domenica 14 febbraio 2016

Recensione: Cose che nessuno sa

Autore: Alessandro D'Avenia
Pagine: 332
Prezzo di copertina: 19.00  euro
EditoreMondadori

Margherita ha quattordici anni e sta per varcare una soglia magica e misteriosa: l'inizio del liceo. Un mondo nuovo da esplorare e conquistare, sapendo però di poter contare sulle persone che la amano. Ma un giorno, tornata a casa, ascolta un messaggio nella segreteria telefonica: è di suo padre, che non tornerà più a casa. Margherita ancora non sa che affrontando questo dolore si trasformerà a poco a poco in una donna, proprio come una splendida perla fiorisce nell'ostrica per l'attacco di un predatore marino. Accanto a lei ci sono la madre, il fratellino vivace e sensibile e l'irriverente nonna Teresa. E poi Marta, la compagna di banco sempre sorridente, e Giulio, il ragazzo più cupo e affascinante della scuola. Ma sarà un professore, un giovane uomo alla ricerca di sé eppure capace di ascoltare le pulsazioni della vita nelle pagine dei libri, a indicare a Margherita il coraggio di Telemaco nell'"Odissea": così che il viaggio sulle tracce del padre possa cambiare il suo destino.

Ci sono cose che nessuno sa eppure che esigono di essere conosciute. Sono quei dubbi che ci portiamo dentro perché non sappiamo a chi domandare. Sono quelle proposte mai fatte per paura di dire la cosa sbagliata. Sono quei messaggi che mandiamo con gli occhi senza successo. Sono le parole che il cuore vorrebbe pronunciare ma la voce si rompe in gola. Sono le lacrime non versate quando dentro ti sentivi un fiume in piena. Tutto questo ci accompagna pagina dopo pagina in un libro che ha deluso molti lettori precedentemente ammaliati da Bianca come il latte rossa come il sangue, romanzo d'esordio dello scrittore. Ma non ha deluso me. Non è importante il realismo in storie simili piuttosto le emozioni che ti colpiscono davanti a frasi che non puoi far a meno di annotare; questo tocco magico che rende poesia anche un'opera in prosa io lo chiamo semplicemente talento. Ci troviamo davanti ad una storia che si svolge tra le pagine della vita di una comune adolescente ma siamo immersi in un'atmosfera a tratti surreale capace di ammaliarti, cullandoti nel bel mezzo di quel coraggio che ognuno di noi dovrebbe avere. Perché Cose che nessuno sa vuole essere una lettura scorrevole che pretende di essere ricordata ad ogni costo per i suoi semplici eppure significativi insegnamenti individuabili pagina dopo pagina.

I temi trattati da D'Avenia sono delicati seppur comuni nella nostra realtà quotidiana. Abbiamo la separazione dei genitori che colpisce i figli come la lama di un coltello affilato che ti toglie la speranza nell'amore vero e nei valori della famiglia, che dovrebbe invece aiutarti ad entrare nei meccanismi di un mondo ammaccato con fiducia consapevole accompagnata da un sorriso ottimista. Ci sono padri e madri che vorrebbero essere quell'esempio tanto osannato ma non ne sono in grado, sono succubi di debolezze che i figli non vedono fin quando non esplodono. Così è il padre di Margherita: un giorno abbandona il calore di una casa e l'affetto di una vita per un romantico forse. Forse l'errore dei figli è immaginare i propri genitori come supereroi che, dopo averli salvati dal non esistere mai, hanno il dovere di crescerli mostrandosi indistruttibili.
Abbiamo la rassicurante presenza dei nonni che rappresentano l'ancora per la nostra vita quando il mare è troppo agitato per poterlo affrontare da soli. Sono coloro che, così legati ai nipoti, nel momento in cui vengono a mancare lasciano un vuoto incolmabile perché avevano insegnato loro ad amare riempendoli di attenzioni senza voler nulla in cambio, a lottare tramite il racconto di quei giorni difficili che hanno reso loro persone forti e sagge e a sperare che la loro vita fosse pronta a migliore con parole incoraggianti che possono nascere solo da persone che conoscono la loro anima da quanto ha visto la luce. Di questo romanzo appunto il personaggio che più ho amato non è la protagonista ma nonna Teresa, siciliana che sente un forte legame con la sua terra tanto da arricchire ogni sua singola frase con qualche termine in dialetto. Nonostante io non venga dalla Sicilia la conosco piuttosto bene e ne capisco le parole; con questi inserimenti sembra di essere in un ambiente ancor più familiare e accogliente. E' la nonna che incarna la speranza e la voglia di vivere; lei questo amore lo mette pure nella preparazione dei suoi impeccabili dolci perché alla fine la vita è come una ricetta. Ogni cosa richiede la giusta dose di emozioni. 
Nei romanzi dello scrittore palermitano la figura del professore è immancabile. Quel tipo di insegnante che ama il lavoro che fa e le cose che dice tanto che i suoi occhi brillano mentre guarda ogni studente con un sorriso ringraziandolo per la sua attenzione. Nonostante l'amore per l'Odissea, le parole e le migliaia di vite contenute nei libri ha paura di vivere la sua, di vita. Non ha il coraggio di prendersi quelle responsabilità che apprezza tanto nei personaggi o di rischiare una grossa perdita per una possibile più grande vincita. E' un prof realistico e nel contempo poco diffuso: sono pochi coloro che riescono a trasmettere in maniera così forte un insegnamento da far agire di conseguenza lo studente. Imparare purtroppo a volte è qualcosa di passivo e che si esaurisce nella teoria. La storia d'amore del prof di italiano con Stella, una libraia che invece ha saputo far tesoro dei romanzi per applicarne gli insegnamenti nella vita quotidiana, è travagliata ma con un lieto fine percepibile in ogni attimo.
Cose che nessuno sa è uno di quei libri che riempi di post-it perché le frasi devono entrarti nel cuore. Ho passato troppo tempo a ricopiarle per non lasciarvene qualcuna da gustare appieno, dandovi un assaggio di ciò che potreste trovare nella storia di Margherita. La stile toccante di D'Avenia mi ha segnata per la terza volta; ora non mi resta che aspettare la pubblicazione di un nuovo imperdibile romanzo di cui purtroppo ancora non ho sentito parlare.
Il coraggio spesso arriva quando è troppo tardi, perché la paura impedisce di vedere oltre e spinge invece a cercare di controllare ciò che stiamo perdendo, perché e la soluzione più rapida, sicura e indolore.

Forse che anche le cose taglienti con il tempo si addolciscono, che l'amore rende anche un pezzo di bottiglia una pietra preziosa.

Dovete perdere il sonno sognando il vostro futuro. Il sonno lo perdiamo perché la vita ci fa paura e ci emoziona allo stesso tempo, la vogliamo aggredire e strapparle le sue promesse, ma ne abbiamo paura. Abbiamo paura che ci abbatta, che le speranze restino deluse, che tutto sia stato solo frutto dell'immaginazione. Dovete perdere il vostro sonno pensando al futuro. Non ne abbiate paura. E' segno che state vivendo, che la vita sta entrando in voi.- Forse quelle parole le diceva più a se stesso che ai ragazzi, ma si sa che ognuno parla di ciò che non ha.

Quattordicianni - lo scrisse tutto unito come fosse il nome di un personaggio - non è un’età. Non è niente. […] Non c’è armonia, non c’è grazia. Quattordicianni è volere tutto e niente nello stesso momento. Avere segreti inconfessabili e domande senza risposta. Odiare sé per odiare tutti. Avere tutte le paure e nasconderle tutte, pur volendole dire tutte insieme, con mille bocche. Avere centomila maschere senza cambiare mai la faccia che ti ritrovi. Avere un milione di sensi di colpa e dover scegliere a chi addossarli per non doverli portare tutti da sola. Vuoi amare e non sai come si fa. vuoi stare da sola e non sai come si fa. Vuoi un corpo di donna e non ce l’hai, e se il corpo diventa di donna non lo vuoi più. Quattordicianni è fragilità e non sapere come si fa. Ci sono cose che nessuno spiega. ci sono cose che nessuno sa.

Leggevo molto, ma dalla lettura ottieni qualcosa solo quando sei capace di mettere qualcosa di tuo in ciò che stai leggendo. Voglio dire che leggi un libro veramente solo quando è lui che ti legge, solo quando ti avvicini alle parole con l'animo disposto a ferire e a essere ferito dal dolore della lettura.

Quando vedi qualcuno inciampare per strada e cadere, se sei lontano ti viene da ridere. Ma se ti avvicini e scopri il volto di quella persona contratto dal dolore, incapace di tirarsi su, smetti di ridere e ti viene da piangere. La scena è la stessa, tu sei lo stesso, quell’uomo o donna è lo stesso. Ciò che cambia è la distanza.

Nessuna perla è uguale all’altra. Nessuna perla è mai perfettamente simmetrica. E nelle cose di questo mondo è meglio tenersi lontani dalla perfezione: la luna quando è piena comincia a calare, la frutta quando è matura cade, il cuore quando è felice già teme di perdere quella gioia, l’amore quando raggiunge l’estasi è già passato. Solo le mancanze assicurano la bellezza, solo l’imperfezione aspira all’eternità. La perla se ne sta lì con quella sua irraggiungibile imperfezione, nata dal dolore. E dall’amore che lo abbraccia.

Voto:

9 commenti:

  1. Ma quanto adoro leggerti ♡
    Anche io, come te, non mi sono sentita delusa dal secondo romanzo di D'Avenia; anzi l'ho trovato migliore del primo. Ricordo ancora che mi misi a trascrivere tutte quelle belle frasi in fondo al mio diario scolastico, perché la storia di Margherita me la portavo anche a scuola e mi faceva compagnia.
    Il migliore di D'Avenia, per ora, ma deciderò quando avrò letto l'ultimo.

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    1. Mi fa molto molto piacere leggere le tue parole! ...e sapere di non essere l'unica ad aver riscritto praticamente pagine e pagine del romanzo :) In realtà io non so decidere quello che ho amato di più tra i tre: li ho amati tutti! Leggilo presto, mi raccomando! Tratta un tema ancor più ''maturo e difficile'' se così si può dire

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  2. Ho letto questo romanzo l'anno scorso e mi dispiace dirlo ma non mi ha convinto! Dalla tua recensione traspare l'entusiasmo, si vede che il libro ti è piaciuto lo hai descritto molto bene, complimenti! Rosa

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  3. Ho letto questo romanzo l'anno scorso e mi dispiace dirlo ma non mi ha convinto! Dalla tua recensione traspare l'entusiasmo, si vede che il libro ti è piaciuto lo hai descritto molto bene, complimenti! Rosa

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  4. Complimenti per la bella recensione, Francy! Di D'Avenia non ho mai letto niente, e questa tua recensione mi spinge a colmare questa lacuna :)

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  5. Anche a me è piaciuto tanto questo libro *-*

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  6. Ciao Francy è davvero tanto tenpo che non riuscivo a passate per un saluto - Grazie per essere passata da me. Sembra un libro interessante, bella recensione
    Oggi sono davvero di corsa ..... ;-) tanto per cambiare
    Un bacione buona domenica ed a presto !

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  7. Bella recensione Francy *_* Leggerla mi ha quasi commossa! Non ho mai letto niente di questo autore perché non mi ha mai ispirata più di tanto ma dovrei proprio leggere questo libro, però prima devo fare rifornimenti di post-it dato che sto per finirli, a quanto pare mi serviranno!

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  8. adoro d'avenia, ma dei 3 libri secondo me questo è quello meno riuscito :)

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