sabato 31 maggio 2014

Recensione: La ragazza della porta accanto

Autore: Jack Ketchum
Pagine: 288
Prezzo di copertina: 17 euro
Editore: Gargoyle

Trama:
America rurale, anni Cinquanta. David ha 12 anni e incarna il prototipo dell'adolescente medio. Frequenta gli altri ragazzi del vicinato e comincia a sviluppare un certo interesse per il sesso femminile. Quando le sorelle Meg e Susan Loughlin si trasferiscono a vivere nella casa accanto, David è felice dell'opportunità di ampliare il proprio giro di amicizie, anche se Meg, che incontra per prima, è un paio d'anni più grande. I genitori delle due ragazze sono rimasti uccisi in un incidente d'auto, e le sorelle Loughlin sono state affidate alla vicina di David, Ruth. Ma Ruth, in apparenza ottima madre di famiglia, nasconde una vena di sadismo e alienazione, che sfoga dapprima sottoponendo le ragazze a percosse sempre più violente e dolorose, poi dando vita a una serie di torture fisiche e psicologiche di cui David e gli altri ragazzi del vicinato divengono testimoni e, in qualche modo, complici inconsapevoli. La polizia non prende sul serio le denunce di Meg: l'unica speranza per lei e la sorella è nell'aiuto dell'amico David. Riuscirà a salvare le sorelle prima che sia troppo tardi?

Recensione:
''Non ditelo a nessuno''. L'orrore deve rimanere celato, Ruth -la sadica donna assassina- lo sa bene... Tiene nascosto un segreto agghiacciante grazie alla complicità dei figli e dei loro amici. Perché l''unione fa la forza'' anche quando non sarebbe giusto fare gruppo...
E quando due ragazze diventano vittime di carnefici senza coscienza il lettore non può restare indifferente a tanta pena e sofferenza; quando leggi di zombie, vampiri ecc... non provi paura davvero, puoi spaventati -e' vero- ma avrai sempre quella consolazione nascosta del ''tanto non è reale'' che evita il trauma. Ma La ragazza della porta accanto è uno dei romanzi più realistici che io abbia mai letto. Purtroppo. Ci sono persone che riescono ad odiare a tal punto di uccidere; non sono frutto di una sadica fantasia dell'autore.Sapere che le ragazze torturate e violentate sono più nella nostra vita che nelle storie è una cruda verità...Quello che però ha reso ancor più palpabile il libro è stato sapere che è badato su una vicenda realmente accaduta: quella di Sylvia Likens, costretta a cambiare continuamente casa con la sua sorellina a causa degli impegni dei genitori, ebbe la sfortuna di ritrovarsi tra le mani di Gertrude Baniszewski che la violentò fino alla morte. Conoscere la sua breve vita prima di intraprendere la lettura è stata un'arma a doppio taglio: gli eventi sono stati ancor più crudi ai miei occhi ma ho apprezzato lo stile dell'autore di più di quanto avrei fatto evitando di imbattermi nella biografia della povera Sylvia.


Mi porterò per sempre dentro la storia di Sylvia. E quella di Meg. Se non volete sbattervi degli eventi così scioccanti in pieno viso evitate accuratamente questo romanzo; non fa per voi e non vi biasimo. Una lettura difficile che molti potrebbero trovare la peggiore della loro vita; non parlo di scorrevolezza, qualità, edizione, stile o quant'altro ma di impossibilità di restate estraneo alla vicenda. In fin dei conti le pagine che leggiamo ci raccontano quello che solitamente troviamo in riviste e quotidiani ma senza censura. O quasi.

L'autore non ci parla della vicenda dal punto di vista più straziante -ossia quello di Meg, che vive tutto sulla sua pelle- e nemmeno dei carnefici, che avrebbero descritto gli avvenimenti a loro piacimento ma dal punto di vista di David.
Il ragazzo è un amico dei 'piccoli carnefici' figli di Ruth e inizialmente è coinvolto nel maltrattamento delle sorelle tanto quanto gli altri. Ma lui a differenza degli amici ha una coscienza e una sensibilità che gli permettono di diventare solo uno spettatore sofferente. Ha paura per una possibile morte di Meg, consola la piccola Susan, cerca di far comportare Ruth in modo meno violento...Ma alla fine David è solo un ragazzino, che non viene considerato dagli adulti e perciò chi legge viene sopraffatto da questo senso di impotenza.
Gli avvenimenti in questo modo non sono narrati nel modo più crudo perché nemmeno David conosce la storia fino in fondo e può solamente immaginare il dolore, la paura, la debolezza della ragazza...questo basta a farti sentire straziato, a pezzi.

Adoro i romanzi così realistici da starci male ma sta volta mi sono ritrovata a pensare di aver esagerato, di aver oltrepassato il limite. Era troppo. Questo libro è davvero straziante. Ma ho capito che era inutile evitare un argomento simile e accantonare una storia solo perché così vicina a noi, ho continuato. Ho finito. E ho amato tutto. Ho apprezzato lo stile dell'autore -assolutamente fantastico- e il punto di vista da cui è raccontato l'intera storia.
Mi sono ritrovata a dare cinque stelle a qualcosa che racconta solo di violenza e di persone pazze da star male.

Consigliato a...
...chi è in grado di sopportare una storia che ti segna profondamente, così tanto da aver paura

Voto:










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2 commenti:

  1. Ok, non potrei mai leggerlo in vita mia!tratta uno di quegli argomenti che io soffro particolarmente, solo a vedere scene di violenza sulle donne in un film (quindi consapevole della finzione) mi viene la pelle d'oca e devo smettere di guardare. Soffro terribilmente l'argomento, un sensazione terribile.
    il libro sembra molto bello però.

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  2. Non credo di poterlo leggere...credo sia troppo doloroso ed io non sono molto forte :( è orrendo sapere che cose del genere succedono realmente.

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