mercoledì 5 novembre 2014

Recensione: Chocolat

Titolo: Chocolat
Autore: Joanne Harris
Pagine: 338
Prezzo di copertina: 9.90 euro
Editore: Garzanti

Trama:
A Lansquenet, quieto villaggio al centro della Francia, la vita scorre placida. Un po' troppo placida: è una comunità chiusa, dove sono rimasti soprattutto anziani contadini e artigiani, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso - una tradizione pagana avversata dalla chiesa - quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata "La Celeste Praline", che ben presto diviene - agli occhi del curato - un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa ma inizia ad aiutare a modo suo chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l'adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l'eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile.

Recensione:
Un paese bigotto viene distrutto da una semplice tazza di cioccolata calda. Perché rappresenta la tentazione, rappresenta il peccato... Un'intera cittadella costruita -mattone dopo mattone- su fondamenti rigidi e ben radicati nel tempo come quelli della Chiesa non si può permettere un simile scandalo; la debolezza del sistema ha bisogno di rimanere nell'ombra
Se un eccesso di zucchero è capace di far crollare un paese cosa succede se la cioccolataia in persona prende il sopravvento?
Padre Reynaud ha paura, teme per il suo ''gregge'' di cristiani, o forse l'unica preoccupazione è la sua vita; che pian piano sembra insensata... Se il suo amore per Dio non è poi così incondizionato cosa gli resta? Ma la dubbia moralità del personaggio lo caratterizza, lo rende speciale... un ecclesiastico è il vero nemico, in Chocolat; la peculiarità è anche questa. Certamente la tonaca non è sempre sinonimo di bontà, altruismo, buon cuore -ce lo testimonia la nostra società- ma nei romanzi mi sono imbattuta poche volte in un personaggio così controverso che faceva parte della religione.
Nel romanzo della Harris la Chiesa ha grande rilievo; è assolutamente messa sotto una cattiva luce che ne ricalca i piccoli difetti che, con poco, diventa enormi. E pensare che nell'omonimo film con Jonny Depp il chierico è un giovane timido e con buone intenzioni, dopo aver compreso il fatto che la sua cattiva fama agli occhi di Vianne era dovuta soltanto all'influenza di un sindaco che nel libro non viene nemmeno nominato.
L'importanza della religione nella storia la fa apparire come un romanzo storico, in qualche modo fuori dal tempo e dallo spazio ma in un passato indefinito.
Ed è proprio in un contesto che ha tutto di reale e tutto di fittizio che compare il personaggio cardine del romanzo: Vianne Rocher.

La cioccolataia dell'invitante pasticceria La Celeste Praline compare all'improvviso, proprio come il freddo vento tempestoso che le si presenta durante la giornata di primavera del suo arrivo al villaggio francese di Lasquennet-sous-les-Tannes, o semplicemente Lasquennet.
Donna genuina, più alta della media con ricci scuri e occhi marroni; apparentemente una come tante altre, ma mi ha colpito
Una madre dolcissima, che cerca di dare alla figlia Anouk ciò che lei non è mai riuscita ad avere durante la sua infanzia -una casa, un posto dove abitare per un lungo periodo- e una persona dal carattere fortemente determinato, grazie al quale riesce a capire la gente con grande empatia. E per non farsi mancare niente si può dire che ha un fine intuito, che potrebbe avere un qualcosa di mistico alla base...
Di Vianne si potrebbero scrivere tantissime altre informazioni e sono sicura che tutte avrebbero un tocco di peculiarità tipica di pochissimi personaggi nei romanzi contemporanei ma non è di certo l'unico carattere degno di nota! 
C'è una coppia che mi ha lasciato il segno; niente di romantico. Li unisce un legame forte che è relativo alla famiglia. Sto parlando di Armand e Luc, nonna e nipote. Tenuti separati da Caroline, figlia della prima e madre del ragazzo, per tanto tempo ci renderanno partecipi di teneri momenti che traboccano affetto. Una nonna-sprint, con una certa età ma desiderosa di vivere al meglio insieme alla sua testardaggine senza badare al mondo chiuso che la circonda; lei è felice della sua libertà e ne va fiera, camminando a testa alta, per quanto la sua veneranda età le permetta. Una figura che fa tenerezza ed inculca coraggio nello stesso tempo.
Luc è il nipotino che ogni nonnina vorrebbe avere; un ragazzo buono, di poche parole. Che quando apre bocca pronuncia quelle giuste e fa star bene chi gli sta intorno. Timido all'apparenza ma con la stessa testa dura di Armand. E' nei geni, si può dire.

Mi sono dilungata sul fattore 'personaggi' e nonostante ciò non ho fatto onore alla capacità dell'autrice di caratterizzarli in modo squisitamente perfetto.
Ognuno sembra quasi avere un significato allegorico, che va oltre il valore delle parole. La Harris, attraverso le sue creazioni, cerca di regalarci ciò che lei ha imparato dalla vita; i valori veri che solo il vivere regala.
Insegna che si può essere brave persone indipendentemente dalle proprie credenze, dalla propria estrazione sociale, dalla propria provenienza... Che l'avere un cuore non dipende da dove arrivi, ma da dove hai intenzione di andare a finire
Non è per niente facile seguire ciò che le parole insegnano; chi non capisce che Vianne è un modello? Nessuno. Ma quanti la tengono come riferimento? Pochi, ovviamente. Perché si tratta essenzialmente di un libro.
Le preziose descrizioni non si limitano al descrivere Vianne e gli altri ma arrivano al nostro palato tramite le bellissime frasi che la cioccolataia dedica alle sue meraviglie di cioccolato e al suo lavoro.
C'è un alone di stregoneria in tutta la cucina: la scelta degli ingredienti, il modo in cui vengono mescolati, grattugiati, sciolti, le infusioni e come si insaporiscono, le ricette prese da vecchi libri, gli utensili tradizionali - il pestello e il mortaio - gli stessi con cui mia madre preparava l'incenso, adibiti a uno scopo più domestico, le spezie e gli aromi che perdono la loro raffinatezza e lasciano il posto a una magia più primitiva e sensuale. È quella specie di fugacità di tutto questo ciò che mi delizia: tanta cura amorevole, tanta abilità e esperienza riposte in un piacere che dura solo un momento, e che pochi apprezzeranno davvero.
Quella che leggete qui sopra è solo un piccolo assaggio; mi sono ritrovata con una voglia di uova di Pasqua nel bel mezzo della lettura. Un effetto straordinario per delle semplici lettere stampate nella carta, non trovate?

Insomma, Chocolat è un romanzo dolce come la cioccolata, amaro quanto il cacao, dall'aria familiare nello stesso modo in cui può esserlo il camino di casa nostra e caldo, poiché ci sono singole frasi che scaldano il cuore come una fiamma appena accesa nel pieno di un freddo inverno.

Consigliato a...
...chi vuole una gustosa (nel senso proprio del termine) storia in cui immergersi quasi fosse una tazza di cioccolato

Voto:













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9 commenti:

  1. consigliatissimo da mia sorella e dopo aver letto la tua recensione ne sono ancora più convinta: da leggere! ^-^

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  2. Ho il dvd, molto carino!! ma non sapevo ci fosse il libro!! *-* ho fatto una scoperta U_U

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  3. Mi incuriosisce molto ^^ credo proprio che ci farò un pensierino!

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  4. Io ho preferito il film con Jhonny!!!! *-*

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  5. Anch'io ho amato Armand e Luc <3 sono così teneri *-* ora voglio proprio vedere di nuovo il film!

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  6. Mammaa mia non sapevo che ci fosse il libro... ho visto il film tanto tempo fa e mi era proprio paiuto ... bella recensione mi ha messu su una voglia di cioccolata! !!

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  7. Avevo visto il film tempo fa.. Ma non so se leggerò il libro.

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  8. il film l'ho visto molto tempo fa..il libro ancora non l'ho mai letto ma mi piacerebbe un sacco!^_^

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  9. Il film mi aveva messo una voglia matta di cioccolato...chissà se il libro non faccia uguale...su di te ha funzionato ;)

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