giovedì 19 giugno 2014

Recensione: Vita di Pi

Titolo: Vita di Pi
Autore: Yann Martel
Pagine: 334
Prezzo di copertina: 9.90 euro
Editore: Piemme

Trama:
Piscine Molitor Patel è indiano, ha sedici anni, è affascinato da tutte le religioni, e porta il nome di una piscina. Nome non facile che dà adito a stupidi scherzi e giochi di parole. Fino al giorno in cui decide di essere per tutti solo e soltanto Pi. Durante il viaggio che lo deve condurre in Canada con la sua famiglia e gli animali dello zoo che il padre dirige, la nave mercantile fa naufragio. Pi si ritrova su una scialuppa, alla deriva nell'Oceano Pacifico, in compagnia soltanto di quattro animali. Tempo pochi giorni e della zebra ferita, dell'orango del Borneo e della iena isterica non resta che qualche osso cotto dal sole. A farne piazza pulita è stato Richard Parker, la tigre del Bengala con cui Pi è ora costretto a dividere quei pochi metri. Contro ogni logica, il ragazzo decide di ammaestrarla. La loro sfida è la sopravvivenza, nonostante la sete, la fame, gli squali, la furia del mare e il sale che corrode la pelle. Il loro è un viaggio straordinario, ispirato e terribile, ironico e violento, che ci porta molto più lontano di quanto avessimo mai potuto immaginare. A scoprire che la stessa storia può essere mille altre storie. E che riaccende la nostra fede nella magia e nel potere delle parole.


Recensione:
"Non morirò. Mi rifiuto. Supererò quest'incubo. Vincerò la sfida, per quanto grande essa sia. Se fino a questo momento sono sopravvissuto per miracolo, adesso trasformerò il miracolo in abitudine. Tutti i giorni si compirà l'incredibile.Lotterò con tutte le mie forze. Sì, finchè Dio è con me non morirò. Amen." Lo spirito del libro è racchiuso in queste frasi che -semplici e incisive- compongono un melodico inno alla vita; un viaggio che è in realtà una metafora per comunicare al lettore che la propria esistenza vale tutti i sacrifici che si devono fare per andare avanti. Che ogni perdita fa male ma si può superare. Che la paura ti può salvare, spronandoti. Che l'uomo si abitua a tutto per sopravvivere. Che la mente può giocare brutti scherzi. E vi assicuro che ogni singola pagina di questo romanzo è una guida alla vita; un romanzo da tenere con te in quei momenti in cui ti senti naufragato nella tua stessa vita; abbandonato dal mondo. Perso e solo.
Da ora in poi quando qualcuno mi chiederà cosa porterei con me su un'isola deserta dirò Vita di Pi, di Yann Martel. E se mi domanderanno anche chi potrei anche rispondere una tigre del Bengala, ma forse la mia razionalità mi fermerebbe perché la compagnia umana è migliore di quella di un carnivoro. Non che gli uomini non possano diventare violenti per sopravvivere...Lo stesso Pi -vegetariano convinto- arriva a mangiare piccoli pezzi di un uomo, seppur già ucciso da Richard Parker. Ma noi, davanti a questa dichiarazione, storciamo il naso; non perché siamo esseri schizzinosi di natura ma il motivo è ancora più semplici: non siamo succubi di un naufragio, durato mesi.


L'immaginazione e la realtà si mescolano in un modo impercettibile; la linea che divide questi due elementi che si dovrebbero escludere a vicenda è sottilissima. Il lettore è costantemente tentato ad andare a cercare informazioni sulla storia; sarà vera? Inventata? O forse l'autore ha modificato tutto a proprio piacimento? Io ho resistito fino alla fine. Credo di aver fatto la scelta giusta poiché non mi sono fatta influenzare ^^ Se lo leggete fate così, mi raccomando.
Sono riuscita a dare quattro stelline a Vita di Pi per miracolo! Non fraintendetemi, non ho regalato il voto ma l'inizio è stato una tortura: volevo mollarlo, descrizioni lunghe e inutili sulla vita allo zoo e su come addestrare gli animali. Incredibilmente prolisso e noioso D:
Ma quando Pi si ritrova sulla zattera con Richard Parker il romanzo riprende colore; non cade nel banale anche parlando di una sopravvivenza ripetitiva ed eterna: la tigre lancia sempre i soliti sguardi impenetrabili, Pi procura da mangiare per entrambi, legge il manuale di navigazione, scrive il suo diario di bordo, dorme e prega. Prega, eh si! In Vita di Pi la religione e la fede hanno un ruolo fondamentale; il protagonista professa tre religioni -cristianesimo, induismo e islamismo- come se fossero tre vie per raggiungere la stessa verità, lo stesso Dio. E' proprio a questo essere superiore che pensa quando si trova in mezzo al nulla nell'Oceano Pacifico. Si sente abbandonato da Dio ma allo stesso tempo lo ringrazia per ogni piccola cosa bella che gli succede. La religione appare al lettore con una semplicità quasi infantile ed immediata.
Ed è proprio il protagonista a riuscire a semplificare tutto, anche una situazione così drammatica. Lui stesso ammette di avere una voglia di vivere enorme, che non sapeva di avere ma Pi è 
realmente un ragazzo che sa cavarsela, uno dei protagonisti più forti e che io abbia mai incontrato. Forse sarò io ad avere un cervello non molto sviluppato ma non penso che sarei mai riuscita a costruire una zattera con dei giubbotti di salvataggio e dei remi, ma a pensarci non è nemmeno un'idea irrealizzabile; ma ci vuole tecnica e una spiccata dote in meccanica :P Per non parlare del fatto che io sarei andata nel panico più totale vedendo una tigre nella stessa mia barca; altro che addestrarla! :D Anche l'addestramento è descritto minuziosamente, non è lasciato al caso ed è ben ragionato! Ma non avrei mai pensato nemmeno a questo! o.O E dire che a scuola non sono mai stata una schiappa! :O
Con il romanzo Yann Martel sono riuscita a comprendere un po' meglio anche gli animali; non sempre i carnivori sono aggressivi per ucciderti; ammazzano per necessità. O quasi.
Gli orango sono espressivi quasi quanto noi; è proprio vero che siamo parenti! E pure gli occhi di un animale possono esprimere mille emozioni, come i nostri.
A volte pesanti, queste descrizioni aiutano il lettore ad entrare non solo nella testa di Pi, ma anche in quella da felino di Richard Parker.
Vita di Pi insegna più di quanto immaginassi e me ne sono resa conto a fine lettura ma anche scrivendo questa recensione. Gli insegnamenti sono importanti per la vita, per quanto banali possano essere. Le difficoltà infatti vanno affrontate con piccole armi, che sono i segreti che si scoprono giorno per giorno, solo vivendo.
Ho goduto il libro anche dopo aver visto il film; un'eccezione alla regola che non mi ha impedito di immedesimarmi in Pi, perciò se il vincitore di svariati premi cinematografici è già stato visto dai vostri occhietti non girate la testa dall'altra parte quando vedete il romanzo. Gli si può dare una possibilità ^^


Consigliato a...
...chi quest'estate non può fare nessun viaggio. Perché con la mente Vita di Pi ti permette di naufragare: ti trovi tra le onde del mare, in isole paradisiache e poi scopri che forse non è tutto come sembra...

Voto:












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5 commenti:

  1. Io voglio assolutamente leggerlo! E non ho ancora visto il film :/ Peccato che non porteresti con te una tigre, io le amo! Una bella tigre bianca come compagnia <3

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  2. Torno su blogger dopo una infinità di tempo e trovo la tigre *.*
    Un animale bellissimo: forte e maestoso, protettivo e guerriero!
    Non conoscevo il libro, sembra interessante ma dubito potrò ricavarmi un ritaglio di tempo per leggerlo con tutti gli esami che sto preparando!:(
    Ti lascio un abbraccio :)

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  3. se ero un po' indecisa sul leggere o meno questo romanzo, adesso sono convinta!
    Non ho visto il film perché pensavo non facesse per me..ma adesso credo che prima leggerò il libro e poi mi gusterò il film ^_^

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  4. Vorrei tanto leggerlo, la tua recensione mi ha incuriosita molto :)

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  5. Credo proprio che lo leggerò anche se l'inizio non è un gran chè :/

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