giovedì 27 agosto 2015

Segnalazione: L'incanto di fantasia

Eccomi, Lettori ♥ Oggi arrivo in ritardo di voi per un imprevisto e quindi beh, sono qui alle sette e mezza di sera per recuperare! Questa Dark Zone è troppo impegnativa per i miei ritmi, non ne farò più parte ma è stata una bella esperienza; i miei impegni invernali non mi permettono di stare al passo con tutte queste segnalazioni, nonostante mi facciano scoprire tanti nuovi autori! Beh, per adesso eccomi qui! Sono pronta a presentarvi un altro romanzo!
Titolo: L'incanto di Fantasia
Autore: caterina armentano
Casa Editrice: 111edizioni
Genere: Fantasy, Fiabe
In una notte sinistra e tempestosa, mentre i tuoni e i lampi dirompono tra cielo e terra, Minerva abbandona l’Olimpo per far visita a una bambina, relegata in una caverna da un intero villaggio. La piccola non ha un nome e ha una grave disabilità: non sa parlare, per questo si esprime tracciando disegni sui muri della caverna che la ospita. Minerva rimane affascinata da tante meraviglie, decide così di farle un dono. Le verrà dato un nome: Fantasia. La bambina capirà ben presto di poter dar vita a creature straordinarie, quelle del libro incantato che lei stessa creerà e che magicamente si animeranno: pere magiche, colori fatati, folletti dispettosi, draghi con poteri straordinari, re razzisti, fratelli intrepidi, chiavi che conducono in mondi alternativi, pozioni che inducono il sonno eterno.
Fantasia si prenderà cura di tutte le sue creature, rivelandosi migliore di coloro che l’hanno abbandonata, dimostrando che la sua capacità di amare è più forte della Paura, della Solitudine e dell’Abbandono.




lunedì 24 agosto 2015

Recensione: 3096 giorni

Titolo: 3096 giorni
Autore: Natascha Kampush
Pagine: 295
Prezzo di copertina: 17.50  euro
Editore: Bompiani
Natascha Kampush ha dieci anni quando viene rapita. Troverà la libertà dopo 3096 giorni, oltre otto anni dopo, riuscendo a fuggire dall'appartamento in cui veniva segregata. Il rapitore, disperato per l'abbandono, si suicida. Il loro non era, infatti, un "semplice" rapporto di violenza e sottomissione. Tutta la lunga prigionia alterna momenti di violenza a momenti di tenerezza. Il rapitore vede crescere Natasha, la vede trasformarsi da bambina a ragazza. Le concede a un certo punto di uscire dalla cantina in cui era rinchiusa, per salire nell'appartamento di lui e farsi un bagno, talvolta invitandola nel suo letto per avere affetto e tenerezza, ma poi la picchia e la umilia, arrivando a negarle il cibo. L'atteggiamento dell'uomo (che per altri versi le concede di disegnare, di usare il computer) è simile a quello del mitico Pigmalione, disgustato dalle donne reali e deciso a costruirsene una perfetta con le proprie mani. Il loro lungo rapporto va avanti così per più di otto anni: Natasha riesce evidentemente ad avere un ascendente su di lui, in un rapporto di dipendenza reciproca che gli psichiatri conoscono. Fino a che Natasha, dopo molte riflessioni, decide di "abbandonarlo" e di fuggire, trovando finalmente la libertà e, lentamente, una sua nuova vita. Quasi normale.

Natascha Kampusch è stata rapita mentre andava a scuola il 2 marzo del
1998, all'età di dieci anni. Il suo aguzzino l'ha tenuta prigioniera nella
segreta di una cantina per 3096 giorni.
Il 23 agosto 2006 è riuscita a fuggire con le sue forze.
2 Marzo 1998. Una bambina come tante altre esce dalle calde lenzuola del suo lettino, si sciacqua il viso ancora addormentato e si veste. Poi esce di casa, percorrendo una delle tante strade di Vienna per andare a scuola Ma non attraverserà mai quella strada, non la supererà; quella sensazione di terrore, quegli occhi bassi e al contempo guardinghi e quel corpo goffo arriveranno dritti dritti nella mente di quell'uomo dallo sguardo vuoto adagiato su un volto che sembra innocuo. Per Natascha è l'inizio di un incubo che la risucchierà per otto lunghi anni. Zac. In meno di due minuti si ritrova in trappola, tra le braccia del suo aggressore. Zac. In altri due è in trappola quel camioncino bianco che la polizia non riuscirà mai a trovare. Zac. Ora è nella sua nuova casa; una prigione sotterranea posizionata lontano dal mondo grazie ad un stretto corridoio, spranghe di ferro, una massiccia porta di cemento armato e una scala grazie al quale si potrebbe riaffiorare in superficie. Il mondo di una bambina di dieci anni, che dovrebbe mangiarsi tutto ciò che la circonda con fare curioso, adesso è limitato a pochi metri quadrati di cella, senza passato e soprattutto senza futuro. Natascha trascorrerà l'infanzia tra quelle quattro mura, disegnando sui muri ciò che le ricorda la sua vecchia casa, scrivendo di nascosto lettere alla madre che in fondo sapeva non sarebbero mai giunte a destinazione, implorava un po' di compagnia, giocava con un vecchio computer e studiava per non restare indietro col programma. Natascha diventa adolescente insieme al suo aguzzino; si immerge nelle storie dei bei romanzi che le vengono procurati da Wolfie -nomignolo dello psicopatico, in particolare in quella di Alice, anche lei costretta in mondo che non gira come dovrebbe; ascolta canzoni in radio e si emoziona davanti alla piccola televisione posizionata nella sua cella. Ma il tutto viene limitato da quell'uomo, a tratti buono ma la maggior parte dominato da quella crudeltà presente la mattina del rapimento. Natascha diviene donna; l'arrivo delle mestruazioni, la costrizione a cucinare gli stessi piatti della madre di Wolfgang seguendo alla lettera la ricetta, il dover essere al contempo la donna di casa -addetta alle pulizie, ai pasti ecc...- e la sua schiava, che la aiuta nei lavori pesanti. 

sabato 22 agosto 2015

50 Books for Summer: the WINNERS are...

Hey Lettori! ♥ Almeno una trentina di voi sta aspettando febbricitante che la sottoscritta comunichi i fatidici vincitori del corposo giveaway partito più di un mese fa e conclusosi il 19 agosto. Io sono altrettanto felice di poterveli finalmente elencare; nonostante non sia stato affatto facile... leggere 144 commenti -la maggior parte dei quali davvero lunghi- e dividerli nella categoria rossa, in quella gialla (quindi da rivedere) e quella verde -in cui avevo messo i commenti migliori- e poi fare un'altra scelta di 30 partecipanti. Ancora più faticoso è stato contattare tutti gli autori e chiedere loro se potessero aiutarmi nella scelta dei vincitori; ahi ahi ahi... quanto tempo per sommare i punteggi attribuiti da ognuno! E dopo? Ovviamente ho dovuto tenere conto di chi mi seguiva già da prima e di chi aveva rispettato correttamente tutte le regole segnalate: sì, sono stata severa ma avevo avvisato! 
Non abbiamo ancora finito! Ora dovrò contattare in ordine i vincitori in modo che possano scegliere i romanzi che vogliono ricevere, tenendo conto delle tipologie (cartaceo o ebook) e il numero di libri a loro disposizione. Se non riceverò risposta entro 48 ore il vincitore sarà escluso dalla classifica; vi prego però di rispondere appena leggete l'email che provvederò a inviarvi poiché se ognuno di voi indugia per due giorni interi l'ultimo vincitore riceverà i propri premi dopo un mese! Quindi vi prego di rispondere il prima possibile :) Grazie di cuore! Beh, ma adesso vi lascio al momento tanto atteso e che mi siete meritati tanto prima però... voglio che voi vogliate davvero godervi appieno i libri di tutti quegli autori che hanno reso possibile tutto questo ♥ 


...and the WINNERS are...
1. QUATTRO cartacei + DUE ebook
Roby Azzurra
2.  QUATTRO cartacei + ebook
Ika
3.  QUATTRO cartacei
Ossessione Libri
4. TRE cartacei + ebook
Caterina Bum Bam Book
4.       TRE cartacei
Roberto Trani
6.TRE cartacei
Arya
7. DUE cartacei + DUE ebook
Geeky Bookers

venerdì 21 agosto 2015

Recensione: Raccontami di un giorno perfetto

Autore: Jennifer Niven
Pagine: 400
Prezzo di copertina: 14.90  euro
Editore: De Agostini


È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L'ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d'altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d'auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l'amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l'incanto di una storia d'amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d'incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.

Finch insegna a Violet che non è mai troppo tardi. C'è sempre tempo per riacquistare la forza di andare avanti anche quando sembra impossibile; dopo la morte di una persona con cui condividevi il ricordo dell'esperienza passata e la speranza nel futuro. Dopo l'abbandono di colei a cui confessavi tutti i tuoi segreti e in cui riponevi con cautela i tuoi progetti. Si può guarire da una ferita ma la tua mente continuerà a tornare al momento in cui non hai potuto far niente per salvarla, quando tutto è andato perso in meno di un secondo e tu sei rimasto. Con un senso di colpa che cresce dentro te perché TU -solo tu- sei sopravvissuto; e il dolore è tale che arrivi a desiderare di essere morto anche tu, quasi che la sofferenza in questa maniera sarebbe sparita del tutto. 
Violet insegna a Finch che la sua vita serve, non deve essere sprecata; non per caso 'Raccontami di un giorno perfetto' è la storia di una ragazza che impara a vivere da un ragazzo che vuole morire. Finch è un personaggio quasi paradossale: un'anima delicata e fragile, sul punto di spezzarsi, nascosta dietro la personalità allegra e spigliata che solitamente caratterizza chi ha voglia di divorare il mondo, godendosi la vita in ogni instante. Appare come quello strafottente, per cui marinare la scuola è la normalità e che pensa che il banco abbia la stessa funzione del letto ma fin dalle prime pagine la presenza della sua voce narrante ci mostra il lato che non fa vedere nemmeno a se stesso; quello di un ragazzo capace di amare, per cui le parole erano importanti perché esternavano ciò che provava. Ed ecco che usa le parole di Cesare Pavese e Virginia Wolf quasi le avesse scritte lui stesso da quanto si immedesima nei loro sentimenti, e nel frattempo le mescola con dedizione ai suoi pensieri che annota su quei post-it colorati che donano un tocco colorato a quell'armadio che è la sua fortezza, il suo mondo ideale. 

giovedì 20 agosto 2015

50 Books for Summer: i 30 commenti più belli

Lettori ♥ Oggi vi sorprendo lasciandovi addirittura due post, sarà che la connessione è piuttosto decente o che ho voglia di stare un po' nel mio Angolino...in ogni caso questo è il risultato! E poi in tanti mi hanno già chiesto chi sono i vincitori del mega Giveaway che ho organizzato... ma io non ho la bacchetta magica, nonostante mi piacerebbe riceverne una per il compleanno! Il lavoro da fare è tanto. Per adesso ho selezionato i 30 commenti più belli, che vi lascio di seguito; il resto spetta agli autori poiché tra questi ne sceglieranno 14 -che saranno i vincitori effettivi dell'evento- e ad ognuno di essi attribuiranno un punteggio da 1 a 10 in base a quanto apprezzeranno le parole scritte dai partecipanti. Devo ringraziare gli autori che mi aiuteranno in questa 'missione', che non sarà facile. Vi ricordo inoltre che i 14 vincitori saranno ordinati anche in base ai criteri citati nel post principale, per esempio i primi sette vincitori potranno essere solamente lettori che mi seguivano già da prima
Quindi... Perché mi piace leggere? 
Beh, ogni volta che apro un libro e ne scorro le pagine mi sembra di volare, immersa in un mare di emozioni, senza fine, chiusa dentro una gabbia di carta che poi si spezza e ne esce una farfalla con le ali di speranza che vola via, senza ritornare, senza ripensare a ciò che è stato o a ciò che è, e portandomi via con se. Il vento che mi scompiglia i capelli, il calore che si fa strada tra la pelle e mi fa bruciare il cuore che non muore perché è forte, la sorte ha voluto fosse questo il mio destino, la mia vita appesa a un filo. Poi tutto si riduce ad un insignificante mucchietto di cenere, che sembra niente ma invece la mia mente, lo sente, ascolta, il cuore che batte e non si ferma, inspiro, espiro, inspiro, chiudo gli occhi travolta dalle emozioni, espiro, una lacrima tra mille petali di fiori, inspiro, una spina di rosa nella mano, espiro, senza muovermi corro lontano. Toccare il cielo è possibile, cantare tra le stelle e non guardare giù perché non ci sono più, sono lontana con la mente e con il cuore, il corpo non mi segue ma ciò di cui ho bisogno è con me, come dentro ad un sogno, ma ad occhi aperti, mai spenti. L'orizzonte non è più così lontano, una mano mi tira via, forse è una follia o pazzia, o magia... la magia... Nelle lettere di una pagina, mi immergo e nuoto senza smettere di cercare il sapore dell'avventura nel cuore, il colore del sole che brilla, il suo tepore. Leggere è un misto di emozioni, sentimenti, sensazioni, confusioni ordinate, decisioni scritte... È impossibile descrivere ciò che si prova, non esistono abbastanza parole e non esiste qualcuno capace di usarle così bene, per descrivere in generale i pensieri di milioni di persone. Per me l'atto del leggere è una condivisione, l'autore crea una casa, ma è il lettore ad abitarla, a darle veramente vita. Mi sono sempre chiesta che cosa si proverebbe ad essere il personaggio di un libro, rinchiuso tra le righe a cercare un modo per fuggire, per scappare, dal solito ruotare avanti e indietro tra parole dette, scritte, lunghe, dritte. Per me leggere è come respirare, il profumo della carta tra le pagine, l'inchiostro nero che spicca, così fragile, una lettera che accende un emozione e la lascia bruciare per ore ed ore, e poi la spegne senza farla sparire. Spero di essere riuscita a trasmettere con le mie parole qualche sensazione, che aiuti a capire cosa significa leggere per me, per il mio cuore.
Perché mi piace leggere? Perché leggere mi permette in primo luogo di viaggiare con la mente. Mi piace molto viaggiare, ma ahimè nella realtà esiste qualcosa chiamata soldi, o meglio mancanza di essi (xD), che non ti permette di andare dove e quando vuoi tu. Un po' di tempo fa ho letto uno dopo l'altro un libro ambientato in Australia (L'amore bussa sempre due volte ) e uno ambientato a Stoccarda (Stanotte il cielo ci appartiene) ed è proprio dopo aver finito entrambi che mi sono resa conto di quanto i libri siano capaci di trascinarti in paesi stranieri e di farti conoscere stili di vita diversi dai nostri. Questi due libri sono molto carini, te li consiglio davvero ^^ Per me rimarranno sempre speciali proprio per questo, perchè mi hanno fatto capire quanto mi piaccia viaggiare con un libro :) Quando invece ho letto Anne and the french kiss, essendo andata a Parigi poco tempo prima, ho trovato bellissimo rileggere dei posti in cui ero stata e rivivere quel meraviglioso viaggio ^^ Inoltre i libri fantasy sono capaci di trascinarti in mondi sovrannaturali, in cui esiste la magia e gli zombie, gli alieni e molte altre creature.
Leggere inoltre mi piace molto di più di tutte le cose che potrei fare nel tempo libero (guardare film o serie tv) perché ritengo che un buon libro sia capace di emozionarti molto di più rispetto ad un film o a qualsiasi altra cosa, attraverso un libro capisci molto di più dei personaggi, delle loro emozioni e dei loro pensieri, perché non c'è mezzo comunicativo più diretto delle parole.
Leggere può aiutarti a capirti meglio, può consolarti quando sei triste oppure farti divertire quando ne hai bisogno, quando sei stressata con la scuola e hai bisogno solo di un libro leggero che ti faccia ridere un po'.
Penso di poter continuare all'infinito a spiegarti perché mi piace leggere, ma è meglio finirla qui xD Non vorrei farti annoiare nel leggere qualcosa di troppo lungo ahaha
La domanda è perché amo leggere. Be'… ho iniziato a leggere in un periodo un po' difficile e mi sono man mano appassionata, perché leggere un libro vuol dire immedesimarsi nella storia e nei personaggi, vivere quello che vivono loro, sognare senza mettere limiti alla fantasia. 
Ho imparato a gioire e soffrire con i personaggi, a immergermi in mondi nuovi...
Ho imparato ad amare l'odore dei libri nuovi, il brivido di sfogliare le pagine ed immergermi in una nuova storia, l'entrare in una libreria e sentirmi in paradiso. 
I libri mi hanno anche insegnato tanto, come non giudicare dall'apparenza, avere apertura mentale, difendere e portare avanti le proprie cause, e soprattutto mi hanno insegnato - e tutt'ora mi stanno insegnando - a credere in me stessa, ad essere forte e ad andare avanti, a non arrendermi mai.
Mi danno conforto, mi fanno scoprire cose nuove, mi fanno commuovere e divertire, sono quanto di più bello e perfetto esista al mondo.
Parecchie volte mi hanno chiesto perché leggo, quando potrei comodamente vedere film e serie tv, e la verità è che nulla è bello come leggere. Ti immedesimi nella storia in un modo inconcepibile mentre si guarda un film, ami parola per parola del libro che stai leggendo, e magari lo rileggi una, due, dieci, venti volte, perché hai amato quel libro e non potresti mai separartene, perché ti ha lasciato qualcosa e ti ha insegnato qualcos'altro, perché leggere un libro significa anche cambiare un po', gradualmente, mutare il nostro carattere perché quelle storie ci lasciano qualcosa dentro. Leggendo un libro è possibile vivere mille vite, mentre chi non legge ne vive una sola, come ha detto George Martin.
A un certo punto, non so bene quando né perché, leggere è diventato automatico, essenziale come respirare, un processo per vivere. Leggere, alla fin fine, mi permette di esistere, perché una vita senza libri sarebbe una vita vuota, o impossibile da essere vissuta, così come cercare di sopravvivere ma con il cuore fermo o senz'acqua da poter bere. 
Amo leggere perché la lettura mi ha fatto scoprire infiniti nuovi mondi, perché mi ha fatto amare e vivere con centinaia di personaggi diversi, perché mi ha trasmesso e mi ha fatto vivere molteplici emozioni, perché mi ha permesso di scappare dalla realtà, perché… perché leggere mi rende felice, non so come altro spiegarlo, è essenziale per me. Non posso pensare di vivere una vita senza libri, sono parte di me come il mio cuore, i miei occhi, le mie labbra. Sono un pezzo di me, ancora più essenziale del cuore, e non saprei come altro spiegarlo, se questo non è abbastanza. 
Le storie sono la mia vita, immaginare di continuare senza di esse sarebbe come chiedermi di separarmi dalla mia anima.
E potrei continuare per ore e ore a spiegare perché amo leggere, ma penso sia meglio finirla qui per non divagare troppo ^^
Allora.. vediamo.. il mio amore per i libri nasce da una sfida madre-figlia di molti anni fa! 
Per dimostrare a mia madre che ero in grado non solo di acquistare libri, ma anche di Leggerli, comprai "l'ultima canzone" di Nicholas Sparks.
Lo lessi tutto d'un fiato! Quel libro mi ha fatta appassionare completamente alla lettura. Da quel giorno non ho mai smesso di leggere, ovunque vado porto un libro con me.
I libri per me sono tutto.. sono uno sfogo, una scappatoia, una passione, uno stile di vita, un treno e molto altro. 
Mi piace leggere perché adoro il brivido che ho lungo la schiena quando la storia si fa interessante, adoro le lacrime che mi scendono dagli occhi quando si fa triste, adoro la rabbia e la passione che ho verso il mondo quando la storia non va per il verso giusto!
i libri mi rendono libera perché nella mia mente non ho regole.
La mia non è una storia struggente come quelle di Nicholas sparks, la mia è una storia d' amore e felicità. 
Io leggo per vivere. perché tutto quello che mi regala un libro è felicità e mi fa affrontare la vita ogni giorno con più voglia. 
Posso essere in qualunque luogo, il qualunque mondo e posso essere chi voglio mentre leggo un libro sul letto di casa mia. Io viaggio continuamente senza spostarmi mai. 
Avrei molto altro da dire ma chiudo qui il mio commento perché forse mi sono dilungata troppo! mi scuso per il lungo commento e arrivo al punto!

Segnalazione: Il bosco di Nereiu

Buongiorno Lettori, come si sta in questa calda giornata di agosto? Scusate i miei giorni di assenza ma ormai sapete che la connessione che c'è da queste parti non è delle migliori e per scrivere un solo post serve più tempo di ciò che sembra. Oggi però sono qui... ho fatto tanta fatica per mettere insieme un articolo apparentemente semplicissimo ma finalmente eccomi qui, a presentarvi la prima giornata autore organizzata dal gruppo The Dark Zone con cui collaboro in questo periodo, che ha lo scopo di far conoscere scrittori emergenti mettendone in luce le qualità. Stamattina iniziamo con un romanzo di Valerio Sericano, che potete acquistare cliccando qui


Titolo: Il bosco di Nereiu
Autore: Valerio Sericano
Casa Editrice: Lettere Animate
Genere: Fantasy, Horror

La vicenda è ambientata negli anni Settanta del XX secolo in un piccolo paese di campagna, Coltrave, situato in un luogo imprecisato del nord Italia, posto tra gli Appennini e la Pianura Padana
Protagonista della storia è Alvaro Bianchi, un medico quarantaseienne divorziato da alcuni anni, che svolge la propria professione nel piccolo centro rurale.
La tranquilla routine quotidiana di Alvaro viene un giorno interrotta dalla visita in ambulatorio di un giovane del paese stesso, Corrado, il quale gli racconta di essere molto preoccupato per la propria salute mentale, poiché da un po' di tempo continua a ripetere ogni notte lo stesso incubo, tanto da rischiare la pazzia.
Alvaro, partendo dagli elementi contenuti nell'incubo ricorrente raccontatogli dal ragazzo, inizia un’indagine personale che culmina nella scoperta di alcuni segreti riguardanti il passato del piccolo borgo, i quali lo portano a conoscenza di un’antica storia collegata ad una misteriosa reliquia custodita segretamente in un particolare luogo del paese stesso.
Tuttavia, quando Alvaro, dopo aver collegato i misteri del passato di Coltrave con gli incubi di Corrado, crede di essere giunto a capo dell'insolita vicenda, compare improvvisamente sulla scena la diciottenne Fanny, una misteriosa figura femminile la cui presenza sconvolge l’intero quadro dei fatti, fornendo una spiegazione sorprendente a tutti gli eventi misteriosi trattati fino a quel punto.
Da quel momento Fanny diventa la vera protagonista del romanzo, con Alvaro coinvolto suo malgrado in un ostico rapporto con la ragazza, dotata di strane facoltà e la cui stessa esistenza nasconde un segreto inconfessabile, di cui il solo Alvaro giunge a conoscenza. 
Sarà proprio la condivisione di questo segreto a creare tra loro un confronto, dapprima conflittuale e poi complice, che porterà Alvaro a rivedere tutte le proprie convinzioni e al contempo lo costringerà a fare i conti con le remore lasciate in sospeso dal suo passato.
Ma anche per Fanny l’incontro con Alvaro non resterà senza conseguenze, perché la ragazza si vedrà costretta ad affrontare una situazione per lei nuova e tanto sconvolgente da indurla, infine, a prendere una decisione drastica ed irrimediabile. Tuttavia, quando le cose per lei sembrano indirizzarsi in un certo modo, la realtà cambierà ancora, offrendo a Fanny uno scenario finale diverso da quello prospettato…

sabato 15 agosto 2015

Recensione: I dolori del giovane Werther

Autore: J. Wolfgang Goethe 
Pagine: 150
Prezzo di copertina: 4.50  euro
Editore: AcQuarelli


"I dolori del giovane Werther", pubblicato nel 1774, ebbe subito un enorme successo divenendo il primo bestseller della storia europea. Il dilagante "wertherismo" generò un gran numero di imitazioni letterarie (tra cui "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" del Foscolo). La vicenda di Werther, che, non potendo coronare il suo impossibile sogno d'amore, alla fine si suicida, trovò molti giovani imitatori. Ma se il "Werther", come poi scrisse Goethe, "suscitò reazioni così forti", era solo perché "colpì ovunque e rappresentò a tutti in modo chiaro e consapevole il nucleo profondo di un malessere giovanile".

Amore. Passione. Morte. Una catena non necessaria nella realtà ma lampante nella vita del protagonista fin dal titolo; la parola 'dolore' non ha mai indicato niente di positivo in nessuna situazione. Non bisogna certamente arrivare alla conclusione del libro per capire il significato di un termine che contiene la pena della sofferenza, la solitudine e la paura in ogni sua sfaccettatura. Da quelle soggettive, fobie quasi insignificanti agli occhi di tutti e timori dettati dalla propria personalità; fino ad arrivare a ciò che accomuna ogni essere umano, come la paura della morte e la paura di non essere amato abbastanza.
Werther sembra la vittima delle proprie emozioni e di un amore nato all’improvviso, in occasione di un ballo dove incontra Lotte, una ragazza per lui perfetta ma già promessa ad un funzionario di nome Albert. Una passione celata dietro alla maschera dell’Amicizia, grazie alla quale volere bene non è proibito ma impone dei limiti che non fanno altro che divorare il cuore del protagonista. Un pezzetto di lui viene meno e quell’anima innocente, che si trova pienamente a suo agio con i bambini, diviene sempre più simile ad un’anima tormentata che però mantiene fino alla fine la voglia di agire secondo i propri istinti. Ed è così che il giovane protagonista del romanzo si rispecchia in ognuno di noi, con i suoi dubbi e le sue ferite sanguinanti che continuano a far male; è principalmente colui che incarna l’ideale del ragazzo sognatore, che vuole dare un senso alla sua esistenza rendendola in qualche modo speciale; una storia che sarebbe idilliaca –e probabilmente senza una morale- se i tratti drammatici non comparissero nel corso dello svolgimento delle vicende.
 

lunedì 10 agosto 2015

Tag: Mi consigli un libro?

Eccomi Lettori ♥ No. Non sono annegata tra le onde in tempesta del mare e non mi sono nemmeno addormentata al sole e ustionata completamente. Sono ancora viva e vegeta, a differenza della connessione che non funziona nel migliore dei modi e che quindi non mi consente di essere minimamente presente nella blogsfera. Diciamo che sono il mio blog è in ferie a forza e che i post che pubblico durante l'estate -come avrete notato certamente- sono pochi. Ma quando la connessione ritorna cerco di approfittarne per qualche mezz'oretta. Un po' come oggi!
Non è carinissima l'immagine qui sopra? Io la adoro. L'ho pescata su internet per poi inserire la scritta che riguarda il tag che sto per proporvi: si tratta di un post in cui il lavoro sporco tocca a voi perché...dovreste consigliarmi qualche romanzo. Elisa del blog Odor di Carta ha avuto questa splendida idea, elaborata a seguito della sua assenza nel mondo dei libri l'anno passato con la scusa di dover riprendere il ritmo in questo mondo meravigliosa. Io non ho nessuno scusante ma mi fido di molti dei miei lettori ormai, alcuni hanno gusti davvero simili ai miei e altri mi hanno sorpreso consigliandomi letture che si sono rivelate molto meglio di ciò che credevo quindi...why not? 
Insomma...Cosa dovete fare? Semplicemente darmi tre piccoli consigli libreschi in base ai vostri gusti personali e -se non vi scoccia- precisarne anche il perché. 
Consigliatemi un libro autoconclusivo 
Chissà se qualcuno si è accorto che sono un'amante dei drammatici; non per forza quelli strappalacrime che non puoi leggere in mancanza di un fazzoletto...parlo semplicemente di quei romanzi che ti lasciano un pezzetto di loro dentro perché parlano di problemi reali e ti fanno riflettere, dandoti la forza di affrontare la tua vita a volte grazie a semplici frasi che possono apparire banali ma tanto tanto vere. Se dovessi consigliarvi io un autoconclusivo sarebbe certamente un libro simile come Noi siamo infinito o Memorie di una Geisha ed altri ancora, per esempio Raccontami di un giorno perfetto (la mia lettura attuale) e Resta anche domani
Voi siete liberi di consigliarmi una storia che appartiene a qualsiasi genere basta che -nel suo piccolo- faccia pensare.

domenica 2 agosto 2015

Recensione: Etica per un figlio

Autore: Fernando Savater
Pagine: 125
Prezzo di copertina: 8.00  euro
Editore: Laterza


"Non è vero che un'etica laica, senza assoluti e senza miti, non può fornire modelli educativi efficaci. Savarer lo dimostra: la moralità è autonomia, capacità di non sottomettersi, amore di sé nel senso migliore del termine. Un libro intenso ma anche amichevole, che genitori e maestri dovrebbero leggere e commentare insieme ai loro figli, discepoli, amici adolescenti." (Gianni Vattimo)


Il senso della vita? Primo, cercare di non sbagliare; secondo, cercare di sbagliare senza abbattersi. Questo il principale insegnamento del filosofo spagnolo; in fondo tutto ciò che facciamo ha come scopo vivere, trascorrere un'esistenza segnata da momenti di luminosa gioia e periodi in cui siamo costretti ad attraversare un tunnel pieno delle nostre paure. L'importante è sapere riprendersi, andare avanti. Parlando di etica con parole semplici riesce a parlare di felicità e di come questa possa essere ottenuta vivendo con gli altri. Etica per un figlio vuole essere un manuale di vita senza troppe pretese, una lettura leggera ma nello stesso tempo capace di lasciarti dei piccoli insegnamenti che ognuno può scegliere di accogliere dentro di sé o meno. Per esempio ci invita a non avere fretta, approfittando comunque di ogni occasione spiegandoci il suo significato di un detto latino: Carpe Diem non vuole dire che devi cercare oggi tutti i piaceri, ma che devi cercare tutti i piaceri dell'oggi. 
Perché è male ciò che è male?  Che vuol dire trattare le persone come persone? Cosa rende 'umana' la nostra vita? Cosa ci fa paura a proposito dei piaceri? E sulla morte? Domande che non ci poniamo mai direttamente e che forse non necessitano nemmeno di una risposta, ancor meno chiara e oggettiva però il punto di vista di Savater non può che sorprenderci con la veridicità delle sue affermazioni. Siccome nessuno è in grado di sapere tutto, non possiamo che accettare con umiltà che in tante cose siamo ignoranti ne è un esempio: una frase chiara e schietta.


Esistono discipline che si studiano semplicemente per il desiderio di conoscere cose nuove; altre per apprendere a fare qualcosa o a utilizzare qualche strumento; e la maggior parte servono per trovare un lavoro e guadagnarsi la vita. L'etica sta nel mezzo; non serve necessariamente a racimolare un po' di soldi per condurre un'esistenza migliore ma non è nemmeno una disciplina che si studia per conoscere cose nuove, anche perché ciò di cui si occupa l'etica è come se fosse intrinseco a noi, proprio perché analizza la nostra stessa vita e i suoi piccoli-grandi problemi. Ed ecco che da questo saggio per ragazzi escono riflessioni che -se fissate nella mente- potrebbero realmente fare da guida al giovane lettore che ancora ha tanto da imparare dalle sue esperienze... certamente non si attinge tutto dai libri, nemmeno se parlano di come comportarsi, come in questo caso. 

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