giovedì 1 maggio 2014

Recensione: Wintergirls


Titolo: Wintergirls
Autore: Laurie Halse Anderson
Pagine: 352
Prezzo di copertina: 6.90 euro
Editore: Giunti

Trama:
Lia e Cassie sono amiche dall'infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un'assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da "punirsi" per aver mangiato. Si ingozza d'acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda. Nel suo libro L. H. Anderson esplora l'impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell'anoressia.


Recensione: 
"40 chili. Potrei dire di essere contenta, ma sarebbe una bugia. Il numero non importa. Se arrivassi a 30, vorrei pesare 29. Se pesassi 5 , vorrei pesarne 3. L'unico numero che mi basterebbe è 0. Zero chili, zero vita,taglia zero,zero peso, zero e basta. Zero a tennis è love, amore. Finalmente ho capito perché."
Questa la frase che più mi ha colpito. Che racchiude la malattia. Il disagio. L'insicurezza. L'amore mai ricevuto e quello che Lia si ostina a non volere. Perché vuole essere leggera, anzi invisibile, no, inesistente. Per esserlo lo zero sulla bilancia è l'unica soluzione. E' un numero vuoto, un buco nero dal quale non si esce, proprio come l'anoressia. 
Che ti divora, quando sei tu a non divorare più niente.
Il cibo è il tuo nemico, non più la fame. Il mondo è il tuo nemico, non più la solitudine. E la vita -la vita- è la tua nemica per eccellenza perché incoscientemente quello che vuoi è morire. Per farla finita.

Un contenuto così toccante ma uno stile giovane! Cosa possono fare i diari! Entriamo nella mente di Lia e conosciamo le sue paure. Quelle frasi sbarrate per cancellare le persone dalla propria vita, e quelle invece in corsivo che sono i tormenti continui che Lia deve affrontare causati dal senso di colpa. Perché tutto è nato con una scommessa tra due migliori amiche. Una promessa con il sangue. Un giuramento: io sarò la ragazza più magra della scuola; una sfida incosciente.
Ma nessuna persona che non abbia problemi più profondi riuscirebbe davvero a raggiungere questo obbiettivo senza ripensarci. 
La Anderson riesce a farci capire, grazie alle pagine di un diario, che anoressia non è sinonimo di magrezza. E' un disturbo così grave che non coinvolge solamente quelle costole così pronunciate e quelle braccia grosse come ramoscelli ma tutto nasce dal cervello. 
Perché le anoressiche si vedono enormi quando ormai non hanno più nulla da smaltire, lo specchio è malvagio; non mostra loro il vero. 
Parte tutto dalla testa non dalla bilancia. 
E tutto è più reale, più crudo nel momento in cui capisci che siamo circondati da questo problema. Cominci a sentirti male durante le descrizioni così irreali e disgustose del cibo: grasso, logoro, pesante, veleno... Lia vede il mondo in questo modo assurdo. Ogni morso è un mostro da ricacciare fuori: o vomito o tagli.

Wintergirls non ci parla solamente di anoressia ma anche di bulimia e autolesionismo, nello stesso modo diretto e senza censura.
A me ha fatto un taglio giusto nel petto e mi ha colpito il cuore. Ormai lo sapete quanto sia importante che un libro ti insegni qualcosa. Mi ha lasciato dolore, straniamento e paura. Paura. Perché se mi dovessi ritrovare davanti un'anoressica non saprei come comportarmi, forse la vedrei come un'aliena. O uno scheletro, più probabile.
Sono come intrattabili creature dell'oltretomba; per ripicca mangiano ancora meno e si fanno sempre più schifo se cominciano a mangiare.


Inizialmente non capivo il titolo. Perché ragazze d'inverno? Poi ho capito. Leggere come il vento che soffia tra i rami innevati, intrattabili come il ghiaccio solido, impalpabili come la neve. E ghiacciate nei loro stessi corpi. Lia infatti non è morta ma non è nemmeno viva. Si può definire vita una lotta contro essa? Perché il cibo è vita, da' la vita, da' l'energia...Scienze insegna qualcosa alla fine :D
Non me ne intendo molto di biologia e corpo umano ma la scrittrice -con l'aiuto di specialisti- si è soffermata anche sulle conseguenze dei disturbi dell'alimentazione, dell'autolesionismo e del vomito continuo, di cui -ho imparato- si può anche morire.

I personaggi hanno una caratterizzazione assurdamente precisa; ognuna ha il suo posto vita e nella mente di Lia. Una madre apparentemente distante ma che ama la figlia; la deve ossessionarsi davanti allo specchio, fissare l'ago della bilancia, diventare un genio in matematica solo per contare le calorie degli alimenti... E la preoccupazione diventa pressione.
Un padre e suo moglie incapaci di capirla e che si fanno imbrogliare facilmente; perché l'amore a volte tappa gli occhi...
Una sorellina -Emma- che soffre e si vergogna di Lia ma le vuole bene e cerca di godersi i piccoli istanti con lei: forse inconsciamente sa cosa rischia sua sorella...
E Cassie. La compagna di una vita. La sua gemella. Che è morta in un motel... Anche il suo corpo era di una ragazza d'inverno. Cassie però non è morta per tutti. Lia continua a vedere il suo fantasma, la perseguita, la vuole portare via con se...

Leggere Wintergirls è stato un pugno allo stomaco, un libro difficile da digerire. Riesci ad immedesimarti nella protagonista; perché qualche volta anche tu ti sei sentita qualche chilo di troppo, o sei stata triste, o hai perso qualcuno a cui tenevi. Ma fortunatamente capisci di non avere dei problemi del genere...
Un libro -forse- che è una richiesta di aiuto. Di smetterla con modelli di perfezione irraggiungibili. Per dire a queste ragazze di non uccidersi, un tentativo inutile, ok, per loro che sono già in questo tunnel; chi ancora non ci è entrato ha una speranza.
Ho amato Witergirls *-* forse perché sono un po' fissata con la linea e l'alimentazione o forse perché conoscere significa evitare. Ed ora che si avvicina l'estate... mi raccomando! Non esagerate con la dieta :P

Consigliato a...
...vuole conoscere un mostro che ti divora. Non ha paura di uno stile crudo e realistico e non disprezza libri dallo stile adolescenziale, ma comunque profondo...

Voto:












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16 commenti:

  1. bello vero? tristissimo, duro, intenso e "ghiacciato"... però è uno dei migliori sul tema

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  2. Ciao Francy - non riesco più a girarmi i blog come una volta - ma eccomi per una nuova visitina
    anche io partecipo al blog tour di Gabriel - ed ho visto che seguivo già diversi dei blog partecipanti ma non tutti - ho pensato di fare un giro e presentarmi - aggiungendomi agli altri e salutando le "vecchie conoscenze"

    Un saluto, buona giornata e continuazione di settimana, ci risentiamo durante il blog tour

    P.S. Al Rifugio ho fatto una pre presentazione del blog tour
    dove indico anche tutti i blog partecipanti in ordine di data di partecipazione http://ilrifugiodeglielfi.blogspot.it/2014/04/luniverso-di-emma.html

    Ciaooo passa da me !

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  3. Libro che privato del cibo divora lentamente il lettore, a piccoli morsi, bocconi centellinati e infine inghiottisce senza far rumore.
    Meravigliosa la tua recensione! Forse senza paura di esagerare la più bella che abbia mai letto.

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  4. Grazie per questo tuo pensiero. Sarà la prossima lettura. Condivido al 100% quel che dici. Da ragazza ebbi epispodi di autolesionismo, per fortuna non gravi e per poco non anche disturbi alimentari. Ma è proprio vero che conoscere vuol dire tanto. Purtroppo per chi ci è dentro serve solo la sua forza di volontà. Si può spronare, costringere e predicare ,ma deve esserci una contro risposta. Per chi è fuori la speranza di aiutare e non caderci

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  5. Francy sei stata straordinaria! Adesso sento il bisogno del libro.. :')
    La Anderson è una grande scrittrice, mi è tanto piaciuta nei romanzi che ho letto!!! :)

    Bellissima recensione, mi accodo a LUmi!

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  6. Ho letto questo libro qualche mese fa, e concordo con tutto ciò che hai scritto...E lo hai scritto benissimo!!! ^_^

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  7. Uno dei miei libri preferiti ♥

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  8. Non lo ho letto, ma penso debba essere bellissimo.

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  9. questo libro è in WL pronto per essere prenotato in biblioteca.. devo ammettere che questa realtà è a me molto vicina..

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  10. Lo letto anche io, anche se agli inizi ero restia. Però amo questa scrittrice e quindi ho detto devo leggerlo, e ci sono riuscita. E' come dici tu un libro duro, però fa anche molto riflettere. Ed è scritto benissimo. Di lei ho letto anche Speak e Le emozioni difettose bellissimi entrambi.

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  11. questo libro è da leggere assolutamente...penso sia un libro molto bello..lo aggiungo subito alla WL...

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  12. ah Francy, non sai quanto ti sto invidiando adesso! La mia cara e amata (certo -.-) psp mi sta facendo impazzire ç_ç voglio leggerlo anch'io!! E dalla tua recensione deve essere proprio bello come l'avevo immaginato <3

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  13. @ile ebasta: si *--* davvero bellissimo ^^
    @Ika: DEVI leggerlo, eh sì ^^
    @Serena, Lumi, Alenixedda: ma come siete gentili ^^ Sono felice che la recensione vi sia piaciuta e soprattutto che si sia capito -tramite le mie parole- cosa questo libro è in grado di dare ^^
    @sorairo: mi spiace per il tuo passato :( ma si capisce dalle tue parole quanto sei diventata forte e a comprendere la protagonista e anche la scrittrice e la sua scelta :3
    @Arwen: ciao <3 Nessun problema :D E' impossibile star dietro a tutte le belle cose che succedono qui su blogger, tranquilla ^^ Sarà bellissimo il blog tour *--* e io sono anche emozionata XD

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  14. Ho una figlia che è 14enne. Volevo chiedere un consiglio. Lei già a letto più della metà del libro. È contraproducente che lo continúe a leggere visto che mia figlia ultimamente inj��

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  15. Continuo col messaggio che ho sbagliato a digitare. Mia figlia ultimamente si preoccupa come si vede. Che si sente grassa etc. Per questo motivo chiedo un consiglio se è o no consigliabile che continue o no a leggerlo.?

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  16. Ciao Omy ^^ eccomi. Credo che la cosa sbagliata sia farla smettere di leggerlo. Il libro è scritto apposta per fare capire quanto sia sbagliato e pericoloso non mangiare, spiega che l'anoressia è una malattia. E se la fine -che in ogni libro contiene un pò la morale- non viene letta lo scopo viene celato. È vero che Wintergirls riesce a far provare repulsione per il cibo ma è ancora più forte il messaggio che vuole comunicare facendo questo. Secondo me è giusto che lo legga. Spero di averti aiutato un pochino. Fammi sapere cosa farai se ti va, anxhe per email se preferisci.
    Francy

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