martedì 3 novembre 2015

Recensione: P.S I love you

Autore: Cecelia Ahern
Pagine: 420
Prezzo di copertina: 9.90  euro
Editore: Rizzoli

Holly e Gerry sono una di quelle coppie giovani e belle che vivono in simbiosi. Quando, all'improvviso, Gerry muore, Holly è devastata: vedova a soli ventinove anni, ha l'impressione che la sua vita non abbia più senso. È anche arrabbiata, si sente tradita, lui - suo marito, amante, miglior amico, la sua roccia - aveva promesso di non lasciarla mai, come può farcela da sola, ora? Ma Gerry non ha dimenticato, e trova il modo di farle avere una lettera ogni mese, con un messaggio per ritrovare la voglia di vivere e, soprattutto, con un dolcissimo "P.S. I love you" che spinge Holly, fra un pianto e un sorriso, ad aprirsi al domani. Perché la vita è fatta per essere vissuta, sempre.

Ci sono dei giorni in cui ti senti debole, ti senti sconfitto dalla tua stessa vita e credi di non poter farcela ad andare avanti. Sono quelle giornate 'no' dove alzarti dal letto sembra essere più faticoso del solito, quasi che in fondo in fondo tu sappia già che nelle seguenti ventiquattro ore non accadrà niente di positivo. Sono dei momenti bui, che ti inghiottono come una voragine da cui credi non poter sfuggire più; ti senti gettato via dal mondo, seppellito da una spazzatura di emozioni negative  che ti sporcano di brutti pensieri; ''non c'è la farò mai'' pensi, rifletti che ''sarebbe meglio non provarci nemmeno'', ritieni ormai quello che ti sta facendo soffrire ''una causa persa'' a cui ti devi sottomettere volente o nolente. Secondi, minuti, ore e forse giorni di sconforto da cui ritieni sia impensabile poter riuscire ma alla fine del tunnel c'è sempre la luce. Un lieve soffio di speranza che fa piazza pulita nel tuo cuore: le ferite rimangono ma il dolore scappa perché ha paura di un sentimento talmente ostinato che ritorna sempre, addirittura dopo il vuoto lasciato dalla morte. 
Holly è una donna forte ma realistica. Che ha avuto bisogno di una mano per rialzarsi ma che alla fine ce l'ha fatta; ora la vedete stare lì in piedi, pronta per vivere tanti piccoli bei momenti di felicità. La sua non è eccitazione. E' solo speranza. Speranza che i ricordi del marito che l'ha dovuta lasciare a causa di un tumore al cervello le facciano compagnia e la guidino per continuare ad essere la persona che è stata con lui ma che deve essere senza di lui, senza la sua roccia imponente alla quale si ancorava quando stava male o aveva bisogno di un po' di affetto. Davanti alla morte tutti gli altri dolori sembrano privi di consistenza; c'è qualcosa di peggio di perdere chi amiamo? Di svegliarsi la mattina cercando invano con la mano vicino a noi qualcuno che sia vicino a noi a darci il buongiorno? Di aver paura di andare avanti e di dimenticare, scordando il volto di quella persona, i suoi modi di fare e il suo profumo? Se esiste alcunché di peggiore è insopportabile; ma sappiamo che non c'è mai un limite.
Un libro straziante ma non sempre. Sono stati più i sorrisi che le lacrime, perlopiù inesistenti. Che forse non sono una ragazza estremamente sensibile lo ammetto ma vi assicuro che leggendo un senso di conforto e di dolce speranza si impossessa di voi. Il dolore no; quello l'ho lasciato tutto alla protagonista. Non immedesimarsi in Holly è stato terapeutico perché ha significato guardare l'insieme con occhio critico, distaccato ma in un certo qual modo anche coinvolto. Ho avuto la grande fortuna di non aver perso ancora nessuno di caro e sapere cosa significa è perlopiù impossibile; Holly me l'ha insegnato a poco a poco. Vuol dire perdere un punto di riferimento dove correvi quando il mondo sembrava rivoltarsi contro di te. Vuol dire non riuscire ad accettare la crudeltà di un evento che di solito capita ''agli altri'' perché -diciamocelo- quante volte guardiamo in maniera noncurante le notizie al telegiornale? . Vuol dire essere trattati da vittima quando sarebbe l'ultima cosa che vogliamo. Vuol dire scoprire quante persone che si spacciavano per tuoi amici in realtà al primo grido di aiuto voltano le spalle. Insomma, tutto è bello fin quanto hai accanto qualcuno di cui ti fidi ciecamente ma quando viene a mancare è dura ricominciare ad usare nuovamente i proprio occhi, spenti anche dal dolore.
Questo libro appunto parla anche di amicizia, oltre che di amore e perdita. Holly ha delle amiche che le stanno accanto e che riescono a donarle quei brevi attimi di spensieratezza che le consentono di non cadere nell'oblio assoluto, da cui sarebbe impossibile uscire. La descrizione del rapporto tra loro è affrontato in maniera intensa e reale: la condivisione di gioia e dolore stanno alla base dell'amicizia e permettono di avere in ogni caso una spalla su cui piangere o qualcuno con cui gridare di felicità. Ogni personaggio è una persona; non un semplice stereotipo. Ha i suoi punti deboli e i suoi grandi pregi da cui Holly attinge una grande forza; c'è una famiglia unita, degli amici veri, dei conoscenti meschini e un marito sullo sfondo. Questo Gerry onnipresente ma assente. Un uomo che deve avere avuto una forza e una devozione assoluto nei confronti della moglie per avere la determinazione di scrivere delle lettere che Holly leggerà solo quando lui ormai non ci sarà più. Le ha organizzato la vita dopo l'inevitabile, accompagnandola per i mesi successivi alla sua morte con messaggi che a mio parere sono le parti più commoventi e intense dell'intero romanzo. 
Non hai bisogno di mettere i miei maglioni per sentire il mio abbraccio. Io sono già lì... e ti tengo sempre abbracciata.
Mira alla luna, e se la manchi sarai sempre tra le stelle
Non avere paura d’innamorarti di nuovo.
Apri il tuo cuore e va’ dove lui ti porta...
 
Voto:

13 commenti:

  1. Io avevo prima visto il film (ondate di lacrime) e poi letto il libro.
    Nulla da togliere alla storia se non forse proprio il fatto che sia meno toccante rispetto alla tragedia (e rinascita) della storia. Forse sono rimasta molto influenzata dal film (che ripeto, a mio avviso è moooolto toccante) ma alla fine la lettura mi è sembrata drasticamente vuota. Un pò come se stessimo vivendo tutto dietro ad uno specchio

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    1. Mi spiace non ti sia piaciuto questo romanzo! Però ammetto che un po' capisco questo paragone con l'essere dietro lo specchio... in altri romanzi della Ahern ci si immedesima molto di più!

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    2. Mi spiace non ti sia piaciuto questo romanzo! Però ammetto che un po' capisco questo paragone con l'essere dietro lo specchio... in altri romanzi della Ahern ci si immedesima molto di più!

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  2. Ciao! E' tristissimo, mi ha emozionata moltissimo e lasciato dentro tantissima tristezza ç.ç Bellissima la tua recensione!

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    1. Eh sì, la storia è triste! :( Mi fa piacere ti sia piaciuta! ♥

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  3. non ho letto il libro, ma solo guardato il film, ma la ahern è una scrittrice molto brava e sensibile!!

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  4. Lo ha comprato anni fa mia mamma. Le è piaciuto, ma io non riesco ancora a convincermi a leggerlo!

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  5. Ciao dolcissima!!!!!!!!!!!...si lo so che sono assente da un po..ma tra lavoro e matrimonio e casa da preparare osno veramente stanchissima..tanti progetti in testa e poco tempo e forza di metterli n pratica per ora ovviamente.............il libro non l'ho letto ho visto solo il film che ho amato....il libro sarà sicuramente ancora più bello!^_^e vorrei proprio leggerlo!^_^
    Un bacione!

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    1. Non preoccuparti! ♥ Anche io sono molto assente ma siamo tutti sommersi di impegni..quindi ti capisco perfettamente! Vederti qui anche solo per qualche giorno non può che farmi piacere :)

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  6. Questo libro è da mesi nella mia wishlist e con la tua recensione ben fatta mi hai fatto venir voglia di leggerlo subito *.*

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  7. Quando ho letto il libro (dopo aver visto il film) non me lo aspettavo così.
    Pensavo fosse tutto drammatico, invece alterna momenti critici ad alcuni sprazzi divertenti. Comunque ho versato fiumi di lacrime per entrambi XD

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  8. È stato il primo libro della Aehrn che ho letto, é carino ed è carina anche l'idea delle lettere, ma c'è ne sono di migliori (per esempio io ho amato "Un posto chiamato Qui).

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  9. Un libro che vorrei leggere, ma ora ho altri libri da leggere.

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