mercoledì 26 febbraio 2014

Recensione: Mille splendidi soli

Titolo: Mille splendidi soli
Autore: Khaled Hosseini
Pagine: 407
Prezzo di copertina: 13 euro
Editore: Piemme

Trama: 
A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua "kolba" di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l'arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una "harami", una bastarda, e sarebbe un'umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L'unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell'aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall'intreccio di due destini, una storia che ripercorre la storia di un paese in cerca di pace, dove l'amicizia e l'amore sembrano ancora l'unica salvezza.

Recensione:
Iniziare a buttare giù i pensieri su un libro appena lo si ha finito può essere più arduo del previsto se è riuscito a catturarti fino alla fine. Perché è difficile uscire da quelle pagine che ti hanno fatto emozionare e sentirti la persona più fortunata del mondo per il semplice fatto di non essere donna in Afghanistan. Non ti liberi tanto facilmente di una soffocante realtà che ci opprime ancora ai giorni nostri anche se qui -al sicuro tra le nostra mura domestiche- non la sentiamo così vicino.
Con Mariam e Laila ho avuto paura; soffrire con loro e per loro non era difficile. L'angoscia di vivere in una gabbia che è in realtà la propria casa, la consapevolezza di non poter fuggire da colui che porta il compagno dell'anello che porti al dito, la rabbia di vivere in una società nella quale essere donna è una colpa. E' una condanna fin dalla nascita. E non c'è via d'uscita.
Tu devi patire la fame, la sete, la violenza, la frustrazione e non hai il diritto di ribellarti per il semplice motivo di essere una lei.



'Mille splendidi soli' ci insegna che dentro la brutalità di una guerra c'è una lotta ancora più indomabile, feroce e infondata; quella contro la donna.
Non c'è rimedio, purtroppo. Ma il romanzo ci insegna che l'amore -quello vero- e l'amicizia aiutano a continuare a vivere superando gli ostacoli che la società stessa impone.
La speranza è l'ultima a morire e dietro il mescolarsi di piccole ingiustizie quotidiane c'è lei: si continua a credere -a sperare, appunto- che la guerra finisca. Dentro e fuori di te.

Uscire indenni dalla lettura è impossibile. Se ci riesci hai un cuore di pietra; duro e intoccabile. Come quello degli uomini contaminati da una società maschilista e meschina.
Appunto perché sono certa di non scrivere questa recensione per loro -nati con ideali che nemmeno il più crudele destino potrà mutare- so che voi mi capite. Che per essere colpiti da una storia non è essenziale che lo scrittore adotti uno stile impeccabile o che la riflessione sia così profonda da farti sprofondare in una specie di trance ma la cosa che più colpisce, quella che arriva dritta al cuore del lettore, è l'essere consci che è tutto vero. Dalle botte, al burqua, alla misera condizione in cui si riducono  le donne...

Quando vedrò una donna col burqa penserò a Mariam e a Laila. E a quanto possa somigliare la sua vita alle loro. Se anche la sua sia una continua lotta alla sopravvivenza...contro la sopraffazione, contro la vergogna, contro il terrore che solo gli occhi possono rivelare...
Mi auguro che quando ne vedrò una riuscirò a non fissarglieli, quegli occhi, lo specchio dell'anima che tutto dice senza parlare: forse potranno di rivelare un grido di aiuto o forse -e lo spero- una felicità che ogni donna dovrebbe provare. 
Già da piccola mi chiedevo cosa si provasse a portare il burqa o un semplice velo avvolto perennemente in testa, come se facesse parte del tuo corpo...'Mille splendidi soli' mi ha insegnato che è una piccolo chicco di sabbia nel deserto di difficoltà che le donne afghane affrontano quotidianamente. La difficoltà nel vedere dove si mettono i piedi e la paura di inciampare viene alleggerita dalla consapevolezza che nessuno potrà riconoscerti. Ora le capisco un po' meglio.

Un altro importante e bellissimo significato è contenuto nel romanzo: che quando due vite si incrociano non c'è più modo di separarle se unite dallo stesso destino: la consapevolezza di essere schiave e la sopraffazione causata dallo stesso orribile uomo.
Mariam e Laila infatti sono apparentemente così diverse che non si potrebbe pensare al nascere di un'amicizia così radicata: la differenza di età, di cultura, di luogo di origine non contano niente davanti a un così evidente punto di incontro.
Fortunatamente qualche spiraglio di luce c'è anche in mezzo di tanta cupezza: Tariq. E' stato un personaggio-appiglio per me :3 Quando tutto sembra ormai perso lui -il vero amore di Laila- è quella speranza tanto osannata che cerchi per non crollare! Perché tra tanti uomini meschini qualcuno è davvero cresciuto con gli ideali giusti che lasciano spazio al progresso e a donne istruite...


Lo stile della narrazione non fa altro che contribuire al calzante ritmo con cui la lettura scivola tra le dita...
Il volume è diviso in quattro parti sostanziali: la vita di Mariam -da 'harami' a sposa infelice-, la vita di Laila -da ragazza istruita a donna sottomessa-, l'intreccio delle due -tanto diverse ma tanto simili- e un lieto fine che lascia intravedere che il tutto può essere accaduto a migliaia di donne come loro.
Laggiù in Afghanstan tutto questo non è un romanzo. Tutto questo è vita. 

Consigliato a...
... chi non conosce miglior modo di prender tra le mani un bel libro per gustare il sapore amaro di un Paese tanto crudele e tutto da scoprire...
Voto:













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13 commenti:

  1. Di questo autore ho letto il primo libro, strepitoso, e ho messo questo libro nella mia wishlist *---*
    Recensione stupenda ^^

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  2. questo è un libro che da un po' voglio leggere. Per ora però voglio leggere i libri che ho in casa.

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  3. Forse sono controcorrente, ma non mi attira molto.

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  4. http://hermioneat.blogspot.it/2013/03/mille-splendidi-soli.html

    Ne ho scritto qui, sul mio blog. Quando ho letto il libro, avevo voglia di piangere, di gridare... poi, mi sono detta che sono fortunata rispetto a loro. Che mio marito non mi pesta nè mi fa mangiare sassi... che sono libera di uscire da sola.. di truccarmi o indossare i pantaloni.
    Mi sono chiesta che possiamo fare per queste donne? A volte temo ben poco non solo per la lontananza ma perchè la maggioranza di loro è così schiava e schiavizzata che porta dentro di sè un retaggio di dolore antico come il mondo. Ne hanno fatto il loro modo di vivere... lo hanno bevuto col latte materno,,, mangiato ogni giorno insieme all'altro cibo.
    Una soluzione però, assieme a loro la dobbiamo trovare. Non è possibile andare a vanti così!
    Ciao

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  5. Ciao Francy!!! Complimenti vivissimi per il tuo splendido blog. Lo sapevo che hai questa "pericolosa" mania della lettura. Di questi tempi è perfino rara. Continua pure ; mi unisco volentieri ai tuoi visitatori. Baci
    Maria Pia

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  6. Ciao Francy! Bellissima recensione :-)
    Una mia amica mi aveva parlato di questo libro.. A dir la verità non sapevo nemmeno di cosa parlasse, ma sembra davvero bello! Per ora non me la sento di leggere un libro del genere, ma un giorno lo leggerò!

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  7. Ho letto questo libro prima del più famoso "il Cacciatore di aquiloni" e questo mi aveva colpito molto di più, forse per la tematica femminile o per la capacità di inserire del bello anche nelle pagine più dolorose...Il mio preferito, decisamente!

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    1. Ciao Alenixedda, anch'io ho fatto come te. Primo questo e poi il cacciatore di aquiloni.
      Sono bellissimi entrambi ma questo, forse proprio perchè parla dell'universo femminile è stato decisamente più struggente.
      Ciao a tutti

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  8. Libro stupendo, leggendo la tua recensione ho fatto un tuffo nel libro che ho letto qualche anno fa!!! Occhi a cuoricino anche per me!

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  9. Francy, che recensione meravigliosa *-*
    Ho questo libro in libreria da secoli (ehm... nella libreria di mamma), ma non ho ancora avuto modo di leggerlo! Mi sento una brutta persona ç.ç

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  10. @Ilenia: davvero, è un libri che vale la pena leggere ^^
    @Mel: no, una brutta persona no :3 brutte persone sono coloro che causano le discriminazioni contro le donne di certo non tu :P
    @Michy: mi fa piacere esser riuscita a riportati indietro alla lettura :)
    @Alenixedda: la tematica femminile è davvero appassionante e strappalacrime :3
    @Giusy: quando quel giorno verrà devi farmi sapere che ne pensi ;)
    @Mariapia: sicuramente non perderò il mio amore per la lettura ^^ sono felice di trovart tra noi ;)
    @Patricia Moll: tutte quelle sensazioni non sei l'unica ad averle provate :3

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    Risposte
    1. Lo so, Francy. Ma è proprio questo il compito di un buon libro... smuovere i nostri sentimenti. Quando un lbro è capace di farti provare emozioni forti, positive o negative, la compassione per le protagoniste, l'empatia nei loro confronti, la rabbia nei confronti di tutto o quasi il mondo islamico maschile.... allora sì, si può veramente definire un buon libro!
      Ciao

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