giovedì 30 aprile 2015

Recensione: Amiamoci, Nonostante tutto

Autore: Vittorio De Agrò
Pagine: 164
Prezzo di copertina: 12.00  euro
Editore: Self Published


Si dice che l'amore non abbia età, ed è proprio così per "Amiamoci, nonostante tutto". In un panorama rosa prevalentemente al femminile ecco emergere storie dal cuore maschile, che però ha sempre bisogno della mano gentile di una donna per trovare la propria strada. Storie diverse, età differenti, sentimenti ricchi di sfumature e modi d'essere che nascono nella purezza di un bambino e si completano nella maturità dell'adulto. Emozioni, commozione, sorrisi; la mente del lettore viaggerà nei ricordi, passeggerà nel presente e magari immaginerà un futuro, sempre all'insegna dell'amore. Sarà Federico a condurci in questo percorso di gioia e ostacoli. Un giovane uomo, forse ancora immaturo e diffidente nei confronti delle relazioni durature, che, grazie ai racconti di un vecchio e saggio libro, riuscirà finalmente ad aprire il suo cuore.

Cos’è l’Amore? Perché ci innamoriamo? Quale forza spinge l’uomo a dividere la propria vita con una donna e a mettere al mondo dei figli con lei?
Tranquilli, non sono un filosofo esistenzialista, non voglio annoiarvi con inutili pippe sentimentali sul rapporto di coppia.
Si apre così l'antologia di racconti Amiamoci, nonostante tutto che riesce magicamente -fin dalle prime righe- ad essere dolce e ironico al contempo; una pennellata di freschissimi colori freddi si abbatte sulla calda passione dell'amore colorandolo di emozioni mai viste prima nelle storie d'amore.
Con delicata ma travolgente grazia l'autore riesce a far entrare il lettore in quel vortice che è l'amore, un sentimento che è impossibile non provare e che vale la pena attraversare 'nonostante tutto'. Durante l'intera durata del volume c'è questo positivo tocco realistico che consente di mettere in risalto quegli aspetti positivi che fanno dell'amare non un privilegio ma una abilità che si coltiva col tempo, solamente amando appunto. E' un non so che capace di far male ma al tempo stesso di guarire completamente delle ferite che avrebbero potuto rimanere cicatrici a vita.
Però si deve essere capaci di amare, lo stesso titolo è un'esortazione che spinge a far ciò. Il contenuto continua l'eroico intento prefissato in poche, chiarissime parole impresse su una limpida copertina bianca. Perché l'amore alla fine è così, no? Bianco. Chiaro. Pulito. Siamo noi che poi lo complichiamo, intrappolando il nostro cuore in una gabbia dalla quale poi è difficile tirarlo fuori.
E' quello che capita a Federico, trentenne che nella tranquillità della quotidianità vive beato senza accorgersi che si sta facendo scappare quella donna che potrebbe essere il dono più prezioso che la via gli possa concedere. Passano i giorni, i mesi e dopo un anno la relazione tra Federico e Gloria è sempre la stessa: vivere in una monotonia di gesti e abitudini che se non vengono consolidate con un anello al dito scaturito dal vero amore sono difficili da accettare per sempre.
L'uomo è restio a cambiare. La donna vuole migliorare la loro vita di coppia.
Federico riuscirà a capire che un suo atteggiamento riluttante potrebbe logorare qualcosa troppo prezioso per essere poi rimesso assieme; se un cuore si spezza lo fa in silenzio ma comincia a perdere fiducia in chi ne è la causa. Non si può più tornare indietro, quello è un punto perso.
Ma ecco che la lettura ha un ruolo importante nella vita di un tv-dipendente come il nostro protagonista! Pasquale, proprietario di una libreria, sarà l'angelo che potrà aprire gli occhi a Federico; con un sorriso benevolo e frasi giuste al momento opportuno gli porge un piccolo libretto che lo farò riflettere sull'amore, conducendolo attraverso i sentimenti di ogni età, dal dolce e spensierato innamoramento dell'infanzia a quell'amore profondo che soltanto due persone che hanno trascorso una vita assieme possono provare.
Cinque racconti di cui i personaggi ti riescono ad entrare nel cuore nonostante se ne parli in un totale di centosessantaquattro pagine! “Brivido”, “Il gioco della bottiglia”, “Le sudate carte”, “Il giovane anziano”, “Spegnete le candeline” mi hanno portato in una realtà che è nostra ma che nel contempo non avevo mai visto poiché ognuno vede l'amore come vuole e riuscirlo a vedere con degli occhi di figure maschili è stato quasi illuminante, come se lo stesso scrittore fosse volta dopo volta Marco e poi Riccardo e poi Giacomo e poi Paolo e poi Luigi, uomini che hanno a che fare con questo sentimento così fondamentale ma tanto particolare che è l'amore...
Brivido. Quando si è bambini non si ha bisogno di molte conferme per credere di essere innamorati. Un brivido. Un piccolo, apparentemente insignificante brivido è quello che Marco, ragazzino delle medie, prova ogni qual volta vede Manuela, che è bella come una dea. Una cotta che è sicuramente nata dalla vista di questa ragazzina che non conosce e alla quale fa fatica ad avvicinarsi, il nostro impacciato protagonista. Una tenera e veloce relazione che fugge in pochi istanti, accompagnata dagli insegnamenti del padre che però dichiara che l'amore non ha un manuale d'istruzioni, perché ogni storia ha le sue regole. Ed è con la più immatura forma di amore che lo scrittore comincia ad introdurci nel suo mondo fatto di brevi emozioni; quasi come se volesse farci camminare su una strada certamente tortuosa ma a passi piccoli, senza saltare nessun passaggio.
Il gioco della bottiglia. Il secondo racconto parla di Eva e Riccardo, sedicenni immaturi. Non dell'immaturità innocente che contraddistingue i bambini ma di quella dettata dall'insicurezza e dalla società troppo legata alle volgarità a tal punto da miscelarle con ciò che dovrebbe essere amore puro.
Un mondo di giovani, di divertimenti, di voglia di essere grandi che però ha l'effetto contrario; ecco che i due ragazzi si ritrovano a dover far fronte ad un problema che non sanno gestire, che però ha qualcosa di dolce e irrazionale dal momento in cui si accorgono che non è un problema. E' solo stupidità. Che svanisce quando ci si toglie quella maschera da supereroe che si indossa a quest'età per nascondere le incertezze di cui si è pieni.
Le sudate carte. Giacomo è quel tipico ragazzo che non vorrebbe essere tale perché sa che a diciott'anni 'essere normale' non significa amare studiare, ma passare le serate a ballare in discoteca, mangiare cibi spazzatura nei fast food con gli amici, viaggiare scoprendo nuove meraviglie o fumare.
Nel cuore del protagonista nasce un'amore che non sembra voler essere ricambiato; le persone che preferiscono non dare nell'occhio alla fine credono davvero che gli altri pensino che non esistano. Non è sempre così anche perché nel momento del bisogno loro arrivano; ed è così che Giacomo salva la donna che ama, più dello studio, certamente.
Il giovane anziano. Il racconto più lungo ma quello che ho adorato maggiormente trai cinque; Paolo è un quarantenne che ha paura di essere felice, vive chiuso negli schemi e non vuole che la sua quotidianità venga interrotta dall'avvento di una donna. Ma quando l'amore bussa alla sua porta lo insegue fin quando non risponde, fin quando non si ferma e lo considera. Fin quando non è costretto a cambiare e ad aprirsi ad un mondo che forse non è poi così tanto male, se vissuto a fondo...
Irma e Paolo non potrebbero essere più diversi ma si completano; lei ha la vita frenetica che lui odia ma la pace interiore che lui vorrebbe avere. Lei ha quella voglia di vivere tipica di chi deve ancora cominciare a vivere davvero la propria vita mentre lui sembra perennemente rinchiuso in una torre dove nessuno ha il permesso di entrare...Un'altra storia di amore che spinge il lettore a chiedersi cosa ci sia di positivo nell'amare senza costruire barriere inutili.
Spegnete le candeline. Dopo cinquantanni di matrimonio Luigi dice di essere stanco del matrimonio con la vecchia Luana; lo descrive come una prigione dalla quale è impossibile uscire o come un regime dittatoriale in cui le regole sono severissime. Ma qui c'è l'inno finale a quell'amore che non muore mai, quell'amore dove trovi la pace quando fuori infuria la tempesta, quell'amore ormai corroso dal tempo; rovinato sì, ma sempre più forte, perché ciò che non uccide fortifica.
Dopo aver attraversato con l'autore i vari stadi dell'amore o comunque diverse storie che ne trattano possiamo affermare di aver letto una storia che ti segna con piccoli insegnamenti che -sommati- vanno a crearne uno grandissimo: che si deve amare, che 'dobbiamo amare, nonostante tutto'. Nonostante le insicurezze causate da un brivido che percorre la schiena alla sola vista della persona amata, nonostante i dettami di una società dove l'amore sembra l'oggetto di una pubblicità, nonostante si pensi di non essere abbastanza per essere ricambiati, nonostante si abbia paura di soffrire, nonostante l'amare possa essere impegnativo...
Così Vittorio De Agrò conferma le sue abilità di scrittore, che stanno nel riuscire a spaziare nei generi -ricordiamoci di Essere Melvin- e nel presentare un amore al maschile, senza troppi fronzoli ma comunque pieno di sentimento e capace di emozionare il lettore; senza pretese. Le storie penetrano nel cuore pagina dopo pagina, con calma, lasciando alla fine un segno profondo.

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6 commenti:

  1. Cara Francy
    La ringrazio di cuore per le sue belle e sentite parole :

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    Risposte
    1. Mi fa piacere che la recensione le sia piaciuta! Ed io ringrazio lei per avermi dato la possibilità di leggere questo meraviglioso libro!

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  2. Ma sai che avevo letto su un'altra recensione invece di 164, 864 o.o
    E ho pure commentato dicendo che erano tante pagine ahahahha che figuraccia ho fatto!!

    Comunque lo sto attendendo anch'io!

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    Risposte
    1. AhAH xD eh no, le pagine sono davvero poche! E le storie sono scorrevoli quindi... ti auguro di godertelo appieno! <3

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  3. Complimenti per la recensione! :) Sembra davvero carino :)

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  4. se un giorno lo trovo in offerta lampo per il Kindle quasi quasi lo prendo! potrebbe essere il mio genere! :)

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