mercoledì 10 febbraio 2016

Recensione: Diario di Anne Frank

Autore: Anne Frank
Pagine: 388
Prezzo di copertina: 13.00 euro
EditoreEinaudi

Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all'immagine della scuola, dei compagni e di amori più o meno immaginari, si sostituisce la storia della lunga clandestinità: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio. "Vedo noi otto nell'alloggio segreto come se fossimo un pezzetto di cielo azzurro circondati da nubi nere di pioggia", ha il coraggio di scrivere Anne. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé e dell'esperienza degli altri clandestini. La prima edizione del Diario subì tuttavia non pochi tagli, ritocchi, variazioni. Ora il testo è stato restituito alla sua integrità originale, e ci consegna un'immagine nuova: quella di una ragazza vera e viva, ironica, passionale, irriverente, animata da un'allegra voglia di vivere, già adulta nelle sue riflessioni. Questa edizione, a cura di Frediano Sessi - ora arricchita di una nuova prefazione di Eraldo Affinati - offre anche una ricostruzione degli ultimi mesi della vita di Anne e della sorella Margot, sulla base di testimonianze e documenti raccolti in questi anni.
Non voglio recensire questo libro nel vero senso della parola poiché significherebbe dare il mio parere sulla vita di una ragazza che non ha vissuto quanto avrebbe dovuto. Se questa storia fosse stata finzione lo scrittore sarebbe stato così crudele da poterlo immaginare come una persona senza scrupoli e senza alcun cuore: perché dovrebbe esserci un limite alla cattiveria. Invece la Storia -quella con la S maiuscola, che è contenuta in questo pezzetto di Seconda Guerra Mondiale- dimostra che l'uomo può essere malvagio oltremisura. Tu, che stai leggendo queste mie parole, avrai ormai capito che la recensione non ha la sua parte in questo post dal nome poco azzeccato: qui trovate un pensiero nato dal cuore lettera dopo lettera man mano che quella vita troppo breve di una ragazzina troppo sveglia si riavvolgeva davanti ai miei occhi.
Prima di cominciare la lettura credevo di trovarvi dentro anche annotazioni scritte di nascosto su qualche pezzo di carta rubato all'interno del campo di concentramento dove Anne fu deportata. Invece di guerra non si parla, se non nelle conversazioni familiari riportate nella narrazione. Delle condizioni della ragazza ad Auschwitz non possiamo sapere nulla; è morta come tanti altri. In silenzio, dimenticata, senza che nessuno potesse raccontarci delle sue atroci sofferenze. Noi conosciamo quell'Anne fiduciosa, che nella vita vuol fare la scrittrice, che vede il bicchiere mezzo pieno anche quando rimane una sola goccia d'acqua, che vede il suo nascondiglio come l'unica parte di cielo senza nuvole durante una tempesta. Siamo di fronte ad una ragazza forte e pensare che il suo ottimismo sia scalfito da una cattiveria gratuita fa male. E ancor di più fa male che non c'è stato rimedio per farle riacquistare quel sorriso che mi immagino avesse mentre segnava le pagine bianche del diario che poi è arrivato nelle nostre mani.

E' una storia che fa male perché è vera e finisce male. Malissimo, senza la speranza che le cose si trasformino magicamente in quel vissero tutti felici e contenti che vorremmo nella nostra vita e con la consapevolezza che la tragedia di Anne non è un disgrazia che ha colpito unicamente lei ma un'intera etnia. Ma ora voglio parlarvi di lei. Se ne avesse avuto l'opportunità avrebbe certamente fatto grandi cose, come pubblicare un romanzo vero e non le sue ultime memorie. E' nelle parole che scorrono davanti agli occhi del lettore che troviamo la sensibilità di una donna matura nel corpo di una ragazzina che sta crescendo; incredibile credere che i suoi non sono pensieri siano frutto soltanto della sua testolina e non della revisione di un romanzo fatto per emozionare il lettore. 
Ci sono degli insegnamenti così profondi eppure banali sui quali mai mi sono soffermata a pensare prima ma è tutto vero: sarà che sono anch'io giovane ma quelle frasi nero su bianco le ho sentite quasi mie, peccato che esprimere i propri sentimenti in maniera così chiara non è una mia capacità.
Quel penso tanto, ma non dico molto rappresenta appieno l'Anne che traspare dal diario: una persona con il cuore pronto ad aiutare gli altri ma con la paura di ferirli, che però non teme di riserbare pensieri negativi per coloro che le fanno un torto. Una personalità forte che l'avrebbe portata ad essere una donna esemplare; forse alla fine lo è stata lo stesso. Ci ha insegnato che l'importante non è quanto vivi ma come lo fai, perché lei è fermamente convinta che è necessario vedere ciò che di buono rimane nel vuoto e se lei, vittima di una persecuzione infinita, ritiene che l'uomo non è poi così cattivo come sembra dovremmo prendere esempio dalla sua ingenuità che le ha reso possibile vivere nel miglior dei modi i pochi anni che le sono stati concessi.
Come sempre vi lascio alcune frasi tratte dal libro; adesso come non mai è necessario riflettere su dove è possibile arrivare vedendo positivamente anche i luoghi in cui c'è solo buio.
In bed at night, as i ponder my many sins and exaggereted shortcomings, I get so confused by the sheer amount of things I have to consider that I either laugh or cry, depending on my mood.

I'll have to become a good person on my own, without anyone to serve as a moderl or advise me, but it'll make me stronger in the end

On the surface I seem to have everything, except my one true firend. All I think about when I'm with friends is having a good time. I can't bring myself to talk about anything but ordinary everyday things. We don't seem to be able to get any closer, and that's the proble,. Maybe it's my fault that we don't confide in each other.

Then I fall asleep with the strange feeling of wanting to be different than I am or being different than I want to be, or perhaps of behaving differently than I am or want to be

Can you tell me why people go to such lenghts to hide their real selves? Or why I always behave very differently when I'm in the company of others? Why do people have so little trust in each other? I know there must be a reason, but sometimes I think it's horrible that you can't even confide in anyone, not even those closest to you

Love, what is love? I don't think you can really put it into words. Love is understanding someone, caring for him. sharing his joys and sorrows

We're all alive, but we don't know why ore what for; we're all searching for happiness; we're all leading lives that are different and yet the same.
Voto:

8 commenti:

  1. Ho letto questo libro alle elementari e ancora lo porto nel cuore! Credo abbia avuto un grande peso nel mio essere lettrice oggi!

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  2. Vorrei rileggere questo libro che ho letto quando ero più piccola ma credo che con più maturità potrei apprezzarlo di piu:/

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  3. uno di quei libri che ti restano davvero nel cuore e che VA letto, assolutamente, almeno una volta nella vita

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  4. Ho letto questo libro tantissimo tempo fa eppure lo ricordo benissimo come se fosse ieri perchè è uno di quei libri che resta impresso.
    Mi piace tantissimo quello che hai detto a inizio post cioè che non dai il tuo parere sulla vita di una ragazza vera perchè più che giusto così

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  5. Non ho ancora avuto l'onore di leggere questo libro, ma spero di farlo a breve!

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  6. ciao cara
    questo è un delicato e grande libro letto da piccina e che ancora mi fa una grande tenerezza e qualche lacrima...a pensare quante come anna frank avranno avuto la loro giovinezza privata, destinate ingiustamente ai campi di sterminio..che orribile parte della storia che abbiamo il dovere di conoscere ...
    bellissimo il tuo blog
    tratti dei libri che a me piacciono molto
    mi fa piacere se vieni nel mio a trovarmi
    daniela
    C'era un tavolo apparecchiato sotto un albero di fronte alla casa, la Lepre Marzolina e il Cappellaio prendevano il te'. E, ancora, 'Prendi un po' di vino', disse la Lepre Marzolina con un tono invitante. Alice si guardo' intorno ma da ogni parte non vide altro che te'
    (Lewis Carrol, Alice nel paese delle meraviglie)

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  7. un libro che ho letto tempo fa, lettura che rimane sempre impressa nella mente però è un libro che mi piacerebbe rileggere

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