mercoledì 23 luglio 2014

Recensione: Se chiedi al vento di restare

Titolo:  Se chiedi al vento di restare
Autore: Paola Cereda
Pagine: 220
Prezzo di copertina: 14.50 euro
Editore: Piemme

Trama:
Agata non sa nulla dell'amore e della bellezza. È una ragazza semplice, cresciuta su un'isola nel mezzo del Mediterraneo, da un padre distante, che è solo capace di toccare il ferro della sua fucina, e una zia bigotta, invecchiata anzitempo e terrorizzata all'idea di volerle bene. Al posto di una madre, un'assenza, sotto forma di un vestito azzurro sepolto in un armadio. Al posto delle carezze che meriterebbe, parole dure che feriscono come schiaffi. È la scoperta della passione a cambiare per sempre il corso della sua esistenza. Per la cucina, grazie alla creazione di una salsa capace di dispensare il buonumore e far gustare il mondo. Per un giovane addestratore di cavalli in un circo, Dumitru, che le fa capire, in un muto linguaggio di soli gesti, che la vita non è un inferno, come le hanno fatto sempre credere. È il piacere di un istante, un paio di scarpe rosse che danno scandalo, un ballo silenzioso con l'uomo amato e la pienezza che si prova solo realizzando i propri sogni. Così Agata inizia finalmente a vivere, a ribellarsi a un mondo chiuso, schiacciato dal moralismo, dalla corruzione, dalla prepotenza. Ma lì è nata, e lì vuole rimanere. Capirà che l'amore e la bellezza, in fondo, sono come il vento. Se non chiedi loro di restare, rimarranno a riempire i tuoi giorni. Un romanzo mediterraneo, forte, fantasioso, originale, allegro e profondamente umano.

Recensione:
Non sono le descrizioni che animano questo romanzo ma le sensazioni. Il vento mescola tutte le emozioni dell'isola senza nome, posizionata in un punto indefinito del Mar Mediterraneo. La gelosia delle donne, l'inospitalità degli uomini, la gioia di un circo e la salsa Agata; un concentrato di buon umore. Polpa di mele cotogne, ricotta, timo, limone sono solo una parte degli ingredienti di questa meraviglia per il palato degli abitanti dell'Isola. E' un miscuglio nato all'improvviso; un po' come la felicità. Non sempre i momenti più belli sono quelli programmati. Piccole cose -come un abbraccio- possono far grande una giornata e donarle l'allegria necessaria per affrontare le difficoltà.
La salsa ci guida, accompagnandoci tra le (dis)avventure di Agata e degli isolani; la ricetta rende famosa la donna ma la sua persona non ne risente.
Fin da piccola Agata è stata abituata a vivere senza amore; all'oscuro di cose che una donna dovrebbe conoscere. E' una ferma, una sedentaria insomma. Immobile come una pianta nel suo terreno appena bagnato; i suoi piedi nudi sono radici, il suo corpo formoso è il robusto tronco e quei capelli scuri e voluminosi sono la chioma di un albero che non si fa trascinare dal vento.
Ma la vita della ragazza non è mai stata stabile; incertezze, dubbi, difficoltà, ripensamenti... Succedono quando nessuno pensa a te. Solamente un dritto -un circense, un viaggiatore- sarà in grado di dar certezze ad Agata. Dumitru, al suo arrivo nell'isola, rimane incantato dalla ragazza, vestita con un abito azzurro mare e con le ditina nella terra; non è ammaliato dalla salsa-che-porta-l-allegria.
Un rapporto strano li legherà da quel momento. Diventano amici, forse qualcosa di più, ma l'importante è che il circense aiuta Agata e porta un pizzico di magia nella sua vita e nel romanzo. Sono i gesti che parlano; le parole non sono necessarie tra loro. E il lettore capisce. Ignaro degli sguardi ma consapevole dei loro significati.



Anche i sentimenti sono amalgamati come gli ingredienti del condimento di Agata. I sentimenti-base -amore, amicizia, gelosia- fanno da sfondo ad avvenimenti più importanti ed elementi 'divini'. Niente è così impossibile da essere irreale; l'isola senza nome è sinonimo di isolamento. Gli isolani sono succubi delle loro abitudini che causano pregiudizi, infatti basta poco per rompere l'equilibrio; un circo proveniente da lontano, che conosce il mondo.
E gli altri sentimenti oltre ad amore-amicizia-gelosia? Vi chiederete quali sono. Purtroppo non so la risposta. Inusuali. Indelebili. Irripetibili. Ogni personaggio è un sentimento. C'è Isola, figlia di Agata, che nasconde un mistero; forse collegata alle morti degli isolani? O in contatto con la Madonna? E il Greco, chi lo capisce! Dal carattere burbero, pensa solo ai suoi interessi. Il Direttore invece è un uomo buono; ma la bontà non sempre significa saper fare le scelte giuste.
La zia di Agata è quel che si può dire una vecchia zitella, contraddittoria e pettegola. Il Fabbro è il burbero; senza cuore; padre della bambina, della ragazza e della donna che non lo rende orgoglioso.
E una mamma assente, deceduta dando al mondo la figlia. Che lascia un vuoto dentro Agata che mai nessuno sarà in grado di riempire.

Un velo di drammaticità ci affianca dalla prima all'ultima pagina; Agata bambina con le manine incapaci di fare la frittata di cipolle per il padre...Agata ragazza che lavora con una padrona che la sfrutta...Agata donna che affronta un problema che diventerà più grande di lei...
Se chiedi al vento di restare è una storia forte, un viaggio alla ricerca di se stessi tra la macchia mediterranea. Come Agata pure noi cresciamo.
Da ragazza guardata male diverrà un punto di riferimento: esempio di forza, i suoi occhi contengono l'intera isola. Le donne ci trovano rifugio. Quegli occhioni che ne hanno viste tante sembrano dire che c'è sempre qualcosa per cui vale la pena vivere. Un esempio per le isolane e per noi; per i nostri piccoli problemi quotidiani.
Testa alta. Piedi per terra. Mani impegnate. Cuore capace di amare.
Una storia mai vista, originalissima. Mediterranea e umana; nel momento in cui ho letto ciò nella copertina del libro mica ci credevo. Mi ispirava, certo. Ma mai mi sarei immaginata che questi aggettivi potessero diventare un tutt'uno con Agata, Dimitru e l'isola.
Mi fiderò di più dei commenti. Peccato che non sempre quelle descrizioni sono veritiere.

Letto in pochi giorni, tra la luce soffusa della abat-jour e il sole caldo del terrazzo, da cui potevo vedere lo stesso mare di Agata. Quasi come esserci dentro, al libro.
In estate ti coccola. Un romanzo estivo, non perché leggero ma perché dal gusto mediterraneo.
Se chiedi al vento di restare è stata un'avventura sorprendente. Solo duecento pagine per entrare in una realtà vicina alla nostra ma non identica
Mare. Sole. Vento. E sentimento. Cinque stelline, per forza: la salsa Agata mi ha contagiato.


Consigliato a...
...ai lettori che vogliono belle storie, piene di sentimento e dal gusto forte.


Voto:













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7 commenti:

  1. Ma che meraviglia!! Questo libro mi ha ispirato fin dalla prima volta che l'ho visto!
    La cover è stupenda.. lo voglio lo voglio lo voglio! ç___ç e lo avrò presto!
    Dalla tua bellissima recensione so che non me ne pentirò!

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  2. bellissimo....hai scritto una bellissima recensione dolcissima!!!...lo voglio tanto tanto leggere..*_*

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  3. La trama è bellissima così come la recensione: penso sia un libro da far leggere a moltissime persone, soprattutto in un momento come quello che sta vivendo la nostra società dove la chiusura mentale la fa da padrona a spese dei nostri sogni

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  4. Bella recensione! E sono meravigliose le immagini che hai scelto *_* Non ho ancora capito se questo libro mi ispira, anche se la cover mi piace molto.. Però forse gli darò una possibilità ^_^

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  5. Oddiooo lo voglio leggere, bella recensione *w*
    È perfetto per l'estate **

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  6. ciao
    sai questo libro mi attrae già dalla cover....mi sembra una cover animata.

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