mercoledì 24 aprile 2019

Canzoni letterarie: le conoscete?

Siamo abituati al fatto che la trama di un romanzo sia portata sul grande schermo ma poche volte ci rendiamo conto che i libri non sono un’ispirazione solamente per i film. Anche i cantanti talvolta scelgono di prendere un pezzo di una storia che li ha colpiti e di farne il punto centrale di una loro creazione musicale. Ciò che dovrebbe maggiormente sorprenderci è che sentiamo canzoni e nemmeno notiamo queste più o meno marcate citazioni letterarie: solamente dopo aver sentito dire che sì, è basata su un romanzo, ecco che le strofe acquistano un nuovo significato.

Firework, Katy Perry
Durante un’intervista per il Billboard magazine la cantante dichiarò che l’ispirazione per questa canzone le venne quando il suo ragazzo le mostrò un paragrafo tratto da Sulla strada di Jack Kerouac, nel quale si descriveva il frizzante entusiasmo di chi vuole vivere appieno la vita. Un’immagine tanto esplosiva da far nascere in line l’immagine ancor più incandescente dei fuochi d’artificio.
Baby, you're a fireworkCome on, let your colors burst

Baobabs, Regina Spektor
Questa canzone contiene riferimenti a Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery. In particolare alle spine che servono per proteggere un fiore, le stesse delle quali lei si libera così da trovarsi senza protezione.
Inoltre nel romanzo il protagonista vive su asteroide e passa le giornate a sradicare gli alberi di baobab, in quanto distruggerebbero il pianeta se continuassero a crescere; allo stesso modo la cantautrice parla di un mondo in cui non vorrebbe crescere i suoi figli.
You have tamed me; now you must take me.
How am I supposed to be? I don't have my thorns


sabato 20 aprile 2019

Accettiamo l'amore che pensiamo di meritare

“We accept the love we think we deserve“ dice il professore a Charlie. Ed ho interiorizzato così bene il romanzo Noi siamo infinito e la relativa trasposizione cinematografica che non posso evitare di crederlo anche io. 
Una frase incisiva di cui avevo dato la mia interpretazione nel momento stesso in cui l’avevo letta, nero su bianco, così come ve l’ho appena scritta: ancor più forte nella semplicità della lingua inglese. 
Il senso di insicurezza che ci accompagna ci rende vulnerabili, ci fa credere di non essere mai abbastanza perché i nostri difetti ci appaiono sempre più vividi rispetto alle mille note positive che ci caratterizzano. E ci ritroviamo a vivere così, limitati dall'opinione che abbiamo di noi in un mondo in cui sembra esserci sempre qualcuno migliore: perché sì, ci sarà sempre qualcuno che quando sorride splende più di te, qualcuno che ha gli occhi di un azzurro così profondo che al confronto appai una persona spenta, qualcuno che ha una carriera ricca di episodi degni di essere messi nel curriculum, qualcuno che ha una vita che fa scomparire la tua…
 

giovedì 18 aprile 2019

La decadenza del blog

Cari Lettori, come noterete sono tornata. Mi sento più che incostante in questo mondo che richiederebbe molto più tempo di ciò che riesco a dedicargli. Questo sarà un post nostalgico e mirato al confronto con chi di voi ha le mie stesse sensazioni riguardo al destino dei blog letterari.
Pochi giorni fa mi sono imbattuta nella riflessione di Denise (qui il link) e ne sono rimasta profondamente scossa perché è riuscita a mettere nero su bianco tutti i pensieri che mi affliggono ogni volta che ritorno a pubblicare: si tratta del circolo vizioso della "crisi da blogger", un misto tra il cosiddetto blocco dello scrittore e il risultato della frenesia del web.
Ho aperto il mio Angolino nel lontano 2013 e sarebbe stupido fare finta di niente: ci ritroviamo a scrivere per un pubblico diverso, che preferisce l'immediatezza di una foto pubblicata su Instagram alla completezza di una recensione su un blog letterario.
Non c'è niente di sbagliato nel mutamento ma ancora non sono riuscita ad adattarmi a questi cambiamenti che il ruolo prevalente dei social ha portato. 
Apro la mia bacheca e trovo pochi post, tanto che un paio di cambi di pagina sono sufficienti per trovare gli articoli della settimana precedente. 
Mi ricordo che qualche anno fa era impossibile leggere tutto ciò che la blogsfera aveva da raccontare: sarà che un po' di blogger che seguivo hanno deciso di chiudere, sarà che non ho trovato un numero elevato di new entry ... ma il risultato è che non c'è più il movimento di una volta. 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...