domenica 23 ottobre 2016

Recensione: Per dieci minuti


Titolo: Per dieci minuti
Autore: Chiara Gamberale
Pagine: 187
Prezzo di copertina: 16.00  euro
Editore: Feltrinelli
Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l'hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.
Le storie semplici sono capaci di far riflettere. Non ascoltate chi vi dice che è impossibile sognare con un libro che parla della quotidianità perché soltanto chi non sa cogliere l'importanza delle parole è capace di farlo solo con un romanzo che tratta cose che esistono unicamente nella nostra fantasia. Chiara Gamberale ci dimostra che è nella normalità che vanno ricercate le cose speciali, che non importa quanto poco tempo abbiamo a nostra disposizione nella nostra frenetica routine perché tutti -e sottolineo tutti- possiamo permetterci 10 minuti per fare qualcosa di nuovo, capace di segnarti la giornata e addirittura la vita, se l'iniziativa è portata avanti con lo spirito giusto.
Penso che non ci rendiamo mai veramente conto di quanto il tempo sia importante, siamo troppo impegnati a ritenerlo un nostro nemico, impossibile da battere nella corsa. 
A volte bisognerebbe soltanto fermarsi per qualche minuto e riflettere che l'inseguire il tempo, il battersi contro i mille impegni di una giornata, non è quel che rende unica la nostra vita. 
Cosa ci rimane alla fine delle nostre insulse e già viste 24 ore? Forse nemmeno ci soffermiamo su che ci è accaduto, troppo presi dal pensiero di un domani troppo occupato, pieno di impegni, pronti ad un altra corsa contro l'acerrimo nemico Tempo...

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Chiara è una donna che ha appena concluso una lunga ed intensa storia d'amore, di quelle che pensi non finiscano mai perché l'altro fa parte di te. Con la fine della relazione cade in una fase quasi di depressione, da cui sembra impossibile uscire, perché quando la nostra vita subisce una frenata prima comincia la fase del dolore, poi comincia quella dello smarrimento. Ci si chiede chi si è davvero, quando tutte quelle cose che ci caratterizzavano vengono meno: cosa si è senza ciò che ci rende noi?
Che fare per uscire dal buio assoluto della sconfitta contro se stessi? Che fare per costruirsi di nuovo? Per diventare ancora quel noi che eravamo quando ogni cosa era al suo posto?
Chiara Gamberale trova una soluzione che lei stessa dice di aver sperimentato. E' un gioco ma, come l'autrice sottolinea, i giochi sono cose da duri. Persino lei ha convinto la cassiera di una libreria a lasciarle prendere il suo posto per poter vedere le facce di quei lettori, espressioni che fanno tornare la speranza nella gente. Anche lei è una di quelle donne che non ama sfoggiare colori vivaci sulle dita delle mani ma ha deciso di entrare spavalda in un salone di bellezza, facendosi pitturare le unghie di un bel rosa acceso
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E' il gioco dei dieci minuti. Ogni giorno per un intero mese Chiara sprona se stessa a fare qualcosa di nuovo, che non deve essere necessariamente qualcosa di estremo come lanciarsi nel vuoto con un paracadute; può essere anche un piccolo gesto che farà ricordare quella determinata giornata a vita. Mi ricorda tanto il gioco della felicità di Pollyanna, quella bambina sempre col sorriso, capace di ritenere delle stampelle un dono benaccetto poiché è contenta di non doverle usare.
Le regole sono semplici: bisogna fare qualcosa ogni giorno. Questo qualcosa deve essere realmente una novità, Tutto va bene, soprattutto ciò che solitamente non ritieni adatto a te. Lo spirito per affrontare ogni sfida deve essere assolutamente positivo
Dieci minuti al giorni possono insegnare a dire di sì a quelle cose a cui istintivamente diresti di no, servono a comprendere che un noncurante Perché no?  suscita un'interessante attenzione verso tutto ciò che non viene naturale fare.

Mi piacerebbe sperimentare su me stessa questa filosofia di vita, non che stia attraversando un momento di particolare infelicità ma sono fermamente convinta che un pensiero positivo al giorno possa rendere migliore non solo la singola giornata ma sia capace di dare un significato alla nostra semplice vita modesta
Vi lascio di seguito alcune delle bellissime frasi contenute in questo romanzo, scritte con una delicatezza da maestro. 
Faccio un giro in camera mia, con la scusa di prendere un libro che mi serve: ecco il letto da dove chiamavo mamma e papà, la notte, solo per essere sicura che anche se dormivano mi avrebbero risposto e mi avrebbero dimostrato che ero più importante del loro sonno, più importante di tutto, io.

Penso a come un distacco non segni per forza la fine di un'esperienza.
Anzi:può darle il permesso di durare per sempre.
E penso a quello che ho vissuto,a quello che vivrò,a quello che sto vivendo adesso.
Perchè nelle infinite semplificazioni con cui crediamo di metterci in salvo e dentro cui invece ci perdiamo,c'è una cosa,una soltanto,che non può venirci dietro,che non possiamo ingannare.
Questa cosa è il tempo.
Che è qualcosa di pochissimo,se siamo felici.
E'qualcosa di tantissimo,se siamo disperati.
Comunque sta lì.
Con una lunga,estenuante,miracolosa serie di 10 minuti a disposizione.
Abbiamo l'occasione di farci quello che ci pare,con la maggior parte di quei 10 minuti.
Ma ci sono momento in cui non riusciamo proprio a coglierla,l'occasione.
Ci sono momenti in cui,anzi,ci pare una disdetta.
Quei momenti sono bugie.  
Conoscere qualcuno è qualcosa di talmente fatale che quando succede è per sempre.

Voto:

4 commenti:

  1. Ciao Francy, non ho mai letto nulla della Gamberale, grazie per avermi fatto inquadrare meglio il libro ^^

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  2. ciao
    ho in casa questo libro devo leggerlo.

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  3. Complimenti per la recensione :)
    Ho letto questo libro da poco e ammetto di averlo letto solo perché mi serviva per una challenge. Ho sempre snobbato questa scrittrice, anche se non c'era un vero motivo,ma mi ha molto colpita e mi ha anche fatto riflettere parecchio su quanto sia facile chiuderci in noi stessi e perderci tutto quello che di bello ci accade attorno.
    Complimenti per la recensione :)

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  4. Mi sono innamorata di Per 10 minuti, il programma TV andato in onda su Laeffe, con Chiara. E ho provato per 1 mese su di me a farlo, portando le foto in un album su Facebook, mi è piaciuta moltissimo come esperienza. Mi sono comprata il libro ed è come se fossi inciampata per terra sbattendo forte la faccia. Libro è stato per me deludente, sembra una storiella campata a caso per finire un libro da vendere. Non credo leggerò altro di lei, tra l'esperienza del programma e il libro. Mi aspettavo qualcosa di molto meglio

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