sabato 12 luglio 2014

Recensione: Il giovane Holden

Titolo: Il giovane Holden
Autore: J.D. Salinger
Pagine: 248
Prezzo di copertina: 12.00 euro
Editore: Einaudi

Trama:
Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a "exemplum vitae", e ciò ne ha decretato l'immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l'immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi "e tutto quanto", "e compagnia bella", "e quel che segue" per tradurre sempre e soltanto l'espressione "and all". Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di "una cosa da lasciarti secco" o "la vecchia Phoebe". Uno dei libri del Novecento che tanto ha ancora da dire negli anni Duemila.

Recensione:
Siamo tutti un po' dei piccoli Holden. O lo siamo o lo siamo stati. Io sono ancora nell'età in cui potrei esserlo ma non sono davvero come lui. Il giovane protagonista è un adolescente sui sedici-diciassette anni che affronta alcuni dei tipici problemi di quest'età come il fumo, la scuola, gli amici, l'amore, il sesso. Attenzione però che non ogni sedicenne ha in mente ognuna di queste cose; ci sono quei cascamorti che fanno da Don Giovanni, quelli che hanno problemi a trovare gli amici veri -che ti sanno capire- ed altri ancora che hanno una miriade di problemi banali, che forse col tempo supereranno ridendoci sopra, come le cotte, i brutti voti, la voglia di far niente, ma anche più consistenti come la droga, la prostituzione ecc..
Il romanzo di Salinger prende piccoli pezzi della vita di un adolescente e li mette insieme creando dal nulla un personaggio inutile ma reale come Holden: 'inutile' e 'reale' forse non sono due aggettivi che mettereste insieme; però il ragazzo è così. Inutile -sì- perché è il solito ragazzino immaturo che non sa dove sbattere la testa, che non vuole diventare adulto, addossandosi le responsabilità che possono ancora sorreggere i genitori. I solidi per lui non sono un problema, è ricco lui. Suo padre fa l'avvocato e lui si può permettere di fare la bella vita; cambiare scuola facendosi espellere per ogni stupidaggine che ha voglia di fare.
Ma Holden è reale. Non soltanto per il fatto di essere così spudoratamente prevedibile, con quegli atteggiamenti da ragazzino, che ogni giorno vediamo dappertutto. E' reale perché è studiato. Lo scrittore non prende l'adolescente medio senza costruirci una storia sopra, che libro sarebbe se no? Salinger riflette tramite gli occhi del protagonista, vede un mondo rovinato dalla stessa gente che lo abita; superficiale, opportunista, sbruffone, dedito ai divertimenti, losco, senza pudore e svuotato dai valori importanti.


''Il giovane Holden'' è un romanzo di formazione, come tutti voi saprete già. E io li adoro, forse perché sono più o meno lì con l'età. Ma non mi ha fatto crescere, più che altro mi ha fatto pensare. Su questo punto di vista mi ha deluso un po', lo ammetto. Mi aspettavo una storia come ''Noi siamo infinito'' ma non ho avuto lo stesso coinvolgimento emotivo, per niente. So che è colpa mia, è uno dei miei libri preferiti e non mi potevo permettere di fare paragoni ma -capitemi!- li facevano tutti!
Forse lo stile mi ha tratto in inganno. Semplice e giovanile quanto basta per rendere alla portata di tutti questa storia negli anni '50, periodo di pubblicazione. Ma ormai non così innovativo.
Se fossi vissuta nel 1951 a New York e mi fossi imbattuta in una libreria lungo la 5th Avenue non avrei esitato a comprare il romanzo e probabilmente l'avrei amato. E' o non è il romanzo di formazione che ha dato la spinta ai successivi?  

Salinger ha sbattuto in faccia ai suoi contemporanei una verità che forse non volevano vedere: forse non si era ancora pronti ad adagiare sulla bilancia il mondo ''incontaminato'' dei bambini e quello ''sporco'' degli adulti. Gli adolescenti ci stanno in mezzo. Holden ci sta in mezzo. I lettori a cui è rivolto ci stanno in mezzo.
L'incertezza del protagonista con quel velo di insicurezza che lo domina insieme alla sua poca voglia di fare lo torturano. Lo accompagnano per l'intera durata della sua vita, non solo per le due settimane narrate, da come si può intuire grazie agli spezzoni di vita che ci presenta, alcune volte in modo troppo prolisso e banale.
Come vedete non ho apprezzato completamente questo classico senza età, non gli do dell'opera d'arte ma l'avrei fatto se fossi vissuta una cinquantina di anni fa. Oramai temi quali la droga, il sesso ecc... non sono più così oscuri, ce li spiattellano in Tv e dappertutto, in modo esagerato, in realtà. Oramai non colpisce come dovrebbe.

Le riflessioni mettono in secondo piano la trama vera e propria, che non esiste nemmeno. E' un viaggio più dentro se stesso che tra le trafficate strade di New York.
Se all'inizio il lettore prova una forte repulsione verso Holden pian piano comincia ad apprezzarlo nella sua immaturità, dietro la quale si nasconde un'innata dolcezza e saggia curiosità grazie alle quali dipinge la quotidianità della città e porta alla luce i difetti della sua epoca.
Peccato che ''Ha un modo di parlare schifo'', non vi immaginate quanto! Ripetizioni a go go e stile troppo giovanile e parlato per essere utilizzato in uno scritto. E' utilissimo per contestualizzare gli eventi e metterli in mano a un diciassettenne ma proprio non mi piace; altri lettori hanno invece apprezzato la capacità dell'autore di entrare nella mente di un ragazzino a tal punto da parlare come lui. Per questo fatto vi dico... leggetelo se non siete infastiditi da una scrittura così, non ascoltatemi!
C'è una frase che -nella sua schiettezza- mi ha colpito ed è la seguente: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.” ''Il giovane Holden'' purtroppo non è stato uno di questi libri che mi lasciano senza fiato ma una chiaccherata con l'autore l'avrei fatta più che volentieri ^^

the catcher in the rye by Flikkun
Il titolo originale ''The Catcher in the Rye'' è migliore e più adatto alla storia di quello italiano. Ma me ne sono resa conto solo alla fine. L'acchiappatore nella segale non sarebbe suonato benissimo, è vero. Il titolo comunque si riferisce a ciò che renderebbe Holden davvero felice; amerebbe stare tutto il giorno nel bel mezzo di un campo di segale e prendere al volo i bambini mentre giocano a baseball per non farli cadere giù nel burrone. E' tenero -il nostro Holden- quando vuole.
E ci ha insegnato anche che la felicità sta nelle piccole cose. Nel momento in cui ti senti buono e stai con le persone che ami nessuno può farti arrabbiare. Farti sentire inadeguato per quanto tu possa essere un inutile adolescente.

Non mi sento davvero di sconsigliare un romanzo del genere, un libro che è da anni nel mondo dell'editoria.
Li ho dato tre stelline perché mi è piaciuto e ho capito il senso dell'intero volume ma non posso dargli di più davvero, anche se vorrei. Col senno di poi me ne pentirò, ne sono certa...Forse vorrò rileggerlo o mettergli un voto in più, per adesso lascio così.
Se mai dovessero fare un altro film tratto dal romanzo mi piacerebbe andarlo a vedere, chissà se metterebbero come protagonista Logan Lerman, ormai è così abituato ad avere ruoli da ''sfigatello e ragazzo nella media'' che non mi sorprenderei, come Noi siamo infinito d'altronde. Ora che ci penso, se non avessi letto quest'ultimo romanzo mi sa che ''Il giovane Holden'' si sarebbe beccato mezza stellina in più...


Consigliato a...
...agli adolescenti un po' ribelli che per una volta vogliono leggere un libro che parli di loro ^^

Voto:













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11 commenti:

  1. A me invece è piaciuto moltissimo, 5 stelline tutte meritate!!! ^^
    Mi sono ritrovata moltissimo nei piensieri di Holden alla sua età, nonostante lo lessi ormai ad adolescenza superata da un bel po'...ma la mia generazione è completamente diversa da quella di oggi lo devo ammettere e lo noto in moltissime cose (decisamente meglio la mia ^^ ahahah)...
    Ho trovato Salinger un genio, ha rappresentato il mondo adolescenziale alla perfezione: caratteri, atteggiamenti, linguaggio. A sedicianni si è ancora tutti ragazzini anche se non si vuole ammetterlo o se si vuole far vedere di essere maturi, ma ovviamente non è così...
    Io lo reputo il romanzo dell'adolescenza e non per gli adolescenti, c'è una bella differenza.

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  2. Non lo ho letto, sinceramente non mi ispira!

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  3. Ne avevo trovato una copia in un negozietto di libri negli Stati Uniti e l'ho letto lì tutto d'un fiato. Mi è piaciuto tantissimo! Poi l'anno scorso l'ho studiato a scuola, in letteratura inglese, l'ho capito a fondo e adesso posso dire con certezza che per me è un vero capolavoro! Concordo con il commento precedente che diceva che è "il romanzo dell'adolescenza e non per gli adolescenti", è una definizione perfetta ;)

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  4. Aaaah, l'adolescenza ^.^ che periodo strano xD penso che a quell'età si è molto attratti da libri così, perché ti avvicinano molto al protagonista e ti immedesimi quasi automaticamente :)
    Un abbraccio e bello tornare dopo un po' di tempo che ero sparita xD

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  5. Io sinceramente l'ho adorato, è diventato uno dei miei libri preferiti e l'ho trovato, e lo trovo anche ora, davvero geniale *w*

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  6. Io non l'ho mai letto, ma è nella mia lista dei desideri da una vita! Spero di riuscirci presto. :)

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  7. Io lo lessi per la scuola, ma lo adorai!! Uno dei pochi libri (se non l'unico) letti per la scuola e apprezzati davvero! Salinger è stato geniale nel delineare il personaggio di Holden! :)

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  8. ciao :-) sul mio blog c'è un premio per te :) vai a dare un occhiata :-)

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  9. Un libro che mi ispira parecchio e che è da tempo che mi aspetta :) Spero riesca a conquistarmi, csa che in parte a te non è successa.
    Un saluto :)

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  10. l'avevo letto quando andavo a scuola (troppi anni fa), mi ricordo che mi era piaciuto molto e vattelapesca (mi sembra lo dica spesso)

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  11. Ho letto anch'io questo libro l'estate scorsa!! :-)) Mi è piaciuto moltissimo :-) Holden è certamente un immaturo, ma, a mio parere, è anche un ragazzo molto sensibile che odia l'ipocrisia e l'arroganza... e soffre molto per la perdita del fratello Allie. Dopo essere uscito dal collegio, Holden entra in contatto con una società caratterizzata da persone arroganti, superficiali, frivole e false... e questo di certo non lo aiuta a dare la migliore immagine di sè. Quelli come Holden non hanno bisogno di soldi e di divertimenti mondani per essere felici, ma hanno bisogno di persone che gli diano un affetto sincero, come la sorella Phoebe.
    Interessante il fatto che tu dica: "Siamo un po' tutti dei piccoli Holden"... per certi versi, devo ammetterlo, io mi ci vedo nella figura del Giovane Holden! Certo, non fumo, non bevo e, al contrario di lui, mi piace studiare; ma non riesco a trovare degli amici sinceri che sappiano ascoltarmi... e in effetti, anche gli amici di Holden non erano un granché come amici.
    Spero che prima o poi facciano anche un film... sinceramente io penso che "Il giovane Holden" sia molto più significativo e più divertente di "Noi siamo infinito", che non mi ha comunicato molto... (ma non te la prendere: "de gustibus non disputandum est", ergo: esprimo soltanto dei giudizi su alcune opere, non voglio proprio influenzarti né farti cambiare idee).

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