mercoledì 27 gennaio 2016

Play a Book: Giornata della Memoria

*E se libri e canzoni si fondessero? Diventassero un tutt'uno? La magia delle pagine si mescolerebbe con la melodia delle note. Le nostre orecchie sarebbero impegnate ad ascoltare i dolci suoni mentre i nostri occhi continuerebbero imperterriti la lettura della storia. Io e Francesco saremo con voi ogni 27 del mese per collegare con un sottile filo una canzone e un romanzo. E un romanzo con una musica*
Buon mercoledì, Lettori! Questa per noi è una giornata come tante altre, che sembra non avere niente di particolarmente speciale. Ma in realtà il 27 gennaio è una data da ricordare perché fatta per essere ricordata; io e Francesco abbiamo deciso di 'dedicare' questa puntata di Play a Book alla Giornata della Memoria che cade proprio oggi in modo da unire un impegno mensile ad uno a livello mondiale. Certo, non sarà uno di quei post toccanti che amo tanto leggere ma ognuno ha il suo modo per dimostrare quanto sia stata colpito da avvenimenti tanto crudeli e irrazionali come può essere la persecuzione degli ebrei. Beh, che dire. Mi auguro che questo post vi piaccia e che anche voi abbiate trovato il vostro modo per rendere omaggio a questa data, anche soltanto con un pensiero, una frase, una pagina di un libro o un film a tema...
Storia di una ladra di libri di Markus Zusak
È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.
Cantando se ne va
e resti solo tu,
io rischierò la vita
e l'amerò di più.
Cantando se ne va,
rimani solo tu,
la vita rischierò
per viverla di più.

Le canzoni di solito parlano sempre di amore e trovarne una che sia completamente staccata da questo tema è praticamente impossibile perché quando scrivi devi essere per forza ''innamorato'' di quello che fai e il sentimento, volente o nolente, penetra nel testo. Ho scelto Paura non ho di Tiziano Ferro, uno tra i miei cantautori preferiti. Una canzone dal ritmo malinconico ma le cui parole non mancano di ricordare che alla fin fine vale la pena farsi forza ed andare avanti anche quando vorresti farla finita con tutto. Anche con la vita stessa. Storia di una ladra di libri mi aveva fatto provare un vortice indefinito di emozioni: c'era questa ragazzina che si rendeva conto di tutte quelle drammatiche situazioni che accadevano intorno a lei ma nonostante tutto ha sconfitto la paura con la forza delle parole e del coraggio che la caratterizzava. Francy



It's my own desire
It's my own remorse
Help me to decide
Help me make the most of freedom
And of pleasure
Nothing ever lasts forever
Everybody wants to rule the world
Ascoltando “Everybody wants to rule the world”, mi sembra di ritrovare la stessa voce narrante del libro, la Morte, che con uno sguardo distaccato assiste alle vicende degli uomini e ai conflitti che questi creano. La canzone parla del desiderio di potere da parte di tutti. C’è una frenesia nel voler “scavalcare” gli altri: ognuno pensa a se stesso e i Nazisti cercano a tutti i costi di portare avanti i loro folli obiettivi. Nonostante ciò, Liesel si accorge che in ogni momento il mondo può essere crudele e bellissimo e che siamo noi a scegliere quando renderlo tale. La ragazza riesce nel suo piccolo a migliorarlo: trova un suo angolo in cui sfuggire dall’orrore che la circonda, i libri. Tutto è opprimente, sembra procedere in un’unica direzione, ma Liesel ha una straordinaria forza che la spinge a cercare volontà e libertà.
 Francesco




lunedì 25 gennaio 2016

Weekly Life #85

*E' una rubrica ideata da Rowan del blog Ombre Angeliche e da Reina del blog Il Portale Segreto. Consiste nello elencare le tre cose migliori successe durante la settimana e le tre peggiori. La posterò ogni lunedì.*
Le tre cose migliori:
1.  Aver raggiunto i 700 membri senza nemmeno rendermene conto! Eh sì, il tempo passa e sono arrivata qui dopo due anni pieni di momenti dedicati a questo angolino, che mi hanno insegnato anche ad avere un impegno 'di troppo' da gestire ♥ Grazie a tutti voi per essere ancora qui a farmi compagnia dopo tanto tempo! E grazie ai nuovi arrivati :)
2. Aver visto film che mi hanno colpito davvero, come What if con Daniel Racdiffle e Water for elephants; non sono certamente colti o non so cosa ma quando una storia ti rimane in testa non c'è nulla da fare
3. Avere tanta voglia di cercare di conciliare al meglio tutti gli impegni che la vita ti obbliga ad affrontare; ci riuscirò?

Le tre cose peggiori:
1.  La lettura de Il diario di Anna Frank va a rilento;  è un libro che sto cercando di assaporare a poco a poco per non rimanere troppo ferita da una storia vera che ha tanto da insegnare. In più la lettura per adesso non è proprio scorrevole ed io sono andata a complicarmi la vita leggendolo in inglese...
2. Dover organizzare ben due post in collaborazione per i prossimi giorni e non sapere dove sbattere la testa per trovare il tempo; stare sveglia di notte non è l'idea migliore... il giorno dopo devo svegliarmi alle sei!
3. A volte la mia classe mi sembra una giunga. Inutile precisare che mi trovo in un liceo e che la serietà dovrebbe essere di un livello decente ma a quanto pare gli immaturi non mancano: dovunque tu guardi ti troverai davanti sempre quel genere di persona che pensa solo a se stessa e viene a scuola per scaldare la sedia. Per fortuna non sono mai così tanti... 

domenica 24 gennaio 2016

Grazie, 700 Lettori ♥

Trascurare il blog per qualche giorno e trovarsi una sorpresa come questa mi fa sentire quasi in colpa, perché sarebbe stato bello immortalare il momento esatto in cui la prima cifra si è trasformata da sei a sette ma soprattutto per ringraziarvi subito; infatti ricordiamoci che non siamo numeri, né qui ne nella vita di tutti i giorni, dove ormai la matematica ci identifica dalla carta d'identità, all'elenco di scuola fino al maledetto codice fiscale che non ricorderò mai a memoria. Ma noi -voi- non siete numeri, siete persone che amano i libri proprio quanto me e hanno deciso di leggere quello che ho da dire su un mondo fatto di lettere ed emozioni. Ormai è il settimo post con la stessa impostazione. Un grazie nel titolo, una bell'immagine in bella vista, tutto ciò che mi passa per la testa condensato in semplici frasi e lo screen del numero di voi. Mi sento ripetitiva ma la felicità in momenti come questi è indescrivibile; non è tanto il 700 -che non nego faccia il suo forte effetto- ma l'essere qui dopo poco più di due anni a scrivere ancora e a vedervi qui con me. Ancora. 
A distanza di 701 membri, 315136 visualizzazioni, 678 post, 6152 commenti sono ancora su Never Say Book a scrivere come all'inizio, con quella passione e voglia che ogni tanto viene meno a causa di una vita quotidiana che si fa sempre più frenetica anno dopo anno (le controindicazioni di crescere...) ma che alla fin fine ricompaiono. Per fortuna. Perché ne ho visti di blog amati che chiudevano ed è un po' come perdere una piccola sicurezza in questo vastissimo mondo virtuale; affronto eventi del genere con un briciolo di tristezza ma li vedo anche come una motivazione di più a farcela, a continuare questa mia avventura che ha portato molte più soddisfazioni che delusioni. Certo, la fatica e il tempo dedicato al mio angolino non mancano però è bene tenere in mente che ogni commento mi scalda il cuore come una tazza di tè accompagnata da un buon libro e che tutti quelli che ho conosciuto in questi mesi qualcosa mi hanno pur insegnato. Vorrei avere la certezza di rimanere qui per sempre ma purtroppo non ce l'ho; ho il timore che prima o poi arrivi qualcosa che spazzi via tutto ciò che ho costruito post dopo post ma la negatività non dovrebbe nemmeno esserci in un articolo come questo quindi sciò. Invece vorrei fermarmi un attimo per dirvi un GRAZIE sincero. Un ringraziamento a chi alla fin fine si è un po' affezionato al mio Angolino e a me e a chi ancora ci sta provando perché mi tiene compagnia da poco. Un grazie anche a chi mi legge in silenzio, a chi è passato di qui soltanto una volta o due. Un abbraccio virtuale a coloro che mi seguono spesso o che io stessa amo seguire più che posso, come Rowan -che è stata un po' la mia musa ispiratrice all'apertura di Never Say Book, Sara e Nic -che ormai non sono più nell'universo blogger ma ne sono stati una parte importante, ad Angelica e Frannie che mi hanno dato tanti suggerimenti libreschi, a Mr Ink -che mi fa desiderare un giorno di poter scrivere come lui-, a Francesco -con cui ho condiviso progetti, idee e letture, a Veronica -che da poco collabora con me-, a Ika -con cui non condivido solo l'amore per i libri- a RobbyRoby, Angela, Babuska, Loreena, Avid Reader e tutti gli altri commentatori assidui. E so che mi sto dimenticando di troppi per essere giustificata ma sappiate che avete contribuito tutti a rendere questo Angolino quello che è ora
Grazie ♥

lunedì 18 gennaio 2016

Prossime uscite: il mese della memoria

Buon Lunedì, Lettori! ♥ Pronti a ricominciare al meglio la settimana? Fra esattamente nove giorni ricorrerà la Giornata della Memoria e come sempre a gennaio i libri che trattano di Seconda Guerra Mondiale non mancano; è una sensazione dolce-amara poiché ricordare è sempre difficile anche se non ti colpisce in prima persona. In questo post però troverete uscite di questo mese non solo dedicate all'Olocausto; probabilmente non riuscirò a leggere nessuno romanzo a tema oltre al Diario di Anne Frank che si trova tuttora sul mio comodino. Arrivo un po' tardi nella lettura, forse perché è stato sempre uno di quei libri che non sai mai se sono adatti al momento che stai attraversando, nonostante alla fin fine si deve essere disposti a leggere della guerra, almeno tramite gli occhi di una ragazza che ha affrontato la vita fino alla fine con tanta vitalità.

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La pianista di Auschwitz
Una storia d'amore proibita che sembra voler affrontare il tema dell'Olocausto in maniera poco brutale ma comunque ricordando ciò che avvenne nei campi di concentramento narrando di un tema delicato come quello dell'amore.  14 gennaio
Trama:
Hanna ha quindici anni ed è una pianista di talento. È cresciuta in una famiglia ebrea della media borghesia ungherese, ma quando la città in cui vive viene rastrellata, dovrà conoscere insieme ai suoi cari gli orrori del campo di concentramento. Sua madre impazzirà dopo essere stata separata dal marito, e Hanna rimarrà sola con la sorella Erika ad affrontare un luogo agghiacciante e brutale come Auschwitz. Un giorno, però, le viene offerta la possibilità di suonare il pianoforte per il comandante del lager, una scelta sofferta per la povera ragazza. Una volta entrata nella villa del nazista, conoscerà suo figlio, Karl, ragazzo affascinante che sembra rinnegare la vita dello spietato padre. Di primo acchito, Hanna non potrà fare a meno di odiarlo con tutta se stessa. Eppure, man mano che passano i mesi, un altro sentimento per il giovane Karl si farà strada nel suo cuore

Non restare indietro
L'Olocausto raccontato con quelli che potrebbero essere i miei occhi o i tuoi, Lettore. Parla di quelle vite che ormai non ci sono più e di quella di un ragazzo che deve imparare a vivere da una Storia che è stata troppo crudele per ripetersi.  14 gennaio
Trama:
Quel lunedì di gennaio in cui Francesco, protetto solo dal cappuccio della sua felpa, sale le scale a falcate di tre gradini e si infila appena in tempo nella III C della Scuola Nuova, non è un giorno come un altro. I suoi, senza neanche dirglielo, l’hanno iscritto a un viaggio. E non a uno qualunque, ma a un viaggio “per non dimenticare” in Polonia, ad Auschwitz. Ce la farà, ad affrontarlo? Cosa penseranno di lui i compagni di calcio e quelli della Vecchia Scuola? Cosa dirà Kappa, il suo migliore amico che si fa chiamare così – K. – perché è il tag con cui sta tappezzando i muri del quartiere? Tra grida di rabbia e momenti di spaesamento, tra partite di calcio e sere passate sulle panchine, tra domande sul senso della storia e altre sul senso della vita, Francesco dovrà entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle degli altri, e fare i conti con il suo dolore. Guardando nel buio più profondo del passato, questi ragazzi cercheranno un modo per immaginarsi grandi, insieme proveranno a capire e affrontare la Storia. Quella con la maiuscola, e quella che viviamo tutti i giorni: perché bisogna stare attenti – se si vuole pensare al futuro – a non restare indietro.

Non restare indietro
Qui si parla dei drammi dei giorni nostri invece; di quelle famiglie sfasciate dalla noncuranza, di quegli uomini che pensano soltanto al lavoro e di quei figli che non sanno come comportarsi in una vita che appare loro troppo tosta da tollerare. 14 gennaio
Trama:
Alle soglie dei sessant’anni, Anders Hill, consulente finanziario di successo, proprietario di una bella casa in un quartiere residenziale di lusso, sposato e padre, decide di cambiare vita.
Va in pensione anticipata, divorzia, e si trova improvvisamente ad avere molto tempo e pochi denari a disposizione. Ma senza l’identità sicura che si è costruito a fatica, senza la presenza rassicurante di una moglie di lunga data, Anders riapre una ferita mai rimarginata, quella del rapporto irrisolto con il padre. E la sua scelta avrà conseguenze irreversibili per la generazione dei figli, non solo suoi.
È proprio Charlie, il figlio adolescente di amici di famiglia, a offrire a un Anders spaesato, durante un party di Natale, una dose di PCP. Il ragazzo è affascinato da quell’uomo maturo così diverso dai suoi genitori, ma durante la festa si accascia per un’overdose. Anders, pieno di rimorso, va a trovarlo in ospedale, e cerca di aiutarlo. Intanto cerca anche di rivivere gli anni del college, della ribellione a un padre opprimente, dell’amore per Helene, e del troppo tempo passato a far carriera dopo il matrimonio per essere all’altezza della ricca famiglia WASP della moglie.
Sotto il microscopio attivato dalla scrittura brillante di Thompson, la vita nei quartieri residenziali di lusso viene vivisezionata senza pietà, come nei romanzi di Cheever e Updike, e in alcuni film di grande successo, da Tempesta di ghiaccio a American Beauty: ipocrisie, tradimenti coniugali e non, rivalità sociali, indifferenza verso i problemi dei figli. Lo stesso accade all’ambiente delle banche e delle finanziarie protagoniste del boom dei decenni passati, quelle che hanno portato alla crisi che stiamo vivendo: a un certo punto Anders rifiuta un incarico ai limiti della disonestà che potrebbe permettergli di vivere in grande stile a Manhattan, e «si accontenta» di un lavoro da pendolare di lusso, ma la scelta non basterà a calmare il suo disagio.

La bambina numero otto
Il passato è sempre un brutto mostro da affrontare, soprattutto se eri una bambina dell'orfanotrofio. Promette una storia toccante e riflessiva per chi cerca qualcosa di romanzato ma dai tratti realistici.  4 gennaio
Trama:
New York, Anni Cinquanta. Per Rachel, infermiera dalla vita regolare e solitaria, il passato è un buco nero dal quale è riuscita a fuggire per miracolo. Quando però incontra Mildred Solomon, anziana paziente senza più speranze di guarigione, d'un tratto qualcosa nel suo subconscio si slaccia, i ricordi rimossi tornano a galla, prendono il sopravvento. Perché Rachel e la Dottoressa Solomon, come la donna vuole essere chiamata, si sono già conosciute tanto tempo fa, quando Rachel non era ancora Rachel, ma solo la bambina numero otto, un'orfana di pochi anni affidata a un istituto nel Lower East Side di Manhattan. Ma chi è veramente la Dottoressa Solomon? La madre surrogata che si prendeva cura degli sfortunati orfani - unico raggio di luce nella tormentata esistenza della piccola Rachel - o una donna fredda e cinica, votata alle proprie ambizioni e pronta a tutto nel nome della scienza? Solo chiamando a raccolta i fantasmi della memoria Rachel potrà trovare le risposte di cui ha bisogno, e diventare finalmente padrona del proprio destino. Kim van Alkemade prende spunto da fatti realmente accaduti per mettere in scena un dramma sui temi dell'abbandono, del tradimento e del riscatto.

domenica 17 gennaio 2016

Recensione: Dralon

Titolo: Dralon
Autore: M.C. Willems
Pagine: 264
Prezzo di copertina: 15.00 euro
EditoreYoucanprint

La famiglia Moffet è una famiglia come tante. Conduce una vita semplice e tranquilla in una graziosa casetta a due piani nei sobborghi di Londra... questo, fino a quando non riceve, per mano di uno strano postino, un misterioso pacco che la catapulterà, senza volerlo, in un mondo sconosciuto e fantastico; un mondo al contrario, popolato da bastoni e ciottoli parlanti, scarpe che danno il benvenuto, custodi di sasso, lampade e calderoni magici, indovini burloni e fiammiferi urlanti in grado di svelare strade segrete. Un magico e avventuroso viaggio che porterà i protagonisti a scontrarsi contro malvagie forze oscure e a percorrere gli impervi sentieri del cambiamento e della crescita interiore.
Egot DubbetsNella mia vita da lettrice ho avuto anch'io il mio periodo fantasy, durante il quale cercavo disperatamente un romanzo che mi potesse far respirare solamente magia consentendomi di immergermi in un'atmosfera impossibile da trovare se non con la fantasia; Peccato che Dralon non mi abbia colto durante quella fase perché il mio sorriso nello scrivere questa recensione sarebbe stato ancor più smagliante di adesso;  vi starete chiedendo a quando risale questo benedetto periodo. La risposta è semplicemente scontata; dopo aver finito la saga di Harry Potter volevo un romanzo che ne fosse all'altezza, che racchiudesse gli insegnamenti più importanti senza rinunciare alla voglia di divertirsi che sicuramente è propria di ogni lettore. Sapete, prima d'ora nessun libro si era avvicinato così tanto a ciò che la Rowling era riuscita a trasmettermi mediante pozioni, malvagi dal cuore buono e quei particolari così assurdi e nel frattempo minuziosamente descritti. Mettiamo le cose in chiaro: Dralon non è Harry Potter ma se un amante della saga volesse un consiglio libresco non potrei che nominare l'opera della Willems. 

venerdì 15 gennaio 2016

Le Miss Movie: Cenerentola

*Non solo le parole racchiudono storie. Anche le immagini lo fanno. I film sono un mondo di parole ed immagini che ti permettono di sprofondare per qualche ora dentro uno schermo: diventi parte della storia. 'Le Miss Movie' nasce per condividere con voi le emozioni che quelle scene ci lasciano nel cuore...Ogni mese io e Veronica -del blog She was in wonderland- vi faremo scoprire un nuovo mondo...*
Buongiorno, Lettori! ♥ Oggi sono qui a riportare in vita una rubrica accantonata da mesi a causa dell'abbandono di Blogger da parte di Sara, la ragazza con cui ho condiviso per tanto tempo quest'avventura. Ormai era arrivato il tempo di 'rimpiazzarla' per quanto questo mi dispiacesse e alla fine eccomi qui, in compagnia di Veronica, una ragazza che gestisce un blog letterario proprio come la sottoscritta ma che a differenza di me ha una scrittura davvero fresca e piena di sana ironia. I miei pensieri sono sempre più riflessivi e dai toni poco coinvolgenti, mi spiace per voi! XD Se ancora non conoscevate la mia nuova collega beh, non vi resta che fare un salto su She was in Wonderland. Intanto che siete qui potreste continuare a leggere il post, che ne dite? Ok, la mia recensione è piuttosto misera se paragonata a quella di Veronica ma che ci posso fare? A volte le parole ti escono a fiumi ed altre è molto più faticoso ahah... Prima di iniziare la ringrazio di cuore per aver deciso di accettare facendomi compagnia ogni mese per questo appuntamento cinematografico!
Titolo: Cenerentola
Anno: 2015
Durata: 105 min
Genere: drammatico, avventura, fantastico, sentimentale
Interpreti: Lily James, Richard Madden, Cate Blanchett, Helena Bonham Carter, Holliday Grainger
Trama: Ella è una bambina che cresce felice tra mamma e papà. Ma la sua serenità è turbata dalla morte prematura della madre, che le ha fatto promettere di essere sempre coraggiosa e gentile. E coraggio e gentilezza le serviranno qualche anno più tardi con la donna che il padre sposerà in seconde nozze. Dispotica e ambiziosa, Lady Tremaine ha un ex principe da dimenticare e due figlie frivole da accasare. Sola e vessata, dopo la perdita del padre, Ella è costretta a (ri)governare la casa e ad abitare la sua ala polverosa. Appellata Cinderella dalle due sorellastre, Ella fugge a cavallo nel bosco dove incontra Kit, un ragazzo cortese che lavora a palazzo e al servizio del re. Emozionata da quell'incontro, decide di partecipare al ballo bandito dal banditore reale e aperto a sorpresa ai sudditi. Il suo desiderio non ha però fatto i conti con la matrigna e le sorellastre, che la umiliano strappandole il vestito. Ma lassù qualcuno la ama. Avvicinata dalla fata madrina, i suoi sogni diventano realtà. Dentro una zucca trasformata in carrozza, raggiungerà il castello e scoprirà che Kit è addirittura un principe. Il suo principe.
Trovare le parole giuste per parlarvi di un libro è difficile ma lo è ancor di più farlo di un film; e quando poi la storia la conoscono già tutti cadere nella banalità non è più tanto difficile quanto sembra. Vorrei potervi dire che Cenerentola è la storia di una ragazza che vive con due sorelle che le vogliono bene e che della famosa fata madrina non c'è proprio traccia ma non è così quindi purtroppo non mi soffermo sulla trama, semplicemente perché sarebbe semplicemente inutile
Quello che rende speciale il film non è la storia, né tanto meno il messaggio -entrambi fedeli all'originale- ma il modo in cui vengono affrontati: sappiamo tutti che sono i dettagli quelli che possono permetterci veramente di sognare ed entrare a far parte di quella fiaba di cui ci siamo innamorate da bambine. Sono certa che la storia della povera Cenerella è rimasta nel cuore a molte di voi, che ancora in fondo in fondo sperano di trovare quel principe azzurro che vi accetti proprio come siete e che vi faccia capire che la vera perfezione è quella del cuore, non quella dettata da staro sociale o da un viso truccato ad OK. Il messaggio più forte che arriva allo spettatore è insistentemente ripetuto lungo le scene: ''Have courage and be kind". Coraggio e gentilezza. Qualità che si danno per scontate, come se ogni persona dovesse necessariamente possederle ma in realtà sono in pochi coloro che sono capaci di domare le proprie paure e gli scatti d'ira. Vorrei dire di avere queste bellissime qualità anche io ma non credo proprio che sia così; mi piacerebbe avere la forza di guarire da una ferita come quella causata dalla perdita di un proprio caro, mi piacerebbe avere una tale sensibilità da proteggere un'alce anziché rifuggirla, mi piacerebbe sorride anche alla gente che mi sparla alle spalle ed in più farlo senza rancore. Forse la vita ci sorriderebbe di rimando.
Voto: ♥♥♥♥

Dicembre per me è stato essenzialmente il mese della Disney, ma tra tutte le pellicole che ho visto ce n'è stata una che ho, per così dire, “approfondito” in modo particolare: Cenerentola.
Sky mi ha messo gentilmente in programmazione prima il film d'animazione della Disney e poi la trasposizione cinematografica del 2015, di cui vi parlerò.
Quando le fiabe diventano film, mi ritrovo sempre in quella particolare situazione in cui non so se quello che vedrò mi piacerà perché, per me, l'ideale sarebbe non discostarsi troppo dalle versioni originali delle fiabe inserendovi allo stesso tempo elementi originali che fanno parte del linguaggio del regista. Questo per me rappresenta il connubio perfetto e che pretendo mi piacerebbe trovare sempre in questo tipo di lavori. Il film di Kenneth Branagh è fiabesco, magico e sognante. Egli è rimasto particolarmente legato alla versione della fiaba di Walt Disney, inserendovi però piccole precisazioni che l'hanno resa ancor più credibile e attuale.
L'inizio del film viene dedicato in buona parte alla presentazione di Ella e della sua famiglia. Il padre e la madre, nella fiaba e nella Disney, sono due entità praticamente inesistenti; qui invece si ha l'opportunità di vederli, di approfondirne i caratteri e di studiare i legami che intercorrono tra i membri della famiglia. Ella e la madre, la madre e il padre di Ella, Ella e il padre sono uniti da un legame indissolubile e perfetto, ma perfetto non in senso "privo di difetti", piuttosto semplice e naturale, spontaneo, vivo. E sì, dopo la scomparsa della madre (quanto? Venti minuti dall’inizio del film??) stavo già piangendo come una disperata (beh, quasi) davanti quel "devi essere gentile e avere coraggio". Devi essere gentile e avere coraggio infatti sarà il punto fermo della vita di Ella, una vera e propria ancora di salvezza, insieme ai suoi immancabili amici animali. Nella Disney il personaggio di Cenerentola mi è sempre sembrato trattato con una particolare superficialità: lei è buona e gentile e basta, non viene spiegato il perché, dove trova la forza e cosa la spinge a farsi scivolare addosso le innumerevoli angherie della sua matrigna e delle sue sorellastre. La Cenerentola di Branagh, invece, non l’ho trovata per niente trattata con leggerezza: lei non è buona e gentile perché così deve essere (avrà i suoi momenti di ‘mollo tutto e vado via’), lo è perché conosce la bontà e la gentilezza, e le preferisce al modello di vita rappresentato dalle tre donne che convivono con lei, che ne è privo.
Tutto ciò che viene dopo - l'entrata in scena della matrigna e delle sorellastre, l'arrivo della fata madrina, il principe e il ballo - segue abbastanza l'eredità che ci ha lasciato Walt Disney.

sabato 9 gennaio 2016

Leggete ebook?

Buonasera Lettori! Come state trascorrendo questa piovosa serata? Con un bel libro tra le mani o avete altro da fare? Oggi vorrei proporvi un sondaggio, dopo tanto tempo in cui non ne lasciavo uno tra le pagine del mio blog; l'ultimo risale all'inizio dell'estate verso metà giugno! Che vergogna, eh? In ogni caso ho cercato di non lasciarvi proprio senza nessun post per quanto questo sia difficile. Ma comunque...veniamo al sodo! La domanda a cui vi sottopongo oggi è proprio quella che leggete come titolo del post; non c'è nient'altro che vorrei sapere da voi se non la motivazione della vostra scelta se ne avete il piacere. Rispondere però per alcuni lettori forse non è così facile come sembra...
Io sono tra quelli con qualche difficoltà nel farlo; leggere digitale o no? Beh, è una domanda che assilla in molti di continuo e non possiamo negarlo. Ci sono alcuni che non hanno esitato un attimo a mettere da parte il mattoncino che c'era sul loro comodino per rimpiazzarlo con la comodità di uno strumento come l'ebook reader, altri che per risparmiare hanno optato per questo invece che per una biblioteca e chi lo usa soltanto in rare occasioni o non lo fa proprio. Vorrei rientrare nella prima tipologia di lettori ma in realtà le cose non stanno così; rinunciare alla carta è difficilissimo anche se pian piano voglio cercare di leggere un po' di più in digitale. Avevo provato ad alternare ebook e cartaceo ma ho fallito miseramente al terzo titolo... Con la speranza che voi siate messi meglio di me vi lascio un piccolo modulo da compilare e ovviamente la possibilità di sfogarvi nei commenti!

giovedì 7 gennaio 2016

Recensione: The death and life of Charlie St. Cloud

Autore: Ben Sherwood
Pagine: 288
Prezzo di copertina: 15.00 dollari
EditorePicador

Charlie St. Cloud era un ragazzo promettente, destinato a fare buone cose in posti importanti. Ma tutto ciò cambiò la notte in cui sopravvisse all'incidente d'auto che uccise il suo fratellino, Sam. Anni dopo, Charlie sta ancora provando a riprendersi dalla sua perdita. E' stato a casa, nel suo accogliente villaggio di pescatori del New England, ad occuparsi dei prati e dei monumenti dell'antico cimitero dove è sepolto suo fratello. Sapete, Charlie ha ricevuto un dono straordinario: può vedere, parlare e anche giocare a baseball con lo spirito di Sam. Il loro è un perfetto, magico mondo, senza guai fino a che Charlie incontra Tess Carroll, un'affascinante, avventurosa velista che si sta preparando per un giro intorno al mondo in solitaria. All'improvviso si trova a faccia a faccia con una scelta -tra vita e morte, passato e presente, tenere o lasciar andare.  The Death and Life of Charlie St. Cloud  è un romanzo romantico e coinvolgente che parla di seconde possibilità e del potere liberatorio dell'amore.  
Niente finisce fin quando non siamo noi a deciderlo perché anche una persona che non c'è più continua a vivere dentro di noi pure dopo, quando non è più in grado di starci accanto. Il dolore di una perdita sta lì, nel nostro cuore, proprio affianco ai ricordi nostalgici di un passato che non possiamo più recuperare, che vorremmo ci accompagnasse a letto per dirci che andrà tutto bene, di un passato che desideriamo sia ancora presente. Quando due persone condividono qualcosa, che sia una famiglia, un amicizia, solo una casa o una vacanza, si lasciano un pezzettino di sé a vicenda e quando arriva il momento di separarsi per uno stupido litigio e per qualcosa di indomabile come la morte avviene un'irreparabile rottura, da cui si guarisce solo con il tempo. Non sappiamo mai quanto. Nel frattempo sentiamo un gran vuoto dentro di noi che sembra volerci divorare come una bestia affamata della nostra voglia di vivere, infatti man mano se ne nutre e noi ci ritroviamo inerti e sconfitti da noi stessi. The death and life of Charlie St. Cloud meglio conosciuto come Ho sognato di te è un forte richiamo al non arrendersi, a combattere anche quando vorremmo solamente scomparire dalla faccia della Terra. Ci urla forte e chiaro nelle orecchie che c'è sempre tempo per riprendersi e darsi quella seconda possibilità che ormai ci sembra un sogno irraggiungibile e nel frattempo ci fa riflettere sul tema della morte e su quello che essa può significare per un ragazzo con una vita che appariva perfetta fin quando non è arrivata lei a cambiargli bruscamente i piani.

martedì 5 gennaio 2016

Leggere in inglese

Eccomi Lettori, oggi vorrei parlarvi di un tema che mi preme molto: la lettura in inglese. So che in giro per il web non mancano i consigli di persone qualificate e con più esperienza della sottoscritta ma ci tenevo particolarmente a fare un post dedicato ai romanzi in lingua; ho letto una quantità discreta di essi e grazie a loro ho imparato ad apprezzare maggiormente la lettura e la lingua in generale. Se non avete nessuna intenzione di approfondire questo argomento siete liberi di lasciare il mio Angolino per oggi ma se invece state cercando una motivazione in più per intraprendere quest'avventura siete nel posto giusto: leggendo in inglese unirete la vostra passione per i romanzi a qualcosa di ancor più utile, cioè l'apprendimento di una lingua. Non vuole essere un articolo pretenzioso, voglio darvi qualche piccolo consiglio parlandovi della mia esperienza unendola alle preziose dritte di altre blogger che ormai ho fatto mie. 
Ormai l'inglese non è più una lingua statica che utilizzi solamente a scuola; se ritengo lo studio del latino prettamente inutile, nonostante in molti sostengano che ti ''amplia la mente'' -mi sono sempre chiesta cosa voglia dire- invece quello dell'inglese è più motivante: riuscire a comunicare con persone di nazionalità diverse (e non con ipotetici romani ormai seppelliti insieme alla loro toga), avere la possibilità di vedere film non tradotti in italiano e ovviamente non posso non citare la possibilità di leggere romanzi in lingua originale. I motivi per leggere in inglese prima di cominciare a farlo possono non apparire del tutto chiari; io per prima non ho certo cominciato a farlo perché lo ritenevo utile per il mio futuro, appagante e capace di aprirti un mondo anzi... ho iniziato per non rischiare di portarmi il debito a fine anno! Aver avuto alle medie una professoressa incapace, benché una bellissima persona, non mi ha certamente aiutato a gestire al meglio un'insegnante che vuole che i propri alunni diano il massimo. Beh, ma almeno ho letto un po' in inglese, come vedete dalla foto!
Capite tutti che il terrore può portare addirittura a rinunciare ad un po' del piacere della lettura facendoti prendere in mano un libro 'strano' agli occhi di chi, fino a quel momento non ha visto altro che frasette inglesi da completare. Voglio convincervi a NON essere spinti dalla stessa mia motivazione per farlo. Ci sono lati ben più positivi e meno estremi del fronteggiare con meno ansia una lezione d'inglese! 
Un mare di libri. Non crederete alla vastità della gamma di romanzi in inglese che esiste; pensate ai libri in italiano. Fatto? Ora moltiplicateli per cinque. Ecco. Avete ottenuto la dimensione dell'universo libresco che avrete davanti ai vostri occhi. So che ai lettori non manca mai un romanzo tra le mani, che mai si ritroverà senza sapere che leggere ma... allargare i propri orizzonti potrebbe dire anche scegliere meglio e con più attenzione. Leggerete romanzi come fossero in anteprima e per voi le serie non saranno più interrotte dalle Case Editrici italiane!
Cogliere il vero significato. Hai la possibilità di comprendere meglio ciò che l'autore vuole comunicare a chi legge. Ok, sembra uno stupido sentimentalismo per chi non ha mai intrapreso una lettura in lingua ma vi assicuro che non è affatto come sembra. Ricordiamoci sempre che il traduttore non sarà mai nella testa di chi ha scritto il libro, sicuramente saprà fare il suo lavoro ma non è un indovino! Si limita a rendere nel miglior italiano possibile ciò che trova nella pagina scritta. Anche le frasi in lingua originale mi appaiono sempre sotto una luce diversa, più magica, rispetto a quando le incontro in italiano; vale certamente anche il contrario... immaginatevi la vostra citazione preferita di un libro di un autore italiano... in inglese: non credete che possa perdere di credibilità? Beh, in più ho notato che nei romanzi in lingua ci sono meno errori di stampa; forse sarò io che non li noto ma probabilmente il passaggio da inglese a italiano può anche causare qualche problemuccio tecnico.
Risparmiare qualche euro. Facciamo un esempio pratico: l'edizione tascabile di Colpa delle stelle costa 13 euro mentre possiamo trovare The Fault in our stars a circa quattro euro in meno! Attenzione però a non farvi ingannare dalle librerie locali, che a volte aumentano i prezzi dei romanzi in inglese! E' positivo anche il fatto che le edizioni in paperblack escono prima in genere, mentre in Italia ci sono molti volumi presenti solo con la copertina rigida, ovviamente più costosa.
Copertine incantevoli. E' un aspetto piuttosto superficiale, lo so! Ma avere tra le proprie mani un romanzo con una bella cover non ha eguali! Eh sì, l'ottanta per cento delle volte un romanzo in lingua originale ha un'immagine di copertina più accattivante, che ti rende orgoglioso di esporlo nella tua personale libreria. Ormai tutti conosciamo l'orribile cover di Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo, che non si può proprio guardare soprattutto se confrontata con quella originale! Mi raccomando: fate in modo che questo non sia il motivo principale della vostra scelta perché se vi manca la motivazione alla lettura siete spacciati.
Trovare libri introvabili. Certo, l'usato ci aiuta sempre quando vogliamo assolutamente un romanzo ormai fuori catalogo ma comunque non è così facile accaparrarsi il dannato libro! E quindi? Ricercare in inglese non è certamente una brutta idea! E quante volte vi siete ritrovati a fissare quel 'Attualmente non disponibile'' su Amazon e pensare 'Ma io lo vorrei leggere adesso!' e non poterci fare niente? Beh, alcuni romanzi in inglese li ho acquistati proprio per questo motivo! 
Migliorerete il vostro inglese. Qui la banalità arriva all'estremo ma sono certa che sentirselo dire è un piccolo-grande incoraggiamento per buttarsi in quest'avventura durante la quale non vi nego incontrerete qualche ostacolo. Ricordatevi però che NON dovete assolutamente limitarvi allo scritto se il vostro scopo è quello di acquisire un buon livello della lingua. Oltre a leggere, dovete scrivere e soprattutto esercitarvi nell'ascoltare e nel parlare: anche qui -se amate leggere- potrete per esempio seguire qualche youtubers inglese (di cui sotto vi darò qualche nome) e provare a scrivere una recensione in inglese per Goodreads o da tenere per voi come pura esercitazione. 

lunedì 4 gennaio 2016

In my mailbox #19: arrivi sotto Natale

*Quando si amano i libri non c'è cosa più bella del riceverli! Per sfogliarli, per guardarli, per metterli sullo scaffale impolverato della tua stanza...ma soprattutto per leggerli!!*
Buon lunedì lettori, forse vi sarete accorti della mancanza della rubrica Weekly Life ma ho deciso di pubblicarla non più ogni settimana solamente per il fatto che non credo che voi possiate essere interessati a tutto quello che faccio durante i miei sette giorni; preferisco pubblicarla più casualmente in maniera da potervi dire qualcosa di realmente interessante e non sempre le solite cose dettate dalla routine quotidiana. Eccomi quindi con un post che potrebbe interessarvi ancor di meno anche se spero che non sia assolutamente così. Sono qui per mostrarvi i nuovi arrivi nella mia libreria, che sono arrivati proprio nell'ultimo periodo grazie al Natale. Sì beh, ho visto tante tante blogger che hanno ricevuto una miriade di libri per le festività e che il mio bottino possa sembrarvi piccolo ma io lo amo comunque e so che quando avrò necessità di nuovi romanzi avrò per fortuna la possibilità di riceverli in un modo o nell'altro. Ma noi lettori incalliti in ogni caso non siamo MAI senza libri!
The death and life of Charlie St.Cloud come ben avrete capito è un romanzo in inglese; si tratta di una storia drammatica di un ragazzo che perde il fratellino minore a causa sua e deve convivere con questo fortissimo dolore per anni. Era entrato a far parte della mia WL dopo che io avessi visto il film Segui il tuo cuore che vede come protagonista il bellissimo Zac Efron (che per questo ci ritroviamo direttamente nella cover del romanzo) in un ruolo che riesce ad interpretare con moltissima credibilità dimostrando le sue capacità di attore. Un altro libro che volevo a tutti i costi dopo aver visto il film è The silver linings playbook ovvero Il lato positivo; anch'esso tratta di vicende drammatiche che nella trasposizione cinematografica sono trattate con cura e delicatezza grazie soprattutto all'abilità di Bradley Cooper e Jennifer Lawrence ma -poiché il libro deve essere meglio del film- mi aspetto grandi cose! Arriviamo dunque a Uno schiaffo e una carezza ricevuto in regalo poiché ero restata affascinata da questa trama realistica e certamente basata sull'esperienza da psicoanalista dell'autrice che ho conosciuto grazie ad un'iniziativa portata avanti mesi fa sul mio blog.

domenica 3 gennaio 2016

Recensione: Il gatto che aggiustava i cuori

Autore: Rachel Wells
Pagine: 311
Prezzo di copertina: 16.90  euro
EditoreGarzanti

Come ogni gatto, Alfie adora passare le sue giornate sonnecchiando sul divano davanti al camino. Un po' di carezze, un po' di fusa rumorose, ed è felice. Ma all'improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto, e si ritrova solo e sperduto per le strade di Londra. Tutto cambia quando arriva in Edgar Road, una via piena di verde e di bellissime villette a schiera. Alfie capisce subito che solamente lì può sentirsi di nuovo a casa. Solamente lì può trovare una nuova famiglia. Eppure gli abitanti del quartiere non sono pronti ad accoglierlo. Concentrati sui loro problemi, non hanno tempo per occuparsi di lui. Fino a quando scoprono che non è un gatto come gli altri. Ha un dono speciale: è capace di riconoscere i desideri più nascosti. Alfie sa bene che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal marito; che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e di ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori.
Cercavo un libro che mi facesse amare questi esserini tutto pelo, con quegli occhi allungati che ci fissano ma che non sappiamo cosa pensano. Mi spiace dire che non è stato proprio così. Alfie è  un gatto che aggiusta i cuori della gente, un supereroe con le sembianze di animale che non mi ha certamente colpito per la sua credibilità. Questo non vuol dire che mi manchino delle belle parole da dedicare al gattino e alla sua storia ma vi anticipo che sono già cosciente del fatto che fra qualche settimana mi ricorderò solamente a grandi linee le (dis)avventure del nostro micio e questo non è certo ciò che voglio da un libro che si prospetta in grado di farci riflettere su l'importanza dei sentimenti.  Veniamo immediatamente catapultati nel nostro mondo secondo Alfie, un gatto costretto a scappare da quella casa in cui è vissuto in tranquillità con la sua padrona per tanti anni facendole compagnia dal divano su cui riposava e su cui non faceva altro che farsi coccolare. Immaginate, per un gatto abituato alla beata vita da animale da compagnia gli imprevisti di un randagio sono difficili da affrontare; la strada non è la sua migliore amica e i cani che incontra sul suo cammino alla ricerca di altro calore umano certamente non lo aiutano ad amare il girovagare per la città di Londra

sabato 2 gennaio 2016

Crazy Readers: Gita al faro

*Leggendo ci immergiamo in mondi creati dalla nostra fantasia... riusciremo a rendere i nostri pensieri realtà? Questa rubrica è una sfida! Scattare una foto ispirata a un libro. Chi ha avuto questa idea? Rowan e Angelica rispettivamente dei blog Ombre Angeliche e Il Castello tra le nuvole. E io con chi condividerò questo bel percorso? Con la cara Ika del blog Dreaming Wonderland*
♥Pensiero di Francy♥
Gita al faro mi ha sorpreso. Purtroppo non in maniera molto positiva. Non disdegno i classici come ormai ben saprete ma forse ci sono storie che non riesco capire e questa fa parte della suddetta categoria. Il linguaggio è pura poesia e l'unicità dell'autrice non è difficile da individuare ma lettura non scorre per niente rapida nonostante le pagine siano relativamente poche. Vorrei poter dire di aver amato questo libro, di cui molti parlano bene, ma non è così: ho molti dubbi sulla narrazione e sui personaggi soprattutto, che mi sono sembrati sempre irraggiungibili.
☆Pensiero di Ika☆
Inizio sempre allo stesso modo. Ho letto questo libro mesi fa ormai ed avevo una certa curiosità al riguardo! Purtroppo, però, la lettura non si è rivelata all'altezza delle mie aspettative... La storia non mi ha presa per niente e ho trovato la narrazione veramente lenta, narrazione che ha reso la lettura davvero difficile da portare a termine e poco piacevole da fare. Inutile dire che mi è dispiaciuto tanto, perché ero molto curiosa al riguardo! Si è salvato solo in alcune parti, secondo il mio modesto parere, ahimè!
♥Foto di Francy♥
Ho scattato questa foto perché...
A volte è difficile cogliere l'essenza di un libro e lo è ancor di più se c'è qualcosa che non si è compreso affatto. Ho sentito però questo forte senso di disagio, distacco e lontananza che pervadeva ogni pagina che leggevo e quest'immagine racchiude appieno quella malinconia nostalgica che si impadronisce di noi quando vorremmo essere in un posto diverso o semplicemente nel momento in cui ricordiamo chi siamo stati fino a quel momento.
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