sabato 30 aprile 2016

Quattro chiacchiere librose e non

Buon sabato, Lettori! Non sapete quanto mi manca questo Angolino e tutti voi. Sono davvero un disastro in questo periodo. Vorrei avere una scusa decente per la mia assenza di ben 15 giorni ma volete la verità? Beh, non ne ho. I motivi sono sempre i soliti: scuola, impegni, computer che non ti danno retta... in totale, il tempo è tiranno e non ci accorgiamo mai di quanto passi in fretta! 
Veniamo inghiottiti da un buco nero fatto di mille impegni e tanto stress da cui sembra impossibile uscire. Giorno dopo giorno mi sono ritrovata a rimandare la pubblicazione di un post perché, finendo di studiare alle dieci o alle undici di sera, la testa mi scoppiava e mi ritrovavo impossibilitata a scrivere due righe con un senso compiuto. Perciò eccomi. A sprecare tempo con un post inutile solo per scusarmi per qualcosa che non ha scusanti: non trovare tempo per ciò che si ama fare. Sì, il senso di colpa è tanto ma il tempo è così poco che non ci si può nemmeno fermare a riflettere. Anche chiedersi ce l'avrei potuta fare a scrivere quella recensione? oppure convincersi che era possibile rispondere a quell'autore il giorno prima diventa inutile quando ti ritrovi con la testa sommersa dai libri o sempre fuori di casa, senza un computer sotto mano. 

venerdì 15 aprile 2016

Le Miss Movie: Joy

*Non solo le parole racchiudono storie. Anche le immagini lo fanno. I film sono un mondo di parole ed immagini che ti permettono di sprofondare per qualche ora dentro uno schermo: diventi parte della storia. 'Le Miss Movie' nasce per condividere con voi le emozioni che quelle scene ci lasciano nel cuore...Ogni mese io e Veronica -del blog She was in wonderland- vi faremo scoprire un nuovo mondo...*
Eccomi con un nuovo post! Questa volta voglio lasciarvi il pensiero su un film che ho amato particolarmente. Avevo già adocchiato Joy ancor prima del suo arrivo nelle sale cinematografiche; purtroppo non ero riuscita ad accaparrarmi un posto al cinema e nemmeno a procurarmi il film prima di adesso. Per fortuna alla fin fine ce l'ho fatta: eccomi qui, insieme a Veronica, a parlarne. Spero di riuscire a trasmettervi il mio amore per la storia anche mediante poche righe; sì, lo so! A recensire film faccio piuttosto pietà...
Titolo: Joy
Anno: 2016
Durata: 124 min
Genere: drammatico
Interpreti:  Jennifer Lawrence, Bradley Cooper, Robert De Niro, Elisabeth Rohm
Trama: Joy è la storia turbolenta di una donna e della sua famiglia attraverso quattro generazioni: dall’adolescenza alla maturità, fino alla costruzione di un impero imprenditoriale che sopravvive da decenni. Liberamente ispirato alla vita di Joy Mangano, inventrice di prodotti per la casa di enorme successo e star delle televendite americana, Joy ci trasporta nel mondo dell'umile ma travagliata famiglia Mangano e della figlia ribelle che è partita dal nulla per creare un impero. Animata da un forte istinto creativo, ma anche dal desiderio di aiutare le persone intorno a sé, Joy dovrà affrontare il tradimento, l'inganno, la perdita dell'innocenza e le ferite dell'amore prima di trovare la forza ed il coraggio di inseguire i propri sogni. Il risultato è una commedia umana e toccante su una donna alle prese con lo spietato mondo del commercio, col caos della sua famiglia e con i misteri dell'ispirazione creativa. E sulla sua capacità di trovare, in mezzo a tutto ciò, la felicità.
When you're hiding you're safe, because people can't see you. But funny thing about hiding: you're even hidden from yourself.
Quando inizio una recensione con una citazione è un buon segno. In questo caso vuol dire che Joy mi ha colpito diventando una di quelle storie che ti entrano nel cuore e non hanno alcuna intenzione di andarsene. Stanno lì, in attesa di essere trasformate in esempi da seguire quando non sai che fare o meglio in motivazione, quando proprio vorresti buttare via la tua vita perché la credi senza senso. Nei momenti in cui ti senti sotto pressione perché la società pretende troppo da te, non capendo che il tempo scarseggia così come il denaro, questi sono i film che ti illuminano il fondo del tunnel con una lampadina piena di speranza. Certo, forse soltanto per quell'oretta o due che consiste nella loro durata ma intanto ti scalda il cuore con potenza
I temi trattati e la delicatezza con cui ciò viene fatto è sensazionale. Si parla di una donna forte ma con una fragilità realistica: vediamo una giovane che ogni giorno deve badare alla madre, incallita amante delle più smielate telenovelas, che ha smesso di amare la vita dal divorzio avvenuto anni prima ma non solo. Joy stessa si è separata dal marito ma quest'ultimo è ancora un amico sul quale può fare affidamento; peccato che viva nella scantinato della sua stessa casa. Ovviamente non mancano i problemi che derivano da una sorella gelosa, da un padre particolare e da figli piccoli, bisognosi di continuo affetto. A tutto ciò aggiungiamoci un lavoro: la condizione economica della famiglia grava in buona parte su di lei. Ed eccola. Torna a casa stremata, piena di responsabilità e pensieri. Ma la giornata non è finita: deve badare alla casa e occuparsi delle faccende domestiche non è un gioco da ragazzi. 
Una tematica che ho apprezzato particolarmente è quella della creatività. Ovviamente non l'intero film si basa su questo aspetto della protagonista ma ha certamente un ruolo chiave nello sviluppo della narrazione. Joy era una bambina che amava dar forma alla carta con le proprie allegre manine fin quando la gioia dell'infanzia aveva lasciato spazio ad una delusione troppo ingombrante per il suo cuore. La creatività però non muore mai. Per anni è rimasta in riposo nei meandri più nascosti della sua personalità per poi venir fuori con impeto, come se fosse proprio quella ciò che mancava per portarle un sorriso in più nelle sue giornate tanto estenuanti. 
Degno di nota è anche il lavoro degli attori e del regista. Sono rimasta colpita anche dal modo in cui vengono fatte le riprese, che ricordano pesantemente quelle de Il lato positivo, un altro film che mai mi stuferò di riguardare di tanto in tanto. Jennifer Lawrence può interpretare davvero i ruoli più disparati: la sua credibilità come madre matura e donna intraprendente ma nel contempo fragile raggiunge livelli altissimi. In più la sua recitazione è avvalorata dai toni pacati della sua voce quando è necessario e da una fermezza in ciò che esprime quando invece è ciò che serve. Non si smentiscono nemmeno Bradley Cooper, che però avevo apprezzato ancor più ne Il lato positivo ma forse per il personaggio che interpretava, e Robert De Niro.
Voto: ♥♥♥♥
Joy è la trasposizione cinematografica della vita dell’inventrice e imprenditrice americana Joy Mangano, portata sul grande schermo da David O. Russell. Concentrandosi in particolar modo sulla narrazione degli eventi legati all'ideazione, alla nascita e al lancio della prima e più famosa invenzione della donna, il Miracle Mop, il regista americano non fa altro che raccontare al grande pubblico l’ennesimo esempio di sogno americano, quell’AMERICAN DREAM che non è altro che la speranza condivisa dalle donne e dagli uomini americani di poter raggiungere un determinato tenore di vita e di agiatezza economica attraverso il lavoro, il coraggio e la determinazione.
Il lavoro di David O. Russell rappresenta esattamente uno di quei casi in cui quello che ho visto, alla fin fine, non mi è dispiaciuto molto, ma non mi ha nemmeno convinto particolarmente. È un film tutto sommato buono, ma non brillante o eccezionale, che non andrò volontariamente a ricercare per una seconda visione perché una mi è più che sufficiente.
Le due ore di pellicola trascorrono abbastanza facilmente, ma personalmente non ho trovato appigli particolari ai quali potermi agganciare per seguire le vicende con vero e genuino interesse. Il linguaggio scelto da Russell, poi, a metà tra soap-opera e racconto fiabesco, non mi ha fatto impazzire più di tanto; una scelta che potrei giustificare solo alla luce di voler dipingere in modo ancor più eclettico la caratteristica famiglia della protagonista e la protagonista stessa. Questa commistione di generi lascia spazio anche ad un paio di salti temporali - prolessi e analessi più o meno brevi - che fanno un po’ il punto della situazione, da intendere quasi come piccoli appunti per lo spettatore che suggeriscono l’idea del “punto di partenza” e del “punto di arrivo” della vita professionale di una donna, nonostante tutto, tenace e determinata, la SELF-MADE WOMAN.

mercoledì 6 aprile 2016

Prossime uscite: romanzi in lingua

Buonasera a tutti, Lettori! ♥ Mi sono assentata per una settimana ma per ora il ritmo delle mie pubblicazioni non credo che aumenterà, il che ovviamente mi spiace ma ci sono cose che non si possono trascurare purtroppo, in primis la scuola. Oggi pomeriggio però avevo un po' di tempo libero e mi sono decisa a girovagare sul web per cercare qualche romanzo interessante in uscita nelle librerie inglesi e/o americane che ovviamente, grazie all'amato Amazon (o anche altri siti certamente... non voglio fare alcun tipo di pubblicità XD) possiamo facilmente avere pure noi sul nostro scaffale. Vi allertò che è da un settimane che non riesco a tenere d'occhio le prossime uscite quindi tenere a freno il mio entusiasmo, e quindi il numero di romanzi presenti nel post, sarà difficoltoso...
Flawed
Amo lo stile di Cecelia Ahern, che posso dire tra i miei scrittori preferiti; qui la trama è davvero particolare, sospesa tra lo young adult, il romantico e il paranormale. La copertina poi è perfetta: semplice e decorata all'essenziale.
 5 aprile
Trama:
You will be punished… Celestine North lives a perfect life. She’s a model daughter and sister, she’s well-liked by her classmates and teachers, and she’s dating the impossibly charming Art Crevan.
But then Celestine encounters a situation where she makes an instinctive decision. She breaks a rule and now faces life-changing repercussions. She could be imprisoned. She could be branded. She could be found flawed.
In her breathtaking young adult debut, bestselling author Cecelia Ahern depicts a society where perfection is paramount and flaws lead to punishment. And where one young woman decides to take a stand that could cost her everything.

25613366Different Class
Anche la scrittura utilizzata in questo romanzo di certo non deluderà il lettore. Mi ricordo ancora la delicatezza di Chocolat e di quella dolcezza che non solo caratterizzava il cioccolato ma pure l'atmosfera che avvolgeva il lettore...
 21 aprile
Trama:
After thirty years at St Oswald’s Grammar in North Yorkshire, Latin master Roy Straitley has seen all kinds of boys come and go. Each class has its clowns, its rebels, its underdogs, its ‘Brodie’ boys who, whilst of course he doesn’t have favourites, hold a special place in an old teacher’s heart. But every so often there’s a boy who doesn’t fit the mould. A troublemaker. A boy with hidden shadows inside.
With insolvency and academic failure looming, a new broom has arrived at the venerable school, bringing Powerpoint, sharp suits and even sixth form girls to the dusty corridors. But while Straitley does his sardonic best to resist this march to the future, a shadow from his past is stirring. A boy who even twenty years on haunts his teacher’s dreams. A boy capable of bad things.

The Pier Falls: And Other StoriesThe pier falls
Un libro la cui trama dice tutto e niente contemporaneamente. Mi aspetto grandi cose da Mark Haddon dopo la sua eccellenza nel comporre Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
 10 maggio
Trama:
In the prize-winning story "The Gun," a man's life is marked by a single afternoon and a rusty .45; in "The Island," a mythical princess is abandoned on an island in the midst of war; in "The Boys Who Left Home to Learn Fear," a cadre of sheltered artistocrats sets out to find adventure in a foreign land and finds the gravest dangers among themselves. These are but some of the men and women who fill this searingly imaginative and emotionally taut collection of short stories by Mark Haddon, that weaves through time and space to showcase the author's incredible versatility.
Yet the collection achieves a sum that is greater than its parts, proving itself a meditation not only on isolation and loneliness but also on the tenuous and unseen connections that link individuals to each other, often despite themselves. In its titular story, the narrator describes with fluid precision a catastrophe that will collectively define its victims as much as it will disperse them—and brilliantly lays bare the reader's appetite for spectacle alongside its characters'. Cut with lean prose and drawing inventively from history, myth, fairy tales, and, above all, the deep well of empathy that made his three novels so compelling, The Pier Falls reveals a previously unseen side of the celebrated author.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...