domenica 18 dicembre 2016

Le Miss Movie: Si alza il vento

*Non solo le parole racchiudono storie. Anche le immagini lo fanno. I film sono un mondo di parole ed immagini che ti permettono di sprofondare per qualche ora dentro uno schermo: diventi parte della storia. 'Le Miss Movie' nasce per condividere con voi le emozioni che quelle scene ci lasciano nel cuore...Ogni mese io e Veronica -del blog She was in wonderland- vi faremo scoprire un nuovo mondo...*
Buongiorno Lettori, abbiamo già passato la metà dicembre. Il tempo sembra volare e non lasciarmi spazio da dedicare al blog, sempre più impegnata come sono con impegni scolastici. Cerco di fare del mio meglio, ed impegni a scadenza come quello di oggi mi mettono una certa pressione addosso ma mi spronano anche a non deprimermi e fare il meglio per raggiungere i miei obiettivi, per quanto riguarda scadenze 'virtuali' e non. Ringrazio Veronica per essere tornata a gestire questa bella rubrica assieme a me, un bel modo per ritagliarsi un po' di tempo e scoprire nuovi film che altrimenti non avrei mai guardato!
Titolo: Si alza il vento
Anno: 2013
Durata: 126 min
Genere: animazione
Regia: Hayao Miyazaki
Trama: Jiro Horikoshi è un giovane ambizioso il cui sogno è quello di diventare un giorno progettista di aerei come il suo idolo, il conte Caproni. Negli anni '20, trova lavoro presso la Mitsubishi e studiando la tecnologia tedesca tenta di mettere a punto un nuovo e innovativo prototipo di aereo... Uscito nelle sale giapponesi il 20 luglio 2013 e presentato in concorso alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, fu il più grande successo del 2013 al botteghino giapponese e venne acclamato dalla critica cinematografica mondiale. Inoltre venne candidato a numerosi e prestigiosi riconoscimenti, come l'Oscar al miglior film d'animazione, il Golden Globe per il miglior film straniero e il premio della Japanese Academy nella categoria animazione dell'anno.
Miyazaki difficilmente delude. Al massimo lascia perplessi perché i significati dei suoi film sono molteplici, a volte troppi per essere compresi del tutto, alcuni eccessivamente sottili per far sì che tutti ne colgano il senso. Ed ecco che io forse non ho capito il film nel dettaglio ma nella sua complessità mi ha lasciato tanto.

La magia dei film del registra giapponese sta nel saper catturare l’attenzione dei bambini con storie che sembrano provenire da un altro pianeta, lasciandoli incantati anche se non sono in grado di intendere appieno cosa tutte quelle immagini vogliono dirci. Ci vuole un po’ di intuito, tanta attenzione che a volte mancano pure allo spettatore adulto. Appunto, il rischio di un opera cinematografica di questo tipo, il target spazia dai giovanissimi a coloro che sono giù piuttosto maturi, è il non essere decifrata del tutto. Ma rischiare, se fatto con cognizione di causa, ripaga; come vediamo in Si alza il vento.
Sullo sfondo un'animazione che sprigiona splendore ci troviamo di fronte a continue descrizioni quasi tecniche concernenti la struttura degli aeroplani e, a tratti, la loro storia. Non tutti hanno apprezzato la precisione di questi spezzoni di film ma io li ho amati, con tutti i riferimenti all'aerodinamica, alla progettazione etc. ovviamente sempre indirizzati ad un pubblico che potrebbe non avere in mente concetti avanzati su ciò che riguarda il mondo degli aerei.

Se però la storia fosse stata monotematica non l’avrei apprezzata sicuramente. Invece Miyazaki si sofferma su grandi temi quali il pacifismo, la forza distruttiva della natura che si contrappone alla sua innata bellezza, l’amore verso il prossimo con tante sottili sfumature di morale disseminate dall’inizio alla fine. 
Tutto ruota attorno alla figura di Jiro, fin da piccolo innamorato degli aeroplani e profondamente segnato dai progetti dell’italiano Caproni. Nato in un periodo difficile deve fare i conti con l’era moderna caratterizzata dal grande terremoto del Kanto del 1923, dalla depressione in cui sta precipitando il paese e soprattutto dall’incombente Seconda Guerra Mondiale
Nonostante l’assenza di sentimentalismo fino alla fine, in cui vediamo come si conclude la storia d’amore con Nahoko, ragazza allegra che cerca di essere forte nonostante la sua malattia, lo spettatore non può che sentirsi coinvolto nel tormento che sembra osservare dall’alto la vita di Jiro fin dall’inizio.
Tutto ruota intorno ad un crudele paradosso, uno scherzo del destino di cui lo stesso protagonista non è quasi consapevole: la sua passione per gli aeroplani si concretizzerà andando contro la sua indole pacifista in quanto sarà applicata durante i conflitti. Questo concetto è un po’ alla base della vita di tutti noi, fatta da eventi con conseguenze imprevedibili e diametralmente opposte a quelle che avremmo desiderato…
Voto: ♥♥

I sogni sono vantaggiosi, si può andare dovunque.

Jirō Horikoshi è un ragazzino che vive nel Giappone del primo dopoguerra. Ha la grande passione per il volo e gli aeroplani e il suo più grande sogno è quello di diventarne un pilota, ma la miopia non glielo permette. Una notte, in sogno, il Conte Giovanni Battista Caproni, ingegnere e pioniere aeronautico italiano, instilla in lui nuova speranza consigliandogli di seguire la sua grande passione diventando un ingegnere così da creare macchine volanti uniche e innovative. Da questo momento, il giovane Jirō si impegnerà con tutte le sue forze per raggiungere il suo obiettivo e realizzare il suo sogno.
A differenza delle altre opere cinematografiche di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli che affascinano spettatori di qualunque età, Si alza il vento rappresenta un po’ quella famosa eccezione alla regola che mi spinge ad indirizzare più gli adulti che i bambini verso questo film d’animazione; questo semplicemente perché si esce fuori dal campo dei mondi fantastici e delle creaturine folcloristiche per favorire il racconto biografico - a tratti autobiografico -, legato quindi ad un preciso periodo storico e che vede la presenza di determinati tecnicismi legati al mondo dell’ingegneria e dell’aeronautica. Nonostante questo, non mancano piccoli siparietti onirici che rifanno l'eco alle pellicole di stampo fantastico e quei dettagli inconfondibili presenti in tutti i film dello Studio Ghibli e ad esso facilmente riconducibili, primo fra tutti il tema del volo. Insomma, in un modo o nell’altro, Hayao Miyazaki riesce sempre a far volare i suoi personaggi.
Come tutte le opere di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli, però, anche Si alza il vento può essere visto, letto e interpretato su vari livelli: innanzitutto come piccolo documento storico, con il grande terremoto del Kanto del 1923 e più in generale la situazione dei paesi orientali tra le due guerre; come una testimonianza degli usi, dei costumi e delle usanze di un altro paese, e il momento di contatto tra la mentalità occidentale e quella orientale; e ovviamente come la storia dei sogni e delle ambizioni di un giovane uomo, la sua crescita personale, il coraggio di mettersi in gioco, l’amore, e il grande paradosso che caratterizza la sua vita: nonostante l'indole pacifista, i suoi aerei verranno utilizzati nel secondo conflitto mondiale.
I dettagli tecnici sulla costruzione degli aerei magari risulteranno difficili da seguire da chi è all'oscuro da nozioni di ingegneria ma denotano la grande minuziosità con cui è stato realizzato questo film d’animazione. A bilanciare questa parte, c’è ha la storia d’amore tra Jirō e Nahoko - dolce, delicata ed elegante (La scena con l'aeroplanino di carta!).
Dolci, delicati ed eleganti sono anche più in generale la storia e i personaggi. Questi ultimi sono caratterizzati dai tipici movimenti fluidi e dinamici di tutti i personaggi dello Studio Ghibli; a volte esagerati nelle espressioni, ma mai fuori luoghi. Sono personaggi che si fanno conoscere principalmente attraverso la loro fisicità e i loro gesti, non attraverso le loro parole (i dialoghi sono davvero pochi).
Favorendo il viaggio introspettivo piuttosto che quello avventuroso, Si alza il vento è un altro grande esempio della bravura di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli di affascinare, catturare e toccare chiunque veda una loro opera, riuscendo a rimanere sempre loro stessi trattando anche materiali distanti tra loro.
Voto: ♥♥
Francy

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