novembre 2018 - Never Say Book

martedì 27 novembre 2018

Recensione: Il nostro giorno migliore
17:000 Commenti
Titolo: Il nostro giorno migliore
Autore:
 Gayle Forman
Pagine: 200
Prezzo di copertina: 18 euro
Editore: Mondadori

A volte gli incontri che ti stravolgono la vita avvengono quando meno te l'aspetti. Un po' come l'amore. Prendete Freya, Harun e Nathaniel per esempio. Non si conoscono e le loro vite non potrebbero essere più diverse. Freya è una stella emergente della musica che ora si trova in un punto indefinito fra "l'essere sulla bocca di chiunque" e "l'essere famosa"; Harun sta progettando di scappare da tutto e da tutti e, proprio per questo, a ogni minuto che passa, si sente sempre più un codardo, un bugiardo e un pessimo figlio. Infine Nathaniel, il cui mondo sembra essere collassato in un profondo buco nero che inghiotte tutto lo spazio in cui possono esistere la luce, l'amore, i possibili dopo. Tre estranei. Tre solitudini. E un destino bizzarro che gioca con loro facendoli incontrare per caso. E che poi li spinge a trascorrere un'intera giornata insieme, incapaci come sono di spezzare la cordicella invisibile che collega i loro cuori dal preciso istante in cui si sono conosciuti. Per la prima volta nella vita hanno trovato qualcuno che capisce chi sono davvero, che percepisce la loro tristezza come fosse la propria, anche se non ne comprende l'origine. E un fatto del genere, soprattutto nel momento in cui più si sentono soli e disperati, è una fortuna, anzi un miracolo. Qualcosa che capita una volta sola nella vita. Talmente speciale da dargli coraggio e convincerli che forse è possibile rimuovere la rete di sicurezza e buttarsi, per provare a essere finalmente, e completamente, loro stessi.

Capita che ci teniamo stretti alle persone sbagliate, che continuiamo a rivolgere lo sguardo verso capitoli chiusi; perché purtroppo apporre la parola Fine non è facile. Rimaniamo talmente fissati con chi ha calpestato la nostra strada fino a quel momento da non renderci conto che a due passi da noi ci sono tante persone meravigliose da scoprire. Proprio questo mi disse un ragazzo una sera d'estate, con una spontaneità disarmante e senza sapere che era la cosa che più di tutte avevo bisogno di sentirmi dire in quel periodo. Perché chi ha perso la propria strada la ritrova grazie a delle bellissime coincidenze; così come i protagonisti del romanzo I have lost my way dove un incontro fortuito riesce a ricomporre il cammino di tre ragazzi con l'anima in pezzi. 
 Freya, Harun e Nathaniel si ritrovano in un parco di New York City nello stesso istante. Entrano in sintonia nonostante vengano da ambienti così distanti tra loro e abbiano valori che li porterebbero a fare scelte diverse se messi nella stessa situazione. In realtà ognuno di loro ha un problema differente, una battaglia interiore che non riesce a vincere tanto da pensare talvolta che sarebbe meglio finirla.
Perché essere forti è certamente più difficile che lasciarsi travolgere da problemi che appaiono insormontabili. Freya è una giovane cantante che ha perso la voce. Harun un ragazzo gay che ha paura di fare coming out davanti ai suoi religiosissimi genitori. Nathaniel non sa più vivere: il peso delle responsabilità lo ha schiacciato, aggravato dalla sua sensibilità. 

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sabato 24 novembre 2018

Come leggere di più: tra studio e lettura
20:48 6 Commenti
Il tempo non manca. E' tutta una questione di priorità. Una frase fatta che pronuncia chi vuole atteggiarsi da tutto-fare o una verità che demolisce la pigrizia? La verità piuttosto sta nel mezzo. E' corretto dire che il tempo c'è, ma non sempre si vede: l'abilità risiede nel saper ottimizzare ogni minuto della giornata. A darvi qualche consiglio, ecco una me studentessa universitaria, costretta a dividere il tempo passato sui libri tra quelli per studio -pieni di numeri, calcoli e teoremi- e i romanzi che contengono pagine di parole che scorrono dolcemente sotto gli occhi.
Scrivo per coloro che come me amano la lettura ma che talvolta arrivano talmente stremati a fine giornata da avere gli occhi che bruciano dopo aver chiuso i libri del dovere per aprire quelli per il solo piacere di leggere. Ma non solo. Anche per chi pensa Perché no? quando vede un nuovo romanzo il libreria ma poi perde l'interesse convincendosi che no, non ha abbastanza tempo. 

1. Tenete un libro sempre con voi
Un ottimo metodo per leggere di più è portare un libro ovunque. Stephen King, autore che attribuisce alla lettura gran parte del suo successo, suggerisce a coloro che vogliono seguire le sue impronte di leggere 5 ore al giorno. Il che suona irrealizzabile ma sta ad indicare che ci sono milioni di minuti nascosti in ogni angolo che possono essere sfruttati. Se all'arrivo in stazione il cartellone segnala 30 minuti di ritardo è inutile fissare la scritta, aspettando che il tempo di attesa aumenti (cosa che inevitabilmente accadrà...). Piuttosto apri la borsa ed immergiti nella tua storia; così anche se il ritardo salirà ad un'ora ti sembrerà che il tempo passi più velocemente. Questa è una delle tante situazioni in cui leggere è così facile, studiare no. Certamente non starai sottraendo tempo al tuo studio bensì trasformando una situazione poco piacevole in un momento per te stesso.

2. Lasciate lo smartphone in tasca
In situazioni di stallo come può essere appunto l'attesa, che sia del treno o del turno dal medico, è quasi automatico prendere il cellulare ed iniziare a vedere gli aggiornamenti dei nostri amici. Dire no ai social media, o meglio limitarne l'utilizzo, può aumentare i minuti passati sul nostro romanzo più di quanto possiamo pensare. Non è così facile ma provate ad installare sul vostro smartphone un'app come AntiSocial: vi consentirà di monitorare l'utilizzo che ne fate e vi renderete conto che potreste sfruttare quei minuti passati con lo schermo acceso in maniera migliore. 

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domenica 18 novembre 2018

Recensione: Dopo di te
21:25 10 Commenti
Titolo: Dopo di te
Autore:
 Jojo Moyes
Pagine: 380
Prezzo di copertina: 13 euro
Editore: Mondadori

Quando finisce una storia, ne inizia un'altra. Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina? Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l'hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita. A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare. Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com'è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.

Quando cadi a terra ti fai male. Senti un forte dolore nel punto esatto in cui hai sbattuto, dove si è aperta una ferita, man mano però sembra che si faccia via via meno intenso. Fino a quando non provi a rialzarti; fai forza prima su una gamba, poi su entrambe. Ma è ora che senti più male perché c'è qualcosa di rotto e non te ne eri nemmeno accorto. Rialzarsi è la cosa più difficile perché mettere un cerotto è roba da poco, ma aggiustare un arto è dura. Figuriamoci il cuore.
La nostra Lou si è trovata proprio col cuore spezzato, una frattura composta che le ha scombussolato la normale posizione delle parti che lo componevano: la fiducia nel prossimo si è sgretolata e l'ottimismo che la dotava di un grande sorriso vacilla sempre più.
Dopo di te si apre con una Lou indaffarata nella routine del bar di un aeroporto londinese in cui lavora dopo aver messo un freno alla sua vita. La troviamo con gli occhi spenti, nessun luccichio illumina il suo sguardo mentre, dalle ampie vetrate, guarda decollare gli aerei pieni di gente che invece sta vivendo appieno ciò che i giorni offrono loro. 
I suoi sogni sono volati via con Will e lei non può farci niente se non sa sognare senza l'uomo che ama al suo fianco. Si ricorda delle risate che condividevano, della complicità che dimostravano nei piccoli gesti, del loro essere diversi ma quasi complementari e non fa altro che pensare che tutto ciò avrebbe potuto continuare ad essere se solo quest'uomo l'avesse amata abbastanza da non dire basta alla sua vita.
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