martedì 14 aprile 2015

Recensione: Insurgent

Titolo: Insurgent
Autore: Veronica Roth
Pagine: 510
Prezzo di copertina: 14.90  euro
Editore: De Agostini


Una scelta può cambiare il destino di una persona... o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l'orrore per quello che è stata costretta a fare. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei... Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.

Un insieme di tutto e di niente. Insurgent è sinonimo di caos. Un turbine di situazioni assurde, di troppi personaggi e di battaglie nate dal nulla: l'azione non manca ma io mi sono sentita come annegata in un mare di carta in cui nessuno è venuto a salvarmi! 
Un disordine e un susseguirsi di fatti troppo veloci per essere assimilati per bene; ed infatti mi è rimasto poco in testa di quello che ho letto: il senso generale l'ho capito ed è proprio come se si trattasse del prolungamento di Divergent. La Roth è riuscita a riprendere la narrazione dal punto in cui l'aveva lasciata; su un treno verso il futuro, verso qualcosa di oscuro. 
Non ci sono elementi nuovi se non qualche colpo di scena che riesce ad alzare il livello del romanzo all'improvviso quasi che l'autrice forse un genio del male venuto soltanto per ammaliare dei lettori con un'infinita mole di tanto e di nulla.
Incredibile. Sorprendente. Irreale. Tutti gli aggettivi che mi vengono in mente per descrivere un libro che mi ha lasciato dentro una carrellata di emozioni senza tuttavia segnarmi tramite qualcosa di concreto
Leggevo le pagine senza stancarmi; il tempo era inconsistente mentre le dita si muovevano veloci insieme al ritmo della narrazione e di noia nemmeno l'ombra. 
Troppa azione non può certamente produrre un effetto simile, nonostante sia realmente troppa. Il succedersi di eventi va pian piano a rallentare man mano che ci si avvicina all'epilogo, contrariamente a ciò che accade solitamente nei romanzi. 
Epilogo sconvolgente, che riempe tutto il vuoto accumulato nelle pagine precedenti: qualcosa di assolutamente inaspettato si presenta al lettore più o meno nelle ultime centinaia di righe.
Una trovata geniale per incoraggiare nel proseguire la trilogia immediatamente dopo la fine: ed io ci sono cascata -anche perché dovrei riconsegnare i libri in biblioteca- ed ecco spiegato perché mi ritrovo a leggere Allegiant proprio ora.
E di insegnamenti, ce ne sono? Secondo la mia modesta opinione sono gli stessi che la Roth porta avanti da Divergent; almeno dobbiamo apprezzarla per la coerenza.
Qui c'è soltanto un briciolo di meno di sensibilità per ciò che riguarda la miriade di morti che si verificano una dopo l'altra senza interruzione. Però non ti distruggono: ne sono rimasta quasi impassibile e non credo che sia un bene perché le perdite DEVONO lasciarti un segno, anche quelle di quei personaggi la cui morte rappresenta una salvezza per gli altri.
I personaggi subiscono un lieve cambiamento che li modifica quel poco per farli sembrare umani ma sufficiente per togliere loro alcune peculiarità che li caratterizzavano rendendoli -ad esempio- la Tris e il Quattro che avevo amato in Divergent.
Una Tris in preda a mille dubbi nati in seguito ai dolori che deve superare; che quasi preferisce morire ma non abbastanza forte per lasciarsi andare così.
Un Quattro -che ormai tutti conosciamo come Tobias- diventato malleabile e influenzabile dalla nostra divergente preferita; la sua dolcezza era proprio nel non palesare i suoi sentimenti ed il suo animo gentile ma ora sembra di avere a che fare con una coppia che ne ha vissute tante e non esita a comunicare i propri pensieri. Le loro bugie -però- dominano ancora la scena.
Se da una parte questo mi ha fatto uno strano effetto, dall'altra mi sono resa conto quanto la scrittrice sia brava a fare dei ritratti dalle mille sfaccettature man mano che la storia prosegue: vuole far comprendere al lettore che -divergenti o no- sono umani, con le proprie debolezze e soggetti ai cambiamenti più inopportuni. Insomma, quante volte abbiamo continuato a voler bene ad una persona che ormai non riconoscevamo più? Tra i due ragazzi innamorati non è così accentuato ma marcare anche pochi dettagli mi ha portato a riflettere sull'importanza dell'accettare l'altro.
Non ho altre parole da dedicare ad Insurgent ma se avete amato Divergent potrebbe essere una grossa parentesi indispensabile per comprendere la vita in quel Chicago tanto particolare e pericoloso che abbiamo conosciuto col primo volume della saga.
Adesso non mi resta che finire Allegiant in modo da poter dare un giudizio complessivo di quest'avventura in cui sono stata trascinata e da cui non uscirò indenne, 
















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4 commenti:

  1. Ciao Francy! :) Questa recensione è perfetta, concordo con ogni singola parola che hai scritto. Ho letto Insurgent e Allegiant un paio di mesi fa, e su questo libro la penso esattamente come te. Hai trovato le parole giuste: è un insieme di tutto e di niente. Come se succedessero un milione di cose, ma in realtà nulla di davvero importante. E sono d'accordissimo anche sulle numerose e continue morti senza senso, che alla fine però non lasciano davvero un segno, forse perché l'autrice non è riuscita a farci affezionare a quei personaggi. E hai ragione anche su Quattro, che è completamente diverso rispetto a quello che era in Divergent, dove mi era piaciuto molto di più.
    Alla fine anche il mio giudizio complessivo è simile al tuo, perché non è che il libro non mi sia piaciuto. Nonostante tutto, l'ho apprezzato, forse soprattutto per lo stile dell'autrice che mi ha permesso di leggerlo super velocemente.
    Purtroppo il mio giudizio complessivo sulla trilogia però non è dei migliori, perché Allegiant mi ha rovinato tutto. Sono curiosissima di leggere il tuo parere su quest'ultimo libro, perché io non sono riuscita a salvare praticamente nulla... :)

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  2. Questo è il romanzo che più mi è piaciuto della Roth. Non sto ad elencare cosa mi è piaciuto ma solo che è l'unico dei 3 Romanzi ad essere davvero un distopico. Ci sono dubbi sulle ustituzioni, dubbi su chi si è e cosa si vorrebbe. Azione credo quanto basti per non far calare la palpebra. Io l'ho adorato molto probabilmente perché amo i libri come questo dove i protagonisti si fanno delle domande e cercano delle risposte. Sono riflessivi, forse lagnosi (?) Ma io li adoro.
    Se non ti è piaciuto questo credo che Allegiant non sarà migliore, lì molte cose non quadrato. In compenso Four (la roccolta di novelle) è carina!

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  3. Io amo la serie Divergent. *____*

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