giovedì 21 settembre 2017

Recensione: Noi siamo tutto


Titolo: Noi siamo tutto
Autore: Nicola Yoon
Pagine: 307
Prezzo di copertina: 17.90  euro
EditoreSperling & Kupfer
Madeline Whittier è allergica al mondo. Soffre infatti di una patologia tanto rara quanto nota, che non le permette di entrare in contatto con il mondo esterno. Per questo non esce di casa, non l'ha mai fatto in diciassette anni. Mai un respiro d'aria fresca, né un raggio di sole caldo sul viso. Le uniche persone che può frequentare sono sua madre e la sua infermiera, Carla. Finché, un giorno, un camion di una ditta di traslochi si ferma nella sua via. Madeline è alla finestra quando vede... lui. Il nuovo vicino. Alto, magro e vestito di nero dalla testa ai piedi: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che gli nasconde completamente i capelli. Il suo nome è Olly. I loro sguardi si incrociano per un secondo. E anche se nella vita è impossibile prevedere sempre tutto, in quel secondo Madeline prevede che si innamorerà di lui. Anzi, ne è sicura. Come è quasi sicura che sarà un disastro. Perché, per la prima volta, quello che ha non le basta più. E per vivere anche solo un giorno perfetto è pronta a rischiare tutto. Tutto.

Ci sono volte in cui ti innamori di un libro. A me succede quando si rivela un inno alla vita; Everything everything è proprio questo: un grossissimo incoraggiamento per tutti coloro che non vedo il senso dei loro giorni, che li vedono scorrere allo scandire di un orologio ma non se ne curano più di tanto, preferiscono rimanere rinchiusi in un semplice esistere che loro però chiamano vivere.
Maddy non è soltanto una ragazza affetta da SCID, malattia che la rende allergica al mondo intero, ma è la medicina per quelli che il mondo lo possono gustare per davvero ma non lo fanno.
Raccontandoci di questa grande ingiustizia chiamata deficit di adenosina deaminasi l’autrice ci introduce alla vita di quella che era certamente considerata una bambina bolla, costretta a vivere in un ambiente isolato, guardando dalla finestra i coetanei che giocavano in cortile.
Una storia che poteva essere fatta di  atroce delusione, di forte invidia e di arrendevolezza ed invece si è rivelata fatta di piccoli e solidi mattoncini di speranza, amore e voglia di esplorare. Eh sì, perché la nostra Maddy non sa nemmeno cosa voglia dire respirare l’aria della natura, può soltanto immaginarselo grazie alle montagne di libri che le hanno permesso di pregustare spezzoni di mondo. 

lunedì 18 settembre 2017

5 biblioteche da sogno

Se non amate soltanto leggere ma anche viaggiare oggi ho il post che fa per voi. In collaborazione con Martina di Habitissimo, interior designer che certamente di bei posti ne capisce meglio di me, vi facciamo scoprire cinque biblioteche capaci di lasciarvi a bocca aperta; magari siete sul punto di organizzare un bel viaggio per le prossime vacanze e dei luoghi così speciali potrebbero influenzare la vostra scelta. Di biblioteche da sogno sembrano essercene per tutti i gusti, grandi o minuscole, moderne o antichissime ma ciò che le accomuna proprio tutte sono quei grandi scaffali tra i quali desidereresti perderti. Appena qui sotto ecco a voi una breve descrizione e le foto delle biblioteche che abbiamo scelto proprio per voi.

1. Biblioteca George Peabody
Situata in un campus universitario di Baltimora e completata nel 1878 la Biblioteca George Peabody accoglie 300 mila libri, buona parte dei quali contenenti nozioni di arte e storia. 
Per il suo stile neoclassico è stata definita Cattedrale di Librii suoi balconi dalle decorazioni in ferro e le colonne color crema e oro donano all'antica biblioteca un fascino romantico. E' una location ricercata per la celebrazione di matrimoni e altri eventi. 

venerdì 15 settembre 2017

Recensione: Il silenzio della pioggia d'estate

Autore: Dinah Jefferies
Pagine: 413
Prezzo di copertina: 9,26  euro
Editore: Newton Compton
1930, Rajputana, India. Dopo la morte del marito, un giovane fotoreporter, Eliza, è rimasta sola. A tenerle compagnia c'è soltanto la sua macchina fotografica. La solitudine viene un giorno interrotta da un incarico: il Governo britannico decide di inviarla in uno sfarzoso stato indiano per fotografare la famiglia reale. Ed Eliza è determinata a sfruttare la situazione per farsi un nome. Quando arriva al palazzo, conosce il fratello del principe, Jay, un ragazzo giovane e affascinante. Uniti dal desiderio di migliorare le condizioni della popolazione locale, Jay ed Eliza scoprono di avere più cose in comune di quello che pensano. Eppure la società e le loro famiglie la pensano diversamente. E questo li costringerà a una scelta: fare ciò che tutti si aspettano da loro oppure seguire ciò che dice il cuore...

A volte non c’è bisogno di chiudere gli occhi per sognare o di prendere un treno per viaggiare. La fantasia del lettore e la bravura dello scrittore sono un’ottima combinazione per sentirsi racchiusi in un turbine lungo poche ore. Dinah Jefferies ci regala pagine dagli odori speziati che provengono dalle bancarelle dal mercato di Rajputana, dai colori accesi che animano l’India e i suoi abitanti e dai suoni inebrianti che sanno di Oriente e di passato. 
Colei che questo viaggio lo fa davvero è una donna di ventinove anni di nome Eliza. Chiusa in sé stessa dopo aver perso il marito ecco che riceve l’inaspettato ed importante incarico di tutta la sua carriera da fotoreporter: immortalare la famiglia reale di un ricchissimo stato indiano. Ama le fotografie perché riescono a catturare in un attimo un’intera storia ma, all’inizio del viaggio, non sa che invece sarà l’India a catturare il suo cuore. La speranza di poter vivere una storia d’amore Eliza l’aveva ormai abbandonata da tempo; ci sono però sensazioni che ti colgono improvvisamente e nei luoghi più assurdi così che ti ritrovi a condividere momenti con persone che mai avresti pensato di capire. Un romanzo che insegna che le differenze culturali non sono un limite invalicabile come a volte si crede.

venerdì 28 luglio 2017

5 libri da leggere in estate

Con questo sole un po' di relax ci vuole ed un libro a portata di mano ci deve sempre assolutamente essere. Non vorrei parlarvi tanto delle letture da ombrellone, ossia non ho intenzione di andare a cercare i romanzi dal contenuto più leggero, ma piuttosto presentarvi cinque storie in lingua nelle quali sembra che si respiri aria di estate, di mare e di vacanza. Aria che magari qualcuno ancora adesso può trovare solamente nei libri... 
Love and Gelato parla di un'estate passata in Italia, dove amore, mistero e avventura si miscelano così da divenire un tutt'uno durante il road trip attraverso la Toscana. No, ma Lina non è lì per godersi le meraviglie che il nostro Paese ha da offrire ma per trovare quel papà che non c'è mai stato per lei prima che sua mamma muoia.
L'unica preoccupazione della sedicenne Abby, nel romanzo The distance from A to Z, è invece imparare per bene il francese e per farlo decide di partire per una vacanza studio. Sì, proprio una delle comuni vacanze studio che molti studenti scelgono ogni anno. Ed ecco che qui è costretta a stare con un ragazzo che proprio non sopporta; in qualche modo però l'estate e la sua magia permetteranno di far vivere loro giorni indimenticabili.
Un romanzo dai toni drammatici Life Without Summer riguarda Tessa, una madre che ha appena perso la figlia di quattro anni. Ormai ha perso la motivazione di fare qualunque cose, ossia ormai vive una vita senza estate: incompleta. Questo è un viaggio per riottenere un equilibrio grazie ad amore, fiducia e perdono. 
Wanderlost è stato pubblicato anche in Italia, con il titolo Il viaggio che mi ha cambiato la vita. Una trama accattivante, uno young adult particolare, dei dettagli curiosi: una ragazza si trova a ricoprire per un'estate il ruolo della sorella: deve fare da guida in un tour attraverso l'Europa!
Beach Trip è invece un viaggio nei ricordi, non soltanto al mare. Mel, Sara, Annie, e Lola decidono di passare del tempo insieme nella casa di una di loro in North Carolina, così da ricordare i bei tempi passati del college.

venerdì 21 luglio 2017

Recensione: 7 giorni

Titolo: 7 giorni
Autore: Pablo Cerini
Pagine: 199
Prezzo di copertina: 9,26  euro
Editore: self-published
 La vita li ha fatti arrivare stanchi al momento della verità, ma invece il destino li chiama ad essere pronti. In gioco c'è tutto. La carriera. L'amore. Il senso di tutti i giorni spesi fino ad ora. Come si è giunti a qui? Sono passati giorni. Sette, per la precisione, in cui tutto poteva essere ripensato e riscritto. Ma l'abitudine e la noia hanno avuto il sopravvento. E adesso è troppo tardi per il rewind. Siamo in tre sul bordo del precipizio. E uno di noi deve cadere. La città scorre fuori dal finestrino. C'è una storia d'amore, in fondo. Anche se parlare d'amore è esagerato. Forse, è sufficiente dire che c'è stato un incontro e due solitudini non hanno più avuto il coraggio di tornare a guardarsi indietro. Qualcun altro pagherà le conseguenze, tanto. Sì, e c'è della nostalgia. Per forza. Perché anche chi non è vissuto negli anni 90 sente la nostalgia per gli anni 90. Sono stati i peggiori di tutti. E i più felici di tutti. Chi ci è vissuto non riesce a dimenticarli. Chi è arrivato dopo cerca disperatamente simulazioni veritiere che lo rendano partecipe di quelle sensazioni esclusive e distruttive. E c'è anche il business. Perché quale storia non gira attorno ai soldi? Qui invece abbiamo l'annoiato mondo corporate che parla più con le posizioni del corpo che con il cervello. E le vendite vanno chiuse. Spostando il limite sempre più in là.  E c'è una visione. Che non interessa a nessuno ma che rimane la pietra angolare di tutto. La pietra su cui scivoleremo sfracellandoci. Perché il perdono arriva. Ma chiede il suo obolo da pagare.

Tre sono i personaggi che dominano la scena di “7 giorni”. Tutti indicati con le semplici lettere per fare in modo che il lettore possa trovare in P. quell'uomo intrappolato nella routine lavorativa dalla quale cerca di scappare, in F. il socio che ormai è amico da una vita e in L. ogni giovane donna che, grazie alla sua furbizia e al suo fascino, ha la meglio nell'ambito lavorativo. 
Ecco che Pablo Cerini ci racconta con amara ironia un intreccio di situazioni che nascono da un’esistenza sregolata, che sembra nascere da una non piena realizzazione di se stessi. In realtà non comprendiamo fino in fondo queste persone che cercano di riempire i vuoti che dominano le loro giornate perché l’autore ha scelto di non delinearli per un motivo: capire dei comportamenti che nascono da semplici pulsioni non è così facile dato che nemmeno coloro che li assumono hanno una ragione razionale per farlo. Quanto volte non comprendiamo gli atteggiamenti di una persona? Insomma, anche nella banalità della quotidianità ci troviamo davanti a piccoli incomprensibili dettagli. 
Se tre sono i protagonisti, sette invece sono i giorni che vengono presentati all'occhio attento del lettore. Possiamo comunque considerare la storia spezzata sostanzialmente in due parti; se all'inizio abbiamo un’azione pressoché nulla ed un andamento piuttosto lento, all'improvviso la noia si rompe e il racconto riprende il ritmo giusto per far sì che si rimanga intrappolati nel filo della narrazione. Il capo di questo breve filo, in quanto si tratta di un libricino che si conclude in poco tempo, è un colpo di scena costruito ad hoc.

domenica 16 luglio 2017

Recensione: Cambion

Titolo: Cambion
Autore: Veronica Riga
Pagine: 303
Prezzo di copertina: 16.50  euro
EditoreBibliotheka Edizioni
Celeste è sicura di avere una vita noiosa. Abita a Londra, la capitale delle stranezze, e lavora in un Hotel che ospita viaggiatori di ogni tipo. A soli diciotto anni ha già visto le sfumature del mondo, e nulla riesce più a sorprenderla. Quando si ritrova a dover fare da guida turistica a Cameron, un ragazzo della sua età dai capelli rosso fuoco, le sue giornate iniziano a movimentarsi sino al limite dell'impossibile. Cameron è diverso dagli altri. Con le braccia tatuate, una camera piena di icone religiose e la strana abitudine di parlare da solo, sembra coinvolto in un omicidio avvenuto il giorno del suo stesso arrivo a Londra. Un omicidio a cui Celeste ha assistito, ma che sembra non essere in grado di ricordare...David farebbe di tutto pur di salvare la vita a Elìas, il mezz’angelo di cui è innamorato, anche fare un giuramento mortale. Dovrà vincere il Torneo a cui partecipano i Cambion, e trovare così il corpo adatto a ospitare il Principe degli Inferi. Se dovesse fallire, Elìas morirà e le loro anime verranno divorate dal demone con cui ha stretto il patto: Asmodeo, suo padre.

Etichettiamo sempre un romanzo con un determinato genere, molte volte però la storia poi non lo rispecchia per niente. Nel caso di Cambion tutto è perfettamente in linea con quello che dovrebbe essere uno young adult urban fantasy; no, non fraintendetemi... non è assolutamente il solito romanzo in cui il demone che combatte contro la sua stessa natura si innamora della ragazza timida che le cade tra le braccia. Non è niente di tutto questo ma un libro in cui tutti gli elementi nati dalla fantasia dell’autrice si miscelano con tanta maestria con quelle che potrebbero essere degli avvenimenti reali, ai quali ogni giorno potremmo incappare pure noi. Cambion è la storia di una ragazza dalla vita perfettamente normale: un lavoro in un hotel, dei genitori che la affiancano, le uscite con le amiche che le riempiono il tempo libero... Ma la sua normalità si intreccia con la stranezza del figlio del proprietario dell’hotel nel quale lavora.
Ed ecco così che la Londra che Celeste, la nostra protagonista, conosceva si sgretola lentamente lasciando il posto ad una città in cui la magia non sta nella bellezza del Big Ben, bensì nella presenza di un’insaziabile lotta tra un Bene angelico e un Male demoniaco. La cosa speciale del romanzo però è che la divisione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è non è netta assolutamente, così come nella vita... E’ davvero possibile comprendere se una persona è buona o crudele? No, perché esiste una sorta di zona grigia dove ci siamo noi, gente comune, che hanno pregi e difetti così da essere un miscuglio di perfetta normalità. 

venerdì 14 luglio 2017

Recensione: Morivamo di freddo


Autore: Rosalia Messina
Pagine: 111
Prezzo di copertina: 11.99  euro
Editore: Durango Edizioni
Mauro e Sandra, Guido e Loredana. Quattro amici, due coppie. Attraverso due tragedie e con il passare del tempo scopriranno che nessuno di loro conosceva davvero gli altri. Enrico, il figlio di Mauro e Sandra, si è costruito una vita al riparo da scosse emotive. Gli attacchi di panico e la necessità di prendersene cura metteranno a dura prova le sue solide protezioni. Rosalia Messina racconta le vicissitudini del dolore lungo due generazioni sotto il cielo color ardesia di Catania.



“Quel rosso splendente il copertina è l’amore, quello che troverò in ogni pagina del libro” pensavo. Forse ho sbagliato tutto, perché mi sono trovata tra le mani un romanzo nel quale l’amore è il grande assente. Quel sentimento che vuole farsi sentire, vuole essere chiamato a grande voce ed invece viene meno per i ti amo non detti, per quelli accennati nella maniera sbagliata, per il senso di responsabilità che ti tappa la bocca... Morivamo di freddo è fatto di vuoto. Uno spazio bianco di ricordi mai condivisi se non tramite le pagine di un diario privato, pieno di sensazioni che forse avrebbero dovuto rimanere celate. Un vuoto da colmare riavvolgendo la storia del passato, così da ricucirne l’origine per fare in modo che non si strappi con violenza.
Ma forse è inevitabile che ricucire il passato sia doloroso; ogni volta che l’ago si infila nel tessuto della memoria fa male perché lo modifica con il filo che porta con sé. Sebbene sarà un cambiamento lieve, sarà sufficiente a vedere con occhi differenti gli avvenimenti passati. Forse quello che sembrava un banale sorriso era invece una dichiarazione d’amore mai colta...
E se il proprietario del diario fosse morto e toccasse a chi ancora vive fare i conti con quel passato impresso dall'inchiostro? Ecco che quella che avrebbe dovuto essere un semplice rivivere il vissuto si trasforma in un'esperienza intollerabile, accompagnata dal dolore della perdita di una persona che si pensava di conoscere nel profondo ma invece non era così. In realtà non era chiaro nemmeno chi fosse la persona che amava...

giovedì 13 luglio 2017

Un ciao definitivo

Un giorno dopo l'altro e così sono diventati tre mesi. Sono accadute cose che mi hanno fatto male, che in qualche maniera mi hanno cambiata un po' dentro. Sono accadute cose che ho dovuto affrontare con il sorriso per evitare che fossero gli altri a piangere. Sono accadute cose che ho dovuto gestire come meglio potevo, senza però avere i risultati che speravo. Ed in tutto questo il blog non ha avuto il tempo che gli spettava; magari non sono mancata a nessuno, magari sono soltanto un altro puntino che si è spento all'improvviso nel vasto universo dei blog, magari tre mesi di assenza non sono tanti come la mia testa crede... ma leggere, scrivere, visitare i vostri angolini, tenermi in contatto con voi mi è mancato tanto. 
Adesso non voglio farvi credere che in queste settimane non sia accaduto niente di bello; ho sempre cercato di vedere il lato positivo delle situazioni, di fare in modo che i ricordi e le speranze mi aiutassero ad andare avanti. Ed alla fine eccomi qua. Piccole grandi conquiste e la fine di cinque anni di liceo scientifico con un cento; un voto la cui soddisfazione più grande che ne deriva è l'essere stata ricompensata pienamente di tutte le giornate passate a studiare, perché di per sé non è che abbia chissà quale valore. 

Sono in estate adesso. O meglio, in vacanza. Sono cominciate da un cinque giorni ed ovviamente ho fatto un patto con me stessa: recuperare il tempo perso e riprendere sotto controllo la situazione blog. 
Non posso promettervi che riprendere i ritmi sarà facilissimo o addirittura che con l'avvento dell'università sarà più facile scrivere post, in quanto suonerebbe ridicolo. Mi impegnerò però. Non sarò una blogger professionista, ho tanto da imparare ma anche molta voglia di farlo.

Concludo scusandomi con i miei lettori, con chi seguivo sui propri blog, con coloro che credevano non sarei sparita così a lungo, con chi aspettava una risposta per qualche collaborazione e con le Case Editrici che non mi hanno vista attiva. 

Un caloroso abbraccio a tutti

Francy

domenica 9 aprile 2017

Crazy Readers: Quattro donne e un matrimonio

*Leggendo ci immergiamo in mondi creati dalla nostra fantasia... riusciremo a rendere i nostri pensieri realtà? Questa rubrica è una sfida! Scattare una foto ispirata a un libro. Chi ha avuto questa idea? Rowan e Angelica rispettivamente dei blog Ombre Angeliche e Il Castello tra le nuvole. E io con chi condividerò questo bel percorso? Con la cara Ika del blog Dreaming Wonderland*

♥Pensiero di Francy♥
Ho trovato in questo libro il gusto semplice dell'amicizia e il difficile corso dell'amore vero, quello che è destinato ad essere nonostante tutte le difficoltà che si devono attraversare. Una lettura per nulla impegnativa, per coloro che vogliono una storia realistica, a tratti un po' banale, che però riesce ad affrontare con il cuore delle tematiche che appartengono alla nostra vita e con cui, prima o poi, dobbiamo scontrarci.

☆Pensiero di Ika☆
Ho trovato questo libro per caso e in realtà non mi aspettavo molto. Alla fine, però, non è stata una cattiva lettura. Ci ha fatto conoscere quattro donne vere, con le loro vite, le loro esperienze, le loro passioni, i loro amori. E' stato un libro intenso, ha mostrato varie cose realistiche, cose che potrebbero tranquillamente accadere durante la vita. Ha dimostrato che un amore, se è vero, se è puro, se è destinato ad esistere, ci sarà. Magari da questa mia descrizione non avrete capito molto, ma spero di avervi invogliato un po' nella lettura!
♥Foto di Francy♥
Ho scattato questa foto perché...
Sarà che i film americani riescono a lasciare il segno, con i loro matrimoni in grande stile all'aperto. In ogni caso riguardando questa foto non ho potuto che pensare fosse la perfetta ambientazione per la storia del romanzo. Purtroppo di foto potevo sceglierne solo una ma vi assicuro, Lettori, che tutto il parco circostante era il luogo perfetto per organizzare una cerimonia coi fiocchi.

mercoledì 22 marzo 2017

In my mailbox #24: entrate primaverili

*Quando si amano i libri non c'è cosa più bella del riceverli! Per sfogliarli, per guardarli, per metterli sullo scaffale impolverato della tua stanza...ma soprattutto per leggerli!!*
Buongiorno Lettori. Oggi vi propongo una nuova puntata di In my mailbox per mostrarvi quelle che sono le nuove entrate nel mio scaffale dell'ultimo mesetto circa. Come vedete si tratta di cinque romanzi, tutti inviatomi gentilmente o da case editrici o dagli stessi autori. Potete notare l'epilogo della saga di Divergent, We can be mendedun libricino di poche pagine che però sembra aver lasciato un retrogusto amaro in molti lettori che si aspettavano qualcosa di più per la conclusione di una saga famosa come quella della Roth. La Newton Compton mi ha mandato invece una delle sue ultime uscite, ossia La ragazza del dipinto, ambientato a Vienna, città che ho visitato poco fa e che dunque sono spinta a leggere al più presto per rivivere la magia di quel luogo. Per quanto riguarda 7 giorni devo ringraziare l'autore Pablo Cerini che mi ha messo a disposizione una copia cartacea, così come Veronica Riga con il suo Cambion. L'ultimo libro, del quale titolo mi sono innamorata, Morivamo di freddo mi è stato spedito dalla casa editrice, accompagnato da una dolce dedica dell'autrice. 

Prezzo: 10.00 euro
Pagine: 352
Casa Editrice: Newton COmpton
Lingua: Italiano
Trama:
Vienna, 1939. Mentre lo spettro della guerra terrorizza l’Europa, i genitori di Rose Zimmer cercano disperatamente un modo per lasciare l’Austria. Non riuscendoci, decidono di salvare almeno la loro giovane figlia. Rose viene così affidata a degli sconosciuti e portata in Inghilterra. Sei anni più tardi, quando la guerra è finalmente terminata, Rose tenta di ricostruire la propria vita devastata: si mette quindi alla ricerca di un quadro di Soutine, appartenuto alla madre, e al quale la donna era legatissima. Dopo essersi trasferita a Los Angeles e aver trascorso lì la propria vita, Rose si imbatterà nuovamente nelle tracce di quel dipinto, diventato per lei quasi un’ossessione, e in Lizzie Goldstein, che ne è entrata in possesso dopo di lei. Tra Lizzie e Rose nasce un’amicizia inaspettata, destinata però a interrompersi bruscamente quando le due donne si troveranno di fronte a una verità dolorosa: un segreto che ha a che fare con il quadro di Soutine e che è rimasto nascosto per tanti anni… Una prosa cristallina per una storia che parla di nostalgia, dolore, perdita e perdono.

martedì 21 marzo 2017

Penne, carta, frasi e creatività

Chi mi segue da tempo ormai lo sa. Ho anche una vena creativa dentro di me che, quando può, non esita a saltare fuori nel migliore dei modi possibili secondo le mie capacità. Qui sul blog vi ho proposto diverse volte le foto che vi mostrano che in qualche maniera è possible conciliare l'amore per la lettura -ed in particolare per le citazioni tratti da libri, poesie etc.- con la passione per i piccoli lavoretti. Oggi vorrei mostrarvi il risultato di una collaborazione con Viking, la quale mi ha gentilmente fornito un bel po' di materiale per mettere per inscritto, nel modo più originale possibile, delle citazioni a cui sono particolarmente affezionata in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall'Unesco nel 1999. 
Potete sapere qualche notizia in più sull'iniziativa a cui ho partecipato cliccando qui. Nella blogger box che ho ricevuto c'erano dei pennarelli indelebili, tra cui oro e argento, una penna calligrafia bellissima tanto che quasi mi spiaceva usarla, alcuni fogli colorati, una tela e delle perline. Insomma, come ho fatto io, ritagliatevi anche voi qualche minuto per celebrare a vostro modo questa giornata e poi condividete sulla Pagina Facebook Viking IIT con l'hastag #VikingPoetryDay. Qui di seguito vi lascio il risultato che è saltato fuori sui miei fogli...


lunedì 13 marzo 2017

Recensione: Who Says You Can't? You Do


Titolo: Who Says You Can't? You do
Autore: Daniel Chidiac
Pagine: 382
Prezzo di copertina: 20.31  euro
Editore: Lightning Source Inc
Ti sei mai chiesto perché ci sono poche persone che stanno vivendo i loro sogni, mentre gli altri sembrano allontanarsene sempre di più ogni giorno che passa? Ti sei mai posto le domande Cosa sono qui a fare? Qual è lo scopo della mia vita? Chi sono? Aprendo questo libro, Daniel Chidiac, uno dei più freschi e dinamici scrittori della nostra era, guida il lettore attraverso un viaggio psicologico ed emozionale per sbloccare il suo più vero potenziale. Intraprendendo questo viaggio di 7 step, troverai le risposte alle domande che hai cercato per tutta la vita. Sii pronto ad essere incuriosito, affascinato e stupido. Non da questo libro, ma dalla tua stessa forza

Non aprite la prima pagina del libro con la sicurezza che il suo contenuto di cambierà la vita. Forse lo farà ma cominciarlo con una tranquillità che solo la mancanza di aspettativa può dare è indispensabile per godersi ogni piccola grande frase contenuta in questo scrigno di carta. Per una come me, abituata a leggere perlopiù romanzi, in cui le citazioni da annotare sul quadernino sono macchie di inchiostro in una marea di carta, trovarsi tra le mani un volumetto poco spesso ma che, se non avessi timore di utilizzare l'evidenziatore sulla carta, sarebbe un unico oggetto fluorescente... beh, è stato meraviglioso. Scritto con un linguaggio semplice -sottolineo che si tratta di un libro disponibile solamente in lingua, in Italia non si parla nemmeno di prossima pubblicazione, purtroppo- e diretto è indirizzato ad un pubblico piuttosto ampio, dal ragazzo dalle mille insicurezze a colui che non sa cosa fare della sua vita, da chi non riesce a capire cosa sia davvero importante a chi non riesce a superare una cocente delusione. Sono convinta che ognuno di noi possa cogliere un particolare diverso di ogni capitolo e farlo suo, trasformandolo nella medicina giusta per guarire quel preciso male che sta prendendo il sopravvento nella sua vita durante quel periodo. 

mercoledì 15 febbraio 2017

Blogtour Strider: l'ambientazione

Buon mercoledì, Lettori. Oggi sono qui per coinvolgermi ad un'iniziativa a cui mi ha invitato a partecipare Reina, del blog Il Portale Segreto. Non sempre riesco ad aderire a blogtour o eventi affini perché sono numerosissimi quelli di cui ci troviamo circondati durante l'anno; insomma, ce n'è per tutti i gusti quindi è indispensabile, non solo per noi blogger, ma anche per voi lettori, scegliere qualcosa che interessi davvero, la cui tematica non lasci indifferente. Una trama, che potete trovare qui, che sembra un miscuglio ben studiato di elementi che partono dal distopico e che, passando attraverso il fantasy, sembrano sfociare in un romanzo strutturato come uno storico. 
Nella mia tappa vi parlerò dell'ambientazione di questo romanzo e, dalle poche righe che seguono, capiremo assieme di quanta fantasia sia dotato l'autore...
Strider è ambientato in un universo selvaggio e diverso dal nostro, che il lettore esplora fianco a fianco ai protagonisti. E’ un mondo fantasy un po’ atipico, s’inchina alle suggestioni tolkieniane ma se ne allontana con rispetto quanto a gusto ed immaginario.
La Grande Foresta è la vera protagonista del primo volume, sconfinata, meravigliosa e terribile allo stesso tempo. E’ vita e morte, ma soprattutto è il limite che separa i protagonisti da qualunque cosa vi sia al di là di essa.
Perché all’inizio il mondo di Strider non è altro che alberi, Querce Colosso e antichi sentieri ormai cancellati dal tempo, scrutati dalla relativa sicurezza di un piccolo villaggio in cui vivono una cinquantina di anime. L’ultimo villaggio esistente, raccontano i pochi adulti e anziani che vi abitano ai giovani protagonisti. Nessuno vuole rivelare loro cosa sia successo in passato, nessuno vuole ricordare, nessuno ritiene sia bene per loro sapere.
Eppure, ad un certo punto Ian ed Elana s’imbatteranno in qualcosa di completamente inaspettato: un ragazzino grosso modo della loro età, perso nella Grande Foresta e senza alcuna memoria del proprio passato.  Nora -questo il nome che i due gli daranno-, infiammerà il bisogno di abbandonare la soffocante monotonia del villaggio e il loro desiderio si avvererà… più o meno.
Il mondo di Strider è soprattutto naturale, i luoghi abitati strappati a fatica da una terra indomabile. Il piccolo insediamento di Cori è come un lumino che galleggia in mare aperto; la stessa Minharan, nel volume due, guarda con malcelato timore alla regione della quale dovrebbe prendersi cura.
Addentrandosi tra gli alberi e le pianure ci si può imbattere in animali peculiari: enormi pecore da soma, anatre tanto grosse e scorbutiche da essere perfettamente cavalcabili solo da chi non tema il rischio di spezzarsi un paio di vertebre, volatili semi-invisibili orrendamente fastidiosi e, ovviamente, predatori che te li raccomando.
E’ un universo in cui elementi arcaici si fondono con una tecnologia di dubbia provenienza e funzionalità, gli uomini convivono per modo di dire con esseri per metà animali e le istituzioni godono di una fiducia quantomeno scarsa. Forse non un posto adatto a degli eroi in fin dei conti, ma ne esiste uno così? Alla fine si protegge ciò che si ha, oppure si rinuncia. O si cerca di cambiarlo. Scegliendo una di queste ipotesi, per qualcuno, si diventa eroi.
Su tutto ciò che di buono e di pessimo c’è nel mondo di Strider aleggia la minaccia della Nebbia Nera, un’impenetrabile ed incomprensibile cappa oscura che prima degli avvenimenti narrati avvolse improvvisamente il Nord, vomitando creature orribili e dalla ferocia innaturale. La Progenie della Nebbia Nera venne ricacciata nelle profondità oscure dalle quali era uscita, ma il sudario che ricopre il Nord rimane e per quanto si cerchi di dimenticare, nascondere, andare avanti… forse la guerra non è mai davvero finita.

lunedì 13 febbraio 2017

Booktag: dalla A alla Z

Buona serata, Lettori ♥ Eccomi oggi con un post nuovo di zecca; questa volta si tratta di un book tag che ho trovato nel blog di Jessica un sacco di tempo fa, pensate che il suo post risale al maggio del 2015, ma che finalmente mi sono decisa di riproporre qui da me. Si tratta di una serie di ventuno brevi richieste da compilare, ciascuna per ogni lettera dell'alfabeto italiano. Non taggo nessuno ma se decideste di riproporre questo giochino nei vostri angolini o di rispondere qui sotto nei commenti sentitevi liberi di farlo, rendendomi partecipe dei vostri gusti!
A - Autore con la A maiuscola
Per una lettrice è difficile scegliere un solo autore che definirebbe 'con la A maiuscola'. Insomma, non ne esiste sicuramente soltanto uno degno di questo appellativo ma, poiché mi ritrovo davanti ad una scelta, dico assolutamente Alessandro D'Avenia. Devo ancora leggere il suo ultimo romanzo ma i precedenti tre sono stati capaci di aprirmi gli occhi su realtà a me sconosciute, di illuminare quello che avevo dentro e di farmi riflettere con frasi che nessun altro avrebbe potuto esprimere con parole altrettanto poetiche.

B - Bevo, e responsabilmente, mentre leggo
Mi capita di sorseggiare una tazza di tè caldo o, se necessito di rilassarmi ancora di più, una camomilla. Ed ovviamente sul comodino c'è sempre una bottiglietta d'acqua così, in caso mi venisse sete mentre sono immersa nelle pagine del libro, non mi tocca interrompere la lettura!

C - Confesso di aver letto
Non ho nulla da confessare, nessun libro che abbia fatto sorgere importanti polemiche è mai finito tra le mie mani. In più sono convinta che nessuno si debba vergognare delle proprie scelte libresche; ci sono ben altre cose nella vita che sarebbe importante confessare ma in realtà ciò non viene fatto.

D - Dovrei smettere di...
Aggiungere titoli senza sosta alla mia Wish List e concentrarmi sulla lettura di quelli che mi aspettano sullo scaffale, poveri romanzi!

E - e-reader o cartaceo
Cartaceo sicuramente! Raramente leggo e-book anche se qualche volta mi sforzo a prenderne in mano qualcuno ma preferisco sicuramente il vecchio buon libro di carta e inchiostro.

F- Fangirl impenitente di...
Non sono una lettrice particolarmente fanatica ma sicuramente Harry Potter è un'importante parte della mia me lettrice tanto che mi piacerebbe, se un giorno ne avrò l'opportunità, a visitare gli Studios a Londra!

domenica 12 febbraio 2017

Nuove uscite in libreria: interessiAMOci

Concentrarsi su quello che potresti leggere presto o tardi, su quello che vorresti ricevere per regalo nei prossimi giorni, fantasticare un po' su trame che ti sembrano piccole meraviglie di carta non può che migliorarti almeno un pochino la giornata. Ecco perché mi piace interessarmi di quelle che sono le nuove uscite in libreria, forse vuol dire sperare che una bella lettura ci lascerà un grande segno nel cuore. Ed eccomi qui oggi a mostrarvi quattro romanzi che sembrano promettere bene!

Una nuova uscita dalla trama promettente firmata Newton Compton disponibile soltanto in ebook al prezzo di 3.99 
 18 febbraio
Trama:
Eric Nolan è un uomo molto sicuro di sé, convinto di avere tutti in pugno: dalle ceneri delle attività di famiglia ha creato la NETline, la nuova realtà nel mondo dell’intrattenimento digitale. Ora si trova in un momento delicato e non può permettere a nessuno di intromettersi nei suoi affari. L’imprevisto, tuttavia, è dietro l’angolo: si chiama Charlotte McGraw, bionda e bellissima prostituta d’alto bordo, pronta a mandare a monte il matrimonio di suo fratello Noah con Jade Kanakis, la figlia del “re dello yogurt” e finanziatore generoso della NETline. Ma quando Eric cerca di togliere di mezzo Charlotte, ecco che i guai entrano nella sua vita…

martedì 7 febbraio 2017

Gingilli da lettore: coccolarsi online

Qualche giorno fa girovagando sul web mi sono imbattuta in un post in cui si parlava di alcuni gadget che ogni lettore avrebbe amato alla follia. Essendo io una delle prime pronte a rimboccarsi le maniche per trovare interessanti oggetti a tema libresco eccomi qui con un sacco di energia per farvi conoscere alcuni gingilli, come li ho chiamati amorevolmente nel titolo, che sono sicura che la maggior parte di voi sarà tentata ad acquistare. Insomma, dopo questo articolo non sarò l'unica ad aver rischiato più volte di cliccare sulla scritta Acquista ora ma insieme dobbiamo tenerci forte ed attendere l'occasione giusta per coccolarci un po', che potrà essere il nostro compleanno, Natale o -perché no?- la fine della sessione invernale, dato che siamo nel periodo adatto. Per il momento mi limito a fare la dispettosa e a mostrarvi alcune belle cosine...

Segnalibro con macchina da scrivere/colibrì
Due piccoli capolavori che vorrei avere dentro ogni libro. Nonostante siano molto diversi l'un l'altro li amo entrambi; quello a sinistra è particolarmente adatto a coloro che vogliono non solo leggere ma anche scrivere in quanto recita Keep calm and type on. Il secondo invece mi ricorda vagamente il Giappone, forse per la fantasia floreale e i colori sul rosa-violetto; lo vedo particolarmente adatto per coloro che amano i romanzi ambientati in Paesi lontani, che permettono di esplorare nuove culture. Insomma, penso che prima o poi uno lo comprerò perché le recensioni sono ottime e costano soltanto 3.00 euro. Niente male, vero?


lunedì 6 febbraio 2017

Post I've Loved: all'insegna dell'originalità

*In un mondo così grande come la blogsfera è facile perdersi post meravigliosi: recensioni degne di nota, iniziative originali, informazioni decisamente interessanti... Il modo migliore di raccogliere i post che ho amato di più penso sia proprio una piccola dolce rubrica ^^ Un momento di raccoglimento delle idee per me, nuovi spunti per voi e un grazie alla blogger che ha scritto il post ^^*

Eccomi, Lettori! Sì, ok ormai avrete capito che sarà impossibile per me tornare ai ritmi di una volta, quando pubblicare un post al giorno era la perfetta normalità. Sembra che la vita mi insegua sempre più veloce, come se volesse soffocarmi e lasciarmi andare soltanto quando arriva la sera ed ormai è ora di chiudere gli occhi. Insomma, inutile negare che i ritmi del blog siano davvero insostenibili per me per lunghi periodi ma l'importante è tornare, giusto? Oggi mi sono messa a scovare nella blogsfera quegli articoli che non possono fare a meno di essere per me una grande ispirazione... eccoveli qui così potete andare a curiosare!

Essere lettori a volte comporta anche tanti piccoli vizi, come la fissazione per le citazioni o l'annotare compulsivamente i libri che si leggono e quelli che si desiderano. Ed ecco qui un post davvero interessante in cui si parla di alcuni oggetti che potrebbero essere un perfetto regali per chi ama i romanzi. Oltretutto, grazie alle parole contenute, mi è venuta una splendida idea per un post! 



domenica 5 febbraio 2017

Recensione: Il labirinto degli spiriti

Titolo: Il labirinto degli spiriti
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Pagine: 729
Prezzo di copertina: 23.00  euro
Editore: Mondadori
Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo.
Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime.
È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.

Per l’ultima volta Zafon ci permette di immergersi in una Barcellona misteriosa, che fin dall’ormai lontano L’ombra del vento dominava la scena in ogni singolo capitolo che il lettore si trovava di fronte. E’ difficile dirle addio, è come lasciar andare un vecchio amico con la consapevolezza che non lo vedrai più ma comunque con la sicurezza che i mille ricordi degli attimi trascorsi insieme difficilmente ti abbandoneranno. Ed ecco che la malinconia traspare da ogni singola parola, quasi che lo stesso autore la provasse nel momento stesso in cui, chino sulla scrivania, componeva l’ultima storia del nostro Daniel. E’ un romanzo maturo, cosciente del fatto che è meglio lasciar andare piuttosto che trattenere qualcosa che non ha più nulla da raccontarti perché oramai la serie de Il cimitero dei libri dimenticati aveva attraversato generazioni, visto morti difficili da sopportare, risolto misteri per cui valeva pena attendere e si è fatta testimone di avvenimenti degni di memoria.
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