mercoledì 14 gennaio 2015

Recensione: Dolce Fiele

Titolo: Dolce Fiele
Autore: Silvia Mariaelena Damiani
Pagine: 176
Prezzo di copertina: 11.00 euro
Editore: Sensoinverso Edizioni

Trama:
Kaspar e Nicole sono l'esempio più puro del concetto di amore. Inaspettatamente però, come spesso accade nella vita, qualcosa va storto. All'improvviso, infatti, un tragico accadimento spezza per sempre quella relazione che per entrambi era una ragione di vita. Ma l'amore vero non ha confini e Kaspar, seppur rimasto solo, continua ad aggrapparsi alle visioni che nella sua mente tengono in vita l'amata Nike, che - non a caso - in greco significa Vittoria...

Recensione:
Un nastro rosso. Ed uno sfondo nero. Quasi a rappresentare l'amore che si disperde nella totale oscurità, che scompare in un'indefinibile parte dello spazio e del tempo.
Un sottile intrecciarsi di eventi che accadono nel presente e nel passato; ma non solo. Nella mente del povero Kaspar si presentano una serie di inquietanti immagini che non si sono mai verificate nella vita reale. Quest'alternanza di realtà ed apparenza cerca di connotare il romanzo come un thriller psicologico: se non fosse per una serie di elementi atipici ne sarebbe un esempio eccellente. 
L'autrice invece non ha alcuna intenzione di fermarsi qui. Inventa la ricetta perfetta, formata da un po' di romance -indispensabile per il coinvolgimento emotivo del lettore, un pizzico di horror -che consente di provare brividi simili a quelli che si sentirebbero durante una discesa all'inferno- una buona dose di tragedia -che rende le vicende quasi reali, palpabili- e un'ottima fetta di poesia.
E' proprio lo stile della Damiani a tenere sempre alta l'attenzione del lettore, pure in quegli istanti in cui la tua mente appare più confusa di quella del protagonista; quando il tuo livello di comprensione è pari a zero. E vi assicuro che momenti del genere non mancano: forse ciò è provocato dal fatto di non aver letto il precedente Le voci di Nike oppure è semplicemente perché la mia mente è poco abituata ad eventi così contorti o ancora è tutto programmato. E' stata proprio la scrittrice che confondendo il lettore voleva fargli provare le medesime sensazioni dei personaggi, di Kaspar in particolare. 
Non posso certamente negare che ci sia riuscita

Un sol giorno di letture e così tanti momenti di inquietudine. Ogni parola è causa di un accenno di preoccupazione. Ogni frase trasmette un terribile senso di affanno. Ogni pagina ti contamina l'animo d'un angoscioso tormento.
Pare di venir soffocati da una torbida acqua fredda che sale sale lungo il tuo corpo lasciandoti una sensazione di freddo fin quando diventa l'altezza il vero problema; perché al livello della bocca comincia a scorrerti dentro invadendo ogni parte del tuo corpo, caldo sino a poco prima. E gelido ora.
Un romanzo e mille leggeri tremiti grazie alla magia del fiotto di parole fuoriuscite da una mano apparentemente acerba di un'autrice emergente, dietro a cui si nasconde uno smisurato talento innato.
Ringrazio di non essere arrivata a leggerlo di sera; sono sicura che -se così fosse stato- il mio sonno sarebbe stato abitato da ricorrenti incubi inusuali. Suggestivo, non c'è che dire.

Lo stile è così raffinato, così curato. Nonostante qualche refuso grammaticale la lettura fluisce in maniera fulminea grazie a periodi altamente evocativi capaci di trasportare il lettore in mondi peculiari e in momenti che mai ci saremmo aspettati in quel particolare momento narrativo.
E sono poi i versi di una singola canzone intitolata 6000 lives del gruppo Nowhere, scritta appositamente per il romanzo, ad accompagnarci nel corso degli avvenimenti: la storia è divisa in parti dai versi, non da ordinari capitoli.
Essi non danno soltanto il nome ad un insieme di pagine ma sono inseriti all'interno del racconto come se fossero sussurri di voci capaci solo di mormorare con fare sconvolgente.
“Sono solo voci morte. Come foglie secche sotto ai piedi. Bisbigliano, sussurrano, pregano e supplicano. Ali spezzate, cenere e foglie. Sono solo voci morte. Riesci a sentirle?”
Potete notare da voi con quale sorprendente modalità una singola proposizione sia in grado di far comparire davanti ai vostri occhi parecchie figure e rumori senza bisogno dell'intervento di foto concrete o suoni.

Malgrado la bellezza della scrittura che pare poesia non ho afferrato la trama della storia nella sua interezza. Il tutto mi è apparso confusionario, a partire dai personaggi. Parecchi ma poco caratterizzati; il numero di pagine non permetteva di contenere la quantità giusta di parole per descriverli nella stessa splendida maniera con la quale venivano evocati i luoghi.
Non sono nemmeno entrata in sintonia con alcuno di loro. 
Non comprendendoli non potevo amarli; a partire da Kaspar -per cui avrei dovuto provare un briciolo di compassione per la situazione da lui attraversata- per arrivare a Nike, che mi appariva ora come una strega ora come una misera giovane dannata.
Mi immedesimavo in loro quasi a sostituirli, a prendere il loro posto 'scacciandoli' dal loro stesso libro.
Dolce Fiele è ovviamente una storia d'amore; a volte troppo sdolcinata per rientrare nei miei gusti. C'è troppo miele ma è compensato dal dramma che sta alla base; l'insegnamento del romanzo è quasi il romanzo stesso. Non c'è un apprendimento vero e proprio da assimilare: forse che l'amore è follia, forse che -benché faccia soffrire- è indispensabile per vivere. O forse sono poco sentimentale per comprenderlo.

Consigliato a...
... chi è in cerca di una storia atipica; piena di elementi originali e formata da una miriade di generi!

Voto:













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8 commenti:

  1. Sembra carino tutto sommato :) Spero di leggerlo presto anch'io! :D

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  2. Iniziato oggi.. ho letto solo le prime pagine e in effetti ci sto capendo poco o niente @___@

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  3. un libro che leggerò presto anche io!! sono curiosa! ;)

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    Risposte
    1. sono Angela (chicchi di pensieri) ^_^

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  4. mi incuriosisce il fatto che ci sia questo mix di generi :)

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  5. Non mi incuriosiva particolarmente, ma la tua recensione mi ha fatto cambiare idea... quasi quasi ci farò un pensierino :)

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