martedì 29 marzo 2016

Recensione: La psichiatra

Titolo: La psichiatra
Autore: Wulf Dorn
Pagine: 399
Prezzo di copertina: 12.00  euro
Editore: TEA 
Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine…

Come è complessa la nostra mente. Miliardi di neuroni che svolgono diligentemente il loro lavoro in stretta collaborazione con le altre cellule del nostro corpo. Ma è anche estremamente fragile nella sua grandiosità; basti pensare che un rumore può risultare assordante, che la nostra concentrazione può essere interrotta dal flebile ronzio di una mosca, che per capire quella altrui è impossibile limitarsi ad usare la propria. Se poi qualche neurone comincia a non funzionare il danno si diffonde irreparabile e noi corriamo il rischio di diventar pazzi. Pazzia. Una parola che usiamo senza darle molto peso, indicandoci il nostro amico un po' burlone, la nostra sorellina piena di vita anche dopo un giornata che per noi è stata estenuante, l'uomo che, con mente lucida e secondo un piano premeditato, uccide la moglie che lo tradiva. Ma la insanità mentale è qualcosa che può essere più sottile, impossibile da notare all'occhio superficiale di una persona comune. Insomma, la definizione di pazzia non so darla, e questo me lo ha chiarito ancor meglio questo romanzo. Sì, sembra stupido che un libro ti insegni a non sapere spiegare quello che ti vuol comunicare ma vi assicuro che i meccanismi che lo scrittore vuole innescare nel lettore sono stupefacenti.
La figura dello psichiatra mi affascina non poco. Occuparsi di persone il cui cervello funziona al contrario, capirne il problema alla base, scandagliando a fondo il contesto in cui vive il paziente ed arrivare addirittura a convincere una persona malata che andrà tutto bene, che il suicidio non è una buona idea facendo così ritornare alla normalità quelle pupille troppo dilatate e circondate da piccole vene rosse. E così il titolo mi ha convinto ad addentrarmi nei meandri di una storia che altrimenti non avrei scelto dato che il thriller non rientra nei miei generi preferiti. Vi parlo dunque da non appassionata di questa tipologia di romanzi; per questo se sono presenti dei cliché o eventi prevedibili e non me ne sono resa conto sono perdonata. La psichiatra mi ha stupito per la sua capacità di trasmettere inquietudine perché le situazioni sono tanto improbabili quanto terrorizzanti perché alla fin fine sono realistiche, seppur non appaiano così fin quando non entri nell'ottica della trama. L'Uomo Nero sembra spuntare dalla porta della tua camera. Senza volto a causa della mancata descrizione, con passo felpato dato che le sue azioni non si notano mai. Una paura sottile e continua; non suscita nessuno strillo soffocato provocato da un singolo istante. D'altronde è stato definito thriller psicologico per un motivo. 
Qualche riga è da spendere anche sui personaggi, curati nell'aspetto psicologico anche se forse avrebbe potuto essere più approfondito. La protagonista è Ellen Roth, questa donna dedita alla propria professione tanto che il lavoro si infiltra con prepotenza nella sua vita quotidiana. Tenace e riflessiva, non per questo descritta come un'eroina. Anzi, le sue problematiche verranno fuori pagina dopo pagina così da rivelare una persona fragile ed emotiva. Un altro personaggio con una sua importanza nella storia è certamente Mark, che ho amato non soltanto per il suo ruolo fondamentale per il sostegno che dà alla sua amica e collega. E' la figura descritta in maniera più realistica tra quelle presenti; un uomo che soffre per amore ma non per questo non vuol bene alla persona che è la causa delle sue sofferenze. Razionale ma che riesce a conciliare mente e cuore dimostrando un pragmatismo che ben si mischia con una forte empatia verso chi ha bisogno. Mi sarebbe piaciuto leggere la storia dal suo punto di vista o almeno vederlo ancor più analizzato nel dettaglio. 

Sfortunatamente non ho trovato molte frasi toccanti in questa storia ma credo che sia dovuto al genere di appartenenza, sicuramente non studiato per insegnare qualcosa sulla vita quotidiana. Nonostante questo lo stile è scorrevole così da essere accessibile a tutti ed è anche molto chiara la successione degli eventi tanto che io, inesperta nel campo dei gialli, sono riuscita a seguire il filone narrativo senza alcun problema. 
In quel momento Mark avvertì un senso di pace profonda. Improvvisamente comprese che non aveva nessuna importanza se qualcosa era irrimediabilmente giunto alla fine. Ciò che gli avrebbe portato il nuovo giorno non aveva importanza, perché gli era rimasto qualcosa. Qualcosa che nessuno poteva sottrargli. Un piccolo ricordo che da quel giorno avrebbe custodito come un tesoro.
A volte si riesce a ingannare se stessi tanto a lungo da credere perfino alle proprie invenzioni. 
Prima o poi ciascuno di noi raggiunge il momento in cui la prima volta deve applicare su se stesso ciò che ha imparato.
Voto:

7 commenti:

  1. Bellissimo libro! E il finale poi sconvolgente O.o

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  2. L'avevo già visto e mi era sembrato davvero un argomento interessante :)

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  3. A giudicare dalla tua recensione, sembra quasi un horror! :O
    Il tema è di quelli intriganti, senz'altro: voglio dire, chi non si è mai trovato a dubitare della propria sanità mentale, almeno una volta o l'altra nella vita? A dubitarne seriamente, solo per poi tirare un sospiro di sollievo, nel rendersi conto di essere "fuori pericolo", e cominciare a interrogarsi piuttosto sul reale significato di questa parola, "follia"?!
    Mi sa che lo prenderò in considerazione! ;D

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  4. Anch'io ho letto questo libro, qualche tempo fa...sono rimasta con il fiato sospeso fino all'ultima riga!

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  5. L'ho letto tempo fa e mi ha inquietata tantissimo ma allo stesso tempo non riuscivo a staccarmene, l'ho divorato in pochi giorni e con questo libro ha avuto inizio la mia passione per il genere thriller psicologico, anche se finora nessun altro libro che ho letto, per i miei gusti, ha superato questo ;)

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  6. letto e mi piacque molto!!!

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  7. Una lettura sicuramente accattivante con un finale non scontato. Tuttavia forse perchè non è il mio genere non l'ho trovato proprio bellissimo

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