ottobre 2016 - Never Say Book

lunedì 31 ottobre 2016

Recensione: Il lato positivo
ottobre 31, 2016 4 Commenti

Pat Peoples ha una missione: diventare fisicamente tonico ed emotivamente stabile. Per ricongiungersi con la moglie Nikki. Così ha deciso durante il periodo nella clinica psichiatrica dove ha trascorso un tempo che non ricorda, ma che deve essere stato piuttosto lungo... Infatti, ora che è tornato a casa, molte cose sembrano cambiate: i suoi vecchi amici sono tutti sposati, gli Eagles di Philadelphia hanno un nuovo stadio ma, soprattutto, nessuno parla più di Nikki. Dov'è finita? Come poterla contattare e chiedere scusa per le cose terribili che le ha detto l'ultima volta che l'ha vista? Per fortuna Pat incontra Tiffany che, in cambio dell'aiuto per partecipare a un concorso di danza, si offre di fare da tramite tra lui e sua moglie. Ma qual è la verità? Per tutto il tempo Pat guarda il mondo con sguardo incantato, cogliendone solo il bello e, anche se tutto è confuso, trabocca di squinternato ottimismo, perché dietro le nuvole c'è sempre il sole.
Tutti coloro che stanno cercando di lasciarsi alle spalle un periodo buio, tutti coloro che non riescono a vedere il bicchiere mezzo pieno, tutti coloro che hanno perso fiducia nella vita dovrebbero leggere questo romanzo, che aiuta a trovare il lato positivo anche quando tutto ti sta cadendo addosso. E' difficile rialzarsi dopo una brutta caduta, non tanto perché quella ferita sanguinante al ginocchio continua a bruciare nonostante sia stata bendata ma perché fa male al cuore, così come tutte le piccole grandi sconfitte. E quando la caduta è soltanto un simbolo per indicare una sempre più evidente delusione, che sembra sfociare in una depressione la situazione è ancora più drammatica: ciò che non è dolore fisico è soltanto dolore morale, che vi assicuro essere molto più doloroso. 
Per questo non c'è medicina che tenga, non c'è cerotto abbastanza buono, non c'è dottore con una laurea sufficiente: per guarire gli ingredienti giusti sono semplici ma difficili da trovare. Abbiamo bisogno di una famiglia solida come medicina, di un amicizia vera come bendaggio e della nostra stessa volontà come medico curante. 
Pat è appena uscito da quello che un tempo si sarebbe chiamato manicomio, oggi clinica psichiatrica. E' un personaggio particolare perché di matto ha ben poco; se pian piano non venissimo a sapere del suo passato e del motivo che lo ha portato a passare più di due anni nell'istituto potremmo considerarci più pazzi di lui. Quando penso ad un malato di mente immagino un uomo dagli occhi infossati, con lo sguardo fisso nel vuoto, stanco della vita e che potrebbe suicidarsi appena ne ha l'occasione. 
Matthew Quick ha come allargato i miei orizzonti in materia perché mai avrei pensato ad una malattia mentale del tipo descritto nel libro: quante sfaccettature e difetti impercettibili può avere il cervello umano. Il nostro Pat Peoples non è affatto l'uomo desideroso di togliersi la vita che potevo immaginare: da quando è uscito dalla clinica lui ha deciso di divenire un uomo migliore, di rifarsi una vita migliorando quella che aveva prima. Il suo obiettivo è quello di essere gentile, non di avere ragione, come precisa a se stesso ogni volta che sembra essere sul punto di perdere le staffe.

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venerdì 28 ottobre 2016

Tag: Autunno nei libri
ottobre 28, 2016 11 Commenti









Ebbene siamo in autunno inoltrato ormai. Vorrei presentarvi un tag a tema che ho messo insieme combinando diverse idee di Erica e di Babuska, unendole con un po' della mia fantasia. Avrei dovuto proporvelo un po' di tempo fa ma lo faccio adesso che ne ho l'occasione. Non sarà nulla di particolarmente speciale o impegnativo ma se avete voglia di proporlo anche voi nei vostri angolino non potrebbe che farmi piacere.


Quali sono le tre cose che ti fanno esclamare: "E' arrivato l'autunno!"? 
Le lunghe passeggiate tra i colori caldi delle foglie, con quel po' di nebbia che le rendono speciali. Le tisane che ti scaldano le mani e che sorseggi mentre leggi un bel libro mentre fuori piove. Le castagne e il profumo delle caldarroste che percepisci nelle piazze quando c'è una delle tante fiere organizzate in questo periodo dell'anno.

Quali cose proprio non sopporti di questa stagione?
Il freddo pungente che penetra attraverso le narici e sconvolge tutto il tuo corpicino, ancora abituato alle temperature estive. L'inizio (e la continuazione) della scuola, che ti permette di osservare passivamente l'autunno dalle finestre della tua casa, dove sei confinata a stare per i troppi compiti.

Alcuni libri dalla cover autunnale


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martedì 25 ottobre 2016

Più felici e meno stressati leggendo
ottobre 25, 2016 3 Commenti
Noi lettori leggiamo perché ci piace farlo. Amiamo immergerci nelle pagine, in un mondo che non è propriamente nostro ma sentiamo ci appartiene. Ma cosa dice la scienza a riguardo? Siamo soltanto delle povere anime in pena che non capiamo cosa davvero ci rende felici nella vostra vita o leggere contribuisce alla nostra felicità? 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità quasi cinquecento milioni di persone sono soggette a stress quotidianamente, condizione che non contribuisce certamente a farci spuntare un sincero sorriso sul nostro volto. Però sono sicura, Lettori, che la notizia che sto per darvi vi renderà immediatamente più felici: leggere è uno dei migliori metodi per scacciare lo stress.

Secondo degli studi portati avanti dall’Università di Sussex nel 2009 avere un buon libro tra le mani, anche soltanto per cinque minuti al giorno, può ridurre lo stress giornaliero del 68 %. Insomma, un metodo infallibile se si considera che è del 7 % più alto dell’ascoltare musica e quasi il doppio della riduzione che si ottiene facendo una bella camminata all’aria aperta, grazie al quale lo stress cala del 42 %. Per non considerare poi i videogiochi che falliscono miseramente nell'intento: lo stress diminuisce di un misero 21 %.

“Non importa quale libro leggi, perdendoti profondamente tra le pagine di un libro interessante puoi fuggire dalle preoccupazioni e dallo stress del mondo di tutti i giorni e spendere un momento esplorando l’immaginazione dell’autore” sostiene lo psicologo che ha condotto la ricerca.

Come sostiene Virginia Wolf un libro è capace di dividerci in due mentre leggiamo, infatti una bella storia fa perdere la percezione di se stessi ma allo stesso tempo è in grado di farti sentire completamente te stesso. Ed ecco che questa proprietà della lettura è sfruttata dalla biblioterapia, considerata quasi una nuova scienza. Può essere sperimentata in varie forme; ci sono per esempio corsi di letteratura tenuti nei carceri per i prigionieri ma anche circoli di lettura dedicati alle persone anziane. In altri casi possono essere semplicemente delle semplici attività per incrementare il piacere di leggere. Uno dei libri che è considerato un gioiellino per arrivare a ciò è Se una notte d’inverno un viaggiatore… di Italo Calvino, che tratta appunto della lettura in sé.
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lunedì 24 ottobre 2016

Never Say Book: 3 anni di noi
ottobre 24, 2016 12 Commenti
Voglia e tanta passione: così nasce il mio blog. Questo il titolo del primo post, che ha dato inizio a tutto ciò che adesso è qua con me. Con voi che in questo momento state leggendo le parole sconclusionate di una ragazza che tre anni fa a pensato che quelle giornate piene, quei mille impegni, quelle mille emozioni non erano abbastanza per lei. Perché voleva crearsi un angolino dove confrontarsi, scrivere, lasciare che le parole nate da una lettura potessero fluire senza troppi filtri. Non le importava che questo le avrebbe portato via tanto, forse troppo, tempo. Non le interessavano i pochi seguaci o i commenti quasi inesistenti. Per lei contava appunto soltanto quella voglia di costruire qualcosa, di mettersi in gioco cominciando a costruire da zero un sito web dovendo anche affrontare tutti quei problemi tecnico-informatici che aprire un blog comporta. Lei aveva quella passione, che la faceva scrivere nonostante tutto. Che la faceva leggere, nonostante tutto.

Ed eccola ancora qui, dopo tutto questo tempo che in realtà sembra non essere mai passato. Continua a scrivere perché lei ama leggere. Non importa che non sia l'unica sua passione, che la scienza la affascina immensamente, perché per lei le parole contano; aiutano a diventare qualcuno capace di comprendere gli altri, di vivere appieno anche la giornata apparentemente più insignificante dell'anno, sono capaci di donarti un sorriso con quella saggezza che persino due lettere ben affiancate sanno dare. E dove trovare queste parole se non nei libri?

Adesso la quindicenne che decise di aprire Never Say Book è diventata più grande e non vuole lasciare andare ciò che si è costruita, contro la poco fiducia di alcuni e grazie all'amore di altri. Ama ancora trovare tra le righe gli insegnamenti che possono donare un sorriso, a se stessa e a chi la circonda. Di errori ne ha fatti, perché a volte è dannatamente difficile seguire la saggezza dei romanzi e metterla in pratica. Ma la perseveranza è ancora con lei. Continuerà a leggere. Continuerà  a scrivere su questo Angolino benché i momenti morti non siano pochi, Continuerà a ringraziare le persone che la sostengono. Continuerà a cercare di essere felice dei suoi traguardi, piccoli e grandi, nel suo Never Say Book ma più in generale nella sua vita.

Grazie a tutti voi, Lettori. A chi mi scrive per un parere, a chi vorrebbe che leggessi il suo libro, a chi mi contatta a nome di una Casa Editrice, a chi mi rivolge un prezioso saluto virtuale, a chi mi segue silenzioso e a chi è stato con me fin dall'inizio.
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domenica 23 ottobre 2016

Recensione: Per dieci minuti
ottobre 23, 2016 4 Commenti

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l'hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

Le storie semplici sono capaci di far riflettere. Non ascoltate chi vi dice che è impossibile sognare con un libro che parla della quotidianità perché soltanto chi non sa cogliere l'importanza delle parole è capace di farlo solo con un romanzo che tratta cose che esistono unicamente nella nostra fantasia. Chiara Gamberale ci dimostra che è nella normalità che vanno ricercate le cose speciali, che non importa quanto poco tempo abbiamo a nostra disposizione nella nostra frenetica routine perché tutti -e sottolineo tutti- possiamo permetterci 10 minuti per fare qualcosa di nuovo, capace di segnarti la giornata e addirittura la vita, se l'iniziativa è portata avanti con lo spirito giusto.
Penso che non ci rendiamo mai veramente conto di quanto il tempo sia importante, siamo troppo impegnati a ritenerlo un nostro nemico, impossibile da battere nella corsa. 
A volte bisognerebbe soltanto fermarsi per qualche minuto e riflettere che l'inseguire il tempo, il battersi contro i mille impegni di una giornata, non è quel che rende unica la nostra vita. 
Cosa ci rimane alla fine delle nostre insulse e già viste 24 ore? Forse nemmeno ci soffermiamo su che ci è accaduto, troppo presi dal pensiero di un domani troppo occupato, pieno di impegni, pronti ad un altra corsa contro l'acerrimo nemico Tempo...
Chiara è una donna che ha appena concluso una lunga ed intensa storia d'amore, di quelle che pensi non finiscano mai perché l'altro fa parte di te. Con la fine della relazione cade in una fase quasi di depressione, da cui sembra impossibile uscire, perché quando la nostra vita subisce una frenata prima comincia la fase del dolore, poi comincia quella dello smarrimento. Ci si chiede chi si è davvero, quando tutte quelle cose che ci caratterizzavano vengono meno: cosa si è senza ciò che ci rende noi?
Che fare per uscire dal buio assoluto della sconfitta contro se stessi? Che fare per costruirsi di nuovo? Per diventare ancora quel noi che eravamo quando ogni cosa era al suo posto?
Chiara Gamberale trova una soluzione che lei stessa dice di aver sperimentato. E' un gioco ma, come l'autrice sottolinea, i giochi sono cose da duri. Persino lei ha convinto la cassiera di una libreria a lasciarle prendere il suo posto per poter vedere le facce di quei lettori, espressioni che fanno tornare la speranza nella gente. Anche lei è una di quelle donne che non ama sfoggiare colori vivaci sulle dita delle mani ma ha deciso di entrare spavalda in un salone di bellezza, facendosi pitturare le unghie di un bel rosa acceso.
E' il gioco dei dieci minuti. Ogni giorno per un intero mese Chiara sprona se stessa a fare qualcosa di nuovo, che non deve essere necessariamente qualcosa di estremo come lanciarsi nel vuoto con un paracadute; può essere anche un piccolo gesto che farà ricordare quella determinata giornata a vita. Mi ricorda tanto il gioco della felicità di Pollyanna, quella bambina sempre col sorriso, capace di ritenere delle stampelle un dono benaccetto poiché è contenta di non doverle usare.
Le regole sono semplici: bisogna fare qualcosa ogni giorno. Questo qualcosa deve essere realmente una novità, Tutto va bene, soprattutto ciò che solitamente non ritieni adatto a te. Lo spirito per affrontare ogni sfida deve essere assolutamente positivo.
Dieci minuti al giorni possono insegnare a dire di sì a quelle cose a cui istintivamente diresti di no, servono a comprendere che un noncurante Perché no? suscita un'interessante attenzione verso tutto ciò che non viene naturale fare.
Mi piacerebbe sperimentare su me stessa questa filosofia di vita, non che stia attraversando un momento di particolare infelicità ma sono fermamente convinta che un pensiero positivo al giorno possa rendere migliore non solo la singola giornata ma sia capace di dare un significato alla nostra semplice vita modesta.
Vi lascio di seguito alcune delle bellissime frasi contenute in questo romanzo, scritte con una delicatezza da maestro. 
Faccio un giro in camera mia, con la scusa di prendere un libro che mi serve: ecco il letto da dove chiamavo mamma e papà, la notte, solo per essere sicura che anche se dormivano mi avrebbero risposto e mi avrebbero dimostrato che ero più importante del loro sonno, più importante di tutto, io. 
Penso a come un distacco non segni per forza la fine di un'esperienza.
Anzi:può darle il permesso di durare per sempre.
E penso a quello che ho vissuto,a quello che vivrò,a quello che sto vivendo adesso.
Perchè nelle infinite semplificazioni con cui crediamo di metterci in salvo e dentro cui invece ci perdiamo,c'è una cosa,una soltanto,che non può venirci dietro,che non possiamo ingannare.
Questa cosa è il tempo.
Che è qualcosa di pochissimo,se siamo felici.
E'qualcosa di tantissimo,se siamo disperati.
Comunque sta lì.
Con una lunga,estenuante,miracolosa serie di 10 minuti a disposizione.
Abbiamo l'occasione di farci quello che ci pare,con la maggior parte di quei 10 minuti.
Ma ci sono momento in cui non riusciamo proprio a coglierla,l'occasione.
Ci sono momenti in cui,anzi,ci pare una disdetta.
Quei momenti sono bugie.
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sabato 22 ottobre 2016

In my mailbox #21: e siamo a tre
ottobre 22, 2016 4 Commenti

*Quando si amano i libri non c'è cosa più bella del riceverli! Per sfogliarli, per guardarli, per metterli sullo scaffale impolverato della tua stanza...ma soprattutto per leggerli!!*
                                                                      Continuo ad essere un fantasma in questo Angolino che una volta era mio ogni giorno, dove versavo un pezzettino di me in continuazione. Vorrei fosse ancora così, vorrei avere quel tempo e quella totale dedizione ma per adesso non ce la faccio. E me ne rendo conto troppo tardi, così rimango anche delusa da me stessa. Non vorrei essere qui a giustificarmi ma ovviamente lo faccio perché sono fatta così: ogni post è sempre il solito saluto dove vi riprometto che ci sarò ancora qui, nel mio bellissimo spazio di mondo virtuale. E così sarà, perché le intenzioni di abbandonare tutto ciò che mi sono costruita con tanta fatica non ci sono... Adesso sono qui però per mostrarvi i miei nuovi arrivi. Quei gioielli che ti rinfrescano un po' il cuore perché sai che dentro ci troverai tante belle parole, tante belle frasi che ti faranno compagnia in quelle serate in cui sei distrutta, in cui vuoi soltanto rilassarti immergendoti nelle pagine di un buon libro. Ed ecco che per questo non posso che ringraziare la Newton Compton che mi ha inviato un romanzo sulla magia dei sogni e dell'amore, Alex Astrid ossia una ragazza giovane come me con tanta tanta voglia di vivere e di farsi strada in questo complesso mondo dell'editoria e Roberto Sapienza che, per l'ennesima volta, mi ripropone uno dei suoi romanzi, dove ci mette proprio l'anima trasportando con sé quella del lettore. 

Ovviamente adesso passo a presentarvi per bene ogni volume lasciandovi la scheda tecnica, completa di trama, per ogni romanzo che vedete qui.
Vuoi conoscere un casino?
Prezzo: 17.00 euro
Pagine: 284
Casa Editrice: il Ciliegio
Lingua: Italiano
Trama:
Giorgia è una sedicenne della provincia di Milano, scrive a Martina, la cugina morta pochi mesi prima in un incidente d’auto. Martina diventa così “un diario”, un’amica invisibile che accoglie tutte le confessioni e gli sfoghi di Giorgia. La prima lettera è datata 5 febbraio 2014 e narra gli avvenimenti accaduti subito dopo la scomparsa di Martina. Nelle lettere successive Giorgia racconta la sua vita: la famiglia, gli amici, gli amori, ma anche le delusioni e le grandi e piccole gioie. La ragazza racconta soprattutto la storia di un viaggio interiore che la porta fino alla liberazione delle proprie paure e incertezze.
In Vuoi conoscere un casino? c’è tutto il mondo dei giovani di oggi, senza filtri e ipocrisie.
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