli altri due con il capo, si alzò e con aria indifferente si diresse verso la sagrestia. Vivi s'incamminò a ruota, seguita dal secondo. Senza far rumore chiusero a chiave la porta lanciando un ultimo sguardo alla chiesa. Il pericolo era passato, ora potevano rilassarsi. L’organizzazione segreta si era riunita per l’ultima volta.
Dovevano passare ai fatti e c’era bisogno di mettere a punto le ultime cose; tutto doveva essere perfetto fin nei minimi dettagli, nessun errore doveva essere commesso. Doveva essere un'operazione rapida ed indolore.
L'individuo dall’aria più furba si tolse gli occhiali scuri dal viso, buttandoli con noncuranza sul tavolo in legno posizionato in mezzo alla stanza. Gli camminò intorno senza dire una parola passando una mano sulla sua superficie, accarezzando quello che era un misterioso simbolo scolpito sul legno vivo.
L'altro, che era di fianco alla porta con le braccia conserte e un piede appoggiato al muro dietro di lui, aveva il volto serio e distaccato. Un viso che lo segnava come una persona dura, una persona che aveva fatto una vita difficile. I suoi vestiti stropicciati e la barba incolta facevano capire che erano giorni che non dormiva. Fece una smorfia come se stesse pensando a quali parole usare e con un sorriso stanco iniziò a parlare.
«Allora, come siamo messi? Avete riguardato ogni punto della missione?»
Vivi si avvicinò al tavolo e tirò fuori dalla tasca del cappotto una sigaretta; la accese riempiendo la stanza di fumo.
«Sì, ho ripassato tutti i punti... Siamo pronti... - esclamò con voce sicura - Non ci rimane altro che partire. Non ho dubbi.»
«Bene! - ribatté l'uomo in piedi vicino al tavolo - Dobbiamo restare anonimi, ogni sbaglio potrebbe portarci al fallimento.»
Gli altri due annuirono.
«Dobbiamo spingerli nella nostra trappola, poi toccherà a te, Vivi... A quel punto sarà il tuo turno - continuò - dovrai cercare di portarli fin qui, intesi?»
Ora il suo tono era autoritario, come se quello che stavano facendo fosse una questione di vita o di morte.
Vivi non poteva sbagliare, avrebbe messo a repentaglio la loro vita mandando all’aria anni e anni di addestramento. L’ansia la pervase per un istante.
«Sì, farò di tutto per portarli fino a qui. Ci potete contare!»
Spense la sigaretta sotto ai suoi piedi e tirò un profondo respiro.
I tre annuirono lanciandosi nuovamente sguardi d’intesa. Aprirono la porta e con un rapido gesto si dileguarono nella notte illuminati soltanto dalla tenue luce delle stelle.


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Cosa ne pensate? Io sono proprio curiosa di iniziare la letture ^^ Non ho mai letto un libro di fantascienza e non so' cosa aspettarmi... Appena lo finisco posterò la recensione, non vi preoccupate ^^

Francy


3 commenti:

  1. Anche io o questo libro da leggere. Appena avrò un pò di tempo e avrò smaltito i vari arretrati, mi ci fionderò!

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