sabato 20 dicembre 2014

Recensione: Meno cinque alla felicità

Titolo: Meno cinque alla felicità!
Autore: Virginia Bramati
Pagine: 224
Prezzo di copertina: 10.00 euro
Editore: Mondadori

Trama:
Costanza Moretti, brillante giornalista in un giornale finanziario di New York, non dovrebbe farlo, e anche il suo capo (nonché amante) è molto contrariato. Ma lei ormai ha deciso: per Natale torna in Italia, a Verate. Sua mamma e sua sorella Eleonora le sembrano troppo strane al telefono, e da quando - pochi mesi fa - il papà è morto la gestione della mitica Trattoria Moretti, nel centro del paese, è tutta nelle loro mani. Non è solo la preoccupazione, però, a indurla a partire, c'è qualcosa di molto più pressante: una voce insistente che da qualche giorno la assilla, decisa a non tacere finché non avrà ottenuto ciò che vuole. Costanza quella voce la conosce bene, da sempre... è la voce di suo padre! Allucinazioni? Non si direbbe. Suo padre ha una missione segreta e lei dovrà aiutarlo a portarla a termine: entro cinque giorni, quelli che mancano al Natale! Approdata a Verate, toccherà a Costanza pensare a tutto: sua madre ed Eleonora stanno lasciando andare la trattoria, ormai servono solo il caffè e a pochi giorni dal Natale non hanno nemmeno messo mano alle decorazioni. La sola cosa di cui si sono occupate è stato allevare le solite tre oche bianche destinate a essere cucinate per il pranzo... Ma c'è un'altra sgradita sorpresa che attende Costanza: la mamma ha affittato la stanza sopra la rimessa a un uomo di cui nulla si sa se non il nome - Andrej - e il fatto che (forse) lavora come muratore, (forse) è estone e... (sicuramente!) è molto affascinante.

Recensione:
Costanza è spinta ad agire. Quella voce potente e familiare la porta a compiere un viaggio lungo e pensieroso. Dalla sua casa accogliente al centro di New York, proprio affacciata sulla parte più celata di Central Park, città innevata e decorata con una quantità abnorme di addobbi appariscenti, si catapulta nel suo paese di origine, a Verate, in Brianza, che la travolge di un vento freddo ma pure denso di ricordi.
Un alone di nostalgia percorre il romanzo dalla prima all'ultima pagina ed è affiancato dal clima natalizio, pieno di dolci appena sfornati, bambini movimentati, famiglie particolari, alberi con palline luccicanti e di romantico vischio; insomma! C'è quella magia del Natale, quelle che da bimbi nasce dentro di noi come un vero e proprio incantesimo, soltanto per l'arrivo di Babbo Natale. L'effetto è un po' lo stesso, anche se non così tanto evidente e coinvolgente.
Quest'avventura di ritorno non fa solo provare al lettore questa magia ma permette alla protagonista di essere coccolata ed aiutata dalla sua famiglia; perché in realtà non è soltanto quest'ultima ad avere bisogno: Costanza è in una crisi che nemmeno lei stessa vede con i suoi occhi; si sa che a volte siamo gli ultimi a conoscerci; non ci vediamo come ci vedono gli altri, o almeno non interamente. E l'unica maniera per arrivare nel profondo e fare qui gesti, quelle attività piene di affetto, che possono comprendere delle stranezze che poi sono quelle che riescono a caratterizzare -a distinguere- una famiglia da un'altra. Come se fossero rituali, come se fossero segni di riconoscimento...dei marchi di fabbrica! 
Ed ecco che è nel racconto della ''quotidianità'' poco comune che traspare lo stile dolcemente graffiante ed eccelso dell'autrice Virginia Bramanti, che sembra ritornare con quella sensibilità e quell'ironia che le erano state attribuite da moltissimi lettori al tempo del primo libro ''Tutta colpa della neve! (e anche un po' di New York)''.
E' essenzialmente una commedia rosa; creata per un pubblico tutto al femminile che ha voglia di rintanarsi sotto una copertina a quadroni, con una tazza di cioccolata in mano, e riscaldarsi anche il cuore lasciandolo in pace; è una storia spensierata, questa. Nonostante gli spunti di riflessione non manchino...
Se sembra scritto per far ridere, uno sguardo leggermente attento può capire che ogni lacrima scaturita da una risata può essere causata dalla commozione. C'è questo dramma di fondo, quasi accennato ma le cui conseguenze sono tanto più reali: una famiglia di sole donne, ognuna con la sua vita, con la sua personalità, che ha perso il solido punto di riferimento costituito dal padre; l'appiglio a cui tutte si aggrappavano.
Ogni componente della famiglia è ben descritto; come fosse una tela interamente da dipingere con tinte più o meno intense; ci sono quei caratteri che gli danno forza, che hanno un non so che di eroico, e poi quelli che li rendono il più umani possibile, che li rendono divertenti e facilmente prendibili in giro proprio come accade nella realtà. Perché io, perché tu abbiamo i nostri pregi ma anche i nostri mille lati negativi; e la Bramanti -con sole duecento pagine- ci dimostra come siano proprio le imperfezioni a renderci unici, irripetibili e inimitabili. Ci insegna a fare dei nostri difetti i nostri punti di forza e a sopportare o -perché no?- ad apprezzare con un sorriso quelli degli altri.
E' proprio Costanza a mettere in luce ogni singolo difetto delle persone che abitano la storia; comincia dai suoi per poi continuare a fare battute argute su tutti, compreso il padre ormai defunto. Ma non lo fa certo con cattiveria; anzi, la tenerezza è importante per sottolineare la naturalezza secondo la quale tutto ciò è normale, inevitabile per la natura dell'uomo. Non sono certo insulti, i suoi; è in realtà una storia che ricorda l'importanza del calore che solo i legami affettivi può trasmettere
Riflessioni sulla felicità sono alla base di tutto; sul fatto di godersi il presente senza ansia, di pensare al futuro con coraggio -senza paura- e ricordare il passato, con un sorriso, anche ripensando ai propri errori.
Meno cinque alla felicità fa parte di un genere che non leggo quasi mai; sono più da ''dramma'' che da ''commedia'' poiché la prima tipologia mi lascia un segno più incancellabile ma la storia è riuscita a stupirmi, sono stata pure avvantaggiata dal fatto che non avevo nessun aspettativa prima di leggere la prima parola.
E' stata la mia unica lettura natalizia del periodo e probabilmente rimarrà tale, ma si può tranquillamente leggere in estate, quando ormai il calore del caminetto non è più da accompagnare a quello emanato dal cuore.

Consigliato a...
... chi ha bisogno di tenerezza e ironia, per rilassarsi un po'

Voto:


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4 commenti:

  1. Sembra un libro bellissimo *______________* finisce diretto in wishlist!!
    Ps ovviamente scrivi recensioni meravigliose <3

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    1. Perfetto ♥♥ Grazie di cuore! Mi fa piacere sentirlo dire, anche se non credo di essere proprio così brava XD

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  2. Mi sembra molto sulla scia dei romance, ho deciso di lasciarli perdere perché non mi piacciono mai a fondo >_<

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