mercoledì 15 giugno 2016

Le Miss Movie: We are your friends

*Non solo le parole racchiudono storie. Anche le immagini lo fanno. I film sono un mondo di parole ed immagini che ti permettono di sprofondare per qualche ora dentro uno schermo: diventi parte della storia. 'Le Miss Movie' nasce per condividere con voi le emozioni che quelle scene ci lasciano nel cuore...Ogni mese io e Veronica -del blog She was in wonderland- vi faremo scoprire un nuovo mondo...*
Eccomi con un nuovo post! Sono stata tanto tanto assente dal mio Angolino, così come dai vostri. Lettori, non so che fare! Cercherò di essere il più presente possibile senza stressarmi perché gli impegni sono sempre di più e non ho nessuna intenzione di schiacciare la mia vita per stare dietro eccessivamente al mio blog, anche se so che qualche post in più non guasterebbe... Ma intanto beh, vi assicuro che ci proverò a passare più spesso di qui ma sono pure sicura che di risultati non ce ne saranno. Detto questo meglio continuare con il post di oggi, ovvero del nostro appuntamento mensile cinematografico che faccio insieme alla nostra Veronica!
Titolo: We Are Your Friends
Anno: 2015
Durata: 96 min
Genere: drammatico, musicale
Interpreti: Zac Efron. Emily Ratajkowski
Trama: Un aspirante DJ ventitreenne di nome Cole passa le sue giornate tra gli amici e il lavoro di notte. La sua quotidianità cambia quando incontra James, un carismatico DJ che lo pprende sotto la sua ala protettiva. Ben presto, però, Cole si innamora di Sophie, la ragazza di James, e man mano che la relazione proibita procede si vede costretto a dover scegliere tra l'amore, la lealtà e il futuro a cui è destinato.
Ciao Veronica :)
Ecco il mio pensiero:
Un ambientazione contemporanea e giovanile. Quattro ragazzi che vogliono raggiungere il loro grande sogno. 
Certamente i presupposti erano buoni ed eccomi che sono cascata nella trappola.
Un po' è stato anche a causa della presenza di Zac Efron, che avevo apprezzato particolarmente per la sua parte in 17 Again e in Segui il tuo cuore (no, non sono mai stata una grande amante di High School Musical).
E in più come perdersi Max Joseph nei panni di regista debuttante? Il suo lavoro in Catfish aveva il suo perché quindi non avevo motivo per cui non fidarmi della sua opera cinematografica. 
Ed invece... eccomi qui piuttosto delusa e dispiaciuta per il fatto che ho costretto Veronica a vedere l'ennesimo film che non le piace. Ma questa volta (purtroppo) mi ritrovo pienamente d'accordo con lei.
Tutto quel sottofondo promettente si è dimostrato un caos che non ho colto affatto. E mi sono ritrovata a pormi domande del tipo: come è possibile che dopo una notte passata a lavorare sulla console hai ancora quella freschezza sul volto? Beh insomma! Ho trovato il tutto poco realistico. 
Questo potrebbe anche essere dovuto dal fatto che di DJ ne capisco davvero poco. Non ho mai compreso quale desiderio possa esserci in un ragazzo che decide di stravolgere la musica composta da un altro, quasi distruggendo il lavoro di quest'ultimo. In aggiunta la musica elettronica non è nient'altro che un tartassante rumore ripetitivo per la sottoscritta quindi quelle che agli occhi dei protagonisti erano opere d'arte per me erano fastidiosi suoni. 
Il mio consiglio? Non fidatevi del mio parere su We are your friends, a meno che anche voi non siete amanti del mondo della musica elettrico. Forse il mio voto negativo è conseguenza di aspettative diverse dalla realtà cinematografica che mi sono trovata sullo schermo e soprattutto troppo alte!
Voto: ♡

Are we ever going to be better than this?

Non avevo nemmeno la più pallida idea che We are your friends esistesse fino a quando Francy non mi ha comunicato la sua scelta, infatti sono andata subito a cercare informazioni in merito. Dopo una sommaria letta alla trama (che comunque non supera le tre righe con un font trebuchet 11) e la scoperta che nel cast è presente Zac Efron sono impallidita! Non ho mai adorato HSM (credo di non averlo nemmeno mai visto, o comunque ho visto qualche spezzone), non ho mai avuto una cotta adolescenziale di qualche sorta per Zac Efron (no, decisamente no), ascolto tutt’altro tipo di musica … in un primo istante l’idea di dovermi sorbire cento minuti di Zac Efron e musica da DJ mi sembravano. una. tortura. Però poi mi sono detta: no, Veronica, sei una persona fondamentalmente curiosa, prendila come un’opportunità per conoscere e valutare questo attore alla luce di un ruolo più adulto e cercare di comprendere da un punto di vista diverso questa musica che giudichi solo, forse troppo frettolosamente e senza particolari conoscenze, “rumore”.
D’accordo, sfida accettata.
Avvertenza: non credo scriverò molto perché non c’è molto da commentare.
La trama è prevedibile all’inverosimile, lo spettatore riesce già a figurarsi che piega prenderà la storia dopo soli cinque minuti di visione. C’è stato solo un colpo di scena, non l’ho visto arrivare e mi ha destabilizzato, ma c’è solo questo e il resto è facilmente intuibile. Il film non è comunque noioso, scorre velocemente - e questo è un grande punto a favore.

Gli attori non mi hanno coinvolta emotivamente, non si è instaurato alcun tipo di connessione, nonostante si continuasse a parlare di coinvolgimento emotivo e BPM. Forse l’unico personaggio che mi è piaciuto è stato Squirrel, che pronuncia la citazione che ho riportato. Tu, Squirrel, piccolo uomo saggio, mi sei piaciuto. Non sono riuscita invece a farmi un’idea migliore o peggiore su Zac Efron di quella che (non) avevo prima di vedere il film: fondamentalmente il suo ruolo è un ruolo che avrebbe potuto recitare qualunque giovane attore, se non si conta il fatto che pronuncia davvero poche battute dalle quali non è che si possa esprimere chissà quale talento recitativo (non il suo, è proprio il copione che non permette di esprimere grandi qualità personali).
Il linguaggio utilizzato dal regista, Max Joseph, è giovane come giovane è il pubblico al quale vuole rivolgersi: c’è una breve sequenza d’animazione che mi è piaciuta particolarmente e durante tutto il film alcune frasi chiave vengono riportate a tutto schermo con un font semplice ma d’impatto.
In diversi punti il film è come se si tramutasse nel “manuale del provetto DJ”: tecnicismi e riflessioni che non sono riuscita a cogliere nel loro significato più profondo, ma che sono stati espressi in un modo che mi ha affascinato molto.
Se ho mancato nell'obiettivo di riuscire a farmi un’idea più precisa su Zac Efron, ci sono invece riuscita per quanto riguarda la musica da club. Generalmente il mio apparato acustico e il mio cervello si rifiutano di considerare questo tipo di musica "vera musica", ma comunque so che c’é chi ci mette passione e impegno anche in questo. Quello che non avevo mai preso in considerazione è che non esiste solo la musica sintetica in questo campo, c’é anche quella organica: non si fa musica solo producendo suoni con un computer, ma si può fare musica con strumentazione vera e con qualunque cosa che ci circonda, come i suoni della natura. Questo, probabilmente, è il tipo di “rumore” che mi piacerebbe ascoltare.
We are your friends vuole essere un film di formazione come tante altre pellicole (sicuramente con più successo) lo sono state prima di lui, la testimonianza di un’epoca in cui basta avere un computer, una tastiera, una macchina da ripresa e conoscenze informatiche per raggiungere il successo. Ma quanto dura, poi, questo tipo di successo? Che poi non si tratta nemmeno poi tanto di successo, è la metaforica lotta contro l’avvicinarsi dell’età adulta. Forse di generazione in generazione cambiano i mezzi che si hanno a disposizione per scendere in campo contro questo sconosciuto e temutissimo nemico, ma ciò che rimane sempre uguale è l’ansia di voler essere migliori di quello che si è, di raggiungere una qualche posizione che faccia dichiarare “finalmente ce l’ho fatta”, come se fosse una rivincita sulla vita.
I quattro amici protagonisti di We are your friends sono quattro possibilità, quattro strade che si possono percorrere e altrettanti mezzi per affrontare quell’età adulta che fa tanto paura.
Credo che questo sia il tipo di film che si mette alla tv durante quei dieci minuti prima di uscire, quando tu sei pronto e stai aspettando che vengano a prenderti. Un film che non ha né arte né parte, che da qualunque frame viene preso fa già capire dove vuole arrivare, che suscita quel minimo di interesse giusto per quella manciata di minuti, ma che una volta usciti dalla porta di casa è già stato dimenticato.
Prima ho detto una bugia: ho scritto più di quel che pensavo potessi scrivere.
★ ☆ ☆ ☆ ☆
Yuck. >.<
Francy

venerdì 3 giugno 2016

Crazy Readers: Credimi, sto mentendo

*Leggendo ci immergiamo in mondi creati dalla nostra fantasia... riusciremo a rendere i nostri pensieri realtà? Questa rubrica è una sfida! Scattare una foto ispirata a un libro. Chi ha avuto questa idea? Rowan e Angelica rispettivamente dei blog Ombre Angeliche e Il Castello tra le nuvole. E io con chi condividerò questo bel percorso? Con la cara Ika del blog Dreaming Wonderland*
♥Pensiero di Francy♥
Credimi, sto mentendo è uno di quei romanzi su cui non riesci a farti un'opinione ben precisa e lo sai ancor prima di superare il primo capitolo. Premetto che non sono un'amante dei thriller e che questo potrebbe influire non poco sul mio giudizio. La storia non mi ha colpito particolarmente forse perché ho trovato all'interno elementi molto macchinosi e al limite del verosimile. Certo, potrebbe anche essere una caratteristica del genere letterario ma ritengo che un buon thriller per essere tale deve essere in grado di meravigliare il lettore, cogliendolo di sorpresa, con un dettaglio realistico ma inimmaginabile. Il finale mi ha deluso, ancor più del resto della storia e il senso del libro mi è rimasto oscuro. L'unico tratto originale che ha mitigato un po' l'asprezza della storia è il talento inusuale della protagonista.
☆Pensiero di Ika☆
E' un libro diverso dal solito, diverso da ciò che amo e adoro leggere. Però ho voluto accostarmici proprio per questo. Ogni tanto è bello variare per capire che i gusti possono cambiare o per rafforzare le nostre convinzioni. In questo caso, è successa la prima cosa perché, anche se è un thriller, all'interno sono presenti elementi diversi da quelli che caratterizzano questo genere. Per cui ho apprezzato il romanzo grazie a questi elementi, ma anche alle vicende stesse, che lo rendono abbastanza scorrevole ed interessante! Mi sono anche affezionata ai personaggi e mi sono trovata ad essere travolta quasi dalla storia.
♥Foto di Francy♥
Ho scattato questa foto perché...
Volevo fare una foto originale. Mi sa che alla fine ho fatto qualcosa di ridicolo. La mia intenzione era quella di rappresentare il conflitto interno di Julep: se da un lato è spinta a continuare sulla strada della truffa dall'altra vorrebbe vivere una vita da perfetta adolescente, passando qualche anno a studiare e a godersi i semplici momenti della vita. Scegliendo due scarpe di colore differente e trasformando poi l'immagine in una in bianco e nero (quindi anche qua si deve un'ulteriore duplicità) ecco che volevo mostrare quali possono essere i due lati della persona: uno limpido -bianco appunto- dove tutto va secondo la normalità e l'altro -quello nero- sotto il quale si nascondo le passioni più terribili e una tendenza alla truffa e ai furti, rappresentata dal cartellino col prezzo attaccato alla scarpa destra.
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