mercoledì 29 aprile 2015

Recensione: Allegiant

Titolo: Allegiant
Autore: Veronica Roth
Pagine: 538
Prezzo di copertina: 12.90  euro
Editore: De Agostini


La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che il "sistema per fazioni" era solo il frutto di un esperimento. Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l'opportunità di esplorare il mondo esterno, desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias. Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha lasciato. Verità ancora più esplosive marchieranno per sempre le persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l'amore e il sacrificio.

Dopo aver girato pagina dopo pagina tre romanzi è impossibile che non ti ricorderai qualcosa; è un po' come avere la possibilità di entrare in un altro mondo dove in realtà non sei proprio tu che vivi ma tutte le emozioni che potrebbero arrivarti ti raggiungono in una maniera o nell'altra.
Quando ho letto l'ultima riga ho lasciato il mondo della Roth con un velo di dolce amara malinconia che nulla avrebbe potuto togliermi per l'intera serata; non è mancato però una punta di risentimento per il finale tanto realistico da lasciare a bocca aperta anche il lettore più abituato ai lutti nelle storie; ogni volta che un personaggio volava via un pezzetto del libro si disintegrava così come il mio cuore pian piano diventava più pesante.
Un effetto che soltanto quelle trame che quasi ti ingannano sanno darti; che poi in realtà sei tu ad illuderti: la storia in se non ha nessuna colpa. Siamo abituati al ''Vissero per sempre felici e contenti'' che ogni bambina ha fatto suo quando ancora credeva che il principe azzurro sarebbe arrivato a cavallo; in ciascuna di noi quella bambina dagli occhi pieni di speranza esiste ancora e si manifesta in tutta la sua grandezza nel momento in cui una storia sta per giungere al termine: ti aspetti quel lieto fine a cui sei stata abituata, a cui non vuoi rinunciare perché la tua testardaggine è più forte della tua coerenza. Quando una morte ti coglie all'improvviso ti riesce a lasciare il segno pure anche se si tratta di una 'perdita di carta', mi sono chiesta perché sono rimasta tanto colpita da un evento così logico e ho dato tutta la colpa alla me bambina, che continua a credere nelle fiabe.
E dire che lo sapevo. Sapevo che cosa sarebbe successo per alcuni maledetti spoiler che girano; qualcuno dovrebbe arrestarli così come si fa coi criminali. Non è servito a molto però...
Un vuoto che non è riuscito a impedirmi di godere di quell'atmosfera di ''tutto andrà bene'' che segna l'epilogo, un 'bene' che forse non riguarda la vita dei protagonisti ma quella della società, quasi un accennato inno di fiducia nell'umanità.
Dolce amaro. Se mi chiedessero di descrivere Allegiant in breve potrei solamente dire questo; una dolcezza lasciata dai piccoli spunti di riflessioni sparsi sulla strada tracciata dalla penna dell'autrice e un'amarezza ancor più forte, quasi soffocante a volte: quella che ti spinge a voler rileggere il primo volume di una trilogia che prometteva tanto ma che pian piano si è disciolta in un bicchier d'acqua lasciando una traccia evanescente di quell'atmosfera che permetteva al lettore di divorare una pagina dietro l'altra. C'è qualche buco da colmare che non verrà mai colmato. Qualche difetto che non capirò mai. Un po' di avvenimenti troppo confusi per essere compresi fino in fondo. 
Una lettura di cui ho apprezzato paradossalmente la crudele ma veritiera fine; un po' meno quello svolgimento che non ha fatto che ricordarmi che Allegiant era il seguito di quell'Insurgent che ho fatto fatica a digerire dopo un esordio brillante
Il continuo passaggio da narrazione in prima persona di Tris e di Tobias hanno reso poco chiara delle vicende già di per sé limitatamente comprensibili; una continua lotta di pareri, di azioni contrastanti e di reazioni inspiegabili segnano la conclusione della trilogia, che si risveglia da un profondo torpore intorno alla pagina 300.
Punto a favore dei personaggi; ad ognuno di essi era affidato un pezzo di morale che poteva essere percepita soltanto se ognuno andava al suo posto nella testa scombussolata del lettore.
Tris mi ha insegnato che ci vuole tempo per imparare a credere in sé stessi ma soltanto lo scorrere dei giorni e l'accumularsi delle esperienza potrà costruire quella forma che costituisce una persona capace di scegliere per chi o per cosa vale la pena sacrificarsi;  vivere segna quanto morire, ma la vita è troppo importante per buttarla via. E' una ragazza capace di combattere per coloro che ama, capace di affrontare le proprie paure se è questo che è doveroso fare, insomma mi ha insegnato che essere coraggiosa non vuol dire solamente saper scendere da un treno che corre.
Tobias mi ha insegnato che cambiare non è mai un errore, se si rimane uguali nel profondo. E' lui il personaggio che più di tutti ha attraversato un cambiamento non trascurabile; un ragazzo misterioso e muscoloso sembra essere emotivo, coraggioso, intelligente: un essere umano su cui si può contare.
E' riuscito a farmi riflettere sul fatto che chiunque ha paure che deve affrontare -anche chi riesce a nasconderlo bene- e sogni che vorrebbe realizzare; e che le violenze subite aiutano a creare quella corazza che ti rende più forte. Ammetto che Quattro in Allegiant ha qualche pennellata da rammollito e da addormentato che proprio non si addice alla storia; faccio finta di non averlo notato ma volevo mettervi in guardia... L'insegnamento c'è ma a volte ho dubitato.
Caleb mi ha insegnato che tradire non significa necessariamente essere perdonati. E' quella persona che ha fatto tanto male nella sua vita ma poi scopre che le ferite che si è procurato sono più profonde di quelle che hanno segnato gli altri; un traditore che non verrà mai perdonato nonostante è impossibile svincolarsi del tutto dall'essere fratelli, come ci fa comprendere una bellissima frase del romanzo in cui la Roth dice “La pelle del viso di lui e quella delle nocche di lei hanno la stessa sfumatura, tra il viola, il blu e il verde, come se se la fossero colorata con i pennarelli. Questo è quel che succede quando due fratelli si scontrano, si fanno male entrambi nello stesso modo.”
Un estratto quasi poetico durante il quale il lettore riesce a capire che è difficile perdonare ma è anche difficile non farlo, quando ami le persone che ti hanno fatto del male.
Peter mi ha insegnato che le persone peggiori non sono mai quelle che si credono essere tali. E' passato dall'essere il ragazzino immaturo e spietato capace di accecare un suo compagno, al ragazzo in grado di rischiare la vita per Tris solamente per restituirle un favore; è sempre immerso in una miscela di crudeltà e fedeltà che il lettore fa fatica a capire in un momento solo; alla fine Peter è tutti noi. Ognuno ha il suo lato buono e il suo lato negativo, che continuano a scontrarsi fin quando o prevale l'irrazionalità o la ragione. E un insegnamento più crudo è che l'uomo non ha la possibilità di cancellare la propria memoria e ripartire da zero ma che -se ce l'avesse- soltanto un codardo acconsentirebbe a farsi sottrarre ricordi ma anche dolori, che ti danno forza per andare avanti.
Christina e Cara mi hanno insegnato che si può ricominciare da capo senza dimenticare. E che perdonare e lasciar andare può far bene; si parla poco delle due ragazze ma hanno delle personalità interessanti, di quel tipo che si può scoprire soltanto entrando veramente nella vita di una persona, soltanto sforzandosi di conoscerla.
La vita ci danneggia, ferisce ognuno di noi. E non possiamo evitarlo.
Ma ora, sto anche imparando questo: possiamo essere curati. Possiamo curarci l'un l'altro.
Non potevo salutarvi senza lasciarvi l'essenza del romanzo e dell'intera trilogia in generale; aver fiducia nelle persone è difficile, quasi impossibile a volte ma l'unione fa la forza. Non importa chi sei perché in fondo sei uguale a molti altri; le etichette non hanno valore. La libertà non deve essere vincolata da stupide regole della società poiché nessuna fazione, nessun avvenimento, nessuna perdita, nessun aggettivo, nessun dolore ha il diritto di trasformarci in qualcosa di diverso, per diventare ciò che noi vogliamo essere; noi abbiamo il dovere di difenderci e combattere.

















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11 commenti:

  1. Ciao Francy <3
    Bella recensione!
    Personalmente penso che "Allegiant" sia il libro più brutto della serie,l'ho trovato molto lento e a tratti noioso :/

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    1. Ciao ♥ Ma grazie mille! :) Sulla lentezza concordo pienamente; non c'è più quella scorrevolezza che tanto caratterizzava Divergent :3

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  2. Vorrei leggere la trilogia, ma da quando una ragazza mi ha accidentalmente detto come finisce, la curiosità mi è un pò passata..

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    1. Eh mi immagino! Ci sono passata anche io, da come puoi aver capito leggendo la recensione :3 Comunque secondo me puoi provare, non porta via tanto tempo e il primo volume è proprio originale!

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  3. Bella recensione Francy ❤ io lo avevo iniziato, ma purtroppo non era il momento giusto..io continuerò più avanti.

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    1. Giusy ♥ Ma grazie! Uhh mi spiace! Spero arrivi presto il momento, così mi dirai cosa ne pensi!

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  4. è una di quelle saghe perennemente in WL ma che ancora non comincio.
    no ma ce la farò... ^_^
    ciao francy ;)))

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  5. Bella recensione, Francy!Io ho letto Allegiant poco dopo la sua uscita e il finale mi ha distrutto, ma allo stesso tempo non c'era altro modo in cui potesse concludersi la storia di Tris e Four!Felice che ti sia piaciuto :)

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  6. Bella recensione sono daccordo con te su tantissime cose come ben sai, peccato davvero per questo finale.

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  7. Bellissima recensione! *_* Mi ci sono ritrovata tantissimo e mi hai anche fatto riflettere su alcune cose :) Con questa serie avevo avuto parecchi problemi, ma Allegiant mi era davvero piaciuto :)

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  8. Bellissima recensione!!!
    Io questo libro l'ho abbandonato dopo essermi spoilerata il finale >-< anche perché molti dicevano di essere rimasti male dal finale, e tenendo conto che a me piace il lieto fine ho dovuto controllare, e ci sono rimasta malissimo!! Quindi avevo preferito smettere di leggere, e non so se lo riprenderò mai..

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