martedì 10 marzo 2015

Recensione: Verso l'infinito

Autore: Jane Hawking
Pagine: 586
Prezzo di copertina: 19.50 euro
Editore: Piemme

Trama:
È il 1962 e Jane e Stephen frequentano l'università inglese di Cambridge. Lei è una ragazza vivace che palpita per i versi dei poeti spagnoli, lui un promettente studente di cosmologia, sempre perso nei suoi pensieri, alla ricerca di una spiegazione semplice e unica dell'universo. Eccentrico e bizzarro, così lo definisce Jane quando lo conosce. E le piace molto. Le loro vite scorrono separate, fino a che qualcosa non le avvicina indissolubilmente. Stephen ha solo ventun anni, l'età in cui l'immortalità è ancora l'unica ipotesi contemplata, quando riceve una diagnosi sconvolgente: una malattia degenerativa che gli lascia solo due anni di vita. È allora, con il destino alle calcagna, che i due si innamorano perdutamente e decidono di sposarsi. Con Jane al fianco, Stephen combatte instancabilmente contro la malattia e intanto si butta a capofitto a studiare ciò che a lui più manca: il tempo. Grazie all'amore e alla caparbietà, i due giovani strappano giorni all'eternità, uno dopo l'altro. Mentre il corpo di Stephen è imprigionato in limiti sempre più stringenti, la sua mente continua a espandersi, fino a forzare le frontiere della fisica. Insieme, si spingono più lontano di quanto avrebbero mai potuto immaginare. Forse, la formula che tiene insieme l'universo ha un solo elemento comune: l'amore.

Recensione:
La collisione di due persone che urtano inaspettatamente entrando uno nella vita dell'altro non può essere un semplice fenomeno fisico; e nemmeno un caso
E' forse questo che ha dato la forza a Jane di sopportare una vita fatta di continue rinunce, sofferenza e fatica? E' la sua fede che la spinta a vincere il tempo? Non ci è dato sapere la risposta di questa donna forte, che non ha anteposto la vita degli altri alla sua come se lei non avesse nulla da perdere, perché la sua vita oramai era Stephen. 
Cosa c'è di cosi potente da superare ogni limite, oltre alla fede? Soltanto l'amore. Che può essere l'amore per il marito a cui si è promesso di stare accanto tutta la vita -nella salute e nella malattia, l'amore per i figli che portano tante soddisfazione ma altrettanti impegni inevitabili o soltanto l'amore per la vita: un dono prezioso che non va sprecato perché ogni singolo giorno è fatto di attimi irripetibili a cui si ripenserà con dolcezza se si è fatto il proprio meglio per renderli indimenticabili.
Che l'amore è il meccanismo che fa girare il mondo lo sappiamo tutti. Ma pochi tra noi fanno sì che l'amore ci spinga ad agire e -certo volte- addirittura a sopravvivere.

Jane Hawking è l'emblema dell'audacia. Del coraggio. Dell'energia. Della perseveranza. Ed ovviamente dell'amore. 
Quella donna, rappresentata così bene da Felicity Jones nella trasposizione cinematografica, sembra davvero la ragazza dalla costituzione minuta ma dalla personalità enorme; una voglia di vivere travolgente esce da ogni singola pagina del romanzo. 
Romanzo? Posso definire così un libro che parla di una vita -anzi due- che tocca da vicino addirittura la storia dell'universo? Non è mio compito dare la mia opinione su qualcosa di così grande: da questo punto di vista è intangibile. E' stata Jane a rendere possibile tutto ciò che Stephen ha fatto per l'umanità; quel genio dal cervello così grande intrappolato nel suo stesso corpo
Toccava a lei -a sua moglie- liberarlo ogni giorno dalle catene e far sì che la sua intelligenza continuasse a straripare come un fiume in piena su fogli pieni di calcoli astrusi.
Non si può giudicare la vita di nessuno ma ammirare sì. Ed è questo che sono stata costretta a fare man mano che la narrazione proseguiva. 
Era come sentire una nonna, seduta al sicuro nel caldo rassicurante di casa, raccontare con voce nostalgica e sognante un vissuto pieno di sofferenze ma anche di soddisfazioni, ad un bambino che ancora non sa niente di ciò che lo attende là fuori, nel mondo. 
E l'immagine di quegli occhi pacati e dolci possono trasmettere soltanto una piccola parte di ciò che si può trovare nella vita di Jane e di qualsiasi altra donna.

La storia di Jane e Stephen però non è dolce e romantica. La malattia non consente loro quel lusso che consiste nello scambiarsi effusioni, nel dubitare dell'amore per l'altro, nel sognare una luna di miele o nel vivere fino alla vecchiaia mano nella mano. Spazzato via il romanticismo paradossalmente rimane l'amore. Quasi ha sottolineare che se esso c'è qualsiasi privazione non conta nulla e diventa impercettibile. 
A volte mi sono ritrovata addirittura a chiedermi se quello fosse ''amore puro'' . Dubitavo. Colpa di quei merletti e quegli elementi sdolcinati che cercano di infilare dappertutto come se poi fossero quelle le cose che contano sul serio...
Le mie piccole incertezze sono andate scemando. L'unico difetto del romanzo è invece nello spessore del volume che appare interminabile. 
L'autrice descrive ogni sottigliezza della sua esistenza con il fisico, presentandocelo -sempre e comunque- coi suoi occhi impedendoci di farci una nostra personale opinione: e così il lettore diventa Jane stessa, con le sue paure e il suo vissuto.
Mi sono trascinata Verso l'infinito per circa un mese. Ridicolo! Tuttavia mi rasserena pensare che in una trentina di giorni ho vissuto con Jane la sua vita di settant'anni, che non sono pochi.

Il film era decisamente più scorrevole; mi sento un po' in colpa a dire che l'ho amato maggiormente dello scritto da cui è tratto ma la mancanza di dialoghi, di emozioni e la troppa descrizione sono stati ingredienti che hanno reso il tutto meno saporito e lievemente amaro.
Ricordiamoci però che Jane è un modello. Una donna dalla personalità spiccata che ogni ragazza dovrebbe seguire; attingere dai suoi comportamenti, andare avanti senza rimpianti perché se c'è una cosa che ho capito dalla scrittrice è che seguiva il suo cuore ed il suo cervello in egual misura
Amore e intelligenza. Qualità a volte quasi in contrasto; si pensa che chi ama segua troppo le emozioni e che chi usi la testa sia troppo razionale. Ma qui vediamo la perfetta simbiosi di attributi perfetti

Voto:













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7 commenti:

  1. Mi ispira, ma ho un po'paura di queste eccessive descrizioni e i pochi dialoghi!

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  2. Dire che l'ho trovato di un noioso, è poco. Non ci ho visto neanche tutto questo amore fra i 2, se devo essere sincera. Se c'è una storia d'amore è stata quella con il secondo marito. Di sicuro lui in tutta questa storia non ci fa una bella figura e che lei di rimpianti ne ha avuti a montagne. Non vorrei spoilerare troppo.

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  3. Il libro non mi ispira tantissimo, al contrario del film che voglio vedere al più presto... magari dopo averlo visto mi convincerò anche a leggere il libro xD

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  4. Non m'ispira molto, anche se del film ho sentito parlare davvero benissimo e anche tu confermi essere migliore. ^_^

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  5. Bella recensione :D
    Ho Adorato il film *_____* e nella scena che hai messo sopra, quella di Jane che gli dice "I have loved you", ti giuro che ho iniziato a piangere e non ho smesso fino al finale. Mamma mia...

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  6. A me ispira tantissimo questo libro...*__________*....come sempre stupenda recensione Francy!<3

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  7. Dopo questa recensione, mi sa che lascio perdere il libro così come ho deciso di lasciar perdere il film. Ho una ammirazione più o meno infinita (cosmica, direi) per Stephen Hawkings fin dal liceo... ma forse è bene che io lasci la mia ammirazione per l'astrofisico lontana dalla parte privata della sua vita, perchè rischierei di trovare un lato non all'altezza... se non altro per come è viene raccontato! Grazie della tua recensione, speravo proprio di leggere qualcosa del libro

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