domenica 10 maggio 2015

Recensione: Le ali della vita

Autore: Vanessa Diffenbaugh
Pagine: 334
Prezzo di copertina: 18.60  euro
Editore: Garzanti


È notte e la nebbia è illuminata a tratti dai fari delle macchine che sfrecciano accanto a lei. Letty si asciuga l'ennesima lacrima e preme ancora più forte il piede sull'acceleratore. Deve correre il più lontano possibile, fuggire da tutti i suoi sbagli, è la cosa migliore per tutti. Perché la sua vita è stata difficile, ha inanellato una serie di errori uno dietro l'altro e adesso tutte le sue paure sono tornate a tormentarla, senza lasciarle una via di scampo. Intanto, ormai molte miglia lontano, i suoi due figli, Alex e la piccola Luna, stanno dormendo serenamente. Non sanno che la mamma li ha lasciati da soli nel loro letto, schiacciata dal terrore di non essere una buona madre. Convinta che senza di lei Alex e Luna saranno più felici. Quando Alex si sveglia e si accorge che Letty non c'è più, capisce che non deve farsi prendere dal panico. Deve occuparsi della sorellina e seguire le regole. Perché Alex ha quindici anni ed è solo un ragazzino, ma è dovuto crescere in fretta per aiutare sua madre Letty e i suoi occhi troppo spesso tristi. A volte guarda verso il cielo e sogna di volare via, in un posto dove l'azzurro del cielo li possa di nuovo colorare di felicità. La sua passione sono la matematica e lo studio delle rotte migratorie degli uccelli. Da loro ha imparato che non importa quanto voli lontano, c'è sempre un modo per tornare a casa. Alex sa che deve trovare il modo di far tornare anche la sua.

Il ritorno di Vanessa Diffenbaugh mi ha colto impreparata; una cascata di emozioni fresche mi ha travolto alla sola idea del leggere nuovamente un romanzo pieno di sentimenti reali, dai protagonisti dalle mille sfumature -fatti dai pregi e i difetti più assurdi ma ben studiati- che avevo trovato ne Il linguaggio segreto dei fiori; una storia che pagina dopo pagina divorava il lettore coinvolgendolo interamente in un'avventura vera e dolorosa che nasceva da quel profondo desiderio d'amore che ognuno si porta dentro. Tante erano le aspettative nel momento in cui mi sono trovata a fissare quella ragazza dai profondi occhi azzurri in copertina, quegli occhi poi li ho identificati come quelli di Letty, la donna protagonista, che porta il peso del non essere capace di dare ai figli quell'amore materno che li aiuta a crescere. 
Una promessa stampata a colori grazie alla quale sono entrata nell'atmosfera ancor prima di leggere la frase iniziale; Le ali della vita è stato pubblicato con quattro diverse copertine, ognuna con un significato diverso, proprio come era successo per il romanzo d'esordio della scrittrice tedesca: abbiamo il lucchetto che simboleggia la fedeltà, la stessa che deve esserci nel costruire un rapporto di qualsiasi tipo perché se non si è fedeli si perde anche la fiducia, senza la quale è impossibile voler bene sul serio; poi c'è la farfalla, dal significato delicato come le sue ali: indica la libertà, che da una parte è un diritto innegabile ma dall'altra è soltanto voglia di scappare da ciò che si dovrebbe fronteggiare, come la sfida rappresentata da due figli da crescere.

 Poi c'è il cuore, che ovviamente è un'inno all'amore; qui non ne manca. Amore materno che cresce pian piano, osservando in silenzio la gioia dei figli che crescono per merito dei tuoi sacrifici. Amore adolescenziale a volte superficiale e a volte ancora innocente come quello dei bambini, che porta ad aiutarsi a vicenda in quei momenti in cui tutto il mondo sembra essere in guerra contro di te. Amore del genitore che non ti vede da tempo. Amore dell'amica che ti sostiene sempre porgendoti la mano che ancora non sì è liberata dai suoi impegni ma che non per questo esita ad arrivare da te. E infine c'è la gabbia che è il significato stesso del libro: esprime il coraggio di cambiare; quella volontà che si ha soltanto se si prova davvero con ogni muscolo e ogni molecola del corpo a diventare una persona migliore e grazie all'amore, che alla fine è sempre alla base di tutto.

Una storia in cui le emozioni ti risucchiano pagina dopo pagina, senza che il lettore si ritrovi annoiato o stanco; proprio come era successo con Il linguaggio segreto dei fiori anche sta volta mi sono ritrovata ad aprire il volume quando potevo leggere facilmente con la luce del sole che attraversava la finestra per proseguire anche con la abat-jour accesa al fianco del letto. E' una magia che pochi romanzi sanno dare ed è un ingrediente ancor più incantevole se unito alla capacità di isolarti da tutto ciò che ti circonda, quasi se fossi tu all'interno della storia e provassi quelle sensazioni di una mamma disperata, inadatta nel crescere i propri figli, quelle di un ragazzo costretto a diventare adulto in fretta o di una bimba che -seppur giudiziosa- è pur sempre piccola e quindi capricciosa per la mancanza d'affetto.
Vanessa Diffenbaugh ha un dono. La capacità di dare un cuore alla propria opera, creando personaggi palpitanti e vivi tanto quanto noi, persone che nella vita potremmo trovarci in una situazione simile senza rendercene conto. Così il lettore è spinto a riflettere su quanto può essere indispensabile l'amore in una famiglia: ''Essere una famiglia non significa avere un padre e una madre amorevoli, ma avere una vita in comune'' è la frase che mi ha colpito su questa tematica tanto importante.
Ma questo è reso possibile proprio grazie alla veridicità di Letty, Alex, Luna e gli altri che ritengo si meritino una fetta di questa recensione per il segno che mi hanno lasciato durante la lettura.

Letty è una mamma improvvisata; è ancora quella ragazza che -appena diciottenne- si è trovata a dover fronteggiare un problema più grande di lei: l'arrivo di un esserino che cresce nella sua pancia, togliendole una parte della sua vita. Diventa donna soltanto nel corso della lettura; prima è quell'eterna ragazza che non sa cosa fare della sua esistenza e continua a buttarla via giorno dopo giorno, bevendo, divertendosi e lasciando i figli alla madre; Maria Elena è l'opposto di Letty tanto da infrangere il mito che i figli crescono come i genitori. E' un personaggio che incarna la saggezza di un'anziana con una vita fatta di fatica e rinunce per garantire amore, per vedere sempre un sorriso sul viso della figlia e di quelle persone a cui tiene profondamente, tra cui i suoi preziosi nipoti.
Una perla di valore inestimabile è proprio il rapporto tra bambini e  nonni; fatto di attenzioni particolari da parte di Enrique e dalle mille premure di Maria Elena. Diventano quello che Alex e Luna non hanno: dei genitori pronti a dar loro affetto.

Quello che mi ha lasciato Le ali della vita non si può descrivere in maniera completa; è tanto. Troppo. L'importante è che è riuscito a emozionarmi, proprio come il precedente libro.
Eccomi qui quindi a consigliarvelo con tutto il cuore perché vi garantisco che leggere di amore in modo così universale non è una capacità che tutti gli scrittori hanno.
Se siete pronti ad essere sommersi dalle vicende di una famiglia che sta per fasciarsi nonostante l'amore che dovrebbe unirla Le ali della vita fa per voi.

Voto:














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6 commenti:

  1. Sembra un libro carino Francy ....... e secondo la tua recensione meritevole .....
    In effetti pare un libro che attira :-)
    Susa ma il 6 maggio non dovevi comunicarci il vincitore del giveaway di Aredhel ...... siamo qui ad aspettare :-)
    Un saluto, buona domenica pomeriggio e migliore settimana in arrivo

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    Risposte
    1. Grazie Arwen :) il 6 maggio finiva il giveaway ma il vincitore sarà scelto dall'autrice, di cui aspetto il verdetto ^^ solitamente è vero che estraggo il vincitore lo stesso giorno della fine del contest ma perché uso un sito random, non c'è nessuno che deve decidere ;) quindi questa volta tocca aspettare un po di più ;)

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    2. Grazie Francy per aver accontentato la mia curiosità ;-)
      Capisco ....... Buon lunedì pomeriggio ed a presto

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  2. lo volevo già leggere... adesso poi *___*

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  3. Io l'ho iniziato e me ne sto innamorando. *_*

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  4. Sembra un bel libro, ci faccio un pensiero ^-^

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