venerdì 21 novembre 2014

Recensione: Will ti presento Will

Titolo: Will ti presento Will
Autore: John Green, David Levithan
Pagine: 336
Prezzo di copertina: 16.00 euro
Editore: Piemme


Trama:
Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Dal momento in cui i loro mondi collidono, le vite dei due Will, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull'amicizia, l'amore e su loro stessi.


Recensione:
Quando le strade di due persone si incrociano alcuni pezzi delle loro vite si uniscono; un nuovo incontro ti cambia irrevocabilmente la vita. Ciò non significa che causi un mutamento radicale ma soltanto che ogni persona che conosci si prende un pezzettino di te, nello stesso modo in cui tu ti prendi un frammento di lei.
Che poi questi ''pezzi'' di vita siano piccoli o grandi è irrilevante se si percepisce in cambiamento come interiore, come astratto; invisibile agli altri così come a noi finché non ci guardiamo dentro -nel cuore- e scopriamo che -sì- è successo qualcosa; siamo cambiati.
Rendersene conto è tutto un fattore di tempo, di crescita. Qui sono ben due i personaggi che attraversano la 'selva' dell'adolescenza e si trasformano inconsapevolmente a vicenda: Will e Will. 
Will Grayson con-la-maiuscola è il personaggio di John Green -il mio preferito, in effetti- e will grayson con-la-minuscola, di David Levithan, colui che scrive senza rispettare la punteggiature e lasciando immensi vuoti nel bianco delle pagine (eh sì, questo mi ha dato fastidio, non dovrebbe ma è così...).
Da una parte c'è Will Grayson, convintissimo del fatto che stare-zitti-e-muti-e-fare-finta-di-niente sia il modo migliore per risolvere le cose, o meglio, per non mettersi in alcun modo nei casini. E' proprio l'estraniazione dal mondo che rende Will l'adolescente insicuro che è un po' ogni ragazzo; in lui traspare anche il sentimento; la fragilità di questo essere umano, ancora non pronto ad affrontare la vita; un piccolo uomo che delle emozioni non sa che farsene, non sa gestirle.
C'è questa dolcezza travolgente nel protagonista di John Green, questa caratteristica prorompente e così evidente che crea un senso di empatia nei suoi confronti. 
E' la preoccupazione che sembra provare per tutti e per nessuno. Per se stesso e per i suoi amici. Forse un'impressione solo mia ma resta che il rapporto con Jane -nonostante sia stato approfondito ben poco- è così innocente da lasciare il lettore stupito e con un sorrisetto sul viso; una smorfia sia per la situazione tanto immatura sia per la dolcezza in sé.


Passiamo all'altro Will Grayson; lui è quello cupo, l'emo che -oltre all'ortografia- odia apparentemente il mondo; è un po' un giovane misantropo.
Lui è quello gay; l'omosessualità in queste trecento pagine è trattata in modo leggero; la bravura degli autori si manifesta proprio nella rappresentazione naturale e senza tabù di un tema così delicato e discusso dappertutto ancora oggi.
La facilità con cui si affrontano certi argomenti non trasmette disagio; ogni pagina appare come la normalità, come se l'amore avesse mille sfaccettature con cui presentarsi; niente differenze, niente prese in giro, niente pregiudizi. La chiave di lettura è proprio la seguente: si deve vedere il mondo con occhi attenti -sì- ma non invasivi; ognuno deve essere libero di vivere la sua vita nel migliore dei modi, senza essere ostacolato almeno che faccia del male.
Ma l'intento morale non è così evidente; gli autori non pretendono di farti il lavaggio del cervello. Non c'è nessun elemento che ti dice ''hey, essere omosessuali è la cosa più naturale-comune-bella-magnifica-divertente che esista''; No. Presenta il tutto visto con gli occhi di adolescenti; nessuna pretesa. Gli autori di sbattono in faccia il loro pensiero senza farti male.
Niente esagerazioni; niente studi psicologici sui gay e riflessioni profondissime sul loro stato mentale. Vengono affrontati solo i sentimenti e le emozioni, che alla fine risultano le stesse presenti in un amore tra uomo e donna.
I punti di vista dei Will si alternano nei capitoli; ora c'è la depressione di will. Adesso l'arte-di-star-zitto di Will.
Questa folata di negatività che portano i Will è spazzata via dall'allegria e voglia di vivere di Tiny -l'amicone grosso e ingombra col cuore grande almeno quanto lui.
Lui sì che sa fregarsene dei pregiudizi, di ciò che pensano gli altri. Ed è lui stesso a dimostrarsi aperto e disponibile ad aiutare e a consolare. 
In alcuni punti mi ricordava l'orsacchiotto morbidoso-coccoloso che i bimbi abbracciano quando di notte si sentono soli; possono immergersi nella loro pancia imbottita e abbandonare le proprie paure.
Tiny è una medicina, un rimedio. In poche parole L'Amico.

Quando le cose si rompono, non è la rottura in sé che impedisce loro di tornare com'erano prima, è perché si perde un pezzettino e le due parti che restano non si potrebbero incastrare nemmeno se lo volessero. E' la forma del suo insieme a essere cambiata.
Credo che siano le frasi così a restarti lì, nel cuore; poche parole che -messe insieme- ti permettono di riflettere. Non è forse vero che dopo una profonda delusione è impossibile riconquistare la completa fiducia? Che una brutta caduta provoca una ferita e una conseguente cicatrice? Che se un vaso si rompe non ritornerà uguale a prima? Si perde SEMPRE quel tocco magico, quel tocco di vita che ti permette di amare appieno.
L'amore e la verità sono legati insieme. Si rendono possibili a vicenda...
Ed è parlando di amore che ho potuto lasciarvi questa citazione; un'altra perla di saggezza. Dire la verità è indispensabile per amare e non si può amare senza dire la verità. 
Avete notato come un romanzo tanto frizzante può insegnare? Proprio perché non sempre si impara qualcosa dopo una tragedia; non c'è bisogno di farsi del mare per imparare, soprattutto per imparare ad amare la vita.

Consigliato a...
...è alla ricerca di una lettura frizzante, spiritosa e dal linguaggio giovanile

Voto:

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13 commenti:

  1. A me è piaciuto abbastanza,però,ecco...non mi ha convinta del tutto.Mi aspettavo qualcosa di più :/

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    1. Con autori tanto famosi le aspettative sono sempre alte ^^

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  2. Io vorrei tanto leggerlo!*________*....

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  3. io lo devo ancora leggere a spero di recuperarlo presto *-*

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  4. Mi hai convinto. E' da un po' che ci giro attorno e poi continuo a rimandare, perché ho sempre una valanga di libri che hanno la precedenza. Ma penso che sarà una delle mie prime letture nell'anno nuovo *_*

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  5. Come vedi ti restituisco la visita, e anche io mi aggiungerò ai tuoi lettori fissi! :3
    Sarei curiosa di leggere questo libro, ma ho paura di rimanere delusa perché avevo amato "Colpa delle stelle", poi però sono partita con aspettative alte con "Cercando Alaska" che invece mi è piaciuto il giusto... insomma, non saprei proprio cosa aspettarmi! Pauuuuuura! XD
    Ci leggiamo presto!

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