gennaio 2015 - Never Say Book

giovedì 29 gennaio 2015

Intervista a Jo, dal blog Whisper
10:30 2 Commenti
E siamo a Giovedì. Ed ancora io non avevo fatto in tempo a pubblicare l'intervista di questa settimana della Blogger League: sta diventando un impegno davvero ingestibile purtroppo. Amo lasciare un po' di spazio al resto del mondo di Blogger ma questa iniziativa sembra non voler finire più; comunque è bellissimo sapere che ci sono così tante persone interessate alla lettura e a condividere i loro interessi.
Devo una grossa scusa a Jo, che ha dovuto aspettare fino ad oggi per veder questo post pubblicato: mi spiace. Odio essere sempre così piena di cose da fare! 
Adesso passiamo all'intervista vera e propria, che sono certa vi piacerà!
Whisper: la voce del tempo
Oltre ad essere una blogger chi sei nella vita di tutti i giorni?
Sono figlia, sorella, fidanzata, zia, studentessa ma più di qualsiasi altra cosa al mondo sono una sognatrice. Sono una persona con la testa perennemente tra le nuvole, la realtà è un luogo troppo limitato per una come me ma grazie alla fervida immaginazione che possiedo vivo mille avventure, spesso mi ritrovo ad appuntare idee dovunque mi capiti (quaderno, giornali, cellulare) con la speranza un giorno di ricomporre i pezzi del puzzle e dare vita ad una storia tutta mia, vestire i panni della scrittrice è un mio grande desiderio.

Come mai hai deciso di ritagliarti il tuo angolo virtuale? Parlaci del tuo rifugio, quali sono gli argomenti che tratti?
La storia del "Whisper" è abbastanza travagliata è nato per caso nel lontano 2011, un piccolo ritrovo creato insieme ad un'amica conosciuta in rete. Dopo una prima fase il blog è andato in letargo, se prima eravamo "le guardiane del tempo" alla fine sono rimasta solo io. 
Per un po' mi sono sentita Houdinì apparivo e scomparivo dalla blogsfera. Lo scorso autunno sono tornata, con la promessa di non abbandonare più questo mia dimora virtuale, un legame speciale mi unisce al "Whisper" e qualsiasi blogger può comprendere questa strana forma di affetto che si può nutrire nei riguardi della "propria creatura".
Il "Whisper" è il forziere nel quale potete trovare le mie grandi passioni: quella per i libri (il mio kindle è divenuto la mia ombra), per la scrittura fedele compagna di vita, per i telefilm che sono la mia dipendenza e per il Cinema un grande amore esploso negli ultimi anni.
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mercoledì 28 gennaio 2015

In my mailbox #13: grossi volumi!
16:00 25 Commenti
*Quando si amano i libri non c'è cosa più bella del riceverli! Per sfogliarli, per guardarli, per metterli sullo scaffale impolverato della tua stanza...ma soprattutto per leggerli!!*
Buongiorno a tutti, Lettori ♥ Non mi faccio sentire da lunedì ed ho saltato addirittura un post importante: mi avrebbe fatto davvero piacere fare qualcosa di speciale per la Giornata della Memoria. Ricordare credo che sia una cosa indispensabile ma -una volta tornata a casa ieri- non ce l'ho proprio fatta! Ho studiato fino tardi, quando ormai era passato il tempo per pubblicare in un orario decente!
Ieri è stato un giorno piuttosto pesante, che non finiva mai ma sicuramente preferisco vivere cento momenti simili che uno solo in un terribile e disumano campo di concentramento. In giornate come il 27 gennaio ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a vivere adesso, nel ventunesimo secolo, e qui, in Europa. Adesso passiamo all'argomento vero e proprio del post, niente di importante per l'umanità per fortuna.
Senza preamboli avete visto i meravigliosi quattro nuovi arrivati nella mia libreria. Nessuno è stato un mio acquisto ma sono tutti e quattro libri che desideravo tantissimo. Quindi mi sento di fare molti ma molti ringraziamenti.
Cominciamo da Christy del blog Un buon libro non finisce mai che mi ha permesso di ricevere un romanzo a mia scelta tra quelli proposti da lei grazie alla tombola organizzata per Natale. Grazie di cuore per ''La psichiatra''.
Passiamo a mandare un abbraccioso abbraccio virtuale alla dolce Fede! Aveva avuto un idea brillante: un giveaway  in cui il vincitore veniva estratto in modo molto poco casuale; adesso Divergent è tra le mie manine dopo tanto tempo!
E che dire poi di Verso l'infinito -il romanzo da cui è stato tratto il film La teoria del tutto- inviatomi dalla Piemme e dell'ultimo romanzo di Jojo Moyes che la Mondadori mi ha mandato? Grazie alle gentilissimi Case Editrici.

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lunedì 26 gennaio 2015

Weekly Life #56
10:00 13 Commenti
*E' una rubrica ideata da Rowan del blog Ombre Angeliche e da Reina del blog Il Portale Segreto. Consiste nello elencare le tre cose migliori successe durante la settimana e le tre peggiori. La posterò ogni lunedì.*
Le tre cose migliori:
1. 500 membri ♥ Grazie a voi siamo diventati tantissimi! Ognuno ha contribuito a far crescere questo piccolo Angolino! Siete la mia soddisfazione; non vi potrò mai ringraziare abbastanza!
2. Io e un altro blogger stiamo preparando una collaborazione piuttosto particolare; idea sua che io sto cercando di rielaborare insieme a lui! Speriamo vi piaccia! Non so quando finiremo di prepararla perché ci vuole una buona organizzazione!
3. Essere guarita dall'influenza! Finalmente non ho più febbre e soprattutto raffreddore... che a volte può essere molto peggio!

Le tre cose peggiori:
1. E ancora... Sto leggendo Sulla strada! Sembra interminabile! Certo, mi sta lasciando il suo segno! Mi auguro che alla fine si riveli uno di quei libri che sembrano tanto lenti per poi esser ricordati per sempre!
2. Mi aspetta una verifica piena di verifiche ed interrogazione. Di nuovo. Mi sento davvero ripetitiva ma non ci posso fare niente... La scuola avrà sempre un posto ''speciale'' in questa rubrica XD
3. Tanta confusione in testa a proposito del futuro! Chissà che facoltà universitaria sceglierò nei prossimi anni... Medicina? Infermieristica? Psicologia? Scienze della comunicazione (non sarebbe male fare la giornalista♥)? Lingue? Come vedete ho le idee molto chiare! Ma per fortuna ho ancora tempo! E voi? Che scelte avete fatto/farete? Beh se avete qualche consiglio... fatevi avanti! 
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sabato 24 gennaio 2015

Grazie. 500 di noi ♥
10:00 21 Commenti
E' venerdì sera. Mi sono appena ripresa dalla maledetta influenza che mi ha fatto perdere un giorno di scuola e che mi ha fatto buttare via un sacco di tempo prezioso per studiare e scrivere qualche post soltanto perché il mio corpicino aveva bisogno di riposare. Ed ecco che apro Never Say Book e penso di aver perso anche la vista, oltre che un po' di salute. Leggo bene? 501 follower? Il tempo mi ha superato senza che me ne accorgessi e mi ha battuto, lasciandomi sbigottita
Da quando ero sul punto di arrivare a cinquecento? Fino ad ora avevo sempre fatto in tempo ha scattare la foto quando i membri erano ''cifra tonda'' ma sta volta no. 
Ed oggi è sabato e quel numerino è salito ancora. Ed io sono fiera. Non di me ma di voi. Perché mi seguite ed avete iniziato a farlo così, dal nulla. Siete sbucati come piccole talpe nel mio angolino e avete lasciato il vostro segno.
Ringrazio voi -nuovi lettori- e voi altri, lettori che ormai avete fatto le radici qui, come minuscoli germogli che pian piano siete stati innaffiati con l'acqua che è il mio scrivere. Non che io sia di vitale importanza come essa; in questo caso la situazione si ribalta: siete voi che siete indispensabili per me.
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martedì 20 gennaio 2015

Recensione: Resta sempre qui
10:30 20 Commenti
Autore: Gayle Forman
Pagine: 265
Prezzo di copertina: 15.00 euro
Editore: Mondadori


Sono passati tre anni dall'incidente che ha cambiato per sempre la vita di Mia e Adam e che li ha separati. Solo la musica ha ricucito lo strappo che si è aperto nelle loro esistenze. Mia è un astro nascente della musica classica. Adam è una rockstar, inseguita e acclamata dai fan di tutto il mondo. I loro occhi tornano a incrociarsi per caso una sera a New York, durante un concerto di Mia alla Carnegie Hall. Mia, l'unico volto che Adam abbia mai cercato in quelli delle sue fan, e nei suoi ricordi. La musica fa vibrare il passato, risveglia emozioni perdute, colma i vuoti nel cuore di Adam. Quando le loro dita tornano a sfiorarsi, tutte le inquietudini si placano: l'alba svelerà a entrambi che la promessa che Adam ha fatto a Mia - il suo segreto, la sua vergogna - in realtà è la loro unica salvezza.


Tre semplici parole -Resta sempre qui- sembra voler continuare quella promessa fatta da Resta anche domani.
Durante il primo libro l'amore che Adam prova per Mia era stato rovesciato sopra il lettore grazie ai suoi comportamenti, ai suoi sguardi pieni di preoccupazione e di quelle frasi che per lui erano una cascata di affetto e per Mia l'unica ragione per rimanere in vita: disposto a lasciarla libera se solo fosse riuscita a risvegliarsi dopo il traumatico incidente che aveva sconvolto la vita ad entrambi
Mai Adam avrebbe pensato che quelle frasi tanto sentite avrebbero realizzato il suo desidero più profondo; un emozione fortissima, che nasce dall'amore per una persona che sta per abbandonarci per sempre. La disperazione di un tale momento può condurti a dire cose di cui le conseguenze ci sono oscure; la nostra mente è così occupata a promettere che non ragiona su ciò a cui questo potrebbe portarci. Momenti di sconforto forse? Un reale abbandono? L'incubo appariva concluso nel momento stesso in cui gli occhi di Mia si era aperti nuovamente come finestre dalle quali si può scrutare il mondo e la sua bellezza; la perdita della famiglia non è facile da superare. 
La dolente ferita è complicata da curare; nemmeno la forza dell'amore può lenire e riempire un vuoto tanto profondo da risultare intollerabile.
Una sofferenza che perdura e si impossessa di lei; l'unico su rifugio diventa la musica e il solo mezzo di salvezza è la fuga.
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lunedì 19 gennaio 2015

Intervista a Pam e Alex, dal blog Il cibo della mente
11:30 3 Commenti
Avrei dovuto pubblicare l'intervista ieri ma sapete già che non mi è stato possibile. Se la domenica dovrebbe essere sinonimo di riposo quella appena trascorsa non aveva lontanamente le sembianze di una Domenica con la D maiuscola! Oggi vi tocca sorbirvi ben due post! Niente di impegnativo in ogni caso, continua la Blogger League! E vi dirò di più! Sembra non finire mai; da un lato è positivo perché significa che non mancano i lettori su blogger ma dall'altra è un impegno che mi porterò dietro per davvero troppo tempo! Adesso passiamo all'intervista vera e propria: questa volta è il turno di Pam e Alex -del blog Il cibo della mente. Dovete andare a trovarle anche soltanto per ammirare la loro grafica spettacolare!
Il Cibo della Mente 


Oltre ad essere una blogger chi sei nella vita di tutti i giorni?
Le domande sono al singolare, ma chi ci segue regolarmente sa benissimo che in realtà il nostro blog è gestito da due persone: Pam e Alex. Pam è una web designer, gattara e pantofolaia a tempo pieno. Alex è una super mamma molto versatile, a volte si trasforma addirittura in Wonder Woman tra faccende, compiti, panni da stirare... lei odia stirare! Entrambe siamo, ovviamente, lettrici ossessivo compulsive. Che altro possiamo dire...ah, giusto! Se mangiamo dopo la mezzanotte mutiamo in due mostriciattoli che vanno in giro a sbranare quelli che ci stanno sulle p.... niente di che insomma.

Come mai hai deciso di ritagliarti il tuo angolo virtuale? Parlaci del tuo rifugio, quali sono gli argomenti che tratti?
Questo blog è nato circa 6 anni fa, ed è stato fondato da Pam. All'inizio era un semplice blog di citazioni tratte da libri, poi si è trasformato in un vero lit-blog. 
Da qualche mese anche Alex partecipa alla gestione e pubblicazione di recensioni e segnalazioni di libri in uscita.
Quindi cosa potete trovare da noi? Recensioni, Anteprime, Giftaway e occasionalmente Fangirlaggio Estremo. Purtroppo non abbiamo il tempo di occuparci di rubriche con cadenza settimanale, anche se ci piacerebbe molto farlo.
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Weekly Life #55
10:30 7 Commenti
*E' una rubrica ideata da Rowan del blog Ombre Angeliche e da Reina del blog Il Portale Segreto. Consiste nello elencare le tre cose migliori successe durante la settimana e le tre peggiori. La posterò ogni lunedì.*
Le tre cose migliori:
1. Tre libri appena aggiunti alla mia libreria! Presto pubblicherò una puntata di In my mailbox!
2. La teoria del tutto! Film meraviglioso ♥ Se ancora non l'avete visto ve lo consiglio.
3. Una verifica superata illesa! Ero convintissima di aver preso una brutta insufficienza...

Le tre cose peggiori:
1. Bloccata nella lettura di Sulla strada! Un po' pesantuccio come libro!
2. TANTE cose da organizzare e ZERO tempo!
3. Ho passato una settimana senza guardare blogger! O quasi...
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domenica 18 gennaio 2015

LeggiAMO: intervista ad una blogger
10:07 3 Commenti
'LeggiAMO è la rubrica per noi, lettori di questa generazione tecnologica che sembra quasi poter fare a meno dei libri. A prima vista può sembrare che nessuno legga più ma se facciamo attenzione e guardiamo oltre le apparenze ci sono ancora persone che amano leggere. Più di quante ne possiate immaginare. Io e Rowan ve lo mostreremo attraverso delle piccole interviste ai lettori di ogni genere. Il 18 ogni due mesi la vedrete nei nostri blog.''
Buona Domenica, Lettori ♥ Sono davvero di fretta oggi! Ho tanto da studiare e poco tempo per farlo; sono praticamente in crisi! Ma oggi c'è l'appuntamento con la mia streghetta preferita -Rowan- perciò cercherò di ottimizzare il tempo!
Questa volta abbiamo intervistato due blogger, si parla quindi di un argomento molto vicino a tutti noi: blogsfera e lettura. Rowan ha scelto di porre le domande a Claudia di -Vita di Ci- mentre la sottoscritta ha chiesto a Denise del blog Reading is Believing  di partecipare alla rubrica. 
Se non conoscete ancora uno dei due angolini potete farci un salto! Adesso vi lascio alle domande e io mi vado a chiudere in stanza a studiare, fin che posso!

1. Come è cambiato il tuo approccio alla lettura da quando sei entrato nella blogsfera?
2. Sul tuo blog tratti anche altri argomenti, oltre alla lettura? Se lo fai spiegaci il motivo.
3. C'è qualcosa che credi manchi al tuo blog?
4. Quanto tempo a settimana riesci dedicare alla lettura? Quanto invece al tuo blog? E a quelli degli altri?
5. Un nuovo anno è iniziato da poco. Quanti romanzi vorresti leggere nel 2015?


1. Come è cambiato il tuo approccio alla lettura da quando sei entrata nella blogsfera?
Claudia - Forse sembrerà strano, ma... leggo molto di più! La quantità di tempo libero non è variata, eppure ho letto dieci libri in più rispetto al mio "record", il che mi porta a pensare che anche poter interagire di più con i lettori del web tramite il mio blog e i post a tema - sia come blogger che come lettrice di altri blog - mi invogli di più :)
Denise - Prima di entrare nella blogosfera leggevo soltanto un libro al mese più o meno. C'erano mesi in cui ne leggevo due e mesi in cui magari non leggevo nulla. Di sicuro me la prendevo molto più con calma per far durare di più i libri sul comodino e guardavo anche più televisione. Da quando ho aperto il blog invece c'è stato un aumento drastico del mio numero di letture! Il primo anno ho quasi sfiorato il centinaio di libri letti e non è una cosa da poco anche se so che tra noi blogger c'è chi legge molto di più, io lo considero già un obiettivo molto soddisfacente.

2. Sul tuo blog tratti anche altri argomenti, oltre alla lettura? Se lo fai spiegaci il motivo.
Claudia - In realtà, diversi! Sì, il mio blog è un gran polpettone di argomenti... parlo principalmente di libri, ma ogni tanto posto anche qualche nail art o, raramente, parlo di me stessa. Avrei anche un piccolo spazio per la cucina, ma siccome sono una pessima cuoca ho fatto solo un paio di post! Il motivo è semplice: il mio blog è nato come blog personale, per parlare di tutto quello che mi sta intorno, quindi ecco perché questo polpettone, anche se con il tempo i libri stanno prendendosi quasi tutto lo spazio!
Denise -A dire il vero di rado parlo di cose che non riguardino i libri e la lettura. Mi piace essere coerente e, nel mio piccolo, professionale. Non amo divagare o parlare troppo a lungo dei fatti miei perché alla fine il blog è dedicato ai libri e voglio che sia incentrato solo su questo. L'unica cosa che mi viene in mente al di fuori dell'ordinario diciamo è che ogni tanto mi piace parlare dei film che guardo, ma lo faccio soltanto in caso siano tratti dai libri e dunque non parlo di proprio tutti i film che mi capita di vedere.
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giovedì 15 gennaio 2015

Recensione: La piccola mercante di sogni
10:00 10 Commenti
Autore: Maxence Fermine
Pagine: 206
Prezzo di copertina: 12.00 euro
Editore: Bompiani


Il giorno del suo undicesimo compleanno Malo cade nella Senna. Aspirato in una conduttura, quando riapre gli occhi si trova in un mondo in bianco e nero, illuminato dalla luce di una luna di diamanti. È entrato nel Regno delle Ombre, un luogo magico popolato di personaggi meravigliosi e fuori del comune: Arthur, un albero che non smette mai di starnutire; Mercator, un gatto di duecentotredici anni; Lili, la piccola mercante di sogni dagli occhi dorati che ruba le fantasie. Senza contare poi gli spettri inquietanti e un pericoloso alchimista che gli getta contro un terribile incantesimo. Per rompere il maleficio, Malo dovrà affrontare una sfida davvero ardua. E una notte...

Un sorriso stampato sulle labbra e un'espressione sognante negli occhi: ecco quello che ti lascia una fiaba come ''La piccola mercante di sogni''. Ne' più ne meno'.
E con ciò non ho alcuna intenzione di sminuire il romanzo, se non mi ha lasciato un segno profondo non è certamente perché non è un buon libro; la sua semplicità ha altri obiettivi, ecco tutto. 
Non vuole insegnare a vivere la tua vita: è indirizzato ai bambini e loro sono troppo piccoli per farlo. Non cerca di farti apprezzare quello che hai: non puoi togliere a chi sta attraversando l'età dell'innocenza il piacere di ricevere un dono.
Non ha intenzione di farti scoprire i drammi del mondo: lasciamo i piccoli a giocare nel loro regno incantato.
Ci insegna soltanto a volare con la fantasia e ad essere felici poiché dovrebbero essere questi i problemi di un bimbo: 
Ed è proprio uno di loro che ci conduce nelle sue avventure attraverso il Regno delle Ombre; un mondo che si pone al centro tra lo strambo mondo del Paese di Meraviglie di Alice e quello innevato di Narnia.
Le similitudine son fin da subito evidenti; nella trama colma di immaginazione, nel protagonista poco sveglio e nei personaggi dalle fattezze stravaganti. Il BianCongilio -sempre all'opera- viene sostituito da un pigro gatto che gestisce un bizzarro hotel nel bel mezzo del paese. 
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mercoledì 14 gennaio 2015

Recensione: Dolce Fiele
10:00 8 Commenti
Titolo: Dolce Fiele
Autore: Silvia Mariaelena Damiani
Pagine: 176
Prezzo di copertina: 11.00 euro
Editore: Sensoinverso Edizioni


Kaspar e Nicole sono l'esempio più puro del concetto di amore. Inaspettatamente però, come spesso accade nella vita, qualcosa va storto. All'improvviso, infatti, un tragico accadimento spezza per sempre quella relazione che per entrambi era una ragione di vita. Ma l'amore vero non ha confini e Kaspar, seppur rimasto solo, continua ad aggrapparsi alle visioni che nella sua mente tengono in vita l'amata Nike, che - non a caso - in greco significa Vittoria...


Un nastro rosso. Ed uno sfondo nero. Quasi a rappresentare l'amore che si disperde nella totale oscurità, che scompare in un'indefinibile parte dello spazio e del tempo.
Un sottile intrecciarsi di eventi che accadono nel presente e nel passato; ma non solo. Nella mente del povero Kaspar si presentano una serie di inquietanti immagini che non si sono mai verificate nella vita reale. Quest'alternanza di realtà ed apparenza cerca di connotare il romanzo come un thriller psicologico: se non fosse per una serie di elementi atipici ne sarebbe un esempio eccellente. 
L'autrice invece non ha alcuna intenzione di fermarsi qui. Inventa la ricetta perfetta, formata da un po' di romance -indispensabile per il coinvolgimento emotivo del lettore, un pizzico di horror -che consente di provare brividi simili a quelli che si sentirebbero durante una discesa all'inferno- una buona dose di tragedia -che rende le vicende quasi reali, palpabili- e un'ottima fetta di poesia.
E' proprio lo stile della Damiani a tenere sempre alta l'attenzione del lettore, pure in quegli istanti in cui la tua mente appare più confusa di quella del protagonista; quando il tuo livello di comprensione è pari a zero. E vi assicuro che momenti del genere non mancano: forse ciò è provocato dal fatto di non aver letto il precedente Le voci di Nike oppure è semplicemente perché la mia mente è poco abituata ad eventi così contorti o ancora è tutto programmato. E' stata proprio la scrittrice che confondendo il lettore voleva fargli provare le medesime sensazioni dei personaggi, di Kaspar in particolare. 
Non posso certamente negare che ci sia riuscita!
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martedì 13 gennaio 2015

Le Miss Movie #10: Big Hero 6
10:30 11 Commenti
*Non solo le parole racchiudono storie. Anche le immagini lo fanno. I film sono un mondo di parole ed immagini che ti permettono di sprofondare per qualche ora dentro uno schermo: diventi parte della storia. 'Le Miss Movie' nasce per condividere con voi le emozioni che quelle scene ci lasciano nel cuore...Ogni tre settimane io e Sara -del blog Il mondo di Sara- vi faremo scoprire un nuovo mondo...*
E siamo a dieci. Una rubrica duratura, non c'è che dire. Per essere precisi è una bellissima collaborazione che mi ha portato a conoscere una ragazza fantastica con cui mi fa piacere 'lavorare' almeno una volta ogni tre settimane.
Non vi nascondo che è difficile riuscire a vedere quel determinato film entro i limiti di tempo prestabiliti; a volte la puntata slitta di una settimana o due ma l'importante è continuare a scrivere e a scambiarci opinioni. Tra noi due e con voi, Lettori. 
Oggi vi parliamo di un film d'animazione -un genere che Sara ha a cuore- prodotto dalla Disney che ultimamente sta avendo un grosso successo nelle sale.
Titolo: Big Hero 6
Anno: 2014
Durata: 102 min
Genere: Animazione, Azione, Avventura
Trama: Big Hero 6 è una commedia d’avventura ricca d’azione sull’enfant prodige esperto di robot Hiro Hamada, che impara a gestire le sue geniali capacità grazie a suo fratello, il brillante Tadashi e ai suoi amici: l’adrenalica Go Go Tamago, il maniaco dell’ordine Wasabi No-Ginger, la maga della chimica Honey Lemon e l’entusiasta Fred. Quando una serie di circostanze disastrose catapultano i protagonisti al centro di un pericoloso complotto che si consuma sulle strade di San Fransokyo, Hiro si rivolge al suo amico più caro, un robot di nome Baymax, e trasforma il suo gruppo di amici in una squadra altamente tecnologica, per riuscire a rivolvere il mistero.





♥Il pensiero di Francy♥
Sulla copertina dai toni del rosso e del bianco si può leggere chiaramente la scritta ''Dai creatori di Frozen - Il regno di ghiaccio'', uscito quasi esattamente un anno prima di Big Hero 6. Se però Frozen -purché con una grafica in 3D- fosse ancora in linea con i classici Disney più amati, completo di principessa da salvare (anche se niente principe azzurro. Qui ci pensa la sorella ^^), Big Hero ha un'ambientazione completamente innovativa
Si viene catapultati in uno spazio-tempo futuristico, vicino all'era dei computer, non a quella dei regni principeschi. 
''Innovazione'' è la parola chiave. Un tenero cuccioloso eroe bianco che sembra tutt'altro che in grado di salvare il mondo usando i suoi poteri da ragno o da superman. 
Mi ha ricordato molto ''Piovono Polpette'', sia come stile dei personaggi sia come umorismo. C'è sempre un momento in cui ti rendi conto che ridi durante un film apparentemente tanto scontato e esclusivamente per bambini.
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lunedì 12 gennaio 2015

Weekly Life #54
10:00 7 Commenti
*E' una rubrica ideata da Rowan del blog Ombre Angeliche e da Reina del blog Il Portale Segreto. Consiste nello elencare le tre cose migliori successe durante la settimana e le tre peggiori. La posterò ogni lunedì.*
Le tre cose migliori:
1. Sto aspettando qualche pacco libroso da case editrici e giveaway ♥
2. Aver passato un po' di tempo a giocare con la mia sorellina ♥
3. Serata al cinema: The imitation games mi ha sorpreso tantissimo *-*

Le tre cose peggiori:
1. Traumatico ritorno a scuola...
2. Dover fare un'interrogazione su più di 300 pagine; ok, forse per uno studente universitario non è niente ma per me...
3. Pochissimo tempo per organizzare i post :3
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domenica 11 gennaio 2015

Intervista a Tany, dal blog Il Blog della Tany
14:46 3 Commenti
Buona Domenica, Lettori ♥ E' da giovedì che non passo da voi e che non accendo il computer per far qualcosa che possa c'entrare anche lontanamente col mio Angolino. Che fatica! Certo che la scuola si fa sentire immediatamente; nemmeno il tempo di abituarsi nuovamente ad una vita fatta di tanto tanto studio... Oggi però ce l'ho fatta! Ho tantissime cose da fare ma DEVO riuscirci! A costo di stare alzata tutta notte: ok, no questo no! Per adesso mi limito a lasciarvi la terza intervista della Blogger League; c'è stato un po' di ritardo nella pubblicazione per motivi superiori...e poi ci si sono messe pure le vacanze di Natale perciò... è adesso il momento della carinissima Tany!
Angel Tany Blog
Oltre ad essere una blogger chi sei nella vita di tutti i giorni?
Come dice spesso una mia amica (non la nomino invano :P) faccio la scassapelotas (alias rompip***e) a tempo pieno. Ma in modo più gentile, io mi definisco una sognatrice, sempre con la testa fra le nuvole, amante dei libri, otaku (appassionata di anime e manga giapponesi) e una ragazza semplice a cui piacciono i lavori manuali e creare storie.

Come mai hai deciso di ritagliarti il tuo angolo virtuale? Parlaci del tuo rifugio, quali sono gli argomenti che tratti?
Sinceramente non mi ricordo ciò che mi ha spinto ad aprire la mia baracca virtuale. Adesso è come il mio armadio. Contiene molti miei interessi ma soprattutto la lettura e la scrittura. Lascio idee regalo, consigli sui prossimi anime o manga da vedere, ecc… Vorrei dedicar più tempo al mio blog ma purtroppo ho anche gli impegni nella vita reale che non posso evitare.

Perché le persone dovrebbero diventare tuoi lettori fissi?
Perché diventerò padrona del mondo un giorno quindi diventate miei seguaci o morirete muahahahah XD scherzi a parte, so che ci sono blog molto più informati di me su vari argomenti ma penso che una può diventare mia follower vedendo che abbiamo interessi comuni e che possiamo scambiarci opinioni liberamente. Più che lettore fisso, vorrei che diventassero miei amici. Anche se non abbiamo opinioni uguali, è bello discuterne e magari cambiare giudizio su alcune cose o informarci insieme su cose a noi importanti.
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venerdì 9 gennaio 2015

Recensione: Siddharta
10:30 19 Commenti
Titolo: Siddharta
Autore: Hermann Hesse
Pagine: 198
Prezzo di copertina: 10.00 euro
EditoreAdelphi


Chi è Siddharta? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il "costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l'aveva visto centinaia di volte con venerazione". Siddharta è senz'altro l'opera di Hesse più universalmente nota. Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.

Siddharta è un giovane alla ricerca di se stesso; alla ricerca della sua dottrina. Il romanzo ci narra il suo viaggio; che non è un mezzo ma è lo scopo della sua stessa esistenza
Nasce in mezzo ai bramini; cresce e sceglie di seguire gli insegnamenti dei Samana -asceti che vivono di poco o nulla, che imparano ad immedesimarsi in tutto quello che si presenta loro davanti, proprio come fa lo stesso Siddharta. Ma il suo percorso non si ferma qui: incontra Gotama però non segue la sua dottrina. Dopo un incontro con la parte astratta della vita si dedica anche alla vita terrena, fatta di piaceri e ricchezze: grazie a Kamala -bellissima dama- e Kamaswami -ricco commerciante- impara ciò che c'è da sapere su un mondo così superficiale. 
L'ultima tappa è presso un fiume, che lo riporta sulla via della meditazione. Qui incontra il saggio e silenzioso barcaiolo Vasudeva, che gli insegna ad ascoltare profondamente. 
E' un romnzo di formazione, quasi biografico; ispirato alla vita del Buddha -Siddhartha Gautama- che compare invece nel libro non come protagonista ma nelle vesti di quel vecchio dal sorriso angelico e dalle movenze delicate che compare con il nome di Gotama.
Può sembrare che io vi abbia raccontato tutto ma in realtà non vi ho detto assolutamente niente: la trama e il contenuto passano in secondo piano. Il principio della storia è la reincarnazione e ciò che le orbita attorno; come la pace -il Nirvana- che viene ricercata provando ad amare un mondo di cui non si conosce l'ultima essenza, come il dubbio suscitato dal non sapere davvero chi si è, come l'amore che nonostante noi non vogliamo accettarlo è alla base di ogni cosa, di ogni gesto, come la natura rappresentata da tutto ciò che esiste, formata da elementi da rispettare perché presto si trasformeranno in qualcos'altro. 
In nemmeno due centinaia di pagine ci sono moltissimi insegnamenti impliciti che non posso essere trascritti in una sola recensione; finirei col copiare l'intero libro. 
Piccoli insegnamenti che fanno grande un'opera simile. Un ragazzo indiano che cerca - che cerca se stesso e che cerca la sua strada- non può che imbattersi in una miriade di situazioni che lo inducono a riflettere, a meditare e a crescere. Per raggiungere la pace non ci sono scorciatoie; è necessario vivere. Non c'è nessuna regola che possa essere seguita, nessuna dottrina, nessuna ricetta. L'illuminazione -cioè lo stato di completo benessere della persona e dell'anima- si ha solo nel momento in cui si diventa saggi e si capisce di non poter comprendere a fondo il mondo.
E' un romanzo senza ombra di azione; la velocità massima del libro è pari ai passi lenti con cui Siddharta attraversa la foresta. Benché non ci sia traccia di vitalità scivola fra le mani come il fiume che lo stesso protagonista contempla attentamente.
E' una lunga parabola intrisa di poesia; scritta utilizzando un lessico alto ma strano e affascinante al contempo; facile da comprendere -soprattutto trattandosi di un saggio romanzato dell'inizio del Novecento di uno scrittore tedesco- a parte per ciò che riguarda qualche passo contenente frasi di senso filosofico: leggendo Siddharta ci si avvicina in punta di piedi ad un pezzetto del pensiero orientale.
Un tratto tipico del romanzo è l'antagonista; è qui è presente nel momento in cui ci si avvicina alla conclusione. Esso è rappresentato paradossalmente dal figlio che -al contrario del padre- è di indole ribelle, riluttante nell'imparare e nel lavorare. Un animo -insomma- che non mira assolutamente alla ricerca della pace interiore ma piuttosto a quella delle ricchezze.
La storia può essere interpretata in molteplici modi in base allo stato d'animo, al pensiero e all'età del lettore. Non è la prima volta che ciò accade, non è una novità, insomma! Soprattutto per quanto riguarda i classici: si è solito considerare i più giovani troppo acerbi per capirli interamente o soltanto per apprezzarli. Io l'ho apprezzato: forse non l'ho compreso completamente; ho comunque cercato di cogliere ogni sfumatura che mi è stata porta dall'autore e dal protagonista.
Si pensa che sia uno di quei libri che ti si presentano davanti nel momento giusto nella vita, per un motivo o per un altro. Come se fosse la tua anima ad averne bisogno: mi è stato commissionato per scuola perciò non credo che ciò sia accaduto davvero. Nonostante ciò l'ho apprezzato meglio che potevo, cercando di comprendere il suo percorso rimanendo consapevole -durante l'intera lettura- che non potrò mai fare un vero viaggio come quello di Siddharta; una vita normale e i romanzi eccellenti sono una valida alternativa per essere in pace con se stessi.

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giovedì 8 gennaio 2015

Recensione: Non ti addormentare
10:30 7 Commenti
Autore: S.J. Watson
Pagine: 419
Prezzo di copertina: 13.00 euro
Editore: Piemme

Ogni mattina Christine si sveglia senza ricordi. Non sa a chi appartenga la casa in cui si trova, l'uomo che le dorme accanto le è totalmente estraneo, e anche il suo viso, riflesso nello specchio del bagno, non solo non le è familiare, ma le sembra molto meno giovane di quanto secondo lei dovrebbe essere. È suo marito a darle quotidianamente le coordinate della sua vita, a spiegarle chi è lui, chi è lei, e che cosa le è successo anni prima, un incidente che ha modificato radicalmente la sua vita, privandola dei ricordi e costringendola a ricominciare ogni giorno in un difficile apprendimento dell'esistere. Ma Ben le dice tutto? E se è così, perché non le ha parlato del dottor Nash, un giovane neuropsichiatra deciso a studiare il suo caso, con cui Christine si incontra di tanto in tanto e che la spinge a tenere un diario? E perché su una pagina di questo diario Christine ha scritto "Non fidarti di Ben"? Giorno dopo giorno, con l'aiuto del dottor Nash, lampi di memoria attraversano la mente di Christine, tessere baluginanti di un mosaico che fatica a ricomporsi nella sua interezza e che, con il passare del tempo, le sembra sempre più minaccioso e inquietante. Finché dal passato emergerà il vero pericolo, quello che senza che lei ne sia consapevole si è appropriato della sua vita.

Non ti addormentare. Un consiglio, quasi una previsione. Un titolo apparentemente scialbo che in realtà racchiude il complesso mondo di una donna affetta di una grave forma di amnesia. Se si addormentare dimentica. Se dimentica la sua vita non esiste più. Perché noi siamo i nostri ricordi, siamo il nostro presente e siamo chi vogliamo essere. Siamo presente, passato, futuro...
Perdere la memoria significa perdere una grandissima parte di te. Significa cominciare da capo ogni mattina; quella luce che attraversa le fessure delle persiane che colpisce le palpebre ancora chiuse, la sveglia appoggiata sul comodino che squilla senza pietà, le morbide coperte che ti avvolgono come un baco da seta. Per Christine tutto questo è novità ogni singolo giorno: la sua memoria viene resettata completamente.
Crede di essere ancora una giovane ragazza dalla pelle liscia e il viso perfetto e di vivere ancora nella casa accogliente della madre: ed invece si ritrova catapultata in un mondo che le sembra non le appartenga. Un corpo sul quale si notano i segni del tempo, un volto non immune alle rughe ed una casa in cui vive con un marito che nemmeno si ricorda.

Provate per un attimo soltanto ad immaginarvi di non avere memoria, di essere privi di ogni ricordo.
Il romanzo porta a riflettere su una cosa come il semplice ricordare; nessuno mai si sofferma a pensare su ciò perché è così maledettamente scontata.
Ma quante volte abbiamo detto o abbiamo sentito la fatidica frase ''Se potessi cancellare dalla mia mente...'' dopo una situazione imbarazzante o particolarmente dolorosa? Sono sicura che la risposta sia ''tante''.
Però se ciò accadesse veramente sarebbe una catastrofe! Sono proprio i sentimenti di dolore che ci fanno crescere e ci insegnano a vivere; e sono gli errori che fanno in modo che noi non ricadiamo nello stesso sbaglio. La soluzione giusta non è mai quella che sembra la più semplice; il dolore è maestro di vita, così come tutti gli altri sentimenti.
Un sentimento è infatti un emozione costante che si sviluppa col tempo; per esempio non potresti mai amare una persona senza aver condiviso con lei esperienze, avventure ed esserti fidato di lei.
D'altronde si parla anche di fiducia. Già nelle prime pagine il senso di inquietudine si fa largo dentro di te a causa delle parole stampate sulla prima pagina del diario: 'Non fidarti di Ben'.
Dubbi. Perplessità. Insicurezza, tanta, troppa insicurezza. Un turbinio di sensazioni che inizia qui e non si placa se non all'ultima riga dell'ultima pagina.
Ogni emozione non smette di intensificarsi nel corso della storia; il coinvolgimento emotivo cresce sempre più grazie alla narrazione costantemente efficace ed avvincente ma che conserva il tocco di semplicità che solitamente è caratteristica dei diari.

L'opera di  Watson è proprio un diario. Dove la donna annota giorno dopo giorno la sua nuova vita; la continua perdita di memoria provoca una ripetizione continua di eventi passati perché Christine non li ricorda più, al contrario del lettore però!
E' comunque normale l'uso di questo particolare artificio; in mancanza di esso la storia sarebbe apparsa poco reale e attinente col genere. ''Non ti addormentare'' è infatti un thriller psicologico; non vi aspettate azione, perché non è QUEL tipo di thriller!
L'amnesia è un argomento trattato svariate volte in romanzi come questo; ma anche il mondo del cinema non si fa mancare nulla! Vi ricordare lo strepitoso 50 volte il primo bacio? Una commedia con attori davvero capaci di entrare nella loro parte. Chissà se la trasposizione cinematografica di questo romanzo sarà degna del libro: in America e nel Regno Unito è già uscito Before I go to sleep, che in Italia si sono guardati bene nel far uscire al cinema. Mi auguro lo facciano, e che lo facciano presto. 
Sono entrata nella mente di Christine; ho condiviso i suoi momenti di ansia, di paranoia, di confusione totale. Mi sono sentita parte della storia. 
Non è un romanzo che ti dona una serie smisurata di perle di saggezza; è una lettura piacevole che lascia un sapore agrodolce in bocca: un thriller ben curato e che riesce ad emergere dalla massa di opere che trattano di perdita di memoria in maniera eccelsa.
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mercoledì 7 gennaio 2015

Copertina: quando un’immagine e un titolo ad hoc fanno la differenza
10:30 6 Commenti
Tanto colore. Quanto colore vedete in questa immagine. Dorsi ad arcobaleno. Titoli impressi a caratteri differenti. La fantasia dell'editoria è illimitata: e per fortuna! Vi immaginate una sfilza di romanzi con le copertine tutte identiche? Per esempio completamente dipinte di un nero pece e con un titolo in stampatello maiuscolo interamente bianco. Beh, secondo me poche persone si avvicinerebbero ai romanzi! 
Ma la varietà di colori e forme può combinare pasticci! Può far sembrare un romanzo ciò che in realtà non è. E noi ci caschiamo in pieno; ci leggiamo un libro che non ci saremmo mai aspettate.
E' proprio di questa misteriosa situazione che ho parlato nel secondo mio articolo pubblicato dal sito Parole a colori; non posso copiarvi l'intero articolo qui perciò vi lascio un piccolo spezzone e -ovviamente- il link! Mi farebbe tanto piacere se almeno uno tra voi avesse intenzione di cliccarci e dirmi che ne pensa; se ciò non avverrebbe vi capirei lo stesso! Non faccio la giornalista e le mie capacità di scrittura sono alquanto limitate, lo so! Meglio leggersi un articolo simile uscito dalla mente di un professionista, lo ammetto! 
Comunque se tu -caro Lettore- vuoi dirmi che ne pensi su questa tematica anche se non hai letto l'articolo lo apprezzo in ogni caso!
Vi è mai capitato di essere letteralmente ingannati da una copertina? Tanto bella ma che poi si è rivelata come una scatola vuota.
Io mi ricorderò per sempre la delusione nel leggere Multiversum; ti prometteva un mondo fantastico. Con alberi, tramonto, cascate, casette isolate... E poi apri. E niente descrizioni! Mi sono chiesta più volte come ciò sia possibile!

Se, muovendoti tra gli scaffali di una libreria oppure negli store on-line, una copertina ti colpisce non c’è più niente da fare! Quando quei colori, quelle forme, e perché no, anche quelle parole, riescono a lasciare il segno le possibilità che poi il romanzo venga acquistato sono molto alte. È così che un libro fa colpo sul lettore, ancor prima che questo si avventuri tra le pagine.

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