venerdì 3 luglio 2015

Recensione: La metamorfosi

Titolo: La metamorfosi
Autore: Franz Kafka
Pagine: 484
Prezzo di copertina: 3.90  euro
EditoreNewton Compton


La metamorfosi è la storia di un uomo comune, Gregor Samsa, un modesto impiegato che un mattino si sveglia e si accorge di essersi trasformato in un mostruoso parassita (ungeheueren Ungeziefer). Nonostante i suoi tentativi di tenere nascosta la sua situazione al resto della famiglia, al procuratore, ed al suo datore di lavoro, la vista di Gregor in quelle condizioni porta a reazioni di orrore in tutti loro. Abbandonato da tutti tranne che dalla sorella Grete che si preoccupa di lui e gli procura il cibo. Gregor inizia, pur mantenendo le sue facoltà intellettuali, a comportarsi come un vero insetto, seguendo i suoi istinti, provando perfino soddisfazione nel camminare sui muri o nel mangiare cibo stantìo e andato a male. Dopo poco tempo, tuttavia, Gregor viene completamente abbandonato a sé stesso, e comincia a star male, a rifiutare il cibo che gli viene offerto fino a giungere ad una morte lenta, causata dalla sua cachessia. La governante e gli affittuari vengono allora cacciati. I genitori si accorgono dello sviluppo fisico della figlia, che, divenuta una bella ragazza, si avvicina all'età del matrimonio. La famiglia infine decide di trasferirsi in una dimora più piccola situata in una zona migliore rispetto alla collocazione dell' abitazione precedente.

Questa recensione non è facile da scrivere. Ci sono momenti in cui ti rendi conto che finire un libro non significa dimenticarselo ma non significa nemmeno sapere cosa dire a riguardo. Adesso più che mai mi sento bloccata davanti allo schermo che non ha nessuna intenzione di riempirsi di fiotti di inchiostro virtuale; a volte mi ritrovo a pensare che forse scrivere è troppo difficile per me, che non sono i libri di cui non so parlare il nocciolo del problema. Ma io. Per adesso però mi è dura da accettare l'idea di essere completamente incapace nel fare ciò che continuo a svolgere da più di un anno perciò preferisco tentare; continuare ad essere quella ragazza che si impegna e si rilassa provando -con ogni minimo movimento delle dita- a buttare giù quei pensieri che non sono chiari nemmeno nella sua testa. Ogni volta che capita spero di farcela. 

Per lo meno io posso. Posso tentare. Me lo ha insegnato lo scarafaggio del racconto, quel Gregor che in realtà è un uomo comune, uno di quelli che appena il sole traspare dalle tende si fa coraggio e affronta una giornata come le altre, fatta di un lavoro che lo porta a viaggiare spesso, una famiglia che lo reputa infallibile e perfetto e un'esistenza monotona ma perlomeno tranquilla. Una pace che un giorno viene bruscamente rotta, improvvisamente la placida storia di questa persona diventa una favola dal retrogusto amaro, difficile da digerire. Perché Gregori diventa un insetto, retrocede nell'ordine della natura, diventando un essere spregevole dotato ancora di un'intelletto, che lo porta a pensare come un uomo nonostante la necessità di comportarsi da animale
Adesso vi chiederete perché uno scarafaggio mi ha lasciato un segno così grande; la vostra domanda sarà ''Perché le ha insegnato che può tentare?''. La risposta è così ovvia che può cadere nel banale: io posso provare a scrivere e a fare ogni altra azione per il semplice fatto che il mio cervello va di pari passo con i movimenti del mio corpo. Sono entrambi da essere umano. 
E' mostruoso un pensiero del genere, me ne rendo conto da sola. Ma è necessario capire che Kafka non lascia spazio alle emozioni -che siano belle o no-, al dolore o all'affetto; nel mondo che lo scrittore austriaco ha voluto delineare con la sua penna affilata quanto un coltello c'è spazio soltanto per l'apparenza, per la vergogna e per la vanità. Procedendo lungo la sua strada -pagina dopo pagina- l'autore rende chiaro che il racconto è perlopiù allegorico: il senso di smarrimento e di angoscia di fronte all'esistenza e l'incapacità di accettare il diverso è un universo ben descritto da un banale scarafaggio, cioè il simbolo dell'animale detestato dagli uomini come se fosse sterco.
La metamorfosi è sconvolgente poiché è il marchio del mostro che ogni uomo si porta dentro e anche del nostro mondo, che non si basa sulla sostanza ma solo sull'apparenza. Ed è proprio tramite ai pensieri di un uomo che è privato dalla sua forma e al senso di ripugnanza dei genitori che ci rendiamo conto che la scoperta di uno scarafaggio nel nostro letto non ci farebbe pienamente piacere anche se sostenesse di essere il nostro più caro amico.

Voto:













Link ad Amazon:
Se avete bisogno di informazioni in più, altre recensioni o di acquistarlo...

3 commenti:

  1. Complimenti per il tuo blog cara :)

    RispondiElimina
  2. Bella, bella, bellissima recensione davvero :')

    RispondiElimina
  3. Bella recensione! :) E' un libro che ho in libreria, lo leggerò prossimamente.

    RispondiElimina

Se vuoi lascia un commento a questo post ^ ^ Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi :)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...