sabato 20 febbraio 2016

Recensione: This star won't go out

Autore: Esther Earl
Pagine: 431
Prezzo di copertina: 18.00  euro
EditoreDutton

Una collezione di pagine di diario, di storie, di lettere e di schizzi di Esther Grace Earl, morta nel 2010 all'età di sedici anni. Alcune foto e testi dalla sua famiglia e dai suoi amici aiuteranno a raccontare la storia di Esther insieme ad un'introduzione scritta dal pluripremiato autore John Green che ha dedicato il suo best seller Colpa delle stelle alla ragazza. (tradotta da me)





Esther Grace Earl non era un eroina, non era una vittima. Prima di tutto era una ragazza, con la voglia di vivere che si deve avere a quindici anni, con occhi pronti a divorare il mondo, con un sorriso coinvolgente sul viso, con quelle insicurezze sempre in agguato. 
Non aspettarti niente dalla semplicità di una persona fuorché l’imparare ciò che lei stessa ha compreso vivendo. Non pensare di girare l’ultima pagina con le idee chiare di chi ha captato ogni minima lezione leggendo. Ma non devi nemmeno aver paura di finire il libro senza versare una lacrima e di lasciare Esther con la sensazione di un vuoto di insegnamenti. Piuttosto ti sentirai svuotato dentro ma anche riempito. Piano e poi con veemenza le sue esperienze diventano le tue: quando soffre vorresti che Esther fosse tua amica per appoggiarle una mano sulla spalla e dirle che andrà tutto bene. Poi il male viene dopo. Quando ti rendi conto che non sarà così e che, se anche abitassi a Boston -dove la ragazza ha passato l'ultimo periodo della sua vita- non potresti fare niente perché lei non c'è più: non ha bisogno di una parola amica, non ha bisogno delle nostre lacrime, non ha bisogno di compassione. Leggendo non riusciamo a realizzare cosa rappresenti davvero il libro, tanto che mi sono vista pregare in silenzio di arrivare all'ultima pagina e trovarmi quel e vissero tutti felici e contenti che amiamo tanto nelle favole. Non volevo, non potevo pensare a quello che This star won't go out espone già nelle prime righe: sono le memorie di una ragazza che ha amato ogni istante di quella vita troppo breve che le è stata concessa.

Un romanzo che mi è rimasto impresso nel cuore lasciandomi capire quanto sia importante trarre il meglio da ogni giornata perché potrebbe essere l'ultima. Però bisogna vivere senza pensare al domani, con alcun macigno che ti schiaccia: bisogna sapere amare e sorridere anche nel momento in cui la tua mente vorrebbe soltanto che i tuoi occhi diventino inespressivi e vacui perché la sofferenza è troppa da sopportare. Esther ci parla della sua malattia senza filtri: il cancro alla tiroide la ha segnata ma l'ha resa la persona che era nel momento in cui scriveva quel diario che poi è diventato il nostro. Essere una malata terminale vuol dire non poter trascorrere un'esistenza normale: andare a scuola non è più la normalità ma un'avventura di due, tre giorni alla settimana al massimo, per esempio. E qui che ho riflettuto su come mi sentirei io nel non avere DAVVERO l'energia necessaria per alzarmi dal letto alle sei del mattino per prendere l'autobus: beh, sì sentirei strana e sbagliata benché è il sogno di ogni studente non andare più a scuola Un altro aspetto del cancro è l'essere confinati per la maggior parte del tempo entro le mura della propria stanza oppure all'interno di una camera d'ospedale tinteggiata di chiaro: la noia si fa sentire. Forse può sembrare il problema minore ma per Esther, per cui essere malata di cancro era una crudele normalità, era un grande fastidio: quale adolescente non vuole divertirsi? chi potrebbe fare a meno della sensazione mai provata da Esther del primo bacio? chi non vuole uscire almeno di sabato con gli amici? 
Vorrei avere abbastanza parole per descrivere Esther ma riassumere la sua vita in un banale post è impossibile; però provo a dire il possibile. Per esempio che era una ragazza affezionata alla sua famiglia, con la quale aveva un rapporto speciale: due sorelle come migliori amiche, due fratelli che le rallegrano la giornata. Era una fan di Harry Potter che non è mai riuscita a vedere l'ultimo film della serie, uscito nel 2011. Molto attiva nei social si costruì la sua rete di amicizie online, dimostrando che affezionarsi a qualcuno conosciuto tramite lo schermo di un computer non è impossibile. Aveva un canale Youtube in cui racconta episodi della sua vita un po' a random; guardarli mi ha reso triste: quanti altre avventure avrebbe potuto vivere se quel maledetto cancro non si fosse impadronito di lei? Esther poi sapeva di essere malata ma non ne faceva un grosso problema; era dannatamente felice e nel contempo si sentiva in colpa per ciò che gli altri facevano per lei; pensava alle rinunce fatte dai genitori, ai messaggi ricevuti da amici e da coloro che avevano sentito della sua storia online ma non esitavano a farle coraggio con una breve frase e per finire ai dottori e alle infermiere a cui era grata. Per lei rappresentavano coloro che le hanno assicurato di vivere; è bellissimo sapere che fare qualcosa -che sia un piccolo messaggio o un invasino intervento chirurgico- può cambiare per il meglio un pezzetto della vita di una persona
Concludo dicendovi il mio parere su qualcosa di molto discusso a proposito di questo libro: ha avuto successo perché è la storia della ragazza che ha ispirato Colpa delle stelle? John Green era amico di Esther e in Hazel c'è certamente quella personalità forte che le permette di scherzare sulla propria malattia che caratterizza la ragazza ma non voglio pensare che il successo sia dovuto a questo. Non dubito che gli editori abbiano puntato sul successo del best seller dello scrittore americano però la storia di Esther deve essere diventata importante poiché capace di insegnarti qualcosa perché vera. Dopo aver ripercorso la sua vita non puoi far a meno che informarti di più su chi era questa grande amante della vita girovagando sul web. Dopo aver chiarito che NON ho amato This star won't go out perché legato con Colpa delle stelle vi lascio -come sempre- alcune frasi significative sottolineate durante la lettura. 
When we think of death, we often imagine it as happening in degrees: We think of a sick person becoming less and less alive until finally they are gone. But even in her final days, Esther was wholly alive, as alive as anyone else, and so even though everyone who loved her understood she was dying, her death was still a terrible shock to me. She did not leave slowly, but all at once, because even when she could not get out of bed, she found ways to be fully alive: to play with her friends, to crack jokes, to love and to be loved. And then she was gone, all at once.

We trust and accept each other in a way that we can’t always trust and accept ourselves—through the loving of each other’s faults, we grow to become okay with our own.

Remember that you’re lucky even if you don’t think you are. Because there’s always something you can be thankful for.

She smiled and took my hand, and held it tightly, closely, like a child on her first day of school who knows she must soon part, and do so bravely, keeping the tears in check.

A life is not meant to be half lived. It is meant to be fully, wholly embraced. If you want to make a change in the world you have to be strong. You have to take chances. You have to persevere. Sometimes you must blindly go in a direction that you may be unsure of, but one that you have faith will lead you to the right place.

Just be happy, and if you can’t be happy, do things that make you happy. Or do nothing with the people that make you happy.

If you haven’t done something amazing, don’t forget to try. the worst that can happen is you fail, and then you can just try again until you succeed
 
Voto:








4 commenti:

  1. Ciao Francy! Che bella questa recensione! Mi hai emozionata davvero tantissimo!

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  2. Ciao Francy! Questa tua recensione è davvero stupenda, mi hai colpita moltissimo con le tue parole e mi hai fatto scoprire cose nuove, non sapevo assolutamente dell'esistenza di questo libro. E' sempre triste leggere un libro di una storia vera dove la ragazza sai che non ha avuto il suo lieto fine, che non ha potuto vivere la sua adolescenza. La sua vita si è conclusa troppo in fretta, ma vedendo qualche suo video ho notato la forza che aveva. Sono bellissime le citazioni che hai riportato e concordo con te che un libro simile deve avere successo per ciò che trasmette, non perché collegato a Colpa delle stelle.

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    1. Ps ti ho nominata in questo link party http://allineedisacharming.blogspot.it/2016/02/link-party-1-disneys-lottery_20.html =)

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  3. Complimenti per la recensione! :) Non conoscevo questo libro ma ora devo rimediare! :)

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