domenica 14 settembre 2014

Intervista a Rebecca Domino: scrittrice per passione

1. Ciao Rebecca! Benvenuta nel mio Angolino :D Come ti sembra l'atmosfera qui?
Mi piace molto e grazie per ospitarmi nel tuo Angolino!

2. Beh, ora che ti sei ambientata ti piacerebbe parlare un po' di te ai miei lettori? ^^
Certo! Sono una ragazza di 29 anni, abito in Toscana e scrivere è sempre stata la mia passione più grande. Ho cominciato a scrivere alle scuole elementari ma poi nel corso degli anni ho dedicato sempre meno tempo a questa mia passione sino a quando, dopo aver vissuto un anno a Londra, sono tornata in Italia e mi sono rimessa a scrivere, ma è stato solo nel gennaio di quest’anno che ho deciso di auto pubblicare il mio primo romanzo. Sono una ragazza semplice, molto determinata e decisa, sono allegra, sicura di me e mi piace tantissimo viaggiare.

3.So che anche tua sorella Sofia ha intrapreso insieme a te questo percorso nel mondo della pubblicazione delle vostre opere. Cosa ha significato questa vicinanza con lei?
Sofia ed io siamo legatissime sin dall’infanzia ed è stata una gioia poter condividere quest’esperienza con lei e continuare a farlo. Ci siamo aiutate moltissimo, per esempio facendo l’editing dei romanzi dell’altra ma anche ascoltandoci e dandoci consigli riguardo a certi passaggi delle trame ecc… non siamo mai invidiose l’una dell’altra e quindi è un vero piacere condividere questo viaggio con mia sorella. Non ci sono aspetti negativi, le gioie sono duplicate e per fortuna di dispiaceri e brutture non ne abbiamo vissute, abbiamo sempre avuto a che fare con lettori e persone in generale (blogger, giornalisti ecc…) carinissime quindi è un’esperienza vincente per entrambe.



3. Entrambe avete scritto di un tema davvero forte e importante nella storia dell'umanità: avete trattato delle storie degli ebrei. Da cosa è dipeso questa scelta da parte di entrambe?
Entrambe siamo sempre state interessate all’Olocausto. Nessuna di noi due si è messa a tavolino a dire “voglio scrivere dell’Olocausto”; abbiamo scritto entrambi i romanzi per noi stesse e Sofia è stata la prima a dar vita al suo. Io, qualche mese dopo, ho avuto l’idea per la trama de “La mia amica ebrea” e adesso posso dire che, volendo, i romanzi possono essere complementari, anche se hanno personaggi e ambientazioni diverse. Nel mio caso mi sono sempre chiesta com’é stato possibile che una sola persona (Hitler) abbia potuto uccidere così tante persone innocenti, com’e’ possibile che abbia ottenuto il consenso di così tante persone del popolo e che nessuno si sia mai ribellato? Ho deciso di raccontare la storia de “La mia amica ebrea” tramite la voce di Josepha, quindicenne “ariana” nata e cresciuta ad Amburgo. Siamo nel 1943 e la Seconda Guerra Mondiale è in corso da anni, pertanto Josepha è abituata a sentirne parlare anche se ultimamente le cose sono peggiorate. La vita di Josepha cambia quando suo padre nasconde in soffitta una famiglia di ebrei, fra loro c’e’ Rina, quindici anni. Tra le due ragazze nasce una profonda amicizia che però deve scontrarsi con gli orrori del mondo là fuori e anche con i preconcetti di Josepha. Josepha è un personaggio frutto di ricerche storiche, un personaggio che è cresciuto indottrinato dalla propaganda nazista. Attraverso Josepha voglio raccontare un lato meno conosciuto dell’Olocausto, la vita quotidiana di una giovane “ariana”, le sue paure, i suoi dubbi, i suoi sogni e come la convivenza forzata con degli ebrei l’abbia spinta a scavare dentro di sé. Ci sono state delle persone che durante la Seconda Guerra Mondiale hanno aiutato degli ebrei, ma non sono state moltissime e per questo solitamente le loro storie passano in secondo piano. Inoltre, il fatto che Josepha sia “ariana” ingigantisce il tutto. Ho cominciato a scrivere questo libro chiedendomi che cosa avrei fatto io se fossi nata e cresciuta nella Germania nazista dalla parte “sicura”, se avessi visto le mie amiche ebree sparire nel niente, se tutti intorno a me pensassero che apparteniamo alla “razza migliore del mondo”. Con questo romanzo voglio ricordare gli “eroi silenziosi”, uomini, donne e giovani che – spesso in silenzio, e altrettanto spesso pagando con le loro vite – hanno aiutato anche “solo” un ebreo, per ricordare che, a dispetto delle proporzioni della tragedia, c’e’ sempre la speranza, c’e’ sempre la bontà del cuore umano, come un seme che, se innaffiato, germoglia e fa vincere la vita e l’amore verso il prossimo contro tutte le avversità.

4. Quando ti sei avvicinata alla lettura? E alla scrittura?
Ho sempre avuto la passione per la scrittura e per la lettura, sin da quando ero bambina. Ho cominciato a scrivere alle scuole elementari e, nonostante abbia fatto alcune pause, posso dire che questa passione è rimasta sempre dentro di me e adesso non potrei più rinunciarvi.

5. Hai intenzione di proseguire la carriera da scrittrice per inventare nuove storie e presentarle ai tuoi lettori?
Sì, sicuramente vorrò continuare a scrivere. La prima persona per cui scrivo sono proprio io, quindi è possibile che in futuro scriverò altri romanzi che non pubblicherò mai, scrivendoli solo per il piacere di farlo, ma ho già un’idea per il prossimo romanzo, che darà voce a una parte della popolazione del nostro Paese che troppo spesso viene ignorata o addirittura guardata male. Al momento non posso dire altro anche perché passerà del tempo prima che questo nuovo libro vedrà la luce. Al momento sono molto impegnata con il sito Internet/progetto da me lanciato “Adolescenti e cancro”, cui ho deciso di dare il via il 2 settembre, qualche mese dopo aver scritto il mio secondo romanzo “Fino all’ultimo respiro” (che tratta del cancro nell’adolescenza); tramite le ricerche che ho svolto per il libro sono venuta a conoscenza della problematica del cancro negli adolescenti e ho deciso di fare la mia parte per smuovere qualcosa. Se volete venire a dare un’occhiata al sito, questo è il link:
http://adolescentiecancro.weebly.com/
E questa è la nostra pagina Facebook:
http://www.facebook.com/adolescentiecancro
Come potete immaginare ora sono molto impegnata con questo progetto cui tengo moltissimo per cui sto mettendo un po’ da parte la scrittura ma, lo ripeto, questa mia passione non mi abbandonerà mai e prima o poi tornerò con un nuovo romanzo.

6. Come hai fatto a farti conoscere nel mondo sempre in crescita dei libri? E' stato difficile?
No, non è stato molto difficile. Credo molto nel mio lavoro e di conseguenza lo promuovo con amore e passione e le lettrici se ne sono accorte; non scrivo un romanzo tanto per fare o per sfruttare un tema strappalacrime (come può essere appunto il cancro nell’adolescenza), scrivo solo di argomenti che m’interessano e mi appassionano davvero. Mi sono data molto daffare per quanto riguarda la promozione contattando numerosi blog letterari, giornali online, siti e via dicendo; le lettrici hanno apprezzato i miei lavori e di conseguenza posso dire che si è formato un po’ di passaparola. Insomma, sono molto soddisfatta di come sono andate le cose fino ad ora e del supporto meraviglioso che ho avuto dalle lettrici, molte delle quali mi hanno appoggiata anche riguardo al progetto “Adolescenti e cancro”.

7. Abbiamo visto come ti stia a cuore il tema del Nazismo. Quali sono gli altri temi che senti vicino a te e di cui vorresti parlare ai tuoi lettori?
Come ho accennato prima nel mio secondo romanzo, “Fino all’ultimo respiro”, parlo del cancro nell’adolescenza, un tema cui mi sono avvicinata per caso e che ormai mi ha coinvolta. Io stessa non mi ero mai soffermata a pensare agli adolescenti con il cancro ma questi ragazzi fanno parte di una cerchia che viene spesso dimenticata, non più bambini, non ancora adulti, molti vengono curati in reparti non a misura di adolescente e magari non conoscono persone vicine alla loro età che hanno vissuto esperienze simili. L’adolescenza è un periodo di per sé complicato, e sono rimasta colpita dalla forza di questi giovani, dal loro altruismo e amore per la vita, ma anche dal bisogno che hanno di avere il supporto dei coetanei e di offrire aiuto ad altri giovani in situazioni simili.
Per quanto riguarda il mio prossimo romanzo, come ho accennato prima per ora ho solo una vaga idea in mente, ma darà voce a una parte della popolazione italiana che spesso viene ignorata. Diciamo che in generale m’interessa raccontare storie di cui si parla poco, mostrare lati meno conosciuti di vicende famose (come ne “La mia amica ebrea”) oppure sensibilizzare le persone su un determinato argomento (come in “Fino all’ultimo respiro”). Io stessa non so mai quale argomento colpirà la mia attenzione, ma se sento quello sfarfallio nello stomaco vuol dire che l’argomento in questione ha fatto centro e che potrò romanzarlo.

8. Ci consiglieresti qualche bel romanzo che parli di temi importanti?
Onestamente non ne ho molti. Consiglio “Il diario di Anne Frank”, anche se non è un vero e proprio romanzo, e “Avevano spento anche la luna”. L’ho letto un bel po’ di tempo fa e non mi ha convinta del tutto, però si rivolge principalmente a un pubblico di giovani adulti che magari sanno poco o niente su quello che è successo nei campi di lavoro di Stalin, un argomento di cui sicuramente dovremmo parlare molto di più e quindi ne consiglio la lettura, specialmente alle giovanissime.

9. Siamo arrivati al termine di questa breve intervista! E' stato un piacere poterti fare qualche domandina :D Torna presto a trovarci! Ah.. dimenticavo :D Ci saluteresti lasciandoci l'ultima frase di un libro che ti ha colpito?
Grazie a te per avermi intervistata! Vi saluto con una frase tratta da uno dei miei romanzi preferiti “Piccole donne”, perché m’identifico molto in Jo March.
Voglio fare qualcosa di grande prima di entrare nel mio castello: qualcosa di eroico o meraviglioso che non verrà dimenticato dopo la mia morte. Non so che cosa, ma aspetto che mi si riveli, e intendo lasciarvi tutti stupefatti”.

Avete letto una delle due opere di Rebecca? Cosa ne pensate? Fatemi sapere nei commenti!

Francy

4 commenti:

  1. Purtroppo non ho letto nulla di Rebecca, anche se è stata così gentile da inviarmi i suoi libri. Dovrò leggerli il prima possibile!

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  2. Che bell'intervista Francy!! Per ora ho letto solo il romanzo della sorella Sofia Come lacrime nella pioggia , ma presto leggerò anche il suo !!

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  3. bell'intervista! non ho letto niente di questa autrice, ma rimedierò!!

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  4. E' stato bello leggere la tua intervista, ho intervistato anch'io le due autrici sul mio blog ed è stato interessante leggere le tue domande.

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