venerdì 16 maggio 2014

Recensione: Bianca come il latte, rossa come il sangue

Titolo: Bianca come il latte, rossa come il sangue
Autore: Alessandro D’Avenia
Pagine: 254
Prezzo di copertina: 13 euro
Editore: Mondadori

Trama:
Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c'è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l'assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell'amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l'ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

Recensione:



Bianca come il latte rossa come il sangue *-* Letto ben due volte e mai recensito :P No no, questo è quello che pensavo ^^ Ma oggi ho scavato nei meandri del computer e ho trovato un piccolo pensiero che avevo scritto tempo fa, prima che questo Angolino fosse online... Se mi seguite sapete che è un libro che ho adorato e mi ha fatto avvicinare al genere; se volete sapere di più sulla mia opinione potete continuare...
E’ un libro che ti attira fin da subito, a partire dal titolo profondo che raccoglie tutto lo spirito del libro.

La storia è narrata con uno stile semplice, in alcuni punti fin troppo, che non ti fa stancare minimamente…il tempo scorre veloce, ti ritrovi a fissare l’orologio che segna la mezzanotte pensando che siano ancora le dieci. Nonostante lo stile elementare riesce ad affrontare tematiche difficili con gli occhi di un sedicenne che cresce affrontando quelle situazioni che sembrano sempre lontane da noi: chi mai immaginerebbe di scoprire che una persona a cui si tiene è malata di leucemia? Ecco: per questo fa riflettere…perché ti insegna a vivere la vita al meglio perché un giorno essa finirà e ci saranno cose che rimpiangerai di non aver fatto.
Ho visto recensioni di gente che diceva: “è un libro banale” o “è molto scontato”…non è vero. Certo, non è un capolavoro (se uno parte con questa idea non va da nessuna parte) e non ha un finale inimmaginabile perché tutto il libro fa capire come finirà la storia di Beatrice ma per comprendere questo libro si deve vedere il mondo con gli occhi di Leo: bisogna capire le sue riflessioni, ciò che vuole comunicare parlando degli adulti che non lo capiscono, degli amici un po’ superficiali, di amicizie vere, di Dio e della malattia di Beatrice. Se si legge questo libro senza entrare nella testa del protagonista e senza pensare a cosa faremmo noi al suo posto è inutile, lo si troverebbe sicuramente banale. Sarà questo lo sbaglio della gente che lo critica?
Ora parliamo dei personaggi, sono descritti al punto giusto perché riesci a capirli, soprattutto comprendi Leo (ovviamente se fai come ho scritto nelle righe soprastanti ( ;), non dovete immaginarvi un ragazzo complicato o emarginato ma uno come tanti che prima di scontrarsi con la malattia di Beatrice aveva un vita normalissima: scuola, calcio, amici. Punto.
Un personaggio singolare è il Sognatore che sarebbe un professore di Leo, non uno come molti altri, uno di quelli che non sa far altro che mettere note, castighi eccetera ma uno che ama il suo lavoro e per questo riesce a coinvolgere i suoi alunni e ad aiutarli quando hanno bisogno di una mano. Molti lettori (me compresa) hanno pensato che sia un personaggio autobiografico perché anche l’autore fa l’insegnante.
Insomma, da leggere se ci si riesce ad immedesimare…
Buona lettura

Consigliato a…
…chi ha voglia di una lettura leggera, veloce e che ti colpisce con una storia drammatica. Attenzione!: Sconsigliato a chiunque non abbia voglia di entrare nella testa di un sedicenne :)


Voto:



7 commenti:

  1. Mooolto carina la tua recensione!!!Non l'ho mai letto ma l'ho in ebook.... ^^

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  2. Hai ragione, bisogna vedere il mondo attraverso gli occhi di Leo, la sua devozione e determinazione. Può sembrare banale, ma è bello proprio nella sua semplicità!

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  3. anche io ce l'ho in e-book! ^-^ bella recensione :3

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  4. Letto. E' bello, ma non è uno dei miei preferiti. Agli inizi ammetto che non sopportavo molto Leo. E anche secondo me il tema della Leucemia e tratto molto bene. Visto di recente anche il film, nemmeno quello è stato male.

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  5. non l'ho letto, ma solo perchè finora non mi sono messa con l'intenzione
    devo farci un pensierino, la tua recensione mi fa pensare che potrebbe piacermi! ;=)

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  6. Libro che ho nella mia WL. Ho visto il film e mi è venuta voglia anche di leggere il libro.

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  7. volevo leggerlo, ma mia sorella mi ha fatto passare la voglia xD

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