martedì 16 aprile 2019

Recensione: Alice non lo sa

Titolo: Alice non lo sa
Autore:
 Carmen Laterza
Pagine: 302
Prezzo di copertina: 16.64 euro
Editore: Libroza

Alice è una bambina di sei anni, curiosa e sempre allegra, che osserva il mondo con sguardo puro e senza filtri. Sua madre Roberta, oberata dal lavoro e dagli impegni familiari, cerca di non far pesare sui figli il momento difficile che sta attraversando, soprattutto nella relazione con il marito Carlo. La nonna Mimì, dal canto suo, cerca di insegnare ai nipoti che la vita va presa con leggerezza e sprona la figlia a non rinunciare alla propria felicità.Convinti che Alice sia troppo piccola per capire ciò che le succede intorno, i familiari non si accorgono che invece Alice li osserva e riesce a vedere oltre l’immagine che ciascuno vuole dare di sé. Così Alice vede la stanchezza di sua madre, il distacco del padre, i tormenti di suo fratello Riccardo, in piena crisi preadolescenziale, e la dolorosa solitudine della nonna, nascosta sotto una maschera di apparente serenità. Con la disarmante innocenza della sua infanzia, Alice intuisce quello che gli adulti le nascondono e arriva a comprendere perfino quello che essi stessi non sanno.Nel rapporto tra nipote, madre e nonna, nell’alternarsi di queste tre nuove figure femminili, Carmen Laterza indaga dunque ancora una volta il senso profondo delle relazioni familiari e affettive e, con la scrittura lucida e riflessiva che abbiamo imparato ad amare, ci dimostra che spesso la saggezza non è conquista esclusiva dell’età adulta e che la felicità è possibile, ma solo se condivisa. Perché essere felici da soli è come essere felici a metà.

Interpretiamo spesso il sorriso di un bambino come un atto ingenuo che nasce spontaneo sulle labbra di chi ancora non ha visto in faccia le difficoltà della vita. Ed invece è il loro modo di affrontarla
Alice non lo sa in realtà è una grande antifrasi che non fa altro che caratterizzare questa bimba dagli occhi vispi come un'osservatrice attenta dei bisogni 'dei grandi', coloro che la ritengono "troppo piccola per capire". Perché ammettiamolo, a volte ricordiamo momenti in cui un adulto aveva fatto notare alla bambina che era in noi quanto tempo dovesse passare prima di comprendere quel mondo ad altezza di uomini grandi, che si sono fatti le spalle larghe per affrontare a gomitate le sfide quotidiane.
Ma questo mondo non è in realtà nemmeno a misura d'uomo, piuttosto di chi sa analizzarlo e renderlo un angolo per sé. In questo la nostra Alice è bravissima: ha una madre che cerca di crescerla, una nonna che la vizia coi la sua dolcezza ed è la pulce di Riccardo, il fratello maggiore, che in fondo le dedica una grande fetta del suo cuore.
Una famiglia come tante e con problemi nascosti sotto il velo di una routine troppo frenetica per pensare a risolverli. L'unica che vive con leggerezza e sembra avere il tempo di osservare è Alice che, in tutta la sua innocenza, ha più iniziativa di chi si propone come modello da seguire. 

Lei non è incasellata nelle regole della società tanto che riesce ad interpretare il mondo senza filtrarlo con la lente offuscata dall'ipocrisia.
Sarà per questo che apprezzo i bambini, capaci per un momento di mostrarti ciò che ci circonda in tutta la sua limpidezza così che per un attimo sai sorridere di nuovo.
Ogni personaggio ha il suo perché; insieme formano un puzzle che ci insegna che, per quanto possa sembrare incasinata la vita, si riesce a mettere assieme anche dopo aver perso qualche pezzo.
Ogni pagina ha lo stesso sapore di una giornata che hai vissuto, ve lo assicuro. L'amaro di chi vede soffrire chi ama con il retrogusto della nostalgia per i ricordi che riaffiorano. La dolcezza di un bambina che prende la cartella delle Winx che pesa più di lei ed esce col sorriso procedendo spedita verso scuola. Ed infinite l'agrodolce della vita, quel gusto che li riassume tutti, li miscela come più gli aggrada e te li mette davanti. E devi prenderli così come sono. 
Finisco questa recensione ringraziando caldamente l'autrice, che ha avuto la pazienza di aspettare la recensione del suo libro rispettando i miei tempi fuori dal ragionevole e la gentilezza di spedirmi la copia del romanzo ben due volte in quanto le Poste, si sa, a volte giocano brutti scherzi. 
Inoltre un grazie immenso perché è una storia che mi ha curato qualche vecchia ferita, che oramai quasi non ricordavo più esistesse: l'ha ripresa e rielaborata, pagina dopo pagina. 
Alice era cresciuta, ma il suo sguardo era rimasto così, vispo e curioso, attento a cogliere ogni dettaglio del mondo intorno a sé.
Sai, nella vita succedono tante cose. Alcune bellissime, altre meno. A volte va tutto bene, a volte ci sono dei problemi. Ma se resti allegra, se prendi le difficoltà con un sorriso, è più facile superarle.





8 commenti:

  1. l'ho letto anch'io, mi è piaciuto molto, è una storia di donne, tre diverse generazioni, alle prese con le tante difficoltà della vita...
    ciao francy!!

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    1. Ciao Angela! Abbiamo colto entrambe questo grande argomento trattato dal romanzo :)

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  2. Sembra davvero interessante, soprattutto mi attira che sia una storia di donne :)

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    1. Sì, il fatto che si parli di donne e della forza con cui affrontano i problemi facendo anche della loro sensibilità un'arma è un punto forte del romanzo!

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  3. Risposte
    1. Mi fa piacere aver fatto nascere in te un briciolo di curiosità!

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  4. 'Essere felici da soli è come essere felici a metà' è una frase che mi colpisce moltissimo!

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    1. È una gran bella frase, sicuramente ricca di verità!

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