mercoledì 29 gennaio 2014

Recensione: David Golder

Titolo:  David Golder
Autore: Irène Némirovsky
Pagine: 143
Prezzo di copertina: € 4.90
Editore: Newton Compton

Trama: David Golder nel nome rivela l'essenza della sua vita: niente al mondo lo interessa se non riguarda il denaro; fare soldi, conservarli, investirli, guadagnare a tutti i costi è ciò che conta. Ricchissimo e potente uomo d'affari ebreo d'origini russe, è talmente cinico e avido che arriva al punto di causare il suicidio del socio Marcus, suo collaboratore da ventisei anni. La moglie Gloria e la figlia Joyce sono come lui, e gli stanno accanto solo perché è una fonte di ricchezza. Cinismo, freddezza, rapporti umani basati sulle leggi dell'utile, del "do ut des": è il mondo di cui questo romanzo, il primo pubblicato da Irène Némirovsky, rappresenta una terribile, lucida e inappellabile condanna.

Recensione: 
Dopo aver letto questo libro posso dire di non amare i classici, per ora non ne ho trovati molti che ho davvero apprezzato :/ E' un romanzo che straborda odio, doppiogiochismo, freddezza...Tutto visto da due punti di vista che girano intorno al denaro: uno di chi lo guadagna e uno di chi lo sperpera.

L'autrice scrive davvero bene; il suo stile è distaccato ma ironico, sintetico ma originale...impeccabile! Se non fosse stato scritto in questo modo scorrevole sono certa che non avrei apprezzato per nulla il libro: gli affari non sono mai stati una mia passione!
La Nemirovsky è riuscita palesemente a esporre le idee di tutti i protagonisti del romanzo, che sono persone spregevoli! Non posso non soffermarmi su di loro!!

David Golder -come ben si percepisce dal titolo- è l'uomo intorno al quale si sviluppa la storia, o forse è meglio dire che la storia gira intorno ai suoi soldi....il che è molto diverso! Se non fosse stato così ricco il povero Golder non sarebbe divenuto così infelice, ritirovanandosi senza un briciolo di amore intorno a lui.
Il nostro David ha infatti una vecchia rinsecchita come moglie e una diciottenne superficiale come figlia: entrambe amano quello che HA non quello che È.
In fondo, come biasimarle? L'uomo d'affari è il primo ad anteporre il denaro a tutto il resto, anche a costo di mandare in rovina povera gente o suoi collaboratori. 
Ho odiato la famigliola al completo! E penso fosse lo scopo dell'autrice; strano ma vero! La scrittrice francese non si sbilancia da nessuna delle due parti, non prende posizione...desidera che il lettore sia schifato da ciò che tanta ricchezza può creare. Proprio per questo ci sono parti in cui prevale l'ingenuo punto di vista del vecchio imprenditore -che è consapevole della falsità di chi lo circonda ma ignora cose ancor più importanti- e parti in cui le figure di madre e figlia hanno il sopravvento in compagnia dei loro gingilli e della loro insaziabile fame di soldi.
La vittima di tutto ciò è chiaramente Golder, che guadagna per poi veder sparire sotto al suo naso tutti i suoi sacrifici ma anche la sua cattiveria di uomo d'affari... E il lettore si sente smarrito, non sa più da che parte stare e soprattutto se compatire Golder o pensare un bel ''Gli sta bene".

Il denaro -il troppo denaro- dà alla testa. È l'isegnamento principale del libro, ed è attuale, basta accendere la TV per rendersene conto.
Leggendo mi sono ritrovata a chiedermi: è meglio essere poveri e senza tanto cibo o esser ricchi e senza amore?

Consigliato a...
Chi ha sempre disprezzato il mondo degli affari e vuole continuare a farlo
Voto:

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8 commenti:

  1. Quest'autrice la sento nominare molto spesso :) e ho letto diverse recensioni positive, credo che leggerò qualche suo libro, e chissà magari posso iniziare proprio da questo che sembra piuttosto interessante!

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  2. eh..eh...beh non credo che sia un libro che fa al caso mio....non ci capisco molto di mondo degli affari e quant'altro..>_<......

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  3. Niente male... che famigliola che si ritrova, il tipo! Un po' famiglia Addams!!! ;-)

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  4. Personalmente non me ne intendo di affari et similia, però il libro mi sembra interessante, magari lo prendo in biblioteca :)

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  5. Vorrei proprio sapere quanti anni hai, soprattutto per la prima frase "Dopo aver letto questo libro posso dire di non amare i classici, per ora non ne ho trovati molti che ho davvero apprezzato" xD No, davvero, i classici sono magnifici, bisogna solo trovare l'età giusta per leggerli, credo. Ho iniziato a leggerli a 16-17 anni ed ora ne ho venti. Ce ne sono di molti davvero belli: Dottor Jekyll e Mr Hyde, 1984, La fattoria degli animali, Canto di Natale, Il ritratto di Dorian Gray, Robinson Crusoe. Credo siano i classici che possono stare nei gusti di tutti, specie 1984, è magnifico! Però ammetto che la Némirovsky non mi ispira per niente, non so come mai. Io quest'anno ho letto già due classici e vorrei iniziare a leggere libri tipo "Anna Karenina" dato che non ho mai letto di letteratura russa, ma solo di quella inglese. (Spero che il mio commento avrà senso, davvero :/ Oggi non mi escono le frasi >.<)

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  6. @Ninfa: forse bisogna davvero avere l'età giusta per apprezzarli :D a te è arrivata piuttosto presto, però :3 il ritratto di Dorian grey mi era piaciuto abbastanza, così come Dr Jekyll e Mr Hyde, letto in inglese...il canto di Natale ce l'ho a casa (in inglese ^^) che aspetta di esser letto :P

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  7. @Stefania: bellissima davvero, la sua famiglia ah ah
    @Robin: l'autrice la sento nominare spesso anch'io :P
    @Keep me safe: benissimo, cara ^^ e sto leggendo un libro stupendo a dirla tutta ^^
    @Seleny: non sei l'unica a non capire il mondo degli affari: non ci perdiamo niente, dai ^^

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