martedì 14 luglio 2015

Recensione: A Lupita piaceva stirare

Autore: Laura Esquivel
Pagine: 191
Prezzo di copertina: 16.90  euro
EditoreGarzanti

Fuori, Città del Messico splende delle luci della notte e il rumore della città si leva alto. Lupita non vuole sentire. Ha chiuso tutte le finestre, ha abbassato tutte le tende. Vuole stare sola e cercare di non pensare. E l'unico modo in cui riesce a farlo è stirare. Il gorgogliare dell'acqua che si scalda, il vapore denso che offusca la vista, il profumo dei panni puliti che si intensifica nell'aria hanno il potere di calmarla. Perché le ricordano sua madre e la felicità di quando era bambina. Ma quei tempi sono ormai lontani, Lupita è diventata una poliziotta e oggi ha fallito nel compito che le era stato affidato, proteggere un politico durante un trasferimento. Le sue mani tremano ancora e questo la riporta a una notte di tanti anni prima, quando la sua vita si è interrotta. Perché Lupita è una donna spezzata e il suo cuore è chiuso in un nodo di dolore che nasconde un segreto del suo passato che non può dimenticare. Ma adesso la sua vita è in pericolo, perché durante la missione Lupita ha visto qualcosa che non doveva vedere. Per salvarsi deve indagare e trovare i reali colpevoli, anche se questo rischia di riaprire le ferite del suo cuore. Ma solo così, forse, potrà riaffacciarsi alla vita e all'amore...

Lupita non vuole sentire. A Lupita piace la vita ma è troppo fragile per viverla davvero e troppo forte per accettarlo; paradossale? Soltanto leggendo riuscite a comprendere questa donna dal passato pieno di ostacoli da superare e di momenti bui da riempire di luce, con un presente senza amore ed un futuro che non si prospetta migliore. Però -proprio nei momenti difficili- c'è sempre qualcosa che ci sprona a continuare a vivere, o almeno a provarci perché soltanto se si ricorda che il sole esiste per tutti possiamo cominciare a godere veramente della luce che irradia. E' travolgente attraversare uno dopo l'altro i drammi nella vita di Lupita ma lo è altrettanto vedere come le vicende autobiografiche della donna si intreccino in maniera perfetta con gli elementi del giallo dati dall'uccisione di un delegato, delitto di cui la nostra protagonista è una delle principali sventurate testimoni. 

Ci accompagna nella sua vita camminando in punta di piedi, come quando sia ha paura di far rumore e disturbare gli altri: sa che la sua allegria può essere coinvolgente però se la tiene dentro... è questo che fanno le persone chiuse -per carattere o perché la vita è stata troppo dura con loro-. Decidono di socchiudere la porta del loro cuore, sbirciando con occhi attenti al di fuori, aspettando di far entrare soltanto chi se lo merita davvero. Chi è capace di amare con destrezza e senza paura. A Lupita piacevano tante cose e la scrittrice ci tiene a precisarlo scegliendo un bellissimo ''A Lupita piaceva...'' all'inizio di ogni capitolo per meglio introdurci in mondo che in realtà non ha niente di particolare per una persona esterna alle sue faccende personali.
No. La storia inventata dalla scrittrice sudamericana è semplice. Lineare. Quasi inutile a tratti. Ma è tutta apparenza poiché gli insegnamenti sono molteplici. Ciò che più mi ha colpito di Lupita è la sua dipendenza dall'alcool, un rapporto di odio-amore che si è costruita pian piano; ci sono periodi in cui anche il vomito che segue l'ubriacatura le provoca piacere perché è una maniera per distogliere l'attenzione dal dolore che la divora all'interno ma altri in cui si rende conto che il bere eccessivamente la cambia a tal punto da non ricordarsi più chi è e che cosa ha fatto. Arriva al punto in cui non sa qual'è la vera Lupita, non sa chi dovrebbe essere; sarà solo un incontro ravvicinato con la cultura messicana tradizionale a purificarla: lontana da un mondo pieno dello stress quotidiano, delle pressione di un lavoro e di una vita pesante Lupita riesce ad andare avanti.
Per finire la recensione vi lascio due frasi che colpiscono il lettore, facendovi scoprire il magico modo di scrivere dell'autrice.
Il fatto che si smetta di vedere qualcosa o qualcuno non significa che l'oggetto osservato sia sparito del tutto
Vide ciò che era e ciò che non era. Proprio come quando si osservano in cielo le stelle che hanno smesso di esistere da tempo.


Voto:

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11 commenti:

  1. se il mostrino verde sorride, è sicuro un buon segno

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    1. Eh sì, ma ovviamente dalla recensione si capisce meglio il mio pensiero ^^

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  2. Pensavo a questo libro proprio qualche giorno fa, perché mi era capitata davanti agli occhi la copertina. Della Esquivel avevo già letto Come l'acqua per il cioccolato, e mi era piaciuto moltissimo. Questa scrittrice ha un talento per dipingere anime femminili del tutto particolari, straziate e coraggiose, resistenti. Penso che leggerò presto questo libro, mi risuona parecchio. Hai riportato due frasi che mi hanno colpito a fondo.

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    1. Hai ragione! Nonostante io non abbia letto il suo precedente romanzo mi sono resa conto che riesce a dipingere divinamente donne particolari!

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  3. Sembra un libro molto profondo e toccante :')
    L'autrice mi ha incuriosita molto... si tratta della giovane attrice del Mondo di Patty o è solo una sua omonima? Anche lei era sudamericana se non sbaglio...
    Buona giornata!! :*

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    1. Lo è. No no l'autrice non è quella Laura Esquivel, è una sua omonima che ha sempre fatto la scrittrice! ^^

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  4. Molto bello.. Ma che cavolo di titolo? Ahahah

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  5. Ho visto questo libro in libreria e mi ha subito incuriosito il titolo. La tua bellissima recensione mi ha convinta del tutto. Leggerò il romanzo :)

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  6. Sai, non riesco più a leggere quasi nessun libro della Garzanti perché non riesco mai ad andare oltre le tre stelle (che in fondo sono quelle che hai dato anche tu a questo libro)... non so, c'è sempre qualcosa che manca nei loro libri :/

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  7. Sembra molto carino!! Lo cercherò sicuramente quando torno dalle vacanze :)
    L'incipit dei capitoli mi ricorda 'Sostiene Pereira', ma solo per il fatto che i capitoli iniziano con "Sostiene Pereira che..."

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  8. Ciao Francy!
    Lupita è l'unica donna che conosco a cui piace stirare XDD
    Scherzi a parte, la trama non mi ispirava tanto. Però leggendo la tua recensione ho capito che forse non è male come pensavo.

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