domenica 15 maggio 2016

Le Miss Movie: Le avventure acquatiche di Steve Zissoue

*Non solo le parole racchiudono storie. Anche le immagini lo fanno. I film sono un mondo di parole ed immagini che ti permettono di sprofondare per qualche ora dentro uno schermo: diventi parte della storia. 'Le Miss Movie' nasce per condividere con voi le emozioni che quelle scene ci lasciano nel cuore...Ogni mese io e Veronica -del blog She was in wonderland- vi faremo scoprire un nuovo mondo...*
Eccoci con un'altra puntata de Le Miss movie ♥ Sì, sono ancora viva! Lo so che non potete crederci ma la scuola mangia l'energia vitale, a noi poveri studenti... Vorrei poter avere il tempo per scrivere, e scrivere e scrivere... e leggere, leggere, leggere. Ed invece leggo solo ciò che devo studiare e scrivo soltanto temi, esercizi di trigonometria e fisica. Ma oggi un piccolo post sono riuscita a pubblicarlo, anche grazie all'intervento di Veronica, che ormai mi accompagna da un po' in quest'avventura deliziandovi con i suoi poemi-commenti ai film.
Titolo: Le avventure acquatiche di Steve Zissou
Anno: 2004
Durata: 118 min
Genere: comico
Interpreti: Bill Murray, Cate Blanchett, Owen Wilson, Anjelica Huston, Willem Dafoe, Jeff Goldblum, Michael Gambon, Noah Taylor, Bud Cort, Seu Jorge, Robyn Cohen, 
Trama: Dopo la morte del suo collaboratore ed amico fraterno Esteban - divorato da uno squalo enorme e di razza sconosciuta - Steve Zissou, celebre oceanografo e documentarista ormai in declino, decide di giocare il tutto per tutto partendo alla ricerca del pesce, battezzato "squalo giaguaro". Con lui, a bordo della sua nave, la "Belafonte", tutto il Team Zissou, formato da personaggi eccentrici ed eterogenei, e poi la moglie e un ragazzo di trent'anni del Kentucky, appena conosciuto, che potrebbe essere il figlio avuto da una delle tante relazioni extraconiugali avute nel passato.
Il nostro Steve Zissou è un personaggio originale; quel suo cappellino rosso che perfora lo schermo insieme a quegli occhi pieni di una gioia di vivere a volte repressa. Nel momento in cui questo film lo ritrae è un famoso oceanografo che si occupa di numerosi documentari il cui declino è ormai iniziato.
Non distingue più chiaramente il lavoro e quella che può essere la sua vita privata perché sono così strettamente connesse nel suo caso; sarà che la fama dà un po' alla testa, seppur man mano svanisca -tutti quei flash, quelle presentazioni a cui deve andare, quei rari momenti di tranquillità, o sarà che un animale sconosciuto ha ucciso il suo migliore amico Esteban du Plantier durante una spedizione.  Credere all'esistenza di un mostro però è troppo per la gente che a volte si dimostra così ottusa: se non ha prove concrete davanti a sé non è in grado di dar fiducia agli altri: credere è un'abilità che va man mano perdendosi. La maggior parte delle persone sono convinte che lo squalo giaguaro sia una mera invenzione di un uomo con la mente offuscata dall'età perciò sarà solo dopo un particolare incontro che potrà portare avanti la spedizione alla ricerca del mostro
E' un film che parla di quei momenti che ti cambiano la vita all'improvviso e di quelle avventure che non ti saresti mai aspettato. La maniera in cui tratta l'argomento della fama mi ha affascinato molto; certamente non è il tema centrale della storia ma è interessante vedere un uomo con lo sguardo ormai perso in ciò che ha fatto in precedenza e la fama del quale man mano svanisce; dimostra anche che -pure quando sembra non ci sia più niente da fare- c'è sempre speranza nel ritornare sulle proprie traccie
Non amo molto i film comici e certamente questo mi ha ostacolato nell'apprezzare completamente il film; ho trovato alcune battute troppo finte benché d'effetto sull'osservatore la cui attenzione a momenti cala
Un ulteriore elemento che ho apprezzato moltissimo è la musica; ogni scena è accompagnata dalla giusta quantità di silenzio e di melodia. Di solito in un film non mi faccio affascinare da elementi simili ma questa volta, nei momenti ambientati nei pressi del mare, mi sembrava quasi di essere accanto ai personaggi...
Voto: ♥♥

I know I haven’t been at my best this past decade.

Le avventure acquatiche di Steve Zissou è il quarto lavoro di Wes Anderson e la sua quarta pellicola che vedo in ordine di tempo; nell’arco della durata di un film, questo regista americano è riuscito a diventare uno dei miei punti di riferimento e una grande fonte di ispirazione. 
Apprezzo così tanto Wes Anderson per la sua capacità di elaborare trame insolite, interessanti e curiose che non sono altro il punto di partenza per lo sviluppo di tematiche comunissime che caratterizzano le vicende personali di ogni persona; per il suo modo di vedere attraverso la telecamera e di raccontare le sue storie; di tutti quei piccoli dettagli che si ripetono di film in film che, una volta imparati a riconoscere, non si aspetta altro che vederli spuntare sullo schermo (qualcuno ha detto cani, per caso?).
Per il momento ho una piccola classifica personale dei film di Wes Anderson elaborata sulla base di quelli che ho visto, che potrebbe ovviamente essere soggetta a cambiamenti: al primo posto c’è - sono banale e scontata - I Tenenbaum, seguito a ruota da - sono banale e scontata di nuovo - Moonrise Kingdom, poi Le avventure acquatiche di Steve Zissou e infine Grand Budapest Hotel.
Ma di cosa parla Le avventure acquatiche di Steve Zissou?
Steve Zissou è un famoso oceanografo e documentarista che da qualche tempo sta attraversando una profonda crisi personale, a causa della quale il suo lavoro ne ha molto risentito. La sera della proiezione del suo ultimo lavoro, il pubblico, visionando il documentario della missione esplorativa, viene a conoscenza della profonda tragedia che ha segnato la spedizione: il fidato amico e collaboratore di Zissou, Esteban du Plantier, è stato divorato da un animale marino sconosciuto, che lo stesso Zissou ha battezzato “squalo-giaguaro”. Nessuno degli spettatori sembra essere propenso a credere nell’esistenza di questo animale, pertanto Zissou decide di imbarcarsi in una nuova missione per trovarlo, testimoniare la sua presenza nelle acque marine e trovare vendetta. I compagni di viaggio di Zissou sono la moglie Eleanor, il figlio Ned appena conosciuto, una giornalista incinta, e l’immancabile cameramen Klaus Daimier.
Inizierei subito dicendo che Zissou è uno di quei film che o lo si ama o lo si odia, non c’è una via di mezzo. Io l’ho amato perché - è quasi scontato da dire - ha il suo stile come tutti i film di Wes Anderson, che poi non è altro che lo stile di Wes Anderson, e le sue particolarità che lo portano un gradino più su di tanti film che in un certo qual modo, nonostante si possano apprezzare sotto molti aspetti, rimangono anonimi.
Una sua piccola grande pecca che potrebbe far allontanare i più che non hanno confidenza con questo regista è il fatto che la storia risulta a tratti piatta e lenta per via dei tempi morti e i giri a vuoto. Direi però che anche chi conosce Wes Anderson potrebbe rilevare questo difetto, ma riesce comunque a non soffrire come i primi. Il fatto è che è un film che va seguito, e chi è abituato a ritmi frenetici si spazientisce facilmente. A posteriori, anche i tempi morti e i giri a vuoto hanno il loro perché, secondo me.
Per quanto riguarda la sceneggiatura con tutti i suoi personaggi, oh, è sempre tutto così meravigliosamente imprevedibile e folle!

domenica 1 maggio 2016

Recensione: First there was forever

Autore: Juliana Romano
Pagine: 389
Prezzo di copertina: 10.00  euro
EditoreSpeak
Il significativo debutto di Juliana Romano è una coinvolgente e dolceamara storia sul primo amore, sulle prime perdite e sugli amici che ci stanno affianco durante tutto ciò. Lima e Hailey sono sempre state migliori amiche: Lima -timida e sensibile-, Hailey -divertente e dallo spirito libero. 
Ma Hailey abbandona Lima per partecipare alle feste con ragazzi popolari e per rincorrere Nate, la sua cotta indifferente. Mentre l'amicizia vacilla, Lima e Nate cominciamo a trascorrere più tempo insieme. E prima che Lima comprenda cosa prova, lei e Nate fanno qualcosa da cui non si può tornare indietro. Qualcosa che avrebbe ferito Hailey...se avesse saputo l'accaduto. 
Lima pensa di star salvando la sua amicizia mentendo ma sta solo prendendo tempo. Visto che i segreti si sommano, Lima è costretta a fare una scelta: tra la sua migliore amica da una vita, e il ragazzo che non era destinato ad essere suo. (mia traduzione)
Quando un'amicizia cade a pezzi è sempre qualcosa di terribile, ma è ancora peggio quando ti rendi conto che sta succedendo e ti rifiuti di crederlo. Questo libro è sfacciatamente onesto a proposito; non è uno young adult fatto di ragazzi irraggiungibili e di protagoniste che arrossiscono per il solo fatto di essere vive. E' così realistico che molti lo hanno trovato banale, scontato... come se qualcosa di veritiero non potesse aiutare a riflettere, dico io! Non osanno First there was forever ma ne riconosco i tanti pregi, a partire da quelle frasi che ti rimandano indietro: a quella volta che hai troncato un'amicizia di getto, a quando avresti voluto farlo ma hai evitato perché forse nel vostro rapporto c'era ancora qualcosa da salvare. E' una storia sull'amicizia, sul crescere e sul separarsi, sul dover fare scelte difficili e sull'affrontarne le conseguenze. Certamente l'amore è un fattore onnipresente nel romanzo ma non ne ho rintracciato il tema principale: fa soltanto da sfondo, da elemento che vuol mettere alla prova uno di quei rapporti che sembra troppo bello per essere davvero destinato a durare un'intera vita. 

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