martedì 30 agosto 2016

Recensione: L'Agnese va a morire


Titolo: L'Agnese va a morire
Autore: Renata Viganò
Pagine: 277
Prezzo di copertina: 12.00  euro
EditoreEinaudi
"L'Agnese va a morire è una delle opere letterarie più limpide e convincenti che siano uscite dall'esperienza storica e umana della Resistenza. Un documento prezioso per far capire che cosa è stata la Resistenza [...].Più esamino la struttura letteraria di questo romanzo e più la trovo straordinaria. Tutto è sorretto e animato da un'unica volontà, da un'unica presenza, da un unico personaggio [...]. Si ha la sensazione, leggendo, che le Valli di Comacchio, la Romagna, la guerra lontana degli eserciti a poco a poco si riempiano della presenza sempre più grande, titanica di questa donna. Come se tedeschi e alleati fossero presenze sfocate di un dramma fuori del tempo e tutto si compisse invece all'interno di Agnese, come se lei sola potesse sobbarcarsi il peso, anzi la fatica della guerra [...]." (Sebastiano Vassalli)

Risultati immagini per staffette partigianeL'Agnese va a morire non pare un romanzo ma una cronaca fatta di immagini forti, di quadri sanguinolenti che si susseguono, di riflessioni che sorgono spontanee perché alla fine si parla di qualcosa di reale. Di una lotta realmente avvenuta che ha coinvolto la popolazione italiana per intero e -come testimonia questo libro- non soltanto gli uomini sono stati parte attiva di questa battaglia.
La storia oscilla appunto tra realtà e metafora: la Vignanò ci presenta delle scene che sarebbero state difficili da descrivere con tale maestria se l'autrice stessa non avesse partecipato attivamente alla lotta partigiana dapprima come staffetta, in seguito anche come infermiera, coronando in parte il suo sogno di divenir medico. Poi c'è la parte che fa comprendere che il romanzo non è un'autobiografia ma si ispira solamente a vicende realmente accadute che in ogni modo hanno contribuito alla formazione della mentalità che è stata fatta nostra: le varie pagine appunto nascondo le ideologie del tempo e soprattutto una morale forte, ossia che vale la pena sacrificarsi per gli ideali in cui si crede.

lunedì 22 agosto 2016

Recensione: Se questo è un uomo

Titolo: Se questo è un uomo
Autore: Primo Levi
Pagine: 214
Prezzo di copertina: 12.00  euro
EditoreEinaudi
Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò "Se questo è un uomo" nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei "Saggi" e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo. Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, "Se questo è un uomo" è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.

E’ uomo colui che lavora nel fango, che non sa cosa sia la pace, che impiega le sue energie per procurarsi un pezzo di panne? E’ donna colei che si ritrova privata della sua femminilità, della vitalità e della possibilità di divenire madre? Primo Levi porge queste domande nella prefazione del romanzo per poi gettarle sulle spalle del lettore, che le trasporta come un fardello per tutta la durata della narrazione. Se questo è un uomo è certamente una tesoro che ognuno di noi deve portare nel cuore dopo averlo trovato leggendo. Porta a riflettere nella maniera in cui soltanto una storia vera è capace di fare; leggere una testimonianza che descrive come fosse Auschwitz e le condizioni dei prigionieri non può che aprire gli occhi sulla crudeltà umana. L’uomo è capace di comportarsi da animale, disprezzando gli altri e sfruttando loro: ecco i deportati non sono nemmeno schiavi ma soltanto macchine, poiché svuotati dalla loro stessa essenza umana: le emozioni. Vediamo però che, anche nelle situazioni più drammatiche, c’è uno spiraglio di luce in fondo al tunnel della sofferenza… perché l’uomo -ci insegna Levi- ha dei tratti peculiari, propri della sua natura e inseparabili da essa. Per prima cosa sa adattarsi alle situazioni più terribili fin quando la vita non si trasforma in una quotidiana routine di mera sopravvivenza: non si vive in vista di ciò che verrà ma per sopravvivere. Il domani non esiste perché il domani sarà uguale all'oggi, che è stato uguale a ieri.
 

giovedì 11 agosto 2016

Quando la giovinezza non è un ostacolo...

Chi mi segue dagli albori e ha una memoria di ferro forse si ricorderà di questo post, nel quale intervistavo lei. Quella che oggi è venuta a tenerci compagnia di nuovo: Alex Astrid. Adesso di anni non ne ha più sedici ma diciotto mentre la sua voglia di scrivere non si è placata: è diventata più consapevole della strada che aveva iniziato a percorrere con il suo romanzo di esordio Guardami. E' stato come risentire una vecchia amica ricevere la sua email, dove mi chiedeva se ero disponibile a recensire il suo romanzo (cosa che farò appena posso) e dove ho scoperto quello che mi ero persa: la stesura di un libro che si prospetta fresco e originale: Vuoi conoscere un casino?
Vuoi conoscere un casino è il tuo secondo romanzo. In quali aspetti è simile e in quali differisce da Guardami, il tuo libro di esordio? 
Probabilmente se qualcuno non sapesse che sono entrambi miei libri… leggendoli non si accorgerebbe che sono stati scritti dalla stessa persona. Ok, dai, forse questa è un affermazione un po’ esagerata, ma io personalmente mi sento una ragazza completamente diversa rispetto a qualche anno fa. 
Un aspetto che hanno sicuramente in comune è la struttura a diario, che in Guardami è solo accennata, mentre in Vuoi conoscere un casino? diventa ben presente, visto che ogni pagina riporta la data in cui viene scritta. Entrambi i romanzi sono la storia di una ragazza: Guardami è l’opera di una “bambina” che sogna di essere più adulta ( a 14 anni volevo averne 17), mentre VCUC? è lo sfogo di una sedicenne che rimpiange l’infanzia, ma che si trova obbligata a crescere. L’impronta autobiografica si fa più marcata in VCUC?, che riporta in maniera molto fedele fatti che davvero mi hanno “turbata” negli ultimi anni… insomma, Guardami era molto un sogno, una fantasia, VCUC? è più reale, più vero, e credo, per questo, suscita più emozioni ed empatia

Come è nata l'idea di questo secondo libro? Ti sei ispirata a qualche particolare evento della tua vita? 
Ho iniziato a scrivere VCUC? per liberarmi di una fastidiosa rabbia, rabbia contro una persona in particolare, una persona dalla quale mi aspettavo molto, di cui mi fidavo, che credevo essere quasi perfetta… ma erano tutti castelli in aria, almeno a quel tempo… Sono stata delusa, l’illusione si è spezzata e io ero furiosa. Ho iniziato a scrivere per vendetta, per rinfacciargli ogni errore. Scrivendo la rabbia è passata, si è dissolta nelle pagine, e l’odio si è trasformato in un romanzo del quale sono davvero fiera. 

A questa età si deve scegliere cosa fare in futuro. Hai già le idee chiare riguardo alle modalità con le quali continuare il tuo sogno di scrittrice? 
Non esattamente. Ho qualche idea per un terzo libro, ma non penso di avere molto tempo per svilupparle nel corso del prossimo anno ( ho la maturità a giugno, disperazione). Per l’università sono indecisa tra un corso di giornalismo e filosofia, il primo sarebbe forse più utile, la seconda però mi appassiona da morire. 
Al momento io e mia sorella Marta stiamo lavorando a un blog, che sarà ultimato a breve (siamo un po’ imbranate). Intanto vi lascio il link, nel caso qualcuno volesse darci qualche consiglio: http://vuoiconoscereuncasino.blogspot.it/

mercoledì 10 agosto 2016

Recensione: Come un uragano


Titolo: Come un uragano
Autore: Nicholas Sparks
Pagine: 246
Prezzo di copertina: 9.90  euro
EditoreSperling & Kupfer
È inverno, e su un'isoletta del North Carolina Paul e Adrienne incrociano i loro destini. Entrambi stanno cercando faticosamente di rimettere insieme i cocci delle proprie esistenze e in quel luogo appartato che sta per essere investito da un uragano entrano a poco a poco in confidenza. Così, riscoprono la bellezza della complicità con un altro essere umano e, soprattutto, sentono accendersi nuovamente la voglia di abbandonarsi al desiderio, all'amore. Fuori c'è la tempesta, ma la sua furia non è paragonabile alla forza dirompente del sentimento che nasce tra loro...


1988, North Carolina. Due anime si incontrano e le loro vite si intrecciano. Lei -Adrienne- madre e giovane nonna abbandonata dal marito, ormai di nuovo in piedi grazie a quella parte della sua vita che i figli non conoscono. Lui -Paul- affermato medico cinquantenne che ha sempre anteposto la professione alla famiglia. Nel momento del loro incontro entrambi sanno che c’è qualcosa da riparare nelle loro vite e che soltanto una resistente cucitura può impedire che fuoriesca quel dolore dato dalla consapevolezza di aver sbagliato. Non si aspettavano di trovare nell'altro quel rimedio alla sofferenza, quella maniera per iniziare a vivere di nuovo, quel posto dove ti senti al sicuro anche quando fuori infuria la tempesta: Adrienne si trovava a Rodanthe per aiutare un’amica nella gestione del suo locale, Paul per risolvere una delicata faccenda prima di partire per ritrovare quel figlio per cui non è mai stato veramente un padre.
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