martedì 1 dicembre 2015

Recensione: Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo

Autore: Benjamin Alire Sáenz
Pagine: 320
Prezzo di copertina: 12.20  euro
EditoreLoescher

Di solito i romanzi parlano di protagonisti “normali” che vivono avventure straordinarie. Questo è un romanzo al contrario, che ci rivela quanto è normale la vita di due ragazzi “speciali”: Aristotele e Dante. Dall’estate del 1987, nella città di El Paso, in Texas, seguiremo la più sensazionale delle scoperte umane: la crescita. Dal microcosmo della famiglia – con le sue regole, i suoi silenzi e le sue rigidità – al ring della scuola, fino allo sconfinato orizzonte della “vita di fuori”, quella che attende tutti tra aspettative e paure. Aristotele e Dante scopriranno i segreti dell’universo dentro se stessi, e finalmente accetteranno di amarsi.

Trovarsi davanti ad un foglio bianco pronto per essere riempito a volte spaventa; credi che quelle parole che sono riuscite a colpirti durante la lettura possano svanire man mano che ripensi a ciò che il libro ti ha insegnato. 
E' un po' quando a scuola ti ritrovi a ripassare fino all'ultimo minuto prima della verifica in modo da essere certa di sapere il più possibile e poi, al momento della ricezione del compito, la tua mente ha un attimo di esitazione e dimentica. Dimentica tutto ciò che ha imparato nei giorni precedenti perché era tutto troppo da sopportare. Ecco. La lettura di Aristotele e Dante è stata proprio così. Disarmante. Alla chiusura del libro era come aver dimenticato tutto ma nel contempo essere consapevoli che qualcosa di cui prima non concepivi nemmeno l'esistenza è entrato dentro di te ed ora si nasconde in qualche angolino remoto del tuo cuore da lettore. E' questo che accade quando un autore è capace di esprimere in un libro quella che lui ritiene l'essenza della vita tramite gli occhi di due adolescenti diversi ma in cui è facile rispecchiarsi per la limpidezza dei loro pensieri.
Aristotele e Dante sono dei ragazzi normali. Di filosofico non hanno nulla fuorché il messaggio che incarnano come personaggi; sono certamente tormentati da mille domande, così come lo Stagirita che voleva trovare la verità suprema nascosta nelle cose di questo mondo e l'autore della Divina Commedia, che scrive per cercare di uscire dalla selva oscura in cui si era imbattuto a causa del peccato che gli impediva di continuare a vivere una vita serena.
Aristotele è il protagonista del romanzo; è caratterizzato da una personalità che nell'età dell'adolescenza è ancor poco definita ma che si accinge a diventare piuttosto forte. Tutti i dubbi, tutte le domande e le riflessioni l'autore le fa pronunciare a lui tanto da farci capire che è la sua curiosità che gli permette di sopportare il fardello che si porta sulle spalle: una madre particolare che non sa come dimostrare al figlio diciassettenne il suo affetto, un padre che -dopo essere stato coinvolto dalla guerra- è pessimista e chiuso in se stesso, due sorelle più grandi di lui che pretendono di sapere come debba comportarsi e un fratello chiuso in carcere, di cui non si può nemmeno pronunciare il nome. Questo solitario ragazzo di origine messicana preferisce la compagnia dei suoi pensieri a quella dei sue coetanei; o almeno è così finché non incontra Dante, che fa a pezzi la monotonia della sua vita per trasformarla al meglio.
Dante rappresenta la sicurezza che manca ad Ari, non dettata dall'essere eccessivamente sicuri di ciò che ci circonda o dal non avere alcuna domanda da voler porre alla vita ma una sicurezza scaturita soltanto dall'avere paura e non temere di ammetterlo. Dante è schietto; dice ciò che gli passa per la mente senza pensare alle conseguenze: non si preoccupa di risultare troppo smielato ammirando il cielo in una notte stellata, non prova nessuna vergogna a dare un affettuoso bacio sulla guancia del padre in pubblico e se ne frega se le sue lunghe lettere sono piene di sentimento.  Insomma, ritiene che essere se stessi non debba avere nessuna ripercussione sugli altri a meno che non si faccia loro del male. E qui entra in gioco quel male che poi distrugge chi invece non aveva alcuna intenzione di compierlo poiché le persone buone hanno sempre sotto sotto un velo di innocenza che permette loro di vivere col sorriso finché c'è quel mostro, che ha imparato dalla vita pure la violenza, che lo logora dentro. A questo proposito si parla di un tema delicato che sta diventando via via sempre più attuale: quello del coming out.
E' difficile essere se stessi e nel contempo non deludere le persone che si amano; quando però è lo stesso amore a farci soffrire, la vita appare ancor più indecifrabile. I due ragazzi si chiedono come faccia una cosa che fa star loro così bene a sembrare così sbagliata e innaturale; alla fin fine è soltanto un'amicizia che è diventata qualcosa di più. Il loro rapporto ha quella scintilla che è rara da trovare, una caratteristica che si diffonde indistintamente in relazioni di amicizia e di amore; è stato per me impossibile comprendere dove iniziasse questo loro amore profondo perché i sentimenti che, durante lo svolgimento della storia, li travolgevano e li facevano ridere non erano certamente diversi da quelli provati da due normalissimi amici. Ma alla fine l'amore è imprevedibile e non bisogna aver paura di mostrarlo alle persone a cui siamo affezionati poiché alla fin fine ci capiranno. Anche loro sanno che l'amore è l'assurda punizione che la vita ci infligge quando cominciamo a voler bene davvero ma è una condanna dolce-amara contro la quale si lotta in vanno. Alla fine quando smetti di combattere e ti rassegni alla naturalezza di questo sentimento realizzi che è la cosa più bella che sarebbe potuta accaderti.
Sometimes parents loved their sons so much that they made a romance out of their lives. They tought our youth could help us overcome everything. Maybe moms and dads forget about this one small fact: being on the verge of seventeen could be hars and painful and confusing. Being on the verge of seventeen could really suck.

We laughed again. We couldn't stop. I wondered what it was we were laughing about. Was it just our names? Were we laughing because we were relived? Were we happy? Laughter was another one of life's mysteries.
Sometimes, you do things and you do them not because you're thinking but because you're feeling. Because you're feeling too much. And you can't always control the things you do when you're feeling too much.
Why do we smile? Why do we laugh? Why do we feel alone? Why are we sad and confused? Why do we read poetry? Why do we cry when we see a painting? Why is there a riot in the heart when we love? Why do we feel shame? What is that thing in the pit of your stomach called desire?
 
Voto:

9 commenti:

  1. Adoro le tue recensioni, anche se non commento spesso. Questo libro lo desideravo tantissimo dalla copertina, ora ne sono ancora più incuriosita.
    "L'amore è imprevedibile", mai frase potrà esser più vera.
    Se ti va passa a trovarmi nel mio blog, tra le altre cose sto organizzando anche una Reading Challenge per il 2016 :)
    http://www.emotionally.eu

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    1. Grazie mille :) Mi fa piacere sapere di avere altri lettori, oltre a quelli più attivi ♥ Adesso ti seguo con google plus ^^

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  2. Deve essere bellissimo, voglio leggerlo al più presto!

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  3. Deve essere un libro molto bello, mi hai invogliata a comprarlo :D

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  4. Ciao! Oddio mi ispira tantissimo questo libro dopo la tua recensione *-*

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  5. Wow che belle parole, non vedo l'ora di leggerlo. Mi è arrivato giusto Lunedì scorso. ^_^

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  6. Ciao Franciii scusami se non commento più da un pò, nonostante questo ti seguo sempre e leggo i tuoi post molto volentieri.
    Questo libro mi ispira un sacco peccato che la cover italiana non sia bella come questa :(

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    1. Eh infatti! La cover italiana è terribile :3 Non preoccuparti! Io sono stata assente dalla blogsfera per ben due settimane! :(

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  7. Concordo con Eika Stefy sulla cover italiana, ma spero di riuscire a leggerlo al più presto, perché lo punto da una vita e continua ad incuriosirmi sempre di più :)

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