martedì 30 dicembre 2014

Recensione: L'ultima bozza

Titolo: L'ultima bozza
Autore: Michele Scaranello
Pagine: 214
Prezzo di copertina: 17.00 euro
Editore: ilmiolibro.it

Trama:
Stefano è un incallito correttore di bozze. Appassionato di musica jazz, vagamente agorafobico, è abituato a setacciare le sue passioni e la scrittura. Un destino beffardo gli farà valutare la bozza di un esordiente e in quella intrappolerà il sassolino scomodo del suo passato. Qualcosa lo costringerà rivedere le sue convinzioni e le sue fobie. E lo farà attraverso un inganno, lo stesso che ha segnato la vita dell'altro protagonista: suo padre. Se il perdono accomuna chi ritiene che in ogni inganno c'è qualcosa di autentico da salvare, la luce discontinua di un faro svelerà una strana leggenda...

Recensione:
Nulla succede per caso: il destino ti accompagna per mano, ti segue, e passo dopo passo si plasma ovunque, in ogni mania o aspirazione, anche per quelle che ti sfiorano appena. Lui è onnipotente e, come diceva papà, non ha occhi e non ha cuore.
Apro la recensione con una citazione tratta dal romanzo di Michele Scaranello; forse è un modo banale per introdurvi nel mondo dell'autore ma fa senz'altro il suo effetto. E poi la banalità a volte sembra che faccia girare l'universo; si pensa così fin quando il destino ti prende alla sprovvista; quando fa dirottare la nave della tua vita senza guardarti in faccia. Puoi andare incontro ad una sorte a te favorevole, quanto sfavorevole: l'unico modo per scoprirlo è corrergli incontro. Senza fretta. A testa alta: devi imparare a fronteggiare le difficoltà della vita.
Nessuno ha voluto la guerra eppure i soldati hanno dovuto affrontarla, e combattere. Sono stati trasportati su lunghe tratte, sono stati fatti prigionieri. Costretti a lasciare i propri cari, l'amore appena sbocciato, il piccolo tra le braccia della madre in lacrime, la madre ammalata e triste. Il destino no. Non si commuovenon ha occhi e non ha cuore. Stefano ha ragione.
E' una verità che non viene schiaffeggiata in faccia al lettore ma viene spiegata attraverso le pagine del romanzo; queste ultime sono le memorie di Franco e di Stefano, suo figlio.
Il primo è stato coinvolto nella guerra in prima persona, Stefano no. Ma dentro di lui c'è in realtà una battaglia di emozioni contrastanti o oppresse per troppo tempo: è tempo di liberarle, di scoprire di più, attraverso uno scandagliamento accurato della propria esistenza mediante l'analisi del passato del padre.

Le due storie sono scritte in maniera quasi perfetta; con uno stile curato ed un linguaggio medio-alto, quasi a sottolineare le caratteristiche del protagonista stesso. Scorrono senza fatica; soprattutto gli episodi che riguardano Stefano non hanno nessun particolare intreccio.
Invece a Franco succedono una serie di eventi travolgenti, uno dopo l'altro, che lo mettono in crisi, dimostrando che i principi morali -quando c'è in gioco la sopravvivenza- cominciano a venire meno.
E' così per esempio che l'amore per la moglie Chiara inizia a miscelarsi con quello per la giovane greca Sophia: da qui si sviluppa un vortice che sembra non avere fine. Sarà l'inizio della ricerca del correttore di bozze, darà inizio ad un dialogo tra madre e figlio e farà nascere un focoso sentimento d'amore anche nel protagonista, sul punto di ricadere negli stessi errori del padre.
Ma Franco è un uomo. E' debole. E' stanco. E' impotente. Ed è soprattutto in guerra. Ciò non fa che rafforzare tutto ciò che prova, tutte le sue difficoltà più nascoste.
Non lo biasimiamo per i suoi errori; ne abbiamo compassione. Lo compatiamo. Il lettore diventa estremamente empatico nei suoi confronti: un pizzico di dolore si insinua dentro di te e da lì non se ne va, nemmeno alla conclusione della lettura.

Un romanzo dai forti tratti drammatici; c'è pure una quantità abnorme di speranza, non temete.
Frasi che non dimentichi, che ti insegnano a vivere, ti costringono a rallentare la lettura perché amano essere rilette. A cominciare dalla citazione all'inizio del romanzo che riporta: Ogni inganno è sorretto da un sottile equilibrio: la colpa di chi lo usa è l'indolenza di chi vuole ignorarlo.
Estremamente legato con tutta la storia!
Eh sì, L'ultima bozza è curato nei minimi dettagli, non c'è alcun dubbio.
La copertina -per esempio- è un turbinio di ricordi: una matita bicolore, un quadernetto scritto fitto fitto, la foto in bianco e nero di un matrimonio, quella di una giovane donna che trasmette tanta libertà ed una macchina da scrivere. Ogni elemento non è lì per caso. E' lì per impreziosire l'opera; permette di entrare nell'ottica e nell'ambientazione della storia ancor prima di aprirla, prima di leggere una parola.

L'ultima bozza è uno di quei romanzi che ti si presentano davanti per caso -nel mio grazie alla consulenza editoriale E.M.A- ma che in seguito non ti lasciano più, neanche nel momento in cui sei costretto a chiudere il volume e a riporlo sullo scaffale.
Tanti insegnamenti restano dentro di te: impari dagli sbagli di Franco ed impari dagli sbagli di Stefano.
Franco ci insegna che l'amare non può essere comandato: i sentimenti arrivano e vanno e ci fanno soffrire; e poi che l'essere umano come singolo è estremamente debole ma che l'avere il potere può essere un'arma estremamente pericolosa, che rende crudeli oltre ogni limite.
Stefano ci insegna che si può maturare grazie alla vita di altri; che si possono accettare -e addirittura apprezzare- i difetti altrui, che ci sono momenti nella vita in cui succedono avvenimenti improvvisi che te la scombussolano completamente.
Attraverso questo viaggio nello spazio e nel tempo sono stata capace di comprendere entrambi, di fare mia le loro esperienze. Ciò è tutto merito dell'autore che è entrato nel mio cuore in punta di piedi e ne è uscito lasciandomi un vuoto importante per riflettere.
E' bello comprendere che ci sono autori poco conosciuti che SANNO scrivere davvero, a volte meglio di scrittori ben affermati in tutto il mondo. Mi fa piacere poter dare a Michele Scaranello una piccola finestrella per sporgersi ancor di più sul mare dei romanzi, nel quale si perdono miliardi di opere degne di nota, proprio come questa.
Vi sarete resi conto di come mi abbia colpito la storia di un padre e di un figlio nel loro viaggio nella memoria e nel Mediterraneo, tra Italia, Grecia e territori di guerra. Se siete disposti a mettere da parte i libri più conosciuti e scoprirne di più modesti non resterete delusi da L'ultima bozza.

Consigliato a...
... chi vuole entrare nella vita di una famiglia, con tutti i suoi segreti e i suoi fili da sbrogliare

Voto:

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6 commenti:

  1. Ciao Francy, caspita che recensione intensa. Complimenti. Io non amo molto le vicissitudini familiari, ma le tue parole qualche curiosità me l'hanno creata!! Un abbraccio

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    1. Grazie mille! Mi fa davvero piacere che ti sia arrivato il messaggio! ♥

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  2. è un genere che mi è sempre congeniale, per le tematiche, i toni drammatici, l'accento sui rapporti familiari! grazie per avermelo fatto conoscere
    kiss :*

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    1. Prego Angela! ☻ Eh sì, dal tuo blog si capisce che ti interessano romanzi molto simili a questo :3

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  3. Anche per me è un genere, questo, che mi va a genio, ma, chissà perché, questo libro non mi convince... :/
    Un bacio!

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    1. Anto! :P Mi spiace che non ti convinca :3 Va beh, ci sono tantissimi romanzi che aspettato solo di esser letti ^^

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